AFRICA, UN AMICO RACCONTA

Sai qual è il principale problema dell’Africa?

Il mio amico appena tornato da un lungo viaggio mi interroga, ma io sono preparata. Ho già pronta la lezione sullo sfruttamento delle risorse da parte dell’uomo bianco, la so, non l’ho capita bene ma la so dire. Ma prima che possa partire si risponde da solo. “E’ la stregoneria”.
E parte a raccontarmi una realtà incredibile, un mondo primitivo in cui se grandina forte e il raccolto è distrutto lo stregone sgozza un pollo, ne osserva il sangue e in base a quello decide quale donna andrà punita. Perché, si sa, è sempre colpa di una donna. Se c’è un uomo che odi con tutto il cuore, auguragli di rinascere donna in Africa, mi dice (non odio nessuno così tanto, e non credo nella reincarnazione, ma certo uno stage da donna africana per due mesi a qualcuno lo auspicherei, quasi quasi). La donna individuata come responsabile verrà cacciata dal villaggio, bandita, oppure a volte messa viva nell’acqua bollente o buttata nel fiume coi coccodrilli (se sopravvive era innocente). In certi casi, se la colpa della grandinata o di qualsiasi altro evento negativo verrà attribuita con certezza a lei – secondo una cultura per cui nulla succede per motivi naturali o spiegabili scientificamente – verrà uccisa e le verrà mangiato il cuore.
Le donne peraltro sono le uniche a lavorare, lì. Le vedi al mattino con un figlio legato davanti, uno al fianco, la cesta sulla testa che vanno nei campi. Per gli uomini in molte culture dell’Africa meridionale è un disonore lavorare, ed è impossibile per loro da adulti imparare il rispetto delle donne. Appena non dipendono più dalla mamma, smettono di seguirla al lavoro e se ne stanno fermi al villaggio.
Ovviamente questa non è una ricerca scientifica, ma è il racconto di un amico, che ha visto segmenti di una realtà e me la racconta. Nessuna pretesa di oggettività, ma un’esperienza toccata con mano. Non stiamo parlando di immigrazione, di flussi, di rifugiati, niente di tutto questo, perché non so come la pensi politicamente e non voglio litigarci. So solo che è andato lì a portare aiuti, e racconta quello che ha visto.
Di una cosa però è certissimo. I missionari danno davvero la vita per gli africani. Vivono con loro, come loro, fanno la stessa fatica e subiscono le stesse privazioni degli abitanti del posto, e l’ultima cosa che fanno è mettere una croce al collo agli africani. Però gli oratori sono stracolmi di persone, le messe durano tre ore e la gente li segue, perché parlano di Cristo con la loro vita. Questi missionari hanno dato un incarico al mio amico: aiutateci a non far partire la gente da qui, aiutateci a educarli. Insegniamo agli uomini che lavorare, insegniamo a combattere le credenze della stregoneria. Mandateci materiale edile e soldi, costruiamo delle scuole. Mandateci aiuti, intelligenze, soldi, persone.
Il mio amico ha incontrato tante persone che lavorano lì, e non so neanche se vada a messa la domenica, ma mi ha detto chiaramente: se vuoi mandare qualcosa, manda ai missionari non ad altre organizzazioni, perché a differenza di queste loro non sprecano un centesimo, non tengono niente per sé, fanno fruttare tutto, al massimo, perché loro lì danno la vita davvero. Ha visto arcivescovi zappare la terra, preti dormire tra gli insetti, suore consumarsi fino all’ultimo respiro. Il fatto è che se non lo fai per Cristo non riesci a farlo, non in quel modo, come serve.
Ecco, questo è solo un racconto, non ha pretesa di assoluto, non è un trattato di geopolitica, non è una proposta di soluzione. E’ una fotografia. Sicuramente altri ne avranno scattate altre, il continente è grande e le realtà sono tante. Comunque questa è vera di sicuro, e volevo condividerla.
Aggiungo quello che ho letto: minori affidati a donne che non sono le loro veri madri e che poi spariranno una volta sistemate le cose in Europa, e centinaia di donne che saranno invece dirottate a fare le prostitute, ognuna delle quale vale 60 mila euro d’incasso per la mafia stessa. Solo mettendone 100.000 nel “mercato del lavoro” in Italia la mafia nigeriana muove un giro di affari di 600 milioni di euro all’anno.
A questo si somma quello che perde l’Africa: risorse giovani. Leggo di ghanesi che hanno venduto il taxi o le proprie piccole mandrie per venire in Europa e ritrovarsi su una strada a elemosinare o a guadagnare 3 euro all’ora se gli va bene, trattati come bestie, e che non riescono neanche a mettere ovviamente da parte un capitale come era nei loro progetti. E anche se desiderano tornare non lo faranno mai per la vergogna perché non saprebbero cosa dire al villaggio, non saprebbero come giustificare quei soldi spesi per arrivare in Europa, anzi alimentano altre partenze facendosi selfie su facebook fingendo che tutto vada bene per non dire la verità, per vergogna. Risultato: altri giovani (diciottenni, non scolarizzati) cercano di venire qui perché pensano che sia facile arricchirsi.

Costanza Miriano, qui

È sempre così: chi parla in base ai fatti raccomanda di non partire, chi parla in base all’ideologia raccomanda di farli partire, di farli arrivare e di accoglierli, depredando l’intera Africa della sua forza lavoro, effettiva o potenziale.
PS: noto, per inciso, l’accenno ai selfie su facebook, con tutto ciò che questo comporta, sotto molti punti di vista, e di cui si è già parlato.

barbara

QUANDO LE FABBRICHE DI SANTI DIMENTICANO I MARTIRI VERI

Vi hanno fatto vedere per giorni “Josefa che non aveva lo smalto”. Vi hanno detto di prostrarvi, fino al ridicolo, di fronte a una ragazzina, Greta. Hanno elevato Carola a simbolo della vostra Europa. Oggi, sui nostri media, non una parola, non una, su questa donna, Suzan, insegnante, cristiana, armena, rimasta nel villaggio siriano soltanto per le sue allieve, rapita, stuprata in gruppo per nove ore, torturata, infine lapidata. Non credete mai a questo falso umanitarismo dove non c’è compassione né verità, ma è soltanto una corda con cui l’Occidente si impicca. Ci ha impedito di vedere e parlare e aiutare le vere vittime con cui dovevamo solidarizzare, i nostri morti, innocenti uccisi dai malvagi, non icone della società dello spettacolo ma martiri.
Giulio Meotti

I santi cristiani non tirano, di questi tempi, neanche se martiri, neanche se torturati peggio di san Lorenzo sulla graticola. Non solo non tirano, ma neanche interessano, molto più attraenti i santi laici, le grete, le carole, le daisy, o altri ancora più laici. E i martiri veri si fottano pure.

barbara

QUEL TIZIO SICILIANO CHE È MORTO A ROMA

Prima faccio parlare Giulio Meotti

Andrea Camilleri, bravo scrittore, pessimo ideologo. A sinistra – per ideologica piaggeria e banalità culturale – era consuetudine ormai prendere per grande qualsiasi cosa scrivesse. Figuriamoci se per la sua morte, che la terra gli sia lieve, qualcuno ricorderà le idee del maestro Camilleri, cattivo maestro. Sul comunismo in testa, cui fu sempre legato. “Voglio precisare che i gulag non furono campi di sterminio, Solgenitsin, per fare un nome, con i nazisti non sarebbe sopravvissuto”. “A Cuba c’è chiaramente una dittatura, ma non ci sono stati desaparecidos, cioè si sa chi era e chi è ancora in galera, con nome e cognome, non ci sono scomparsi perché prelevati di notte dalla polizia o dai paramilitari. Volendo, i parenti possono visitarli. Ci sono state fucilazioni ma vanno viste le condizioni che hanno portato a questo. Sappiamo soltanto quello che ci dice la stampa statunitense e non quella non condizionata”. “Non c’è una persona trentenne, dai trent’anni in su, che arrivi dall’ex Unione Sovietica in Italia e che fa la modella, la cantante, la cameriera che non sia ingegnere o diplomata. Ciò significa che se il comunismo fosse continuato in Urss forse oggi l’Urss si troverebbe allo stesso livello della Cina”. Dunque Camilleri fu uno dei tanti scrittori italiani che hanno mentito sul totalitarismo comunista (aveva almeno l’attenuante dell’età). Si fa prima a dire quelli che ebbero la chiarezza morale per dire la verità, come il grande Ignazio Silone. Furono pochissimi. Per me le parole di Camilleri su Solgenitsin – di cui ho amato ogni riga – sono imperdonabili.

poi parlo io.

Ho letto un solo libro suo, praticamente obbligata: me lo aveva regalato la mia amica comunista (quella che “e quelle rappresaglie in puro stile nazista e quei poveri bambini palestinesi assassinati a sangue freddo e quei poveri kamikaze talmente portati alla disperazione da non desiderare più altro che di morire”) e sapevo con certezza che poi me ne avrebbe chiesto conto. E in questo, come rarissimamente accade, dissento totalmente dall’amico Meotti: finito con fatica, l’ho chiuso con la certezza che non ce ne sarebbe mai stato un secondo. Poi volendo ci sarebbe questa cosettina qui, della straordinaria seduzione delle bambine di due anni. Un signore, nei commenti, spiega che l’autrice dell’articolo è ignorante perché non comprende il contesto: se quella frase fosse stata detta da uno scaricatore di porto, si sarebbe dovuta intendere come espressione di pedofilia, ma siccome l’ha detta un uomo di cultura, di poesia, di estetica, allora no, voleva dire tutt’altro. Ecco, prima di tutto voglio fare i miei complimenti all’autore del commento per il suo atteggiamento nei confronti delle classi inferiori – alle quali, figlia del sottoproletariato urbano, mi onoro di appartenere; poi vorrei ricordare che Pasolini, intellettuale vero, non tarocco, i ragazzini non li inculava in senso metaforico, ma proprio concreto, approfittando, da buon comunista, della loro miseria. La poesia, la cultura, l’estetica, non sono mai garanzia di alcunché.

Ah, poi è morto anche Luciano De Crescenzo. Me ne dispiace sinceramente.

barbara

IMPERATIVO CATEGORICO: SALVARE I NAUFRAGHI

che sono soli e disperati in mezzo al mare, che stanno per affogare, che stanno per morire tutti e noi li avremo sulla coscienza come se li avessimo assassinati con le nostre mani

E ora leggete questa accorata, appassionata, commovente lettera di Saverio Tommasi.

Lettera d’amore a Carola Rackete. La comandante della Sea Watch spiegata a chi oggi ha 15 anni

Care ragazze, cari ragazzi, non credete a chi confonde le ONG con gli scafisti, il bene con il male, 42 vite salvate con 49 milioni di euro rubati. Non credete a chi dice che qualcuno deve avere più diritti di qualcun altro in base al luogo in cui è nato. Non credete a chi si genuflette alla casualità perché ha avuto il culo di nascere nella particella ricca del mondo.
Se hai quindici anni, o sedici, o magari ne hai dieci però hai già sentito certi discorsi d’odio in tv, o da parte dello zio, o li hai letti sulle pagine social di qualche politico con la bava alla bocca quando parla di ONG, io voglio dirtelo a gran voce: il mondo non è tutto così.
Il mondo non fa schifo nonostante molti si sforzino ogni giorno per sporcarlo con le loro azioni.
Care ragazze, cari ragazzi, i razzisti più o meno consapevoli fanno un gran rumore ma hanno torto.
Non vi preoccupate se non sentite il rumore dell’albero che cresce, è lui che alla fine metterà radici, e le urla dei cattivisti si perderanno nel vento.
Il mondo non è di chi dice “non a casa mia”, senza rendersi conto di essere un bruscolo nell’universo. Il mondo è di chi non si ferma ai confini, e di chi considera il confine una soglia e tiene la porta aperta.
Voglio dirvelo forte: il mondo è fatto soprattutto da chi divide il pane, da chi spezza il suo tempo con gli altri. Il mondo è fatto principalmente da chi non occupa i primi posti con la sua giacca, e da chi prova a fare spazio agli altri più che prenderselo.
Care ragazze, cari ragazzi, quelli che hanno cambiato il mondo hanno sempre rischiato. Chi inventò la ruota, la ferrovia, ogni volta che è stato inventato un nuovo gioco ancora nessuno ci giocava, ci avete mai pensato?
C’è sempre stato qualcuno che ha sognato oltre gli ostacoli, oltre l’idea del perbenismo, del bigotto, del passato.
Rosa Parks non si alzò. Giorgio Perlasca si finse console spagnolo. Gino Bartali fingeva allenamenti fino ad Assisi. Il pugno chiuso di Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi del 1968. Anche Cristo ribaltò i tavoli dei mercanti. Solo Fantozzi ha sempre obbedito, per questo è stato il più prigioniero di tutti. Prigioniero del ruolo, della forma, del padrone, prigioniero della società.
Carola Rackete (arrestata a Lampedusa dalla Guardia di Finanza) ha disobbedito, forse, a una legge piccola per obbedire a una legge più grande. I maiali potranno continuare a grugnire e insultarla, ma continueranno a girarsi nel fango mentre Carola solca il mare, dovunque si trovi.
Care ragazze, cari ragazzi, io vi dico che solo un atto di disobbedienza a una legge ingiusta, in quanto atto di libertà diventa atto d’amore, e dunque di ragione, perché non c’è altra ragione per vivere, che non amare ed essere amati.
Ogni volta che qualcuno salva una vita salva il mondo intero. Grazie Carola Rackete per aver salvato 42 vite e il mondo intero. (qui)

A cui faccio seguire un commento di Enrico Richetti.

Molto bello questo articolo, secondo Gabriele Nissim. Questo articolo, in base al quale io e molti altri siamo maiali che grugniscono.
Perché secondo il profondissimo pensiero di Gabriele Nissim, rifiutare che chi non ha documenti entri in un altro Paese, è come impedire ai neri di sedersi agli stessi posti dei bianchi.
Perché secondo Gabriele Nissim, se Carola non avesse violato le acque italiane speronando una motovedetta, gli ospiti della Sea Watch, nonostante i rifornimenti di cibo e medicinali e il permesso di sbarcare per essere ricoverato a chi era malato, sarebbero morti tutti.
Perché se i neri li riporti in Tunisia, non dico in Libia, oppure li rimpatri nell’Africa nera, verranno sterminati. E’ risaputo che nell’Africa nera i neri sono una minoranza perseguitata e minacciata di sterminio…oppure no?
E’ risaputo che chiedere il rispetto delle Leggi è cosa da fascisti o da nazisti.
E’ risaputo che accusare un individuo infame come Soros che finanzia chi vuole distruggere Israele (aiutando i BDS e gli iraniani), è un atto di antisemitismo. E’ risaputo che Soros è un filantropo, e proprio per questo aiuta gli iraniani che, oltre a impiccare gli omosessuali, vogliono la bomba atomica per distruggere Israele. E io che pensavo che fosse antisemita Soros, visto che i traditori ci sono anche tra di noi…mi sbagliavo, anzi, grugnivo…
Se dico che un rapinatore ebreo è un rapinatore sono antisemita, se dico che uno speculatore ebreo senza scrupoli è uno speculatore senza scrupoli sono antisemita.
Se dico che chi vuole aiutare l’Africa con 500 milioni di dollari non finanzia una migrazione di massa, ma adotta bambini africani a distanza, paga borse di studio per giovani africani che vengano a studiare in Europa per poi portare lo sviluppo e la tecnologia nel proprio Paese, oppure , finanzia la costruzione di scuole, ospedali e che Carola non salva vite umane né aiuta gli africani,… sono un maiale che grunisce.
Se dico che la civiltà è basata su leggi che, quando non violino diritti umani fondamentali vanno rispettate, e che semmai si lotta per cambiarle, ragiono forse come un nazista.
Se dico che a fronte di paragoni indegni con Carola, Gino Bartali, Giorgio Perlasca, Oscar Schindler si rivolteranno nella tomba, sono un razzista che dalla Shoà non ha imparato niente e non si rende conto che nel Mediterraneo c’è una nuova Shoà.
Peccato, caro Gabriel Nissim, il Giardino dei Giusti , Gariwo , era un’ottima iniziativa.
Un’iniziativa che non meritava davvero di vedere accostati i Giusti a quanti vogliono distruggere gli Stati europei, Israele, e vogliono impoverire la stessa Africa. (qui)

Al commento di Enrico Richetti, che condivido al 100%, aggiungo un paio di annotazioni mie.
Per quale bizzarra ragione il signor Tommasi, che considera “un bruscolo nell’universo” chi ha opinioni diverse dalle sue, immagina di essere qualcosa di diverso da un altro bruscolo nell’universo?
“Quelli che hanno cambiato il mondo hanno sempre rischiato”. Anche Pol Pot ha rischiato. Anche Hitler, che è stato anche in galera per le sue idee rivoluzionarie con cui voleva cambiare il mondo. Anche Stalin, che si è fatto la Siberia. Mentre non mi è del tutto chiaro che cosa esattamente abbia rischiato chi ha inventato la ruota. O il frigorifero. O il chinino.
Non mi è neanche del tutto chiaro il nesso fra i 49 milioni – sui quali qualcuno si è anche preso la briga di spiegare come stanno le cose, ma la verità sembra non interessare a nessuno – e i 42 clandestini che la signora Carola ha prelevato dai trafficanti di carne umana violando le acque territoriali libiche, e scaricato in Italia violando le acque territoriali italiane e attentando alla vita dell’equipaggio della motovedetta della Guardia Costiera (naturalmente il nesso sarebbe altrettanto poco chiaro anche se li avesse effettivamente salvati strappandoli alla morte per naufragio). Grande è la confusione sotto il sole, soprattutto nelle teste dei buoni di professione.

barbara, maiala che grugnisce

LEGGI O LETTORE

E impara dalla signora Cristina!
(In relazione a questo post  – il cannocchiale come al solito funziona a singhiozzo, quindi se non vi fa accedere e il tema vi interessa riprovate più tardi).

commento di Cristina

Sono musulmana italiana..amo il mio velo…e Iddio l’altissimo ha comandato la modestia…ad ogni modo per le sorelle che hanno deciso la copertura integrale vorrei farvi notare che le donne hanno anche una vita privata dove sono liberissime di scoprirsi..nei paesi islamici esistono luoghi(piscine,parchi,spiagge)ad uso esclusivo in cui una donna puo godersi tutto il sole che vuole…
e visto che si e’ aperto un discorso di quanto faccia male non prendere il sole(fatto unicamente per colpire nuovamente il mondo islamico) perche’ non parliamo di quanto e’ aumentato in italia il ricovero di ragazze per coliche renali e addominali a causa della moda dell’ombelico al vento…o di quanto faccia male prendere il sole in topless..o comunque senza le necessarie precauzioni…si parla tanto di prevenzioni contro i tumori della pelle!!!!
e per mia idea personale il velo e’ l’espressione di liberta’ piu’ forte che una donna possa scegliere..perche’ in questa societa’ maschilista non mi piego e non mercifico il mio corpo per soddisfacere il piacere maschile…basta pensare che per publicizzare uno yogurt bisogna mostrare una donna col seno al vento…nessuno parla di come la donna viene sfruttata solo come immagine di natura prettamente sessuale????!!!!!!!!
io non ho nessun uomo-orco padrone….non mi svendo,ma valorizzo davanti ad Allah la mia modestia.

commento di barbara

1. Potresti fornire qualche dato documentato sull’aumento dei ricoveri per coliche renali e addominali?
2. Potresti fornire qualche dato documentato sulla correlazione fra ombelico scoperto e coliche renali e addominali?
3. Sei sicura di sapere che cosa sia una colica renale o addominale?
4. Tu conosci personalmente qualcuno che a causa di una colica renale o addominale si sia fatto ricoverare? (io no)
5. Io l’esistenza di spazi separati la chiamo apartheid, non privilegio, e l’apartheid è figlia del più infame razzismo.
6. Non ti è mai venuto in mente che un uomo che ha bisogno che le donne si coprano per non cedere alla tentazione di saltare loro addosso non è un uomo bensì uno schifoso maiale? Se a te fa piacere vivere in mezzo ai maiali accomodati pure, io preferisco vivere in mezzo agli uomini.

Naturalmente la signora Cristina non ha risposto alle mie contestazioni delle sue grottesche corbellerie. Oltre a quanto già detto, vorrei aggiungere due riflessioni.
L’islam richiede la modestia, come giustamente ricorda la signora Cristina. Ora, la prima caratteristica di un abbigliamento modesto è quella di non attirare l’attenzione, e io chiedo: in casa nostra, per le nostre strade, nella nostra società, attira di più l’attenzione una minigonna o una abaya,
abaya
uno chador,
chador
un burqa,
burqa
un niqab?
niqab
Quando ero giovane e bella e con due gambe da sballo e giravo in minigonna, buona parte degli uomini restavano del tutto indifferenti (o, se non lo erano, non lo davano a vedere); parecchi mi guardavano con ammirazione, e si fermavano lì; qualcuno fischiava; qualcuno faceva commenti, a volte solo galanti, a volte pesanti; rarissimamente qualcuno tentava di andare oltre. C’erano amici e compagni di università che mi cercavano per la compagnia, per parlare, per discutere, per confrontarci su temi sociali, politici, culturali. Le donne musulmane invece – l’ho sentito dire molto spesso da loro e lo conferma anche la signora Cristina qui sopra – si coprono “per proteggere i loro fratelli”, si coprono perché altrimenti i loro uomini non potrebbero frenare le proprie pulsioni sessuali e salterebbero loro addosso. Ora, io chiedo, qual è la società che vede le donne unicamente come oggetti sessuali, la nostra, corrottissima, con le minigonne e lo yogurt pubblicizzato con le poppe al vento, o quella islamica?

barbara

UN DUBBIO, FRATELLI, MI ATTANAGLIA

Ma se il femminile di sindaco è sindaca, di ministro ministra, di avvocato avvocata, il femminile di pisello sarà forse pisella? “La pisella è mia e me la gestisca ia (ia-ia-o)”? No, perché la lingua femministicamente corretta è importante, non vorrei incorrere nelle boldrinesche ire funeste che infiniti addurranno lutti agli Achei eccetera eccetera. Sapete com’è. (sempre in attesa del mio ritorno)

barbara

LE COLPE DEI PADRI

Le colpe dei padri, come tutti sanno, sono quella cosa che non deve mai ricadere sui figli. Mai. Neanche per sbaglio. Neanche per distrazione. Neanche per scherzo. Neanche per uno scherzettino bonario. Mai. Tranne il caso che i padri in questione appartengano alla razza bianca. La quale razza è quella cosa che – anche questo lo sanno tutti – assolutamente non esiste, tranne la razza bianca, che non solo esiste, ma è anche una razza inferiore in quanto colpevole di tutti i danni del pianeta, conosciuti e sconosciuti, e di tutti gli altri pianeti scoperti e coperti nonché di tutte le galassie scoperte e coperte. In questo caso le colpe dei padri ricadono sui figli fino alla seimiliardesima generazione. E dunque succede che noi – nel senso di immonda razza bianca – abbiamo avuto le colonie, abbiamo sfruttato il loro suolo e sottosuolo e la popolazione, arricchendoci alle loro spalle, e impoverendo loro in proporzione. (Come? Dici che dopo la fine del colonialismo sono arrivati dei satrapi corrottissimi che li hanno depredati ancora più di noi? Colpa nostra: se non ci fossimo stati prima noi non sarebbero arrivati neanche i satrapi) E dunque, per scontare le colpe dei trisnonni dei nostri trisnonni, adesso dobbiamo accogliere e nutrire tutti quelli che arrivano, da qualunque parte del mondo arrivino. Ne arriva un milione? Accogliamo un milione. Dieci milioni? Accogliamo dieci milioni. Cento milioni? Accogliamo cento milioni. Un miliardo? Accogliamo un miliardo. Continuando infaticabilmente a chiedere scusa e batterci il petto e cospargerci il capo di cenere: scusa per il male fatto dai trisnonni dei nostri trisnonni, scusa per avere sviluppato una cultura superiore alla loro, una scienza superiore alla loro, una tecnologia superiore alla loro, scusa per avere concepito l’idea dei diritti umani ed esserci dotati di democrazia, scusa per esistere.

E gli arabi – che dopo l’arrivo del cammelliere predone assassino pedofilo sono diventati musulmani? Hanno aggredito, invaso, occupato, islamizzato a suon di massacri, deportazioni, stupri etnici, conversioni forzate tutto il nord Africa, buona parte del centro Africa, tutto il medio oriente, parti dell’estremo oriente, i Balcani, parti dell’Italia, la Spagna (se ho dimenticato qualcosa aggiungetelo voi), hanno cancellato culture, lingue, etnie, hanno depredato e devastato, hanno fatto razzie per catturare schiavi (ricordiamo che non solo gli schiavi bianchi sono stati più numerosi degli schiavi neri, ma che anche per gli schiavi neri erano i capitribù locali a fare le razzie, e i mercanti arabi a farne commercio, vendendoli ai negrieri bianchi) e in varie parti praticano tuttora la schiavitù. E stanno conquistando fette sempre più grosse di Europa, terrorizzando gli autoctoni, imponendo loro il proprio stile di vita, limitando le loro libertà e i loro diritti. E loro? Niente colpe da scontare? Niente danni da risarcire? No. al contrario, dobbiamo accoglierli. Dobbiamo essere indulgenti perché loro non lo sanno che in Italia non si può stuprare sulla spiaggia, proprio non lo sanno. Dobbiamo essere comprensivi se addobbano le loro donne come tende beduine, perché è la loro cultura. Dobbiamo capirli se infibulano le bambine, perché da loro si fa così. Non dobbiamo criticarli se sposano bambine prepuberi, perché stanno seguendo l’esempio del loro Profeta, piss be upon him. No, nessun senso di colpa per loro. Ma perché Dai su, ragazzi, non potete fare domande così stupide! Perché loro non appartengono alla famigerata razza bianca, ecco perché.
child_brides
PS: mi è capitato di sentir dire: “Se Allah ha dato il petrolio a noi, ci sarà una ragione”. Ora, a parte il fatto che lo ha dato anche agli americani e ai nordeuropei e – orrore degli orrori! – anche agli ebrei in Terra d’Israele, ma se per poterlo estrarre e raffinare e utilizzare  Allah li ha fatti aspettare fino a quando non sono arrivati i famigerati colonizzatori bianchi, non avrà avuto le sue ragioni?

barbara

MIGRANTI ANCORA

(Sì, li amo alla follia, abbiate pazienza, non posso fare a meno di pensare continuamente a loro)
Oggi comincio con questa splendida carrellata di puttanate.

Le “frasi celebri” nella vicenda Sea Watch (e affini)

Ecco di seguito, in ordine sparso, una serie di luoghi comuni molto frequentemente utilizzati quando si verificano fatti come quelli che hanno riguardato la Sea Watch 3 nei giorni scorsi. Alcuni di essi sono quasi privi di fondamento ma vengono ripetuti incessantemente come un mantra, oltre che dai protagonisti, anche dai giornali e telegiornali asserviti alla sinistra confermando ancora una volta come sia efficace la manipolazione dell’opinione pubblica attraverso la diffusione di notizie inventate o quanto meno non verificate e l’uso terminologico distorto di alcuni concetti al fine di piegare la realtà alla narrazione mainstream. Così una netta minoranza politica tenta di imporre a tutti il proprio credo ideologico attraverso l’utilizzo di mass-media ben addestrati allo scopo con il sostegno della Chiesa di Bergoglio e di parte della Magistratura. La cosa interessante è che la quasi totalità degli elettori di sinistra (solo quelli, per fortuna) prendono per vere queste affermazioni senza controllarle, credendo in buona fede a ciò che viene loro raccontato e dando per scontato che i propri interessi (sicurezza sociale, livelli retributivi, mantenimento dei diritti acquisiti) coincidano con quelli dei loro partiti di riferimento i quali invece hanno purtroppo scopi diametralmente opposti (mantenimento delle posizioni di potere a scapito della sicurezza sociale, dei livelli retributivi e dei diritti acquisiti dai cittadini).

Questo post è dedicato a quegli elettori, sperando che un giorno possano rinsavire.

  1. “Sono dei disperati”: saranno anche disperati ma allora dove hanno trovato 6.000 dollari per la traversata? Questa cifra corrisponde a 5 anni di stipendi medi nei paesi di provenienza. In che senso sono disperati? Qualcuno me lo sa spiegare?
  2. “Sono profughi”: in Nigeria, Algeria, Tunisia, Marocco, Senegal, Costa d’Avorio, Iraq c’è la guerra? Mio Dio! e da quando?
  3. “Sono naufraghi”: secondo la Treccani “un naufrago è chi, passeggero o membro dell’equipaggio, caduto in acqua da una nave, è oggetto di operazioni di ricerca e di soccorso”. Se dal gommone o dal barcone degli scafisti vengo trasbordato in tutta sicurezza sulla nave di una ONG compiacente, sono un naufrago o sono semplicemente un cliente che ha pagato il biglietto ad una catena organizzata di mascalzoni? Cambiamo la Treccani, dai!
  4. “La Libia non è Paese sicuro, c’è la guerra”: eppure tutti i migranti volontariamente arrivano lì (dove c’è la guerra), volontariamente attendono lì per settimane prima di essere imbarcati dai criminali scafisti (dove c’è la guerra), volontariamente partono da lì (dove c’è la guerra). Ma poi quando vengono imbarcati da una ONG, da dove sono partiti non ce li puoi più riportare (perché c’è la guerra). Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.
  5. “Erano in pericolo di vita”: peccato che Giulia Berberi (il medico della barca a vela Alex della ONG “Mediterranea” che ha violato il blocco del Viminale attraccando a Lampedusa) abbia candidamente affermato in un video che il gommone non stava affondando ed era in buone condizioni. Dello stesso autore “li abbiamo presi perché stava arrivando la motovedetta libica”. E bravi questi giovanotti delle ONG! vero?
  6. “I tremendi lager libici – parte prima – hanno subìto torture nei campi libici”: nessuno di loro ha documenti di riconoscimento (troppo facile bambocci creduloni europei, cosa credete che siamo così scemi da portarci dietro il passaporto senegalese così poi non ci date l’asilo?). Però hanno il cellulare con una SIM (intestata a chi?) e un credito attivo e un taglio di capelli alla moda. Davvero crudelissimi questi aguzzini libici.
  7. “I tremendi lager libici – parte seconda”: dove sarebbero esattamente? Qualcuno delle decine di giornalisti d’assalto di sinistra ha fatto qualche reportage? No? E come mai? Strano. Ci sono fotografie, magari da un drone? (le uniche foto che circolavano sono clamorosi falsi) Ci sono provedi maltrattamenti? I racconti che vengono fatti dai diretti interessati hanno riscontri oggettivi? O sono solo dichiarazioni di gente senza documenti e dalla fedina penale sconosciuta che ha interesse ad arrivare qui e quindi direbbe qualsiasi cosa specie se imbeccati da qualcuno? Perché dovremmo credere loro? E poi, se ci fossero le prove, queste non finirebbero sulle prime pagine di giornali e TG per intere settimane? Invece nulla di tutto questo. Davvero strano.
  8. “I tremendi lager libici – parte terza”: quindi ricapitolando pago 6.000 dollari per andare volontariamente in un campo libico sapendo che poi dovrei sopportare ogni tipo di angheria?
  9. “I tremendi lager libici – parte quarta – i migranti sono come i deportati ad Auschwitz”: infatti i deportati di Auschwitz spontaneamente pagavano il biglietto del treno per il campo di concentramento, spontaneamente arrivavano, entravano e poi liberamente se ne andavano quando volevano. Certo. Uguale uguale.
  10. “I tremendi lager libici – parte quinta”: ma se davvero esistono e sono così terribili, forse adesso che il flusso migratorio verso l’Italia si è praticamente arrestato rispetto all’era Monti/Letta/Renzi, non sarà che così c’è anche meno gente che viene sottoposta a torture? Che vogliamo fare? Era meglio prima? Ripristiniamo il traffico delle ONG e di conseguenza il numero dei “deportati” nei campi? Se smetto di importare schiavi forse anche i campi di “stoccaggio” dei medesimi si svuotano e – prima o poi –  chiudono. O no? Sbaglio?
  11. “La Tunisianon è porto sicuro”: davvero? La Tunisia ha firmato la Convenzione di Ginevra il 24 ottobre 1957, e nel 1968 ha firmato anche il Protocollo sullo status dei rifugiati, nel 1969 la Convenzione sullo status degli apolidi e la Convenzione dell’Organizzazione dell’Unità Africana (OUA) che regola gli aspetti specifici dei problemi dei rifugiati in Africa, nel 2000 la Convenzione sulla riduzione dell’apolidia. Ha votato persino il Global Compact che l’Italia fortunatamente ha rigettato. Infine, la stessa Costituzione tunisina del 2014 all’art. 26 recita: “Il diritto all’asilo è garantito secondo la legge; è vietato estradare persone che beneficiano di asilo politico”. Unhcr ha recentemente elogiato la politica delle porte aperte del governo tunisino per le persone in fuga dalla vicina Libia a causa del timore di violenze e persecuzioni.
  12. “Abbiamo forzato il blocco imposto dall’Italia per ragioni umanitarie”: invece tenere sulla graticola su un ponte al sole di giugno per due settimane decine di “passeggeri” quando nello stesso arco di tempo si sarebbe potuto raggiungere qualunque porto del Mediterraneo, è molto umano vero? Le ragioni umanitarie valgono solo quando garba a loro ma tanto alla fine c’è sempre qualche incantato che crede a questa gente.
  13. “Abbiamo forzato il blocco perché la situazione a bordo era diventata insostenibile”: ovvero? Soffrono il mal di mare? Non vengono nutriti? Non vengono dissetati? Sono arrivati Orfini e Fratoianni?
  14. “L’Italia apra i propri porti – parte prima”: che detto da Germania e Francia che i propri confini li hanno sigillati da un pezzo e che ci rimandano indietro i clandestini legati e sedati, fa un po’ ridere.
  15. “L’Italia apra i propri porti – parte seconda”: che detto da Bergoglio che vive in uno Stato circondato da mura alte 10 metri dove si incarcera immediatamente chi è privo di autorizzazione, fa ancora più ridere.
  16. “Sono allo stremo delle forze”: così a vederli, con 90 chili di peso corporeo, non sembrerebbe proprio. Quelli (pochi) magrolini che si vedono nei TG sono provenienti dal Corno d’Africa dove strutturalmente le popolazioni sono così. Sono magri di natura, mica per la traversata. Poi ci sono quelli che davvero in quei luoghi muoiono di fame e che perciò non possono neppure pensare di muoversi dalle loro terre. Loro qua non arriveranno mai e forse proprio di loro sarebbe invece il caso di preoccuparsi.
  17. “Sono muscolosi perché nei campi libici fanno i lavori forzati”: infatti la muscolatura umana notoriamente si sviluppa in poche settimane a livelli da Mister Universo anche in carenza di nutrimento specie nei lager libici, vero? Questa non la commento neanche. Roba da chiodi.
  18. “L’Italia se li deve prendere, c’è l’accordo di Dublino”: e se la nave ONG batte bandiera tedesca? È territorio tedesco, o no? Però la Germania non se li prende. E se batte bandiera olandese? È territorio olandese, o no? Però l’Olanda non se li prende. Se li deve prendere l’Italia. Logica incrollabile direi.
  19. “Abbiamo ritenuto giusto violare la Legge fascista di Salvini”: peccato che la Legge in questione sia stata approvata da un Parlamento democraticamente eletto, promulgata da un Presidente della Repubblica che non si direbbe un pericoloso estremista e vagliata favorevolmente dalla Corte Costituzionale. Non è una legge di Salvini. È Una legge del Popolo italiano. Cretini.
  20. “L’Italia è un porto sicuro – parte prima”: sì, e certe Procure italiane ancora di più.
  21. “Italia porto sicuro – parte seconda”: e Francia, Tunisia, Grecia, Malta, Croazia, Egitto, Albania, Spagna no?
  22. “In Italia c’è un governo fascista”: ma come? Non era un Paese sicuro?
  23. “Quando una Legge è ingiusta è consentito violarla”: il che, detto da 5 diportisti che di mestiere fanno i deputati del Parlamento della Repubblica, fa semplicemente rabbrividire. Corte Marziale immediata senza possibilità di appello.
  24. “Le ONG salvano le vite – parte prima”: chi è in difficoltà va salvato, senza dubbio. Però molte volte non si tratta di salvataggi di vite, ma di semplici trasbordi da una imbarcazione all’altra. In più se, come nel 90% dei casi, nel mio Paese non muoio di fame, se non scappo da guerre e persecuzioni e quindi se alla fin fine mi imbarco volontariamente consapevole dei rischi che corro (e li conosco benissimo quei rischi perché internet lo sanno usare tutti) e poi succede qualcosa di tragico è un po’ come quegli irresponsabili che fanno i fuoripista con gli sci e poi vengono travolti da una slavina.
  25. “Le ONG salvano le vite – parte seconda”: benissimo, bravi! Sareste leggermente più credibili se poi quelli che trasbordate li portaste subitoin uno qualunque delle centinaia di porti sicuri del Mediterraneo anziché sempre e solo in Italia dopo avere vagato per giorni in mare e ben sapendo che in Italia non si sbarca perché c’è un Ministro degli Interni cattivo. O solo se li portate in Italia poi gli si salva la vita? Ma chi ci crede? Ah già! Sempre i famosi elettori di sinistra. Un tremendo sospetto: non è per caso che i migranti in pericolo di vita ce li mettano proprio quelli delle ONG per ragioni esclusivamente politiche? Sicuri sicuri, vero?
  26. “Le ONG salvano le vite – parte seconda bis”: storiella: un bagnino di salvataggio della costa riminese vede un bagnante annaspare in acqua. Esce immediatamente con il suo pattìno a remi, lo raggiunge, lo carica a bordo. Poi, anziché tornare a terra, prende il largo. Dalla riva, allibiti, gli gridano di tornare indietro ma lui niente. Via radio gli chiedono di dirigersi almeno verso Riccione o Cesenatico. Lui niente. Dopo 5 giorni di voga arrivano stremati (lui e il bagnante “salvato”) a Pola, in Croazia.      Finale nr. 1: il bagnino di salvataggio viene acclamato come eroe nazionale, la Cooperativa Bagnini di Salvataggio gli dà un premio, l’Europa applaude, partono le raccolte fondi a suo favore, finisce in copertina su L’Espresso e su Der Spiegel.    Finale nr. 2: il bagnino di salvataggio viene licenziato, viene denunciato, viene rinchiuso prima in un ospedale psichiatrico e subito dopo in un carcere croato in attesa di essere estradato e processato in Italia.  Ciascuno scelga il finale più coerente in base alla propria capacità di discernimento logico.
  27. “Non ci sono prove che le ONG abbiano accordi con gli scafisti”: nel Mediterraneo in ogni momento ci sono centinaia di imbarcazioni (incrociatori, mercantili, navi da crociera, pescherecci) ma mai nessuna di queste incappa in alcun barcone sulla propria rotta neanche per sbaglio. Invece le navi delle ONG sono sempre al posto giusto e al momento giusto pronte a raccattare i “naufraghi” che casualmente e sorprendentemente vengono intercettati con precisione millimetrica in un punto preciso di un braccio di mare antistante i 1.770 chilometri di costa libica. Avete idea di quanti sono millesettecentosettanta chilometri di costa? Come minimo si tratta di coincidenze che hanno quasi del soprannaturale. Però come si dice: gente allegra il ciel l’aiuta.
  28. CONCLUDO ALLA GRANDISSIMA CON UN EVERGREEN “La demografia in Europa è in declino e quindi abbiamo bisogno di immigrazione”: peccato che 1) gli immigrati una volta arrivati qui tendono ad avere lo stesso tasso di natalità degli autoctoni; 2) degli 800.000 clandestini sbarcati negli ultimi anni il 90% erano maschi che notoriamente non si riproducono per gemmazione e che quindi non si capisce bene come possano partecipare all’incremento demografico e al progresso economico del Paese specie se non hanno una casa ed un lavoro. Questa è davvero la regina delle bufale. Non avevamo bisogno di afro-islamici dequalificati per popolare l’Italia. Avremmo avuto bisogno di aiuti di Stato per convincere le famiglie italiane a fare più figli. Solo che sfortunatamente gli aiuti alle famiglie non facevano arricchire le cooperative rosse vicine alla sinistra a colpi di 5 miliardi di euro prelevati dalle tasche dei contribuenti ogni anno per anni. Tutto qui. Facile vero? (qui)

E sulla questione salvataggio guardate che meravigliosa chicca: i negrieri vogliono chiamare la Sea-watch per informare che il gommone è partito ma sbagliano numero e chiamano la guardia costiera.
Poi c’è Federico Rampini che dice, senza ipocrisie politicamente corrette, pane al pane e vino al vino

e infine una delle conseguenze della Santa Accoglienza, predicata da Sua Santità don ciccio primero e da tutte le anime buone belle e sante, spiegata dal consigliere comunale di Castel Volturno Cesare Diana

Voi, nel frattempo, pregate e meditate.

barbara