MAESTRO DI VITA

E soprattutto di educazione:
al telefono col primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu
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mentre ascolta l’inno nazionale,
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mentre saluta un’ospite di riguardo,
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con cui, bizzarramente, non scambia una normale stretta di mano, bensì un curioso colpetto del pugno chiuso contro il pugno chiuso, come si vede più chiaramente in quest’altra foto scattata un attimo prima:
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evidentemente uno dei due – chissà quale – aveva paura di infettarsi toccando la mano intera (qui la bambina – e ribadisco bambina, anche se si narra che fra poco compie 17 anni – ha un aspetto ancora più spettrale e impressionante del solito).

Comunque, se l’educazione non è il suo forte, ha però al suo attivo i risultati
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e il fatto di potersi paragonare ad altri importanti statisti
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ma soprattutto l’espressione intelligente:
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barbara

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EDUCAZIONE

Coppia anziana (o semi-anziana: era quasi buio) con cane, guinzaglio in mano all’uomo. Madre e figlio con cane, guinzaglio in mano al bambino. Entrambi i cani di stazza considerevole, entrambi senza museruola [ehm…]. Appena arrivano vicini, i due cani, abbaiando furiosamente, si lanciano violentemente uno contro l’altro; l’uomo riesce a trattenere il suo, il bambino no, il cane gli strappa il guinzaglio di mano e raggiunge l’altro. La madre riesce a riprenderlo prima che succeda qualche catastrofe. L’uomo dice “Ehi, stiamo attenti!” La donna risponde: “È un bambino!” [e tenerlo tu, visto che tuo figlio è un bambino e il cane è così grosso e aggressivo e quella è l’ora in cui tanti portano fuori il cane? Magari mettergli anche una museruola, che oltretutto se non sbaglio sarebbe anche obbligatorio? No, eh?] “E se qualcuno si faceva male?” replica l’uomo. La donna, con isteria crescente e urlando sempre più forte: “È un bambino! Come si permette?! Come si permette un uomo di sessant’anni – breve pausa per prendere meglio la mira – forse anche di più, come si permette di parlare in questo modo a un bambino di dieci anni, maleducato stronzo pezzo di merda vaffanculo”. L’uomo, con un visibilissimo mastodontico sforzo per trattenere quello che vorrebbe erompere fuori, prende il braccio della moglie e con la voce che gli raschia la gola dice “Andiamo via”. Tutto finito? Neanche per sogno: appena i due si avviano gli si fionda dietro per la seconda rata. Poi meravigliamoci se
Cosa abbia detto nella seconda rata comunque non l’ho sentito, perché ero ormai oltre. Neanche il bambino (che comunque deve avere avuto almeno dodici tredici anni) l’ha sentito, perché appena lei si è lanciata verso i due, si è allontanato in direzione opposta: evidentemente voleva risparmiarsi una scena vissuta fin troppe volte. Secondo me, anche, si vergognava di sua madre, e se è così, forse per lui c’è ancora speranza.

Poi, a parte il comportamento inqualificabile (bello, tra le altre amenità, quel “maleducato” rivolto all’uomo), io mi chiedo: per difendere così platealmente, in pubblico, quel figlio che non è stato aggredito, non è stato insultato, non è stato neppure propriamente rimproverato, che cosa è abituata a fare, lei, a quel povero bambino?

barbara

OSPEDALE DI MARSIGLIA

Fingendo di parlare al cellulare, per non rischiare di innervosire – che se si innervosiscono sono falli acidi – le persone inquadrate.

Da noi invece, sempre in tema di risorse, uno a cui dobbiamo tutta la nostra fraterna comprensione perché forse è stato bullizzato a scuola e ne è rimasto traumatizzato

Occhio comunque, che una volta cominciato

barbara

RAGAZZI

Una signora anziana cammina in acqua. Qualche decina di metri più in là dei ragazzi si divertono a tirarsi manate di fango. Improvvisamente uno di loro, il più grasso per la precisione, cioè quello con la maggiore massa e forza d’urto, comincia a correre a tutta velocità verso la riva pestando forte e sollevando schizzi altissimi, ma non va diritto: a un certo punto devia puntando dritto verso la signora anziana in modo da passare vicinissimo a lei e schizzarla fin sopra i capelli. La signora decide di ignorare il dispettino, di per sé sgradevole ma che, dal momento che è già bagnata perché ha già fatto il bagno, non comporta particolari fastidi. Errore: visto che l’attacco soft non ha provocato reazioni, si passa alla fase due, più consistente: cominciano ad arrivare sulla schiena e sui capelli schizzi di fango. Poiché non si soffre di manie di persecuzione, c’è il dubbio se siano mirati o se siano effetti collaterali di una battaglia fra di loro. Ogni dubbio svanisce quando, dopo qualche momento di interruzione, arriva una vera e propria bordata di palle di fango grosse e ben pressate. Anche così non sono sassi, non arrivano a fare propriamente male, ma non c’è dubbio che questo sia un attacco in piena regola, programmato e mirato. Mi sono girata di scatto e ho fatto in tempo a vederli mentre si buttavano tutti sott’acqua per non farsi vedere. Ho urlato stronzi. Avrei dovuto fare di più. Avrei dovuto marciare decisa verso di loro, dire venite qua a guardarmi in faccia, se oltre a tutto il resto non siete anche vigliacchi. Non l’ho fatto. Non per paura che mi aggredissero, ma perché sul momento non mi è neppure venuto in mente. Mi sono semplicemente sentita come svuotata di fronte alla gratuità dell’attacco, e soprattutto alla vigliaccheria della scelta del bersaglio, primo donna, secondo coi capelli grigi e dunque, anche se troppo lontana per poterle contare le rughe, presumibilmente anziana. E penso a quelli che attaccano e pestano a sangue l’handicappato, il vecchio barbone, la vecchietta curva, e non con del banale e dopotutto innocuo fango. La logica è la stessa: sentirsi forti mettendosi in branco e attaccando il più debole. Poi genitori e insegnanti, se ne vengono informati, alzano le spalle e dicono: “Ragazzate”. E più loro alzano le spalle, più i ragazzi alzano il tiro. E gli strumenti di attacco. Magari coi sassi dai cavalcavia dell’autostrada. E quando finalmente ci scappa il morto dicono con aria un po’ stupita e tanto innocente: “Era un giochino tanto divertente!”

barbara

L’AMAZZONIA, GLI INCENDI E IL PERFIDO BOLSONARO

In questo articolo, che consiglio di leggere perché merita, ho trovato questo commento, che riprendo integralmente.

Tullio Pascoli

Gentile Riccardo,

leggo con piacere il suo breve commentario sul vergognoso scandalo sugli incendi in Brasile scatenato dai media di mezzo mondo: incendi normali per la stagione e certamente di dimensioni inferiori agli anni precedenti quando governava i governi – sinistri e mancini – più corrotti di tutta la storia politica mondiale. Eppure, in Bolivia ardeva la selva con maggiore intensità, con tanto di incentivo del socialista Evo Morales per aumentare la coltivazione della coca.
Allo stesso tempo brucia la selva in Angola, in Congo, in Siberia ecc. ma lì non c’è un presidente di Destra che, affrontando a viso aperto tutta una struttura politica trentennale corrotta che ha preso d’assalto non solo la più grande società statale brasiliana – PETROBRAS – ma tutte le altre società statali, come pure l’erario per foraggiare i compagni, finanziando porti, aeroporti, strade, centrali idroelettriche, metropolitane ecc. ecc. a Cuba, Angola, Mozambico, Nicaragua, Venezuela, Ecuador, Perù, Argentina ecc. ecc. captando capitali esteri ad interessi annuali del 14-16% all’anni, finanziando i rispettivi appaltatori ad interessi del 4-6% all’anno. Debiti che questi Paesi forse non pagheranno mai…
No, tutto questo non interessa; interessa il fatto che Bolsonaro ha assunto una linea economica liberale; ha dichiarato di sospendere l’insegnamento dell’ideologia di genere che il governo precedente di Lula/Dilma aveva introdotto nelle scuole elementari, insegnando ai bambini di 6/7 anni che potevano scegliersi il sesso a piacimento. Ed ha deciso di riallacciare buoni rapporti con gli Stati Uniti.
In campagna elettorale, il candidato solitario, dinanzi all’entusiasmo con cui veniva accolto nelle pazze e per le strade, indicava il suo inevitabile successo. Allora, giornali TV e blogghlsti a pagamento, diffondevano giorno e notte un sacco di grottesche falsità sul suo passato, presente e perfino sul suo futuro; ma non è servito a niente.
Hanno provato di tutto, perfino attentando alla sua vita, infilandogli un coltellaccio di oltre 20 centimetri nell’addome, salvato per miracolo dopo diverse ore di un intervento estremo.
Ha vinto le elezioni senza un vero partito, con il vantaggio di poter dichiarare che il denaro sporco che gli avevano depositato – a sua insaputa – sul suo conto, lui li aveva restituito…
Tutti i media contrari e perfino le altamente sospette urne elettroniche prodotte in Venezuela, i sondaggi comprati che lo davano perdente contro tutti i candidati non sono bastati per evitare la sua entusiasmante vittoria ancora convalescente all’ospedale in pigiama…
Ed ora il cambiamento è palese. Dimezzato il numero di ministeri, il suo governo è riuscito a far passare la riforma della previdenza, non riuscita ai 4 presidenti che lo avevano preceduto.
Con super ministri di grande prestigio nazionale (Paulo Guedes, economista liberale della Scuola di Chicago; Sergio Moro, ex giudice federale che ha condannato oltre 140 personaggi di altissimo potere – Lula compreso – alla giustizia e sicurezza) tanto per citarne due, tutti i ministri scelti senza consultare i partiti stanno ottenendo i primi grandi risultati:

– l’inflazione più bassa in 30 anni
– in 7 mesi 450.000 assunzioni
– la delinquenza in forte calo (20% di omicidi in meno).
– già annunciate oltre 130 privatizzazioni delle oltre 400 società pubbliche.
– sottoscritto l’accordo di maggior libero scambio fra U.E. e MERCOSUL (mercato comune sudamericano) non riuscito ai presidenti anteriori.

Così, ci volevano nuovi argomenti per metterlo in cattiva luce e dopo il fallito tentativo di un falso scandalo contro i magistrati che hanno messo in crisi i corruttori ed i corrotti, arrivano gli incendi.
Macron, ne ha approfittato, attaccando frontalmente Bolsonaro, nel tentativo di interrompere gli accordi sui prodotti agricoli, per difendere i produttori francesi che non possono concorrere – nemmeno con le sovvenzioni – con un gigante che in alcuni casi ed alcune aree riesce a produrre fino a 4 raccolti all’anno; e Macron giunge a negare la sovranità brasiliana sull’Amazzonia; non è una dichiarazione di guerra, ma poco ci manca…
Ed ecco che l’ambiguo presidente francese che, per giustificare le sue disastrose quanto irresponsabili dichiarazioni, in maniera oltremodo creative e sconclusionate, arriva al punto di diffondere addirittura una vecchia foto di un incendio della selva amazzonica degli anni ’90, scattata da Lorry McGrant della National Geographic, morto già nel 2003, ovvero ben 16 anni fa…
In Italia, il CORRIERONE non è da meno ed allo stesso ho dedicato una lettera aperta sulla mia pagina WEB

Poi metteteci anche che Bolsonaro è pro Israele, e ditemi voi se non è primo cugino di Satana in persona.

barbara

LA RISORSA, LA POLIZIA, IL TESTIMONE INDIGNATO

Succede che una risorsa colorata MOLTO ROBUSTA investe una donna anziana e poi tenta la fuga. Succede che interviene la polizia. Succede che siccome non possono usare armi e neanche manganelli e neanche il taser che è una cosa bruttissima e magari potrebbero abusarne e questa è la preoccupazione più grande delle persone per bene, e siccome lui è più forte di tutti loro insieme, non riescono ad averne ragione. Succede che ad un certo punto uno dei poliziotti gli dà qualche colpo su un braccio. È a questo punto che interviene il testimone, che non ha visto quello che era successo prima perché “sono arrivato dopo”, ma si ritiene sufficientemente informato per poter esprimere tutta la sua indignazione per le cose terribili che sta vedendo.

Comunque tranquilli, col nuovo governo queste cose non succederanno più:

QUI DI SEGUITO RIPORTIAMO UNA SERIE DI FATTI E LINK CHE SMENTISCONO AMPIAMENTE QUANTO AFFERMA IL NUOVO MINISTRO DEGLI INTERNI:

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Adam Harun – nigeriano, sbarcato a Lampedusa nel 2011
Attentato a Lagos nel 2013, in una ambasciata americana. Numerosi morti
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Anis Amri – tunisino sbarcato a Lampedusa nel febbraio 2011
Strage di Berlino 129 dicembre 2016 – 12 morti tra cui bambini e 48 feriti.
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Yahya Faroukh – 21 anni, rifugiato siriano, sbarcato a Lampedusa nel 2014.
Attentato alla metro di Londra nel 2017. Ferite gravemente 22 persone.
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Salah Abdeslam – terrorista sbarcato a Bari nel 2015
Uno degli attentatori di Bruxelles nel 22 marzo 2016
35 morti e 340 feriti.
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Khalid el Bakraoui – arrivato a Treviso il 23 luglio 2015
Uno degli attentatori di Bruxelles nel 22 marzo 2016
35 morti e 340 feriti.
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Mohammed Lahlaoui – marocchino arrivato nel 2007 a Treviso e vissuto a Brescia.
Alla guida del camion nella strage di Nizza nel luglio 2016 dove perirono 86 persone lungo la Promenade des Anglais tra cui diversi bambini e 6 Italiani.
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ChokriChafoud – tunisino sbarcato in Puglia, ha vissuto a Gravina (Bari)
Compice di Mohammed Lahlaoui nella strage di Nizza nel luglio 2016 dove perirono 86 persone lungo la Promenade des Anglais tra cui diversi bambini e 6 Italiani.
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Omar Mostefai – sbarcato a Bari nel 2013
Protagonista della presa d’ostaggi e strage al Bataclan nel 2015.
Morti 130 – 400 feriti
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Osman Matammud – somalo, kapò in un campo libico. Sbarcato a Lampedusa il 4 agosto 2013.
Autore di stupri, torture e 13 omicidi, riconosciuto per caso a Milano, arrestato e condannato all’ergastolo.
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Djamal Eddine Ouali – Jihadista algerino, sbarcato al porto di Palermo nel 2016
Ha fornito documenti falsi ai jihadisti che hanno colpito Parigi e Bruxelles.
Sillah Osman – terrorista 34enne del Gambia, sbarcato a Palermo nel 2016
Pianificava attentati. Arrestato a Napoli
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Alagie Touray – terrorista 21 enne del Gambia, sbarcato a Palermo nel 2016
Complice di Sillah Osman in pianificazione di attentati terroristici.
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Noureddine Coucha – sbarcato ad Ancona nel 2007.
È l’ideatore dell’attentato al museo del Bardo, a Tunisi, costato la vita a 24 persone, quasi tutti turisti. Fù anche il carceriere dei 4 tecnici italiani della Bonatti in Libia, due dei quali barbaramente uccisi.
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Youssef Zaghba – marocchino e cittadino Italiano vissuto a Bologna assieme alla madre.
Uno dei responsabili dell’attentato a London Bridge con 8 morti e 48 feriti. Arrestato poi a Bologna.
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Driss Oukabir – 28 anni, componente della cellula terroristica di Barcellona. Ha vissuto a Viterbo.
Arrestato dopo la strage di Barcellona del 2017 sulla via principale della città, la Rambla.
13 morti e 15 feriti gravi.
A questi aggiungiamo:
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Innocent Oseghale – nigeriano, sbarcato in Italia nell’ottobre del 2014.
Autore dell’assassinio di Pamela Mastropietro, stuprata e tagliata in 24 pezzi.
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Awelima Lucky – nigeriano sbarcato al porto di Augusta in Sicilia nel 2016, implicato per complicità nel delitto di Pamela Mastropietro
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Lucky Desmond – nigeriano sbarcato al porto di Augusta in Sicilia nel 2016, implicato per complicità nel delitto di Pamela Mastropietro
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Khalid De Greata – profugo nigeriano sbarcato a Lampedusa e poi vissuto a Torino.
Al mercato di libero scambio della città della Mole, sgozzò il cinquantunenne Maurizio Gugliotta, di Settimo Torinese, ferendo anche l’amico che si trovava con lui, il 15 ottobre 2017.
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Gara Mamadou, 26 anni, e Minteh Brian, 43 anni, e Alinno Chima, nigeriano di 46 anni
Autori dello stupro e dell’uccisione di Desirée Mariottini, 16 anni, morta nel 2018 dopo un’agonia durata dodici ore.
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Said Machaouat – marocchino, ha ucciso sgozzandolo Stefano Leo, in riva al Po a Torino nel 2019.
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Adam Kabobo – ghanese di 36 anni, sbarcato a Lampedusa nel 2011.
Massacrò l’11 maggio 2013 tre passanti a colpi di piccone nel quartiere Niguarda di Milano.
Morti Ermanno Masini, Daniele Carella e Alessandro Carolè e feriti Andrea Canfora e Francesco Niro.
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Ablaye Ndoye, spacciatore, sbarcato in Italia nel 2005, è stato carcerato per aver massacrato a pugni Ilaria Leone, una ragazza di diciannove anni.
“Frontex: Terroristi infiltrati con falsi passaporti sui barconi di migranti”
Link
https://www.ilmessaggero.it/…/terroristi_infiltrati_migrant…

#Terrorismo, tratta di #migranti dalla #Tunisia, 15 arresti. Sgominata banda che portava in Italia sospetti #jihadisti.
Chi diceva che nessun terrorista arrivava sui barconi?
https://www.ilmessaggero.it/…/tratta_tunisia_terrorismo_jih…

Un ventenne ‘profugo’ del Bangladesh, in Italia come richiedente asilo e sbarcato a Lampedusa, è stato arrestato con ordinanza di custodia cautelare a Montichiari, nel Bresciano dalla gdf con l’accusa di apologia di terrorismo.
L’islamico viveva a spese dei contribuenti in un una struttura d’accoglienza. Attraverso il suo profilo Facebook manifestava vicinanza all’Isis e inneggiava alle stragi islamiche.
Ci sono guerre in Bangladesh?

Link https://www.google.com/…/ContentItem-3c2f8b76-dac8-4bcc-919…

“Faceva parte di un gruppo approdato in Italia un anno fa, un gruppo legato all’Isis e pronto a colpire in Italia e in Europa. Sillah Osman, ganbiano di 34 anni, è stato arrestato in provincia di Napoli, dopo una lunga permanenza in Puglia, dove era stato ospitato in un centro accoglienza a spese dello Stato per la ricezione degli immigrati.
Secondo arresto di un cittadino gambiano, dopo quello messo a segno a carico di un 21enne – il cui nome era Alagie Touray – ospite di un hotel a Pozzuoli lo scorso aprile. Stando alle indagini condotte dal Ros e dalla Digos, si rafforza l’ipotesi di un progetto di attentato in Italia o in Francia. Stando al primo arresto, quello di Alagie Touray, il piano era di schiacciare la folla con un’auto impazzita, sulla falsariga di quanto avvenuto in altri contesti europei.
Sia il gambiano arrestato in questi giorni, sia Alagie Touray erano addestrati all’uso di coltelli e armi esplosive, oltre all’uso delle auto come arieti. Fanno parte di un gruppo strutturato e violento che ha ricevuto la prima radicalizzazione in Libia e in nordafrica. Decisiva nel corso di questa inchiesta la Collaborazione offerta da Alagie Touray, che in questi mesi ha fornito la propria testimonianza rafforzando le indagini della Procura di Napoli. (Link al video che incastra il “migrante” nel centro di accoglienza) (su “Gruppo ‘Gnazzzio”, FB)

barbara

EVVIVA EVVIVA!

Salvini non c’è più! Salvini non c’è più! Ora l’amore regna sovrano! Ora l’amore regna sovrano! Niente più odio! Niente più odio! Ora noi amiamo gli immigrati e gli immigrati amano noi, perché odio chiama odio e amore chiama amore. Viva il nuovo governo che ci ha liberati dal fascismo, dall’odio, dal razzismo! (Le immagini sono un po’ forti, anche se non c’è sangue che corre, si regolino i deboli di stomaco)

LECCO – Sono immagini brutali quelle immortalate dalle telecamere di videosorveglianza poste nel sottopasso della stazione ferroviaria: la scena ripresa è quella dell’aggressione subita lunedì da due donne, una 18enne che si apprestava a salire le scale, poi lo straniero si muove con sfida nel sottopasso e punta una seconda donna di 55 anni. Vittime casuali della furia di un giovane 24enne del Togo. Gli agenti della Polfer, intervenuti subito sono riusciti ad individuare il ragazzo e ad arrestarlo. E’ risultato essere irregolare sul territorio nazionale e con diversi precedenti.
Un’aggressione immotivata e gratuita che ha costretto le due donne al ricovero in ospedale. La 55enne ha riportato un serio trauma cranico.

Del resto, poverino, bisogna capirlo: non poteva certo celebrare il magnifico 11 settembre ormai prossimo dirottando un aereo e facendolo schiantare su qualche grattacielo, ma qualcosa doveva pur fare e, onore al merito, nel suo piccolo ha fatto quello che poteva, e con discreto successo. La boldrinessa e la bonina saranno sicuramente fiere di lui.
E poi leggi qui, che magari tu pensi che non c’entra e invece sì che c’entra.

barbara