JAN PALACH DOPO IL FUOCO

Cinquant’anni fa.
Già ricordato qui e qui. Come ho già scritto altrove e come, credo, continuerò a dire fino al mio ultimo giorno: una ferita che non si rimargina.

barbara

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RECAP DEL 2018

Per una degna chiusura d’anno, ricordiamo alcuni dei migliori momenti ideologici espressi nel corso del 2018. In approssimativo ordine cronologico e senza pretesa di completezza:

1) Lo sciopero della fame a staffetta a favore dello “ius soli”: sostenuta anche da ministri delle infrastrutture che avrebbero dovuto preoccuparsi maggiormente di certi ponti genovesi, l’idea di uno sciopero della fame “a staffetta” aveva anche un pizzico di ribalda quanto involontaria comicità. Peccato che oltre ad essere a staffetta, detto sciopero della fame si svolgesse in genere dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 20. Fusi orari.

2) “L’immigrazione di massa è un fenomeno che non si può arrestare”. Sono poi bastati un Minniti e un Salvini qualsiasi (non Churchill e Napoleone), per far crollare gli sbarchi dell’85 per cento, letteralmente dall’oggi al domani. Eventi epocali.

3) L’“uovo fascista”: una selvaggia aggressione razzista a base di uova colpisce la bravissima atleta negra rischiando di farle perdere non solo i campionati ma persino un occhio. Per fortuna si scopre poi che a lanciare l’uovo è stato un rampollo del PD, e allora miracolosamente l’atleta guarisce in poche ore per andare a conquistare un mediocre risultato ai campionati. Ordine Uovo

4) Il “cane fascista”. Meraviglioso.

5) Le magliette rosse: per contrastare l’ondata di xenofobia populista, tutti i migliori volti della sinistra si fanno fotografare con indosso magliette rosse in segno di solidarietà con i migranti e i diseredati del mondo. Splendida iniziativa appena indebolita dall’utilizzo di Lacoste abbinate a Rolex, e dalle ambientazioni fotografiche in esclusivi luoghi di villeggiatura, governati da amministrazioni di sinistra che di accogliere pezzenti africani neanche vogliono sentire parlare. Magletta vossa la tvionfeva…

6) Le mani imbrattate di vernice rossa per denunciare le morti in mare causate, a loro dire, dalla chiusura dei porti. Grande entusiasmo finché qualcuno non ha fatto notare che “avere le mani sporche di sangue” è esattamente ciò di cui la sinistra e la sua politica immigrazionista sono accusate. Profondo Rosso.

7) La nave Diciotti. A bordo di una nave dal curioso nome numerico, per tutte le figure e le mezze figure di sinistra appena il tempo di fare una passerella a favore dell’immigrazione, prima che i clandestini finalmente sbarcati si dileguassero facendo perdere le proprie tracce, invano ricercati dal procuratore zelante che voleva usarli come testimoni contro Salvini, reo di averli sequestrati. Ingrati. Dare i numeri.

8) Asia Argento e il movimento “MeToo”. Che tempi: una coraggiosa donna non fa in tempo a ricordarsi di essere stata violentata vent’anni prima da un potente produttore (che poi è stato il suo fidanzato per un lustro), e subito un tipo la accusa a sua volta di aver abusato di lui minorenne. Delitto e castigo.

9) Cucchi, Pamela e Desirée: certi spacciatori drogati da morti divengono innocui “ragionieri”, mentre due ragazzine minorenni stuprate (anche da vergini) e messe a pezzi dentro i trolley diventano invece due puttanelle drogate e pure un po’ stronze. Trasmutazioni

10) Mimmo Lucano e il suo “modello”. Il “sindaco esemplare” è stato poi indagato con le accuse di associazione a delinquere, truffa, falso, concorso in corruzione, abuso d’ufficio e malversazione. Ma poteva andare peggio: poteva essere accusato di populismo. Lo Stronzo di Riace.

Attendo con incuriosita ansia il 2019.

di P. Molinari

Mi sono dimenticata di segnare dove l’ho trovato, ma era troppo bello per rinunciarci.

barbara

MA CHE SENSO HA?!

No, scusate, ma che senso ha sbattere in galera un poveretto che da trent’anni non ha più ammazzato nessuno? Ma poi vi rendete conto quanto ci guadagna Salvini?! Fosse anche solo per questo dovreste seriamente chiedervi se sia una cosa giusta.

I comunisti Ferrando, Ferrero e Caruso non ci stanno: “Arresto di Battisti è propaganda di governo. No alla vendetta”

Il portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori: “La soluzione logica è l’amnistia”

By Huffington Post

Amnistia per Cesare Battisti. Il portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori Marco Ferrando commenta così l’arresto del terrorista rosso, avvenuto per mano dell’Interpol in Bolivia. “Per fatti di 30 anni fa, la soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia per Cesare Battisti“, ha dichiarato dicendosi contrario all’estradizione.

“SALVINI VUOLE ESIBIRLO COME TROFEO” – “Da parte del governo – dice Ferrando – c’è il tentativo di sfruttare questa cosa come occasione propagandistica. Noi siamo sempre stati ferocemente contrari, da un punto di vista anticapitalistico e rivoluzionario, a ogni teoria e pratica del terrorismo, che porta acqua alle classi dominanti e disorienta la classe operaia. Detto questo, per fatti di 30 anni fa, la soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia. Nessun elemento di enfasi, di gioia o di solidarietà verso un governo reazionario come quello di Salvini e Di Maio”. E ha aggiunto: “Noi non abbiamo nulla a che spartire con la collaborazione tra un governo ultra-reazionario come quello di Bolsonaro e quello di Salvini. Entrambi vogliono esibire Battisti come trofeo”.

FERRERO: “PROPAGANDA DI GOVERNO” – È una propaganda del governo anche secondo Paolo Ferrero, ex deputato ed ex segretario di Rifondazione Comunista: “È evidente che siamo a un’altra puntata del depistaggio di massa che questo governo e in particolare Salvini fanno. Prima gli immigrati, adesso Battisti. Il problema vero è che tutti i problemi che c’erano prima, dalla disoccupazione alla precarietà, alle bollette che aumentano… tutto il disagio della gente è peggiorato”.
“Siamo alla produzione teatrale continua di fuochi artificiali per cercare di far sì che la gente non pensi ai problemi veri. Il problema vero – osserva – è che i ricchi sono troppo ricchi, hanno una ricchezza pazzesca”. Sulla eventuale estradizione di Battisti, Ferrero dice: “Questo lo decidono i brasiliani, mi pareva ci fossero ragioni nel governo precedente che aveva negato l’estradizione, perché ci sono pasticci processuali…”. C’è chi chiede l’amnistia per il terrorista dei Pac: “Vedremo, ne discuteremo”, risponde l’ex parlamentare.

CARUSO: “VENDETTA NON SERVE” – Per Francesco Caruso, ex deputato di Rifondazione Comunista, “mi sembra una sete di vendetta che non ha nessuna altra funzione se non ripagare l’odio e il rancore di questi signori al governo”. Il terrorista dei Pac “ha le sue colpe, ma il Battisti che aveva vent’anni e il settantenne di oggi – sottolinea – sono due persone diverse. Il carcere ha una funzione riabilitativa. Non si capisce cosa debba fare questo signore in carcere se il principio del carcere resta quello sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, che si chiama ‘rieducazione’, non ‘vendetta’. Questo esisteva nelle società pre-cristiane…”.
Confrontando la condizione di Battisti con quella dei latitanti di mafia, Caruso osserva: “La logica punitiva può avere sua logica nel momento in cui serve a intimorire, punire… quella con la mafia è una guerra che c’è ancora ed è bene che vecchi e nuovi mafiosi vengano perseguiti, condannati… qua invece si tratta di prigionieri politici di una guerra civile finita 40 anni fa. In Italia non si è mai voluto fare i conti con tutto questo”. (qui)

La più spettacolare secondo me è quella delle società pre-cristiane, cioè adesso che siamo in una società cristiana non è più ammissibile. Detto da gente di una setta che ha l’ateismo come dogma fondamentale.

barbara

AGGIORNAMENTO: uno scenario futuro tutt’altro che irrealistico.

A QUELLI CHE “OGM NO GRAZIE”

Ambiente, sviluppo e sostenibilità: perché ci servono gli ogm

Ho un sogno: che il nostro cibo sarà un giorno valutato per le sue caratteristiche nutrizionali e non per come è stato ottenuto il suo genoma. C. S. Prakash.

È probabilmente la proteina più abbondante in natura, così dichiara la ricercatrice Amanda Cavanagh parlando di RuBisCO, l’esotico acronimo usato per indicare l’enzima ribulosio-1,5-difosfato carbossilasi ossigenasi.
RuBisCO è il grande produttore di biomassa: prende il carbonio dell’anidride carbonica e lo usa per fare zuccheri durante la fotosintesi, sfruttando l’energia solare. Spesso però RuBisCO ossigena invece che carbossilare. Questo porta alla produzione di una sostanza tossica, il glicolato, che deve essere metabilizzato attraverso un processo chiamato “fotorespirazione”. Perciò l’eliminazione di questi sottoprodotti tossici sottrae energie alla piante, ne riduce l’efficienza e porta a perdite produttive del 20-50%. Questo è vero in particolare per le piante cosiddette C3, come frumento, soia, riso ecc.
Il problema della ridotta efficienza fotosintetica è ben noto ai ricercatori, che da molto tempo lo studiano per ridurlo. Cavanagh fa parte della squadra di scienziati finanziati da USDA e dalla Bill and Melinda Gates Foundation che ha recentemente pubblicato uno studio (P. F. South et al, Science, 2019) che dimostra come sia possibile alterare la via metabolica delle fotorespirazione. Usando le biotecnologie per promuovere vie metaboliche più efficienti e contemporaneamente inibire quelle originarie hanno ottenuto aumenti della produzione di biomassa in tabacco fino al 40%. Insomma risultati molto promettenti in una C3 fanno sperare in sviluppi anche su piante di maggiore interesse agrario.
Produrre il 20-40% in più per unità di terreno coltivato non è cosa da poco in tempi di cambiamenti climatici che devastano ampie aree agricole, desertificazione che avanza, popolazione mondiale in crescita. Ma guardiamola anche dal punto di vista degli agricoltori: se il resto del mondo dovesse adottare questa tecnologia, applicandola ad altre piante coltivate, i produttori italiani sarebbero spazzati via per impossibilità di competere con chi dovesse ottenere una capacità produttiva del genere. Non mi si dica che ci salveremo con il Made in Italy: tutti i nostri prodotti potrebbero beneficiare di varietà tipiche rese più produttive, più sane, più efficienti.
Non c’è solo questo in dirittura di arrivo. C’è riso il transgenico ad aumentata tolleranza alla siccità: grazie ad un gene della pianta Arabidopsis riduce le perdite in caso di stress idrico. Possiamo permetterci quelle perdite? Penso di no: un terreno coltivato, sottratto all’ecosistema naturale e che ha ricevuto input produttivi deve dare tutto il cibo che le nostre competenze possono chiedergli. Lasciare che quella coltivazione sia inefficiente è un lusso che non possiamo permetterci, prima di tutto dal punto di vista ambientale.
C’è la patata resistente alla peronospora, grazie a tre geni provenienti da solanacee selvatiche. Ottenuta da ricercatori di Uganda, Perù, Stati Uniti e Kenya, permette ai piccoli agricoltori africani di ridurre drasticamente i trattamenti fungicidi contro una malattia responsabile del 15-30% delle perdite di prodotto nell’Africa subsahariana. Vogliamo impedire loro di usarla?
E ancora, in Nigeria stanno lavorando al legume resistente a “Maruca”, un insetto che porta a perdite fino all’80%. Non esistono varietà resistenti da utlizzare, quindi l’unica soluzione sono gli insetticidi, fino a 8-10 volte le settimana. I livelli dei residui nei legumi nigeriani sono talmente alti che le esportazioni sono impossibili. Una pianta geneticamente migliorata per difendersi da sola è la soluzione più efficace. In Africa sta nascendo un movimento contro le ONG, prevalentemente europee, che, a quel che affermano i leader del movimento, spargono notizie false contro gli OGM, per esempio che provocherebbero cancro e sterilità. “Vogliono tenerci in una condizione di povertà perpetua”, lamentano.
Anche la Cina sta investendo cifre immense nel miglioramento genetico vegetale, concentrandosi soprattutto su riso, frumento e mais. Per loro la sicurezza nell’approvvigionamento alimentare è una priorità assoluta. Da noi? Si sente rispondere: non abbiamo bisogno delle commodities, le possiamo importare, siamo un Paese ricco. Sicuri? In caso di calamità e crolli delle produzioni dovuti per esempio a siccità o inondazioni, fenomeni sempre più frequenti, avremo davvero potere d’acquisto sufficiente? E in caso affermativo, questo significherà portare via cibo e risorse a chi non potrà permettersi di pagare quanto noi ricchi europei? Domande che abbiamo il dovere di porci.
E poi ancora c’è la banana arricchita di provitamina A, sviluppata in Australia con finanziamenti della Bill and Melinda Gates Foundation. Oppure la patata viola sviluppata in Perù, con altissimo potere antiossidante e un contenuto di ferro e di zinco pari quasi al doppio del normale. O la pianta da appartamento chiamata pothos, capace di rimuovere cloroformio e benzene dall’aria, dell’Università di Washington.
Di tutto questo in Italia non si parla.
È anche una questione etica: è morale non adottare tecnologie che offrono processi produttivi meno impattanti sull’ambiente? In nome di cosa, poi? È folle condannare la tradizione a non accogliere innovazioni utili: la si condanna a morte per incapacità di progredire e di migliorarsi. Non credo che possiamo permettercelo. Promuovere la guerra contro il miglioramento genetico o è il frutto dell’ignoranza o della volontà di cavalcare le paure delle persone per profitto. Ignoranza e paura non sono opportunità: guai a usarle per farsi pubblicità.
Se una società non è in grado di valutare e accettare quelle innovazioni utili al proprio sviluppo sostenibile significa che è destinata all’obsolescenza, è vecchia e incapace di investire nel proprio futuro. È destinata a essere soppiantata da società giovani, più ottimiste, in grado di scommettere sul futuro, sulla ricerca delle soluzioni, sull’innovazione per una crescita sostenibile.

Deborah Piovan, 08/01/19, qui.

Ma in Italia, si sa, siamo sempre più furbi degli altri: rinunciamo al nucleare perché è pericolosissimo e compriamo a caro prezzo quello prodotto tre metri oltre le nostre frontiere, vietiamo gli OGM, non sia mai che poi ci vediamo crescere le orecchie d’asino (giuro, l’ho sentita, e non sono tanto sicura che fosse una battuta) e lo compriamo dall’estero, rinunciando all’autosufficienza – o alla quasi-autosufficienza – alimentare. E in compenso esportiamo cervelli alla grande.

barbara

PICCOLI REATI

“Il giovane era già noto alle forze dell’ordine elvetiche come autore di una serie di piccoli reati commessi fra il 2007 e il 2013 tra i quali infrazione alla legge sugli stupefacenti, furto, rapina, danni alla proprietà, aggressione e violenza coniugali.” (qui)

Al che uno si chiede: se questi sono reati piccoli, assassinare può essere considerato un reato normale? Certo comunque che deve essere una consolazione non da poco, quando uno è stato rapinato e preso a calci nella pancia, sapere che non si deve preoccupare perché quello che ha subito è solo un reato piccolo.

barbara

ACCADUTO IN UN AEROPORTO IN GERMANIA

C’era un padre ebreo ortodosso insieme ai suoi undici figli in sala d’aspetto per prendere l’aereo quando una signora tedesca dice rivolgendosi all’uomo “come è possibile badare a cosi tanti bambini piccoli e tutti insieme?” Al che l’uomo senza scomporsi replicò: “ho ancora molta strada da fare per arrivare ad un milione e mezzo! (qui)
Sì, manca ancora molta strada, ma 77 anni dopo l’apertura di Majdanek i discendenti delle vittime sono qui (e hanno uno stato!), il nazismo no.

barbara

L’AUSTRIA È UNO STATO DI DIRITTO?

La notte di capodanno nella Piazza del Municipio a Vienna un tizio, casualmente afghano, molesta sessualmente alcune donne, insistentemente, mette loro le mani addosso eccetera. Ad un certo momento una ragazza svizzera, sentendosi toccare il sedere, si gira di scatto e gli tira un ceffone in faccia facendogli un  po’ di bua al naso (sanguinava, dice: chiunque abbia preso una bottarella al naso sa quanto poco ci voglia a farlo sanguinare). Beh, indovina un po’? Sono stati denunciati tutti e due (qui). E si noti anche la sequenza della notizia: PRIMA la reazione della ragazza, POI la spiegazione, ossia che era una risposta alle molestie sessuali (ricorda qualcosa?). Che poi magari se aveva la pazienza di aspettare vent’anni prima di accorgersi di essere stata molestata,  non rischiava neppure la denuncia e tutti i titoli in prima pagina erano per lei.

barbara