INTERMEZZO

E mi perdonerà il buon Mascagni per il titolo.

E in più ha anche dei piedi molto belli (qualcuno qui mi ringrazierà), cosa estremamente rara anche nelle persone belle (ma faranno poco schifo quei vecchi bavosi?!). Che se poi per caso fosse anche intelligente – cosa che così a naso direi tutt’altro che da escludere – sai che poderoso ceffone in faccia a tutti quelli (e quelleclic, nei commenti) che ritengono le donne belle nient’altro che “apparenza fatua e inconsistente” e “nullità” (e mi viene in mente quella che in un commento in un blog si lamentava degli uomini che corrono dietro alle altre “e a me nessuno mi guarda, con tutta la bellezza interiore che ho!”).

Vabbè, visto che siamo in ricreazione, vi racconto un po’ di fatti miei. Finalmente, con un anno di ritardo causa scellerata gestione del covid, vado a fare la prima cataratta, e stavolta, una volta avviata la cosa, è andato tutto molto veloce: lunedì mi hanno telefonato, mercoledì ho fatto il prericovero, stamattina faccio il tampone (dato che l’orario dell’appuntamento precede l’ora in cui normalmente vado a letto, ovviamente non andrò a letto) e se il tampone è negativo lunedì mi operano, e finalmente non dovrò più aspettare che piova o ci sia almeno il cielo coperto per poter prendere la macchina.
Sempre con quasi un anno di ritardo – sempre per la stessa causa – sono finalmente riuscita a fare anche la risonanza per vedere come si sta comportando il mio tumorino al cervello. Ieri ho scaricato il referto, che dice che si sta comportando bene, quindi vi toccherà tenermi ancora un po’, e tanto peggio per voi.
In compenso sto facendo una serie di infiltrazioni di acido ialuronico alle ginocchia. Nell’ultima qualcosa deve essere andato storto, e sono undici giorni che cammino col bastone (e per non più di qualche centinaio di metri).
Scena in oculistica: infermiera si affaccia alla sala d’attesa, vede una nuova arrivata e chiede: “Lei che cosa deve fare?” “Non so…” Infermiera leva gli occhi al cielo: “Quanto mi piace la gente che arriva qui e non sa perché!” Ogni tanto mi viene da pensare che se raccogliessimo testimonianze da impiegati di posta e di banca, medici, infermieri, commessi ecc., verrebbe fuori un barzellettiere delle dimensioni dell’enciclopedia Britannica.

barbara

CENSURA E DINTORNI PARTE PRIMA

Vedo in giro mandrie di gioiosi plaudenti all’iniziativa di oscurare Trump, per la quale l’unica cosa che trovano da criticare è che non sia stato fatto prima. Le possibilità sono quattro: a) sono pazzi, b) sono criminali, c) sono ritardati, d) sono tutte e tre le cose insieme (l’Oca Signorina rientra nel caso d, probabilmente anche con qualche aggiunta).

Perché c’è da avere paura della guerra di Big Tech alla libertà di espressione

La sospensione degli account di Donald Trump sui maggiori social network e il parziale oscuramento della piattaforma Parler rappresentano dei fatti enormi per come si configura e sviluppa la politica ai nostri giorni, probabilmente più importanti degli stessi fatti di Washington del 6 gennaio.
È in atto una partita importantissima sulla libertà di espressione che potrebbe avere una valenza fondamentale per il futuro della nostra democrazia.
Gli eventi del Campidoglio hanno probabilmente rappresentato solo il “casus belli” per avviare un’ampia strategia di de-platforming della destra americana che era in preparazione da tempo.
Il blocco di Trump su Facebook e Twitter è stato giustificato da una presunta sua violazione delle regole di tali piattaforme. Tuttavia, è difficile ritenere che siano posizioni sopra le righe da parte di Trump a giustificare la sospensione dell’account del presidente, nel momento in cui i maggiori social network ospitano senza problemi Hamas, Khamenei, Erdogan o le fonti ufficiali cinesi che in questi giorni disinvoltamente indoravano campi di concentramento e pulizia etnica come opportunità di sviluppo e di emancipazione civile.
Particolarmente significativa è, del resto, la posizione assunta dall’importante dissidente russo Alexey Navalny che ha duramente stigmatizzato l’oscuramento di Donald Trump pur essendo notoriamente un suo feroce critico.
“A mio modo di vedere, la decisione di bannare Trump è stata basata su emozioni e su preferenze politiche di parte. Non ditemi che è stato bannato per aver violato le regole di Twitter. Io ricevo da anni minacce di morte ogni giorno e Twitter non ha mai bannato nessuno. Tra le persone che hanno account Twitter ci sono assassini (Putin e Maduro), bugiardi e ladri (Medvedev). Da molti anni TwitterFacebook e Instagram sono stati usati come base dalla troll factory di Putin e da gruppi simili in paesi autoritari. Certo Twitter è una società privata, ma abbiamo visto tanti esempi in Russia e in Cina di come questo tipo di società private divengono i migliori amici dello Stato e gli effettivi attuatori delle politiche di censura. Se sostituisci la parola Trump con la parola Navalny nel dibattito di oggi, ottieni un buon 80 per cento dell’argomentazione del Cremlino sul perché io non debba essere menzionato sui media e non mi debba essere consentito di partecipare alle elezioni”.
Se si pensa all’uso libero delle piattaforme fatte dai movimenti di sinistra radicale che nell’ultimo anno hanno messo a ferro e fuoco le città americane, appare chiaro che la decisione di silenziare Trump non è giustificabile secondo nessun criterio “oggettivo” di preservazione di un dibattito politico democratico e pacato.
Il ban di Trump è semplicemente funzionale alla partita del progressismo per conseguire una incontrastata egemonia culturale e mediatica sugli Stati Uniti e, più in generale, sull’Occidente. Niente altro interessa. Xi Jinping o Putin non sono un pericolo perché sono fuori dall’ambito di azione del progressismo occidentale e quindi con loro una convivenza, basata su una sorta di “cujus regio, ejus religio”, non è assolutamente problematica – anzi in qualche modo dalle collaudate strategie cinesi di controllo sociale e di “purificazione” del dibattito pubblico c’è persino da imparare.
C’è chi finora ha sottovalutato le implicazioni di tutto questo, anche sulla base di argomentazioni strettamente “liberiste”. In fondo le piattaforme sono private e quindi dovrebbero avere il potere di decidere le proprie politiche di moderazione, fossero anche apertamente discriminatorie. E se a qualcuno non sta bene, che si fondi la propria piattaforma! Tuttavia, questi giorni hanno segnato una profonda escalation della strategia censoria. Non solamente Donald Trump è stato allontanato dai social media tradizionali, ma subito dopo gli app store di Google e di Apple hanno rimosso l’applicazione della piattaforma alternativa Parler, in modo che non possa più essere scaricata, mentre Amazon sta minacciando di rimuovere lo hosting del sito web della stessa Parler.
Questo viene a determinare uno scenario gravissimo, in cui non solamente politici sgraditi vengono rimossi dai social network “di massa”, ma viene anche impedita la possibilità di far ricorso a strumenti di comunicazione indipendenti alternativi.
Siamo, forse per la prima volta nella storia, in una condizione di effettivo oligopolio e di effettivo cartello nel campo dei mezzi di comunicazione e, per molti versi, è ironico come questa condizione abbia la totale benedizione proprio di quella sinistra che per decenni si è scagliata contro il pericolo per la libertà rappresentata dalle “concentrazioni di mercato”.
Quello che maggiormente fa paura oggi è il movimento sostanzialmente coordinato di tutti i principali player che sarebbe difficilmente spiegabile in una chiave prettamente “economicistica”. In effetti, nel caso in cui un’azienda compia una scelta controversa che si ponga fortemente contro i desideri di parte importante del pubblico, il comportamento normale che ci si aspetterebbe dalle altre imprese sarebbe quello di andare a controbilanciare quella scelta con dei posizionamenti che coprano gli spazi di mercato lasciati scoperti. In altre parole, se l’azienda A sceglie di non dare più voce al politico più popolare di metà dell’America, l’azienda B concorrente dovrebbe logicamente muoversi per offrire un prodotto diverso e strappare alla prima gigantesche fette di mercato.
L’assoluto coordinamento tra i principali attori (FacebookTwitterGoogleAmazon) fa chiaramente intravedere come le scelte emergano da quella che è de facto una regia politica, che nasce da una saldatura manifesta tra Big Tech e Big Government. E purtroppo è una dinamica molto simile a quella a cui assistiamo nei paesi autoritari.
In questo conteso limitarsi a dare una lettura esclusivamente “privatistica” delle scelte dei giganti dei nuovi media appare poco convincente. Sembra evidente che ci troviamo di fronte ad uno scenario che non è minimamente paragonabile alle scelte editoriali “partigiane” di un giornale o di una singola televisione.
Siamo in una fase storica in cui la nostra “identità digitale” rappresenta una parte importante di noi. Vale per i maggiori politici, ma vale anche per ogni singolo cittadino. Nel mondo di oggi, cancellare un’identità digitale vuol dire, di fatto, condannare ad una morte civile. Il fatto che Big Tech con pochi click possa spegnere dei cittadini o interi gruppi e i loro rappresentanti è qualcosa, per molti versi, di agghiacciante.
Il peggio che si possa fare è non comprendere il carattere assoluto del pericolo che stiamo correndo e ridurre la questione a un tifo a favore o contro Trump – o comunque di ricondurre la vicenda solo ad una “risposta” a specifici atteggiamenti del presidente uscente. La questione è molto più importante e ci parla del futuro della libertà di espressione, anche perché se accettiamo di buon grado che Trump sia silenziato dobbiamo prepararci a vedere ridotta sempre più nel tempo la finestra di Overton delle opinioni accettabili sui “social”.
Non importa amare Trump e non importa essere particolarmente “di destra”, per comprendere la gravità della situazione. Per parafrasare la famosa poesia di Martin Niemöller – e senza nessuna volontà di trivializzare la tragedia della Seconda Guerra Mondiale – “prima cancellarono gli account dei fascisti ed io feci salti di gioia perché hanno idee ignobili, poi cancellarono quelli della Religious Right ed io tutto sommato fui contento perché in fondo sono solo bigotti e omofobi, poi cancellarono quelli di Donald Trump e dei suoi e penso che fecero bene perché in fondo Trump era uno sbruffone e uno screanzato, poi cancellarono quelli dei leader del centro-destra italiano e me ne feci una ragione perché sognavo un centro-destra migliore, poi cancellarono il mio e non c’era rimasto più nessuno su internet che potesse difendermi”.

Marco Faraci, 11 Gen 2021, qui.

Lorenzo Capellini Mion

Por la Libertad

“Non mi piace che qualcuno venga censurato o che gli venga tolto il diritto di postare un messaggio su Twitter o Facebook.
Non sono d’accordo con questo, non lo accetto.
Come puoi censurare qualcuno: ‘Vediamo, io, in qualità di giudice della Santa Inquisizione, ti punirò perché penso che quello che dici è dannoso.’
Dov’è la legge, dov’è il regolamento, quali sono le norme?
Questa è una questione di pertinenza governativa, non è un affare per le aziende private “.
Andres Manuel Lopez Obrador , Presidente del Messico

Il Presidente messicano è di sinistra ma qui non è questione di visioni politiche.
Qui è in gioco la libertà di espressione e la democrazia.
Gracias AMLO

#enemedia #KAG #MAGA

C’è una cosa, fra quelle dette dal presidente messicano, che sto pensando da quando è cominciata tutta questa storia: la Santa Inquisizione. I social (i padroni del socialvapore) hanno esattamente preso il posto dell’Inquisizione (e Galli e Crisanti hanno preso il posto del parroco che nella predica della domenica descriveva in maniera terrificante e terrorizzante l’inferno che aspettava i peccatori che osavano trasgredire le regole).
Ma qual è esattamente l’obiettivo di questo attacco concentrico a Trump?

Roberto Lorenzetti

SI DELINEA L’OBIETTIVO FINALE

Forbes (rivista economica) afferma che nessuno dei membri dello staff che ha lavorato per l’Amministrazione Trump potrà trovare un lavoro dopo quell’esperienza e che se un qualsiasi azienda ne assumesse anche solo uno, Forbes farà una campagna per affermare che quell’azienda, la sua proprietà e tutte le persone che lavorano in quell’azienda sono complici di una menzogna.
Non si sta parlando di pochi superprofessionisti, ma mi qualche migliaio di persone “colpevoli” di aver partecipato al governo del loro Paese.
Con questa mossa, che si affianca a VISA, Mastercard, American Express che hanno bloccato la possibilità di donare alle fondazioni che fanno capo a Trump, a FB e Twitter che hanno addirittura bloccato galantuomini come Ron Paul o minorenni come il 14enne Barron Trump, si delinea il punto d’arrivo del Nuovo Ordine Americano, ed è un modello molto più simile a quello cinese di quanto si possa immaginare: un modello in cui business e politica si sostengono vicendevolmente eliminando sia l’opposizione politica che gli elementi di concorrenza, non solo con il silenzio ma anche con l’impossibilità economica.
Il modello capitalistico è stato piegato alla cooptazione forzata e, senza alcun dubbio, ci troviamo in una situazione nella quale un nuovo corpus giuridico fattivo è stato scritto dalle Corporations in forma di Standard della Comunità, di Principi Etici, di Regola per la Responsabilità Sociale.
Un nuovo codice votato da nessuno, rispondente a nessun principio costituzionale, ma molto più pervasivo e applicato in modo immediato, automatico, asettico, impersonale e sotto le bandiere di un’Etica superiore a quella delineata dalle leggi dello Stato.
Benvenuti nel 2021, l’Anno dell’Incubo che diventa sempre più reale.
Cit  Paolo Bardicchia

Poi qualcuno dice ma con tutti i soldi che ha Trump, perché non si apre una piattaforma sua con server suoi e ci fa tutto quello che vuole?

LA MORTE CIVILE: IL CREATORE DI GAB E LA SUA FAMIGLIA TUTTI BANNATI DA VISA. Ora capite il pericolo dei pagamenti elettronici? 

Per chi ancora non lo conoscesse GAB è una sorta di twitter alternativo, abbastanza diffuso e funzionante, che pratica la libertà di espressione in modo piuttosto ampio. Nonostante come lo presentino i soliti  mass media (“Ultradestra” etc etc,) non troverete nulla di particolare . Dopo il ban da twitter molti trumpiani si sono mossi su quelle sponde, piuttosto bene accolti
Fatta questa premessa adesso capirete cosa succede ad opporsi al sistema mainstream.  Applicando alla lettera il sistema del social credit cinese, cioè dando ujn altissimo credito a chi si allinea esattamente alle volontà del partito, ma mettendo socialmente agli arresti chi non si allinea, la VISA, il sistema di pagamento e di carte di credito, ha bannato dal proprio network GAB. Non è il primo caso del genere, ma la società di pagamenti non si è fermata a questo. Come scrive il CEO di Gab, Andrew Torba, VISA ha fatto le cose per bene:

Questa settimana ci è stato detto che non solo Gab è nella lista nera di Visa come azienda, ma anche il mio nome personale, numero di telefono, indirizzo e altro sono stati inseriti nella lista nera da Visa. Se domani volessi lasciare Gab (cosa che non accadrà) e avviare un chiosco di limonate, non sarei in grado di ottenere i pagamenti elettronici per questo business. Semplicemente perché il mio nome è Andrew Torba. Se mia moglie vuole avviare un’impresa non potrà ottenere la partecipazione al sistema dei pagamenti perché vive al mio stesso indirizzo e verrebbe segnalata da Visa.

Torba sottolinea come non è una questione di affidabilità finanziaria, dato che il suo “Fico score”, il suo punteggio di affidabilità, è quasi il massimo, (800 su 850), paga le sue bollette ed ha una vita normale con moglie e figlia. Ora, in un processo molto simile a quelli staliniani , la colpa per aver creato un sistema social alternativo ai quelli accettati dalle grandi corporation viene a cadere anche sui suoi figli, come una sorta di peccato originale.
Il Governo sta cercando in ogni modo di incentivare l’uso della moneta elettronica ma questo, ricordatevelo, vi espone agli arbitri di un pugno minuscolo di società di pagamento che possono togliervi l’accesso ai soldi da un momento all’altro, non per problemi di affidabilità, ma, magari, perché non la pensate esattamente come loro. Per questo motivo il contante è libertà, perché quando lo avete potete pagare indipendente dal vostro pensiero politico, credo religioso, razza, età. Il famoso “Cashback”, cioè i soldi regalati ai ricchi, non sono solo un errore sociale e di politica economica, sono anche un vero e proprio attacco la libertà personale. Ricordatevi che oggi colpiranno una persona a voi indifferente, ma domani potreste essere voi.
Guido da Landriano, qui.

Il fatto è che avere i soldi non basta: bisogna anche poterli spendere, e ricevere da chi acquista i tuoi prodotti. E c’è un piccolo manipolo di delinquenti che ha il potere di impedirtelo.

CHI CENSURA AVVELENA ANCHE TE: DIGLI DI SMETTERE

barbara

TORNIAMO UN MOMENTO AL VACCINO

Alessandro Litta Modignani

Parole definitive di Andrea Babini da scolpire sulla pietra: Il vaccino è approvato da FDA e EMA. È sostenuto da uno studio in doppio cieco imponente su 40mila volontari.. Non è “nato in pochi mesi” ma è il frutto di studi su una nuova tecnologia che durano da anni e in questo caso per fortuna funziona.. È da sempre la categoria di farmaci con meno effetti collaterali.. È stato somministrato a 4 milioni di persone (oramai saranno di più visto che solo Israele ne ha fatti mezzo milione [al 10 gennaio, tolti i 9 milioni dichiarati dalla Cina, sia perché non mi fido dei loro numeri, sia perché usano il loro, credo, nel resto del mondo sono circa 15 milioni]) senza NESSUN evento avverso fatale e solo poche allergie risolte in poche ore.. La patologia ha bassa mortalità per modo di dire visto che mezzo mondo ne contiene il contagio a suon di lockdown e comunque i dati sulla mortalità generale rilevano ovunque un incremento significativo. Ma soprattutto la patologia blocca l’economia e paralizza i sistemi sanitari per cui prima finisce e prima torniamo a vivere.
Fare i no vax oggi è la cosa più assurda che ci possa essere.

Assurda certamente (sempre, non solo oggi), ma anche supremamente idiota. Poi leggete questa cosa spettacolare (lo so che voi non leggete la stampa cattolica, e quindi lo faccio io per voi).

Il governo ci prepara un vaccino alla vaccinara

Luigi Amicone 6 gennaio 2021 

Vogliono farci credere (senza alcuna prova scientifica) che un rimedio italiano al Covid è in arrivo per giustificare un fiume di finanziamenti statali allo Spallanzani

Un terzo della popolazione italiana disdegna il vaccino e se ne tiene lontano. Cosa fanno allora i grandi geni giù a Roma per convincere gli italiani a vaccinarsi e a non aver timore della disorganizzazione del governo Conte, che ha prenotato 42 milioni di dosi al produttore inglese sbagliato (nel senso che il vaccino Oxford non arriverà prima di qualche mese)? [Lo sapete perché tutti continuano a segnalare tutte le cose che il nostro governo sbaglia e mai nessuno parla di quelle giuste? No? Dai, provate a indovinare…] A scopo bellamente propagandistico mettono insieme il ministro della Sanità, il presidente del Consiglio superiore della sanità (il famoso organo statale Css che suggerisce a Conte il gioco della strega comanda color “giallo rinforzato” [diciamolo: il giallo rinforzato è davvero un colpo di genio, tipo il caffè corretto, la marmitta modificata, la proprietà col prestanome, la pistola col silenziatore, la legge per il suocero…), il direttore dell’ospedale romano per le malattie infettive Spallanzani, che è appunto un ospedale per gli infettivi. E naturalmente il commissario Arcuri. Tutti insieme, costoro salgono sul palco in conferenza stampa giù a Roma e sparano la notizia bomba che c’abbiamo il vaccino autocrate. Alè bambulè, dicevano i fumati del Macondo.
Non ci date l’Oxford? E allora noi spezzeremo le reni agli inglesi con un vaccino tutto italiano. Insomma, la notizia autocrate sarebbe questa: dopo 45 test – dicasi: quarantacinque! – che avrebbero concluso la “fase 1” il direttore dello Spallanzani di Roma, ovvero l’Imperial College de’ noantri, annuncia trionfante che «il vaccino ha dimostrato di essere sicuro, di avere capacità di indurre risposta immunitaria degli adulti e la risposta è simile a quella di altri vaccini con due dosi. Il 92,5% dei vaccinati ha avuto livello di anticorpi rilevabili e con una singola dose abbiamo risultati in linea con Moderna e Pfizer». Il ministro Speranza si commuove e plaude. Perbacco, mi si inalbera invece un amico biologo, genetista, docente universitario, «dopo la sola fase 1 (!!) e senza neppure un dato preliminare di fase 2, il vaccino viene dichiarato “sicuro” ed “efficace”? Ma qui stiamo dando i numeri: cosa che in farmacologia e immunologia non si è mai sentita e non sta né in cielo né in terra!».
Altro che, prosegue il direttore dello Spallanzani spalleggiato dal ministro e dal commissario unico: «I livelli di anticorpi sono coerenti con uno schema di somministrazione singola e verosimilmente potranno aumentare con altre dosi». E veniamo al dunque per cui era necessaria la sfilata di presidente, ministro e commissario unico per raccontare una storia che «non sta né in cielo né in terra». E che a dirla tutta ha più di un’assonanza con l’Italia salvata dal trenino carico carico di mascherine cinesi intermediate dal giornalista Rai «per dare una mano al governo nella persona del commissario Arcuri». Non so se avete capito perché dopo 45 test e neanche una prova provata che il livello di sperimentazione 1 (sui 3 necessari per poter parlare di “sperimentazione scientifica”) è superato, questi cantano e propagandano di un vaccino italiano “sicuro” ed “efficace”.
Però, se proprio non lo avete capito, devo ancora una volta chiedervi di tendere l’orecchio per cogliere dove va a parare l’annuncio del direttore dello Spallanzani all’Ansa, annuncio che scientificamente non sta né in cielo né in terra, ma riguarda eccome il portafogli degli italiani: «Ora ci aspetta la fase 2 per la quale è necessario l’impegno dello Stato». Cioè fateci capire, avete messo in piedi tutto questo ambaradan perché dovevate giustificare il fiume di finanziamenti statali che verosimilmente stanno per atterrare allo Spallanzani? È così. E anche qui siamo nelle mani del commissario unico Domenico Arcuri. Il quale, ciliegina sulla notizia, la racconta così: «Il governo, tramite una società pubblica, entrerà in ReiThera anche con una operazione di equity, e i contratti di sviluppo serviranno a finanziare la ricerca e una stabilizzazione incrementale della produzione». [stabilizzazione incrementale. Come i genitori di una volta che quando dovevano parlare della povera cugina che era rimasta incinta parlavano in francese perché i bambini non capissero]
Produzione di che cosa se sono a 45 test e nella fase 1 nemmeno comprovata? Vabbè, noi per essere Lombardia, che ci raccontano come siamo indietro e ritardati, intanto abbiamo vaccinato col lotto Pfizer la figlia infermiera. Vediamo quando arriverà il vaccino alla vaccinara. E quanta intermediazione ci costerà. (qui)

E magari vorrà farlo qualcuno che non si fida di Pfizer. A proposito del quale

È vero che alcune persone sono morte durante i trial clinici dei vaccini per il Covid?

Sì, ma nessuna fatalità era legata al vaccino. Nel documento informativo della Pfizer sono stati annotati sei decessi nella popolazione in studio, 2 nel gruppo vaccinato e 4 nel gruppo di controllo (non vaccinato). Nel documento informativo di Moderna invece sono stati annotati 13 decessi, 6 nel gruppo vaccinato e 7 in quello di controllo. Questi numeri sono in linea con la mortalità della popolazione, quindi niente di cui preoccuparsi. (Qui tutto l’articolo)

Una importante considerazione sulle modalità di distribuzione e somministrazione.

Potere assoluto: con il monopolio sui vaccini anti-Covid lo Stato ha messo in scacco vita e libertà dei cittadini

La diffusione della pandemia da Covid-19 ha permesso sino a questo momento a Governo e Parlamento di affrontare l’emergenza epidemiologica con una disciplina giuridica fortemente limitativa dei diritti e delle libertà fondamentali degli individui.
Al di là di alcune critiche, per lo più fondate, sull’eccesso di compressione delle garanzie costituzionali, è passata infatti l’idea secondo la quale il contenimento degli effetti negativi dell’epidemia possa essere raggiunto pressoché esclusivamente con il distanziamento sociale e il lockdown intermittente.
L’esistenza di alcuni vaccini prodotti da diverse case farmaceutiche muta radicalmente, però, lo scenario all’interno del quale le autorità statali hanno sin qui operato.
Sebbene, a quanto sembra, la somministrazione del vaccino non arresterà la contagiosità dei soggetti ai quali sarà somministrato, la stessa tuttavia permetterà di conferire l’immunità necessaria a non ammalarsi e a non finire, in definitiva, in terapia intensiva o al Creatore anticipatamente.
Il vaccino rappresenta, pertanto, un salvavita in senso proprio e un salvacondotto per tornare a esercitare le libertà fondamentali con le più ampie facoltà previste dall’ordinamento.
Com’è oramai noto i governi europei hanno deciso di monopolizzare l’acquisto dei vaccini prodotti dalle case farmaceutiche, rendendo così di fatto impossibile ai singoli cittadini provvedere autonomamente a immunizzarsi, almeno per alcuni anni. L’unanime scelta della maggior parte degli Stati del Vecchio Continente è stata giustificata innanzitutto per assicurare la gratuità del vaccino all’intera popolazione; un obiettivo condivisibile al quale però è seguita la determinazione di stampo dirigista e statalista di assegnare solo alle pubbliche amministrazioni statali e locali anche la somministrazione del vaccino a decine di milioni di cittadini.
L’evidente conseguenza delle politiche adottate dagli Stati nazionali, Italia compresa, è che da questo momento in poi la vita e la libertà di ogni singolo individuo dipendono dall’efficacia e dall’efficienza degli apparati amministrativi. Più tempo occorrerà per vaccinare la popolazione più lungo nel tempo ed elevato nelle probabilità sarà il rischio di contrarre il virus e di andare incontro a possibili infauste conseguenze.
D’altro canto maggior tempo impiegherà lo Stato a immunizzare la popolazione più a lungo nel tempo potrà reggere la giustificazione della privazione radicale delle libertà fondamentali di ciascun individuo.
Sembra logico pensare, pertanto, che il Governo italiano, per rimanere all’interno di un’ottica nazionale, debba imporsi un cronoprogramma per iniziare e concludere la campagna di vaccinazione.  Ad oggi, contrariamente da quello che affermano il Commissario Arcuri e gli esponenti del Governo, esiste solo un piano di vaccinazione che prevede i tempi di consegna dei lotti del farmaco da parte delle aziende produttrici. Ma quello stesso piano non prevede da nessuna parte i tempi entro i quali lo Stato, o le Regioni per esso, provvederanno a somministrare il vaccino alle diverse categorie della popolazione. Non esiste poi un vero e proprio programma di mobilitazione generale di uomini e mezzi che possa assicurare la massima celerità della vaccinazione sull’intero territorio nazionale.
Sotto questo ultimo profilo risulta davvero singolare che Governo e Parlamento, sempre solerti ad adottare misure eccezionali e straordinarie di limitazioni delle libertà fondamentali, non riescano a pensare a una disciplina temporanea che, derogando alle regole ordinarie del pubblico impiego, dell’utilizzo del personale militare e di numerosi altri settori dell’ordinamento giuridico, assicuri la necessaria mobilitazione per la campagna di vaccinazione. Non è ad esempio all’orizzonte alcuna norma che consenta entro tempi certi il commissariamento di quelle regioni o di quelle amministrazioni periferiche che dovessero risultare, senza alcuna ragione, inadempienti rispetto al cronoprogramma  che dorrebbe essere loro assegnato. Un pregiudizio ideologico statalista e dirigista, come detto, ha escluso infine l’intero comparto privato dalla catena di distribuzione e somministrazione del vaccino, rendendo così ancora più lunghi e incerti i tempi entro i quali far cessare lo stato di emergenza e le conseguenti misure adottate.
A dire il vero, poi, spetterebbe proprio al Parlamento vincolare il Governo all’indirizzo preciso di completare la campagna di vaccinazione entro un determinato lasso di tempo (dipendente naturalmente dalle consegne del farmaco), pena l’insorgere della responsabilità politica nei confronti della Camere (dimissioni dell’intero esecutivo) e di quella  giuridica nei confronti dei cittadini che vantano tutti un diritto soggettivo perfetto alla vaccinazione da parte dello Stato.
Non è lontanamente possibile, infatti, pensare di riconoscere allo Stato il potere assoluto di scegliere a suo piacimento i tempi entro i quali salvare la vita e restituire la libertà a milioni di essere umani, allorché è l’Autorità medesima che impedisce di fatto a ciascun individuo di reperire il vaccino sul mercato e di provvedere dunque da sé alla tutela della vita e all’esercizio delle libertà fondamentali.
Il Governo ha espropriato di fatto e di diritto il cittadino della libertà di potersi salvare autonomamente attraverso l’acquisto e la somministrazione del vaccino anti Covid, ma ha di conseguenza assunto su di sé l’inderogabile obbligo morale e giuridico di compiere ogni umano sforzo concepibile per sottrarre nel più breve tempo possibile milioni di individui dal rischio della morte e dal regime di un’insopportabile schiavitù che dura oramai da un anno.
Nel dibattito pubblico non è emersa con la dovuta evidenza la singolare circostanza che vede il Governo essere contemporaneamente il soggetto sul quale grava la responsabilità di restituirci alle nostre più elementari libertà e di assicurarci la vita e colui che può sottrarsi a questi inderogabili obblighi invocando a tempo indeterminato il mancato completamento della campagna di vaccinazione di cui ha assunto immotivatamente il monopolio. Una condizione nella quale lo Stato ha messo in scacco la vita e la libertà dei suoi cittadini.
Rocco Todero

Un avviso di Deborah Fait.

Gentili Signori del BDS e propal,

Mi sento in dovere di informarvi che i due vaccini attualmente in uso contro il Covid 19, Pfizer e Moderna, potrebbero essere nocivi per voi e per la vostra salute sia fisica che mentale. Il vaccino Pfizer è stato studiato da anni nell’azienda guidata dal CEO ebreo Albert Bourla, sopravvissuto alla Shoah. Il vaccino Moderna è ancora peggio, perché il direttore dell’equipe medica è un ebreo, per giunta israeliano, che si chiama Tal Zaks, laureato alla Ben Gurion University del Negev, Israele. Mi auguro che, per la coerenza che non dovrebbe farvi difetto, vogliate optare per vaccini diversi come lo Sputnik russo [che è stato messo in uso senza completare le tre fasi di sperimentazione previste nel mondo civile] oppure, considerando l’amore che vi lega ai palestinesi, vi consiglierei di aspettare un vaccino inventato da Abu Mazen & co. Boicottaggio è boicottaggio, ricordatevelo sempre, quindi vi invito ad evitare sofferenze inutili iniettando nel vostro corpo così puro sostanze ebraico-sioniste che potrebbero essere fonte di rigetto.
Sono consigli spassionati da parte di un’ebrea israeliana sionista. Vi auguro ogni bene. (qui)

E questa cosina trovata in rete, che mi è molto piaciuta.

“Io lo so perché quelli che ricevono il vaccino lo esibiscono con un selfie. Perché nel momento in cui hanno sentito il liquido entrare nel loro corpo hanno capito che lì dentro c’erano soprattutto i baci e gli abbracci dimenticati, le gite scolastiche, gli anziani a capotavola il giorno di Natale, le mense affollate. C’erano i ragazzi con lo zaino sulle spalle, i cinema all’aperto, i teatri pieni e il concerto di Vasco che dall’alto sembravamo tanti puntini attaccati. C’era la tavolata di amici al ristorante, prendo la pizza diversa dalla tua così ce la dividiamo, il viaggio a Tokyo senza prenotare, la cena con i compagni del liceo che in fondo siamo sempre gli stessi e la libertà di poter rimanere a casa che poi, chi ci rimane più, dentro quelle quattro mura?
C’era il lavoro, gli aerei che ripartono e le stazioni piene.
C’era il rossetto rosso che più rosso non si può, la valigia stipata, l’invito a casa che ognuno porta qualcosa, il pigiama party e la corsa tutti insieme. C’era piacere mi chiamo Anna stringendo la mano dell’altro senza avere paura, un sonno tranquillo e confini aperti. C’erano i computer chiusi e gli insegnanti che parlavano zigzagando tra i banchi, l’ora di religione a studiare latino e i bigliettini passati di mano in mano.
C’erano i visi tutti interi con labbra sottili, carnose, irregolari o rifatte.
C’era la palestra con l’odore di sudore, up and down al ritmo della musica, le candeline soffiate su una torta e poi tutti a mangiare la propria fetta incuranti degli sputi.
C’erano starnuti e tosse in libertà, la telefonata con tua sorella che quando vieni ti porto a Palazzo Strozzi, i bambini che signora mia quanto sono cresciuti e la libertà, quella che abbiamo sempre difeso sopra ogni cosa.
C’erano i vecchi, accuditi e coccolati che raccontano sempre la stessa storia e sempre nello stesso modo ma tu l’ascolti come fosse la prima volta.
C’era il senso di altruismo perché il vaccino si fa per se stessi ma soprattutto per gli altri e c’era quel senso di pace che si impossessa di te quando stai lavorando per tutti.
Ecco perché chi si vaccina lo fa vedere.
Perché in quel momento ha vissuto un bellissimo viaggio e, soprattutto, perché ce lo augura con tutto il cuore.”
Anna Fracassini

Gli abbracci non mi mancano, perché li ho sempre dati e ricevuti. Il rossetto rosso che più rosso non si può invece sì, quello mi manca proprio (sì, anche tutto il resto, naturalmente).
Concludo con una piccola riflessione: ho letto, in tono tra lo scandalizzato e l’inorridito, che alcuni medici usavano le dosi avanzate per i parenti, e per questo sono stati sospesi dall’incarico. Ora, sappiamo che una fiala contiene più dosi; sappiamo che il vaccino, una volta scongelato non si può ricongelare; sappiamo che non si può in alcun modo conservare, e mi sembra ragionevole chiedermi: ma delle dosi avanzate cosa diavolo dovevano fare? Buttarle via? Se poi qualcuno si chiedesse perché questo favoritismo ai parenti, non credo ci voglia troppa fantasia per immaginare la risposta: dei parenti hanno il numero di telefono, di me no, tutto qui. E ne abbiamo troppi di medici vaccinatori, in questo momento, da poterci permettere di mandarne a casa con pretesti così ridicoli. Ma riusciranno una volta, dico una, a fare qualcosa di giusto e sensato?

barbara

QUANDO LA SACRALITÀ ERA MOLTO MENO SACRA

Ovvero: quando ad assaltare il Campidoglio erano i comunisti

Profanazione. Sacrilegio. Attacco al cuore della democrazia. Fatto inaudito. Mai capitato prima a memoria d’uomo… Una sola domanda: ci siete o ci fate?

Machiavelli – Centro Studi Politici e Strategici

QUANDO AD ASSALTARE IL CAMPIDOGLIO USA ERANO I COMUNISTI
di

Daniele Scalea

“Inusitato”. “Senza precedenti”. “Un orrore mai avvenuto prima”. Sono alcuni dei termini ricorrenti nei media per descrivere quanto successo a Washington, dove il 6 gennaio alcuni facinorosi pro-Trump hanno assaltato violentemente il Campidoglio. Un’azione gravissima e da condannare, rispetto alla quale il Presidente uscente non è scevro di responsabilità. Ma davvero non era avvenuto mai nulla del genere? Mai era stata violata la “sacralità” dell’edificio che ospita il Congresso? Mai… se si eccettuano tutte le altre volte che è già successo – a opera di estremisti di sinistra. Però stavolta c’entra il presidente. In qualche modo, tuttavia, anche le vicende passate lambiscono le biografie e l’operato d’altri presidenti, stavolta di matrice democratica.
Era l’1 marzo 1954 quando un commando di terroristi portoricani, ispirati dall’ideale indipendentista e da quello comunista, aprirono il fuoco all’interno del Campidoglio ferendo cinque deputati. Tra il 1978 e il 1979 tutti e quattro gli attentatori furono graziati dal presidente democratico Jimmy Carter. Alcuni decenni fu pensato un film biografico e celebrativo su Lolita Lebron, comandante del commando: il progetto non si concretizzò, ma a interpretarla avrebbe dovuto essere Eva Longoria, attrice oggi attivista pro-democratica.
Un altro 1 marzo, questa volta del 1971, vide il Campidoglio nuovamente sotto attacco. Una bomba esplose, non provocando vittime ma danni per centinaia di migliaia di dollari. Artefice dell’attentato l’organizzazione comunista Weather Underground, costola violenta dell’organizzazione radicale di sinistra (e fucina di futuri professori universitari…) Students for a Democratic Society. Bill Ayers, uno dei fondatori dei Weathermen, fu implicato in questo ed altri attentati dinamitardi o azioni violente. Ma, provvidenzialmente per lui, nel 1974 uno scandalo colpì l’FBI: aveva usato metodi illeciti per contrastare l’azione di questi terroristi. Il Governo decise allora di abbandonare i capi d’accusa contro Ayers, che poté uscire da una lunga clandestinità. Non finì però nell’anonimato: negli anni ’80 si costruì una carriera accademica che lo portò a diventare professore all’Università (pubblica) dell’Illinois e dirigente dell’AERA (organizzazione professionale dei ricercatori in ambito educativo).
Da tale posizione, nel 1995, Ayers ospitò a casa propria un evento elettorale a favore di un giovane candidato al Senato di nome: Barack Obama. Negli anni seguenti col futuro presidente degli Stati Uniti condivise anche il palco in una manciata di conferenze accademiche (una organizzata da Michelle Obama) e, per 36 mesi, ne fu collega all’interno del direttivo di una fondazione benefica.
Alcuni irriducibili Weathermen, che nel frattempo si facevano chiamare Resistance Conspiracy, colpirono ancora una volta il Campidoglio con un attacco dinamitardo, il 7 novembre 1983. Tra i terroristi responsabili di questa ed altre azioni c’erano anche due donne, Linda Evans e Susan Rosenberg, che furono arrestate e condannate. Quando, il 20 gennaio 2001 (suo ultimo giorno in carica), il presidente democratico Bill Clinton concesse la grazia a ben 140 persone, oltre al fratello e a vari democratici condannati per corruzione e frode decise di perdonare pure le due terroriste comuniste. Anche la Rosenberg riuscì ad approdare nel mondo accademico: per un paio d’anni insegnò al John Jay College, parte dell’Università (pubblica) della Città di New York. A seguito delle polemiche cessò l’attività di docente, malgrado una nuova offerta dal Hamilton College. Oggi l’ex terrorista è dirigente dell’ong Thousand Currents, che si occupa di raccogliere fondi e sostenere altre realtà associative, tra cui Black Lives Matter.
Non sappiamo se la “sacralità” del parlamento si trasferisca dal Campidoglio che lo ospita ai deputati e senatori che lo compongono; ma se così fosse andrebbero citati numerosi altri casi, quelli di rappresentanti repubblicani insultati e molestati per strada da attivisti di sinistra. Il caso più eclatante avvenne nel 2017, quando James Hodgkinson, un volontario nella macchina elettorale del senatore democratico Bernie Sanders, aprì il fuoco contro i parlamentari repubblicani durante una partita di beneficienza, ferendo gravemente il deputato Steve Scalise. Meno tragici, ma comunque significativi, sono altri avvenimenti: come quelli dell’agosto del 2020, quando numerosi estremisti di sinistra si radunarono nei pressi del Congresso Nazionale Repubblicano per minacciare e insultare i partecipanti: tra le vittime anche i parlamentari Rand Paul e Brian Mast. Poche ore prima la democratica Nancy Pelosi, presidente della Camera, aveva definito i repubblicani “nemici interni”. [A proposito di Nancy Pelosi: meno male che il pazzo squilibrato pericoloso che assalta il popolo americano è Trump]
Negli ultimi anni svariati politici repubblicani hanno dovuto affrontare insulti e minacce, e non mentre tenevano comizi o svolgevano altre attività pubbliche, ma mentre entravano o uscivano da casa o provavano ad avere un pasto in un ristorante. È successo a Mitch McConnell a casa propria, a Steve Bannon in una libreria, a Kirstjen Nielsen e Scott Pruitt in un ristorante. In molte occasioni i politici erano in compagnia della moglie o dei figli. Sarah Sanders, portavoce presidenziale, fu addirittura buttata fuori da un ristorante dal proprietario che aveva in antipatia Trump. Dopo quest’ultimo episodio, l’influente deputata democratica Maxine Waters, lungi dall’invitare alla civiltà, incitò i seguaci a molestare i repubblicani “se li vedete al ristorante, al negozio o dal benzinaio”.
O ci sfugge qualcosa, oppure il moralismo dei progressisti sembra funzionare a corrente alternata.

https://www.centromachiavelli.com/…/campidoglio…/

Quello che vedete nel video che segue è un edificio del Senato, occupato da bande comuniste. Quando? Nel 2018. Se non ricordate neppure questo, o avete l’Alzheimer o siete in malafede: tertium non datur.


E a proposito dell’«assalto» al Campidoglio:

Lorenzo Capellini Mion

Ultimo giro di valzer a Washington [E senza neanche il burro]

‘Come la maggior parte degli americani, sono rimasto assolutamente inorridito dalla violenza che ho visto mercoledì al Campidoglio degli Stati Uniti.
Ma ho avuto difficoltà a cercare di capire a cosa stavo assistendo. I sostenitori di Trump sono quasi sempre estremamente pacifici, ma molti di quelli che stavano prendendo d’assalto il Campidoglio erano molto violenti. Non aveva senso per me.
E come hanno fatto i manifestanti a entrare nel Campidoglio degli Stati Uniti in primo luogo?
Bene, si scopre che la polizia ha effettivamente aperto le barricate che circondavano il Campidoglio degli Stati Uniti e ha volutamente permesso ai manifestanti di prendere d’assalto l’edificio.
Non ho mai visto niente del genere in tutta la mia vita.
E una volta all’interno dell’edificio, sono stati indirizzati verso aree particolari. Ad esempio, si può vedere una “guardia” che guida i manifestanti su per diverse rampe di scale proprio qui.
O il Congresso degli Stati Uniti ha il peggior personale di sicurezza che si sia mai visto, o è stato permesso che ciò accadesse apposta.
E ci sono molteplici rapporti che gli attivisti Antifa sono stati portati in autobus. In effetti, un patriota ha effettivamente registrato un video degli autobus Antifa che sono stati portati nel cuore di Washington D.C. con la scorta …
Allora chi ha fatto in modo che quegli autobus dell’Antifa avessero quel tipo di scorta?
È quasi come se qualcuno fosse estremamente determinato a portare quegli attivisti Antifa nella loro posizione in modo che potessero fare il loro lavoro.
Una volta entrati in Campidoglio, gli attivisti di Antifa avrebbero potuto fare un lavoro molto migliore nel camuffarsi.
In effetti, uno è già stato identificato positivamente come membro di Philly Antifa (due ndr)
E se avesse veramente passare come “sostenitore di Trump”, probabilmente avrebbe dovuto coprire la falce e il martello che sono tatuati sul dorso della sua mano…
Forse il più famoso “manifestante” del caos mercoledì è “il ragazzo con le corna vichinghe”.
Bene, si scopre che è stato fotografato a un raduno BLM in Arizona indossando lo stesso identico vestito a giugno …
Oltre che ad un evento per il “clima” nel 2019.
Sembra che il suo nome sia Jake Angeli ed è un “praticante sciamanico”. Ma mercoledì si è presentato come un sostenitore accanito di Trump.
Allora perché i media mainstream non possono mettere insieme nessuno di questi pezzi?
Non dovrebbe richiedere troppo lavoro investigativo per identificare molte di queste persone.
Allora perché non lo fanno?
E avete notato che la polizia ha lasciato andare la stragrande maggioranza dei “manifestanti” senza arrestarli una volta che tutto fosse finito?
I media mainstream insistono sul fatto che “verranno arrestati più tardi”, ma molte persone non se la stanno bevendo.
Tutto questo mi sembra molto strano.
Proprio mentre nelle aule del Congresso stava per iniziare un dibattito sulle prove delle irregolarità elettorali, questi disordini scoppiarono per convenienza.
I membri del Congresso sono stati rapidamente evacuati e milioni di americani che stavano guardando non hanno mai avuto modo di assistere a un dibattito onesto sulle elezioni del 2020.
Quando finalmente il procedimento è ripreso, l’atmosfera era completamente cambiata e all’improvviso quasi nessuno si è interessato a discutere se i risultati delle elezioni fossero legittimi o meno.
Quindi chi ha effettivamente beneficiato delle rivolte?
Inoltre, è importante notare che queste rivolte hanno inferto un duro colpo a qualsiasi futuro politico che il presidente Trump sperasse di avere.
Quindi, con una pietra, gli attivisti hanno neutralizzato il dibattito sulla legittimità delle elezioni e hanno devastato anche il movimento Trump.
Sembra che qualcuno stesse davvero giocando a “scacchi 3D”, e non erano Trump e i suoi sostenitori.
E questo è solo l’inizio. Come continuo ad avvertire, la sinistra radicale non sarà mai soddisfatta finché non raggiungerà tutti i suoi obiettivi.
Eleggere Joe Biden è stato solo un modo per sbarazzarsi di Trump. Alla sinistra radicale in realtà non piace nemmeno Biden, e lo combatteranno aspramente se Biden non seguirà il loro programma completo.
Alla fine, quello che vogliono è una vera e propria “rivoluzione” in questo paese. E come abbiamo visto mercoledì, faranno di tutto per ottenere ciò che vogliono.’

Michael Snyder

Sottoscrivo tutto. Senza parlare dell’esecuzione di Ashli.
Al resto hanno pensato il giornale unico, politici mediocri, i traditori e le pecore programmate.

#enemedia #KAG #MAGA

Le foto di vari “manifestanti pro Trump” ripresi in manifestazioni BLM e Antifa si trovano in rete: se non avete voglia di andarvele a cercare e poi negate che sia vero perché non le avete viste, non venite a invocare la buona fede.
E se avete ancora un po’ di pazienza, suggerisco la lettura di questo post.

barbara

AMERICA, QUALCHE FATTO E QUALCHE RIFLESSIONE

Per partire dal principio bisogna ricordare la feroce guerra scatenata contro Trump fin dal momento in cui, nel 2016, ha annunciato di volersi candidare alle elezioni presidenziali: guerra senza quartiere, condotta con tutti i mezzi leciti e illeciti – soprattutto illeciti – da parte dei mass media, del mondo dello spettacolo (vogliamo ricordare la “marcia delle donne contro Trump” guidata da una signora che aveva promesso pompini a chi avesse votato la Clinton? Vogliamo ricordare l’intensa partecipazione di quell’altra signora che sul palco si fa agguantare la passera dagli spettatori? E si potrebbe continuare a lungo), mentre i politici hanno passato tutti interi questi quattro anni a fabbricare macchinazioni e inventare favole, per sostenere le quali hanno pagato testimoni e coinvolto innocenti a cui hanno distrutto carriera ed esistenza – al costo di decine di milioni di dollari – per poterlo esautorare. E bisogna ricordare come la metà abbondante dell’America che stava dalla sua parte è stata trattata da fascista, troglodita, ignorante, mentre il consenso per Trump aumentava di pari passo con l’aumento dell’occupazione nera e ispanica e dei loro salari. E bisogna ricordare come, per danneggiarlo, siano state scatenate le rivolte delle bande razziste e terroriste degli Antifa e dei Black Lives Matter. Bisogna ricordare, in poche parole, come la politica dem – e solo quella – abbia letteralmente spaccato l’America in due.

E come alla fine, sapendo benissimo che la maggioranza era per Trump, abbia messo in piedi la gigantesca macchina dei brogli che abbiamo visto, e come la magistratura e la pubblica amministrazione abbiano semplicemente rifiutato di prendere in esame tutte le documentazioni che in questi due mesi sono state presentate in merito ai brogli – cosa che non si spiegherebbe se non col fatto che tutti sapevano esattamente che cosa sarebbe successo se quei documenti fossero stati studiati in maniera onesta e se fosse stato verificato il funzionamento delle macchine di voto.
Alla fine la corda troppo tirata si è rotta. E come sempre, i mass media semplicemente capovolgono i fatti, o li addomesticano, come la famosa telefonata di un’ora dalla quale sono stati selezionati ed estratti quei quattro minuti da dare in pasto al pubblico – tipo noccioline alle scimmie dello zoo, che se le mangiano di gusto senza che venga loro in mente di chiedersi e chiedere da dove vengano quelle noccioline – sistema col quale è un gioco da ragazzi far dire a chiunque qualunque cosa. E uno splendido esempio di disinformazione e capovolgimento dei fatti lo abbiamo da Paolo Guzzanti sul Giornale:

I membri del Congresso e il presidente eletto hanno chiesto invano al Presidente di richiamare la folla. Si sa che il Presidente, ancora per pochi giorni, si sarebbe limitato ad un blando invito a «calmare gli animi». Lo stato delle cose purtroppo non consente di evitare il sospetto di una insurrezione armata contro lo Stato federale, sostenuta da un presidente che già viene dai media definito traditore [che i manifestanti NON fossero armati è, ovviamente, un dettaglio di nessuna importanza]. Biden ha implorato Trump di andare davanti alle telecamere e richiamare la rivolta, ma finora nulla del genere è accaduto. (qui)

E infatti

Per non parlare di Mentana

che come se non bastasse si compiace del bando decretato a Trump da FB, e qualcuno, giustamente…

Diciamo che il rapporto fra i fatti e la rappresentazione dei fatti che danno i mass media è sostanzialmente questo

Per quanto riguarda i fatti di sangue:

Cullà: è certo che a sparare sia stata la Capitol Police, la donna era una manifestante trumpiana, 14 anni nell’Areonautica, e disarmata.
Myollnir: Non so voi, io ho fatto in tempo a vedere il video dello sparo, prima che lo facessero sparire (forse si può ancora trovare su zerohedge o simili). Impressionante, un colpo al collo da un metro di distanza. Volontario, una cosa alla Jack Ruby. Impressionante.

Ma il pericolo viene da Trump e dai suoi sostenitori, naturalmente. E quanto all’irruzione in Campidoglio

Nino Pepe

Non credo che chiedere di ricontare i voti sia un atto eversivo. A Washington c’è stato il trappolone. Con quella marea impressionante di persone, mettere a guardia del Campidoglio soltanto una ventina di agenti, che poi si sono fatti da parte e hanno fatto entrare delle persone comunque disarmate, mi puzza di cosa organizzata dai democratici. Domanda retorica: a quale scopo?

E magari non sarà stata programmata e organizzata in anticipo, ma per puzzare puzza proprio, eccome se puzza.
Aggiungo una risposta di Giovanni Bernardini a una sua lettrice, ma che risponde anche a tanti altri.

Giovanni Bernardini

1) Le prove non si riducono affatto a semplici dichiarazioni di Trump e dei sui legali. Ci sono filmati, centinaia di affidavit, dichiarazioni scritte giurate (e chi mente in un affidavit finisce in galera) pareri di tecnici, testimonianze prestate di fronte ai parlamenti di vari stati (che hanno convinto tali parlamenti a non convalidare i voti per Biden). C’è l’incredibile andamento della notte elettorale, con il blocco dello spoglio in tutti gli stati contestati e la ancora più incredibile rimonta di Biden.

2) Ovviamente il rifiuto dei giudici di prendere in esame le montagne di materiale probatorio si basa su leggi e regolamenti, ma di certo i magistrati potevano interpretare leggi e regolamenti in maniera tale che si potesse entrare nel merito delle varie contestazioni. Nessuno era obbligato a fare il muro di gomma. Due giudici della corte suprema del resto si sono espressi affinché si entrasse nel merito delle contestazioni del Texas e di altri 19 stati. Se il materiale non è stato esaminato è solo, a mio parere, perché i giudici non volevano assumersi una responsabilità troppo grossa.

3) Se fossero entrati nel merito la soluzione sarebbe stata molto più soddisfacente per tutti, non ci sarebbe stata nessuna serie infinita di ricorsi. Se ad esempio le macchine dominium fossero state esaminate da un team di tecnici e trovate affidabili il discorso si sarebbe chiuso. E ora non ci sarebbe mezza America che si ritiene truffata.

4) Concordo sull’assalto al parlamento, un atto inqualificabile, ma di certo non è stato Trump ad organizzarlo. Tra l’altro gli si è rivoltato contro, cosa ampiamente prevedibile.

5) Un presidente dovrebbe esser garante della legalità, non assumere atteggiamenti eversivi. Beh…il primo attacco alla legalità è avvenuto nella notte fra il 3 ed il 4 novembre. Quanto ai toni accesi di Trump, come dimenticare che questi è da 4 anni costantemente sotto assedio? Che è stato fatto di tutto per impallinarlo? Che abbiamo assistito allo spettacolo questo si unico, di un presidente censurato, addirittura oscurato, da social e reti televisive? C’è molto poco di legale nel modo in cui per anni i dem hanno tentato tutto pur far fuori il loro nemico…

6) Non credo proprio che Trump avesse, o abbia in mente di tentare un golpe. Lo dimostra tra l’altro l’appello di oggi affinché i suoi seguaci tornino a casa. E poi, se vuoi un golpe organizzi per bene le cose, mobiliti l’esercito, non quattro imbecilli scalmanati.

Direi che basta… 

E una di

Flavio Gastaldi

In sintesi:

– il conteggio dei voti viene bloccato per ore e quando riprende i voti sono stati attribuiti al 100% ad uno solo dei candidati
– c’è il sospetto gravissimo di brogli elettorali
– il potenziale danneggiato chiede di verificare i voti, come dovrebbe avvenire in tutte le democrazie, vari tribunali non glielo concedono senza entrare mai nel merito e dichiarandosi tutti fondamentalmente incompetenti
– la gente si sente defraudata e protesta
– le autorità locali fanno entrare senza alcuna resistenza in Campidoglio chi protesta salvo freddare una giovane disarmata con addirittura accanto decine di militari con mitra spianati

Risultato:

– l’eversivo è quello che ha semplicemente chiesto di ricontrollare i voti.

(Alfonso Maria Avitabile, trovato e riproposto grazie a Betta Maselli)

In molti dicono: se aveva le prove doveva portarle in tribunale, non fare la rivoluzione. Giusto, ma se anche da Berlino sono spariti tutti i giudici, cosa si deve fare? Rassegnarsi a restare cornuti e mazziati?

Aggiungo ancora questa riflessione

Noi con Trump

LA NOSTRA RIFLESSIONE SULL’INCREDIBILE GIORNATA DI IERI

Abbiamo modificato il post che avevamo scritto a caldo perché la situazione nel frattempo si è evoluta, abbiamo riflettuto e al netto che confermiamo ciò che pensiamo, ci è sembrato doveroso riscrivere facendo delle distinzioni e delle precisazioni.
Come associazione

Noi con Trump 

abbiamo dato fin dal primo giorno il nostro supporto al presidente

Donald J. Trump

e alla sua amministrazione perché crediamo fermamente che la sua sia stata una politica straordinariamente rivoluzionaria e che i risultati ottenuti non sarebbero stati possibili con nessun’altra persona al posto di comando in USA.
Noi quindi ci occupiamo di politica e di proposte politiche rivoluzionarie, osservandone gli effetti nella più grande e antica democrazia del mondo. Quel che sta succedendo in queste ore, però, non ha nulla a che vedere con la politica. Questa è qualcosa che somiglia più ad una guerra.
Soprattutto, abbiamo la certezza di come questo scontro fosse incredibilmente difficile da evitare. Noi siamo convinti che ci siano stati dei brogli elettorali ma, anche prendendo per buoni i risultati, in America ci sono quasi 160 milioni di persone che hanno espresso il proprio voto, una percentuale incredibilmente alta, un numero mai raggiunto da nessun’altra elezione nella storia del paese, il tutto con dei dubbi che serpeggiano e spesso evidenziati da logiche di numeri. Il risultato è un’America spaccata a metà, lacerata, con oltre 70 milioni di persone che hanno visto il proprio sogno infrangersi nel giro di poche ore, quello di avere altri 4 anni di benessere e di crescita, di sicurezza e di opportunità, attraverso un secondo mandato del presidente Trump.
Quello di ieri è stato un evento catastrofico, mortificante per la democrazia americana, ma è comunque solo uno dei sintomi di questo malcontento diffuso in tutto il paese. Ci sono persone che hanno dato tutto quel che avevano fiduciosi nella rielezione di Trump, hanno lottato, hanno resistito agli attacchi e alle critiche. Trump ha rappresentato per loro l’unica vera salvezza in un panorama politico che ha perso sempre più interesse per i più deboli. Questo è successo perché Trump ha reso forti quei deboli, ha dato loro speranza, li ha fatti rialzare e reagire e lo ha fatto attraverso delle politiche di tutela del cittadino. Oggi quelle persone si sentono tradite, truffate, in pericolo e sono arrabbiate e sono pronte a combattere con la propria vita perché grazie a Trump hanno scoperto che non fa bene avere paura ma che bisogna “stand your ground”.
Trump ha emancipato un’intera fascia sociale completamente abbandonata dalla politica e queste persone sono prima tornate alle urne per la prima volta dopo decenni e oggi sono pronte a fare una rivoluzione.
Come associazione, vi invitiamo a non lasciare che sia solo la narrazione dei media mainstream a spiegarvi cosa stia davvero succedendo in America ma di provare a sentire anche altri punti di vista, cercando di schivare gli sciacalli delle fake news e chi oggi vuole sfruttare il sensazionalismo degli eventi in corso.
Stiamo assistendo ad una delle pagine più importanti, controverse ed articolate della storia contemporanea mondiale.
Noi ci impegneremo, come sempre, a riportare gli eventi dal punto di vista dei supporter di Trump perché mai come oggi siamo stati convinti che questo possa essere uno spunto di confronto necessario per tutti.

E un articolo di Fiamma Nirenstein

“Questo finale rovina tutta la storia di una presidenza diffamata per anni”. Intervista a David Wurmser

 Il Giornale, 08 gennaio 2021

Seduti uno di qua e uno di là dall’Oceano, da Washington e da Gerusalemme, contempliamo con la testa fra le mani, insieme a David Wurmser, il disastro di Capitol Hill, la parabola del presidente che ha trasformato la conclusione del suo mandato in un circo di leoni impazziti. David è uno dei migliori intellettuali conservatori degli Stati Uniti, è stato consigliere speciale al Dipartimento di Stato di John Bolton, e prima di Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti, membro dell’American Enterprise Institute.
Cos’è successo a Capitol Hill? «E successo un disastro. Tutta la storia della presidenza Trump sarà ricordata soprattutto per questa conclusione, e la sua memoria ne sarà interamente compromessa».
Le critiche a Trump erano già insistenti, asfissianti… «Di più, ed è stata proprio la persecuzione totalizzante del personaggio e dei suoi che ha portato al discorso scandaloso di due giorni fa. Trump è stato sempre un’antenna dello stato d’animo della sua folla, non di violenti, ma di cittadini su cui il fatto di non essere di sinistra è diventato un’accusa di essere una sorta di “nazisti”. Una parola che non ammette replica, perché implica storicamente la sua totale indecenza. Trump e la sua gente in questi anni sono stati bombardati da accuse di ignominia: ci sono stati licenziamenti, fratture familiari, messe al bando di vecchi amici, odio, disgusto e shaming sui media, attacchi fisici al ristorante, per la strada ai trumpiani. La legittimazione appartiene a gruppi che per altro negli ultimi 8 mesi hanno distrutto migliaia di negozi, ferito cittadini, sparato ai poliziotti…».
La campagna elettorale ha peggiorato molto. «Non è stata nemmeno una campagna elettorale, ma un coro di diffamazione mentre agli altri tutto veniva condonato, la violenza, i rapporti del figlio di Biden coi cinesi».
Ma Trump ha sbagliato a reclamare ancora la vittoria e a chiederla alla folla. «Sì ha sbagliato, ha compiuto svariati errori, anche col Covid mentre faceva politiche giuste proclamava posizioni sbagliate. E induce oggi con gli ultimi fatti all’oblio dei molti errori storici che aveva curato con azioni giuste: aveva sgominato la paura paralizzante della Cina, l’ubbidienza ai no palestinesi promuovendo una serie di processi di pace; aveva posto fine alla pretesa che con l’Iran qualsiasi accordo sia migliore di un non accordo e alla passività di fronte all’ostilità di Onu ed Europa. E in politica interna ha promosso la riabilitazione in base alle regole di un mercato libero ma nazionalista di una larghissima classe sociale vilipesa. Da questa via Trump ha guadagnato sempre più consensi».
Adesso possiamo dire che siamo in mezzo a un disastro? «I disastri sono due: il primo è quello legato agli scontri, il secondo è quello della Georgia. E’ una tragedia per Biden non avere un Senato conservatore dietro cui nascondersi per bloccare l’estremismo del suo partito».
Il problema è la democrazia americana: si potrà ricostruire una situazione in cui governo e opposizione si confrontano serenamente? «C’è sempre stato molto in comune nelle due parti politiche, nell’idea che ogni individuo è un depositario di “diritti inalienabili” dati da Dio o dalla Storia o dalla natura, cda qualcosa di più grande di lui. Ma ora la sinistra si è staccata da questa sponda, la sua propensione è verso una deriva socialista alla Bernie Sanders».
Pensi che nei prossimi giorni Trump possa fare ancora qualcosa che possa sconvolgere il mondo? «Non direi. Trump ha abdicato all’interventismo Usa, lasciando a ciascuno i suoi guai e le sue scelte. Ha anche posto fine alla scelta politica di un inutile restraint internazionale. E così ha avviato parecchi cambiamenti positivi, ma…».
Ma ha rovinato tutto. «Diciamo danneggiato».

E infine la conclusione.

Gerardo Verolino

Attenzione, il famoso colpo di Stato messo in atto, a Washington, dai Village People, gli indiani Arrapaho di Ciro Ippolito, i trapezisti del circo Togni, i mandriani, gli hillibilly, Buffalo Bill e i guerrieri vichinghi con le corna di Bisonte, (come sostenevano tutti quelli che avevano preso un colpo di sonno o un colpo di Sole) è già finito. È durato la bellezza di cinque ore: meno del tempo di un reality show e più di una puntata di Dallas. Informiamo allora i telespettatori che non è stata istituita la corte marziale, non girano i carri armati per le strade, non esistono i dpcm di Conte né i proclama del generale Jaruzelsky, non c’è coprifuoco e non esiste la polizia politica a controllarti. Ieri, l’Aula ha lavorato come sempre e ha decretato l’elezione del presidente e della sua vice.
La notte nera della democrazia americana, l’ora più buia, la dittatura, la fine della democrazia liberale sono rinviate a data da destinarsi. Augh!

Ecco, sull’ultima frase ho purtroppo qualche dubbio: La notte nera della democrazia americana, l’ora più buia per l’America e per il mondo intero, stanno in realtà cominciando adesso. E chissà se dalle macerie, alla fine, sarà ancora possibile ricostruire qualcosa. (Se vi resta ancora un po’ di tempo e di energia e di pazienza, suggerirei di leggere anche questo e questo)

barbara

ARCURI ARCURI

se è tra i piedi non ti curi.

Tempo fa è stato detto, a proposito di un noto fesso,

E’ impossibile sottovalutare il sig. *****, perché mentre voi lo giudicate in base alla penultima cazzata, lui ne ha già detta un’altra più grossa.  –  Zenone Eleatico.

Aggiungendo al verbo dire il verbo fare, è il ritratto di arcurietto nostro. L’avevamo visto qui rispondere in modo estremamente arrogante – in uno stile che non ritengo esagerato definire mafioso – a un giornalista che gli chiedeva conto delle siringhe ordinate, enormemente più care di quelle usuali. Non ha dato spiegazioni perché non aveva voglia di darne, oltre a non vedere il motivo per cui avrebbe dovuto dare spiegazioni su come stava sperperando i nostri soldi, e comunque per ordinare quelle siringhe c’erano validissime ragioni: erano ovviamente le più adatte. Le famose ultime parole famose.

Ecco l’ennesimo flop di Arcuri: “Siringhe inadatte per vaccini”

Il 40% delle siringhe inviate alla Lombardia non preleva con precisione la dose di 0,3 ml per il vaccino. La Regione usa i propri dispositivi. Disagi anche in Liguria

La polemica sulle siringhe per iniettare il vaccino anti-Covid non accenna a spegnersi.

Giustificato l’acquisto, al prezzo doppio rispetto alle normali siringhe, di particolari dispositivi di precisione per ricavare una dose in più da ogni fiala, il super commissario Domenico Arcuri, riporta Libero che ha raccolto le lamentele dei sanitari, rifila alle Regioni delle siringhe che non funzionano.

La Lombardiadopo la bufera sul ritardo nella somministrazione delle dosi di vaccino assegnate (ferma al 3,9%), lunedì 4 gennaio è pronta a partire con la campagna per vaccinare a tappeto medici, operatori sanitari e ospiti delle Rsa, al ritmo di 10-15mila inoculazioni giornaliere. Insieme alle 80.595 dosi consegnate alla regione il commissario straordinario ha spedito anche migliaia delle super siringhe indispensabili per ricavare il 20% in più del prezioso siero da ogni fiala targata Pfizer.
Ogni fiala contiene 5 dosi di vaccino anti-Covid da 0,3 millilitri. Una volta scongelata dal frigo a -70 gradi, la soluzione deve essere diluita, utilizzando anche una comunissima siringa da 1 ml munita di tacchette. Peccato però – denunciano i sanitari – che circa il 40% dei dispositivi da 5 ml inviati da Roma – 8mila su 20mila – non solo non sia del genere di precisione luer lock, ma risulti del tutto inadatto. E, riporta Libero, molti ospedali lombardi saranno costretti a usare le proprie scorte di siringhe.
Ma la fregatura assestata da Arcuri non riguarda la sola Lombardia. Stesso disguido anche in Liguria. Dove, come confermato dal presidente Giovanni Toti, si stanno utilizzando le siringhe stoccate negli ospedali, perché molti dei dispositivi arrivati sono da 3 e 5 ml. Inadeguati per riuscire a prelevare gli 0,3 ml di siero necessari per ogni dose.
Oltre al flop delle siringhe, a mettere a rischio la riuscita della campagna è soprattutto la carenza di personale medico necessario per effettuare le vaccinazioni. Il bando, indetto dal commissario Arcuri, per il reclutamento di medici e infermieri è scaduto il 28 dicembre. Ma, per ora, sulle selezioni e sulle agenzie per il lavoro scelte per reclutare il personale non si sa nulla. Intoppi, pasticci e battute d’arresto che trasformano sempre di più la promessa di immunità per tutti in un traguardo irraggiungibile.

Martina Piumatti – Lun, 04/01/2021, qui.

Potrebbe bastare? A noi sì (a noi è da almeno 11 mesi che potrebbe bastare, per la verità), ma non certo all’Immaginifico, alla sua sfrontatezza, alla sua spudoratezza, che si leggono senza veli nel suo tafanarico sembiante. E dunque

Vaccini, il 70% delle dosi resta in frigo. Ma Arcuri: “Non siamo in ritardo”

Le somministrazioni in Italia vanno a rilento, solo 31 mila al giorno. In arrivo altre 470 mila dosi in giornata

Vaccini, il 70% delle dosi resta in frigo. Ma Arcuri: “Non siamo in ritardo”

L’emergenza Coronavirus in Italia continua senza sosta. Resta alto il numero di contagiati giornalieri e allarmante quello relativo ai decessi, in tripla cifra da mesi ormai. Nonostante questo la campagna vaccinale è iniziata in modo molto lento. Dopo 5 giorni – si legge su Repubblica – siamo a quota 154.007 dosi inoculate: sono 31mila al giorno, meno di metà del minimo dei minimi (65mila al giorno) che secondo il Commissario straordinario Domenico Arcuri sarebbe necessario per non considerare “un fallimento” la campagna vaccinale contro il Covid [Calcolando, tolti gli under16, tolti immunodepressi e immunosoppressi e qualche altra categoria, 40 milioni di persone da vaccinare, a un ritmo di 65mila al giorno sono 615 giorni, più altrettanti per la seconda dose fanno 1230, ossia tre anni e quattro mesi e mezzo. E questo, secondo il signor Arcuri, non sarebbe da considerare un fallimento. D’altra parte cosa aspettarsi da un fallocefalo?]. Avevamo messo nei frigo 469.950 dosi, ne abbiamo somministrata una su tre. Ieri doveva essere il giorno del riscatto, dopo una partenza lenta. L’accelerata c’è stata, ma alle 23 di ieri sera erano 40mila le dosi inoculate, ben sotto il minimo sindacale quotidiano indicato dal Commissario Arcuri.
Lo stesso commissario per l’Emergenza in una lettera al Corriere della Sera ha provato a fare chiarezza sulla situazione. “Non siamo in ritardo, colmeremo presto le asimmetrie tra le Regioni. All’Italia spettano quest’anno 40 milioni di dosi Pfizer: si comincia con 2.349.750 a gennaio e 1.879.800 a febbraio, con una frequenza di 470mila dosi la settimana. Ecco la risposta alla prima domanda: la Pfizer è la sola azienda autorizzata a immettere in commercio il proprio vaccino; lo distribuisce ai Paesi Ue in percentuale alla loro popolazione; all’Italia spetta il 13,46%; riceviamo quindi 470mila dosi a settimana. Saremmo i primi a volerne molte di più [e a me viene in mente quella favoletta del libro delle elementari con la contadinella Pierina che va in città a vendere il latte, che tiene in una brocca sulla testa, e strada facendo immagina che coi soldi del latte comprerà tante uova, dalle quali nasceranno tanti pulcini, che poi diventeranno galli e galline, e poi lei li venderà e coi soldi comprerà un maialino, che poi diventerà grande e grasso e lei lo venderà, e coi soldi comprerà una mucca, che le darà tanto latte e tanti vitellini, e lei venderà il latte e i vitellini e diventerà tanto ricca che tutti quelli che la incontreranno le faranno un bell’inchino dicendo “Buon giorno signora Pierina”, e nel dire così, entrata ormai nella parte, fa un bell’inchino e la brocca del latte che ha sulla testa si fracassa per terra]. Perciò aspettiamo Moderna: sarebbero altre 20 milioni di dosi per l’Italia. A febbraio – prosegue Arcuri – partiremo con le persone che hanno più di 80 anni, oltre 4 milioni. Poi saranno vaccinati gli anziani dai 60 agli 80 anni, le forze dell’ordine, gli insegnanti e il personale scolastico, i fornitori di servizi pubblici essenziali, gli operatori del trasporto pubblico locale, il personale carcerario e i detenuti”.
Martedì, 5 gennaio 2021, qui.

Vale poi la pena di guardare questo breve video

e di leggere questa analisi, tanto impietosa quanto veritiera e puntuale, dell’indegno comportamento di Arcuri e del governo tutto

clic per leggere ingrandito

Il quale governo nel frattempo ci proroga lo stato di emergenza nazionale (inesistente nella nostra Costituzione, non dimentichiamolo) fino a fine luglio.

barbara

AMEN E AWOMEN

La notizia l’avete letta tutti: il pastore metodista e membro del partito Democratico Emanuel Cleaver ha terminato la sua preghiera con le parole “Amen” e “Awomen”.
Ha ragione: parafrasando De Luca, se si include SI INCLUDE! Propongo dunque un aggiornamento del vocabolario inglese in modo da renderlo politicamente corretto, inclusivo, progressista, democratico, antifascista, antirazzista, antisessista, antipopulista, antisovranista e naturalmente antisalvinista, antitrumpista, antibolsonarista, antiorbanista e, ça va sans dire, antijohnsonista.

manage – womanage
mandarin – womandarin
mandate – womandate
mandatory – womandatory
mandolin – womandolin
mane – womane
manul – womanful
mangle – womangle
mango – womango
mangy – womanangy
manhandle – womanhandle
manhole – womanhole [ehm…]
mania – womania
manicure – womanicure
manifest – womanifest
manipolate – womanipulate
manoeuvre – womanoeuvre
manor – womanor
mansion – womansion
mantelpiece – womantelpiece
mantle – womantle
manual – womanual
manufacture – womanufacture
manure – womanure
manuscript – womanuscript
many – womany

mend – womend
menial – womenial
meningitis – womeningitis
mental – womental
mentality – womentality
mention – womention
menu – womenu

barbara

AGGIORNAMENTO SUGLI EFFETTI DEL SEQUESTRO DI PERSONA PREVENTIVO PRECAUZIONALE

per timore che i festeggiamenti potessero fare aumentare i contagi.

23/12/2020 ultimo giorno di semilibertà per gli italiani prima dell’imprigionamento: tasso di positività sostanzialmente stabile, assestato sull’8,2%.
29/12/2020, sesto giorno di sequestro di persona: 8,7%
30/12/2020, settimo giorno di sequestro di persona: 9,58%
31/12/2020, ottavo giorno di sequestro di persona: 12,6%
01/01/2021, nono giorno di sequestro di persona: 14,1%
02/01/2021, decimo giorno di sequestro di persona: 17,6%; aumentati di 16 unità i pazienti in terapia intensiva e di 126 unità quelli ricoverati nei reparti, mentre in tutti i giorni precedenti il sequestro di persona entrambi i dati erano andati costantemente calando.

Grazie governo. Grazie signor Conte. Grazie signor Mattarella. Grazie signor Speranza. Grazie signor Arcuri. Grazie signora Lamorgese. Grazie a tutta l’associazione per delinquere di stampo mafioso che ha preso il potere – anzi, i pieni poteri – in un’Italia sempre più anestetizzata dal terrore del covid e allucinata dal miraggio del rischio zero.
Propongo ora uno splendido articolo di chiarimenti sul vaccino, il migliore in assoluto fra quanti visti finora. Io per la verità queste cose le sapevo già tutte, ma magari qualcuno intontito da byoblu e analoghe cloache ancora si trova, e quindi eccovelo.

Medico di Torino smonta punto per punto le obiezioni al vaccino anti Covid-19

Di Gabriele Farina,  1 Gennaio 2021 

Ottavio Davini, medico con 40 anni di esperienza, ultimo incarico all’Azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni Battista di Torino e autore di alcuni libri di divulgazione sanitaria (“Nella bolla del virus”, Neos Edizioni – “Il prezzo della salute”, Nutrimenti Edizioni), ha spiegato in maniera approfondita e dettagliata perché bisogna fidarsi del vaccino contro il coronavirus Covid-19, smontando punto per punto le obiezioni di chi per varie ragioni teme la campagna di vaccinazione appena cominciata.

Quello che segue è il testo:

Devo capire. Provo a mettere le idee in fila, per chiarirmele.
Allora, i fatti sono questi: nel febbraio 2020 arriva in Europa (dalla Cina) un virus nuovo, nei confronti del quale nessuno ha difese immunitarie. Ha una letalità abbastanza bassa, ma è piuttosto contagioso. Quindi si diffonde rapidamente: in Italia, poi in Europa, poi nel Mondo.
I Paesi (tutti, chi più chi meno) adottano l’unica strategia possibile: quella delle chiusure, e si cerca di spiegare ai cittadini che le cose che funzionano sono 3: lavarsi le mani, indossare la mascherina e stare lontani. Perché una cura non c’è: è normale, per i virus, e questo non fa eccezione.
Cosa c’è di strano?
Purtroppo, niente. Avremmo voluto che non capitasse, ma è capitato. La cosa più probabile è che si tratti di una zoonosi, cioè un virus che è saltato di specie: da un animale all’uomo. (Lettura consigliata: David Quammen, Spillover).
E già su questa ricostruzione (che è sintetica ma basata su fatti e studi scientifici) si fanno milioni di pippe (il laboratorio di Wuhan, l’esperimento, il complotto internazionale, Soros, Bill Gates che già lo sapeva e si era organizzato e così via). Qui vale veramente il rasoio di Occam (e il mio virologo di Facebook faccia lo sforzo di andare su Wikipedia a vedere chi era): se ci sono diverse ipotesi, la più semplice è quella vera, e le altre le taglio via (con il rasoio, appunto).
Ma non voglio parlare di questo, e neanche dei negazionisti/complottisti, né degli errori fatti – in tutto il mondo – nella gestione della pandemia.
Voglio invece capire perché adesso c’è questa feroce e scomposta opposizione al vaccino.
Dato che continuiamo a ripeterci che, con chi è contrario ai vaccini, non bisogna essere aggressivi, ma che occorre essere pacati, argomentando serenamente e cercando di spiegare, mi sforzerò di essere educato, ma non sono certo di riuscire nell’intento [sapessi come ti capisco].

Andiamo per punti.
1. Non si sa cosa c’è dentro.
Si sa benissimo (vedere sito AIFA), e certamente non ci sono 5g, feti morti, metalli pesanti e altre cagate del genere: in pratica ci sono particelle di grasso che includono l’mRNA (vedi dopo), colesterolo, sali, saccarosio e acqua. E basta.

2. Non è stato abbastanza sperimentato.
No, è stato sperimentato in tempi molto rapidi, questo sì, perché i Paesi e le istituzioni hanno messo sul tavolo una quantità mai vista di danaro, il che ha permesso di correre molto, molto più velocemente del solito. Comunque, sono state rispettate le tre fasi dei trial clinici che sono OBBLIGATORIE per qualunque nuovo farmaco, e che vengono monitorate da FDA ed EMA, coinvolgendo centinaia di ricercatori. E i dati sono pubblicati e quindi di pubblico dominio. Se qualcosa non vi convince prima leggeteli (ma vi ci vorrà una decina d’anni, perché per capirli dovrete laurearvi in medicina o in scienze biologiche, e avere studiato a fondo virologia, immunologia, epidemiologia, statistica e qualcos’altro che adesso non mi viene in mente. E naturalmente dovete capire l’inglese scientifico). Io, per esempio, che ho solo una laurea in Medicina, una specializzazione e quarant’anni di ospedale, riesco a interpretarli solo a grandi linee (e li trovo convincenti). Quindi mi fido di quello che mi dicono quelli che hanno studiato. E comunque i soggetti sottoposti al primo dei vaccini somministrati (Pfizer) sono stati oltre ventimila (altri ventimila sono nel braccio di controllo, anche questo lo trovate su Wikipedia). E la differenza nel rischio di infettarsi è talmente clamorosa che dovrebbe capirla chiunque. (Letture consigliate: gli articoli di Forni e Tagliabue su Huffington Post).

3. Il vaccino con l’RNA messaggero può modificare il DNA.
Ecco, questa è proprio una di quelle cose che – se uno avesse fatto le scuole giuste – non potrebbe dire. Non so se oggi è nel programma delle scuole superiori, ma a Medicina l’ho studiato. L’mRNA serve (mi perdonino gli esperti veri per la semplificazione) per trasferire le informazioni dal DNA e produrre le proteine. Dire che l’mRNA (che tra l’altro ha vita molto breve) può modificare il DNA è come dire che se ho un dado di carne per il brodo posso farmi la mucca in casa. [Standing ovation]

4. È pericoloso.
Questa è un’obiezione con un minimo di senso. Qualunque sostanza introdotta nel nostro organismo può scatenare imprevedibili effetti. Basta leggere il bugiardino di una cosa qualunque che avete in casa, anche la tachipirina. I vaccini sono – tra queste sostanze – tra le più sicure. I vaccini correntemente in uso hanno effetti molto severi (fino alla morte) nell’ordine – quando va male – di qualche unità per milione di somministrazioni. Il tema, come per qualunque farmaco, è il rapporto tra rischio ipotetico e beneficio certo: la copertura dei vaccini per la Covid-19 è superiore al 90%. C’è un abisso tra il beneficio (enorme) e il rischio (remotissimo).

5. Ma io ho paura.
Come sopra: ragionevole. Io non ce l’avrei, perché vaccinarsi è pericoloso più o meno come attraversare la strada, ma capisco. E, tanto per chiarire, è possibile, anzi probabile che nei prossimi mesi ogni tanto comparirà sui giornali la notizia di qualcuno che se l’è vista brutta. Consiglio: verificate la notizia (non si sa mai) e mettetelo comunque in conto. Il rischio zero non esiste, nella vita, per nessuna attività. Ma quello per vaccino è basso, bassissimo. E per il resto vale quanto sopra.

6. No, va be’, ma non ci dicono la verità, non mi fido degli scienziati, sono tutti al soldo di Big Pharma.
È come dire che non mi fido degli ingegneri aeronautici che progettano l’aereo su cui voliamo perché sono al soldo della Boeing o della Airbus. Segnalo – en passant – che la nostra conoscenza delle leggi della fisica che consentono il volo è uguale a quella che abbiamo dei meccanismi immunitari. Ma l’aereo lo prendono alcuni miliardi di persone ogni anno (pochissimi con la laurea in fisica, immagino).

7. Ah, ma io aspetto, lasciamo che si vaccinino gli altri, non si sa nulla degli effetti a lungo termine.
Non è vero, quelli li conosciamo: gli effetti a lungo termine delle vaccinazioni del secolo scorso sono stati la scomparsa del Vaiolo (eradicato nel 1980), e il contenimento ai minimi termini di almeno altre sette-otto malattie contagiose che facevano morti e invalidi a MILIONI (poliomielite, morbillo, difterite, rosolia, parotite, pertosse, tetano, epatite B, etc.). Anche qui basta Wikipedia (ci sarebbero anche i siti OMS e ISS, ma capisco che possano apparire anche loro al soldo di qualcuno), ma se vi informate su Byoblu mi spiace dirvelo, sono proprio fatti vostri. Infatti, l’altro effetto a lungo termine si chiama selezione darwiniana: chi non si vaccina ha meno probabilità di avere figli (e non voglio spiegare perché, dato che è cinico e politicamente scorretto).

8. Ma sui siti AIFA ed EMA ci sono un sacco di dubbi.
Benvenuti nel modo reale della scienza. Quando leggete che “i dati sono insufficienti” vuol dire che non si dispone ancora di un volume di dati che consenta affermazioni categoriche, cosa che abbiamo visto in passato e che vedremo in futuro: funziona così, quando si fanno le cose seriamente e non si urla “il plasma”, “la clorochina”, perché te l’hanno detto su FB. Quindi è ovvio che non si conoscano ancora gli effetti, per esempio, su gravidanza e allattamento, semplicemente perché non c’è ancora una casistica sufficientemente ampia per trarre conclusioni definitive, ma gli studi proseguono e presto avremo risposte anche a queste domande. Così come non possiamo sapere con certezza (anche se i dati preliminari sono incoraggianti) quanto durerà la protezione: è ovvio che per saperlo deve trascorrere del tempo.

9. Ah, ma i vaccini fanno venire l’autismo.
AAAAARGHHH! BASTA! È una bufala spaventosa, smentita da decenni, la vogliamo smettere! [A proposito, guardate che spettacolo questa chicca!] E se qualcuno mi tira fuori qualche correlazione (crescita vaccini-crescita casi autismo) provo educatamente a segnalare che CORRELAZIONE NON SIGNIFICA CAUSALITA’ (e se non capite il concetto non c’è speranza per voi e i vostri discendenti). Perché, se proprio ci tenete, vi faccio vedere un bel grafico che dimostra un’altra correlazione: quello tra autismo e aumento del consumo dei famosi cibi “bio”.

10. Ah, ma fanno finta di iniettare il vaccino, in realtà è solo acqua distillata.
Eh, certo: milioni di medici e infermieri si stanno facendo iniettare in tutto il mondo acqua distillata. Milioni di coglioni, che tra qualche settimana lavoreranno con i pazienti Covid convinti di essere immunizzati, e invece moriranno come mosche. Ma cosa avete nel cervello?

11. Avete visto l’infermiera che è svenuta? E poi è morta, ma non cielodicono. L’infermiera è svenuta per quel fenomeno fisiologico noto come sindrome vagale: è effetto dell’ago, dello stress e di molti fattori concomitanti: ho visto pazienti svenire quando mi avvicinavo con l’ago in mano. Capita, e non è grave (lezione gratis di primo soccorso: sdraiate il malcapitato e alzategli le gambe: sarà dei nostri in pochi secondi). E non è morta, naturalmente, come ha dovuto (!) confermare l’ospedale dove lavora.

12. In Russia e in Cina hanno fatto prima.
Ecco, questo non è bellissimo, perché in quei Paesi hanno iniziato le somministrazioni prima della fine della fase 3. Meglio abbiamo fatto noi, dove quei venduti dell’EMA hanno voluto controllare TUTTI I DATI GREZZI di TUTTI i casi del Trial.

13. Ma avete visto il curriculum di Pfizer? Hanno fatto ogni sorta di nefandezze. E adesso ci fidiamo di questi?
Guardate, non sarò certo io a difendere le grandi industrie farmaceutiche, ed è giusto star loro sul collo. Ma se oggi un bambino che nasce in Italia può sperare di vivere mediamente novant’anni è anche merito loro (lettura consigliata: Adam Smith, La ricchezza delle nazioni), e naturalmente della Medicina moderna. Se in questo caso hanno fatto un buon lavoro, a me va bene. E comunque quando hanno sfornato il Viagra non ho visto tanta gente preoccupata.

14. Perché i politici si vaccinano per primi, questi privilegiati? Perché non si vaccinano i politici, così fanno da cavie?
Mettetevi d’accordo. A me non frega niente.

15. Non vorranno mica metterlo obbligatorio? È anticostituzionale.
Allora, io penso che per la popolazione generale l’obbligo per ora non sia da prendere in considerazione, perché è molto meglio che i cittadini capiscano da soli l’utilità di vaccinarsi. Ma anche ergersi a costituzionalisti senza capire quello che si legge no, vi prego. L’articolo 32 dice che “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.” Quindi è sufficiente una legge, come per altre vaccinazioni – in tutto il mondo – o come con i TSO (che qui non cito a caso). Perché (sempre la costituzione) sancisce che la tutela della salute è “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Quindi, se fosse interesse della collettività vaccinare l’intera popolazione, si potrebbe fare. Che è quello che ha riaffermato proprio la Corte costituzionale (sentenza 307/1990):
La legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art. 32 della Costituzione se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacché è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell’uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale.
Chiaro, no?
Sui sanitari, onestamente credo che ci si potrebbe pensare. Io, tanti anni fa, per iscrivermi a Medicina dovetti fare la vaccinazione antitubercolare e poi, per lavorare, quella contro l’epatite B. Per dire.

Potrei andare avanti (bellissima la discussione sulla logistica che impazza adesso), ma mi fermo qui per stanchezza, anche perché vorrei tentare di fare qualche ipotesi sul perché succede tutto questo.
Proviamo:

1. Perché siamo nella società globalizzata, dove merci, persone e idee viaggiano velocissime. E che viaggino le idee è una bella cosa, perché è una delle ragioni che ci ha portato ad avere il vaccino in tempi così straordinariamente brevi. Ma le idee che viaggiano non sono tutte “solide”, basate sui fatti, sulle prove. Molte sono idee che originano dalla paura, dall’ignoranza, dalla fragilità emotiva, dall’opposizione preconcetta all’altro, dalla strumentalizzazione politica. Dato che molti di quelli che fanno le domande e le obiezioni che ho elencato sono convinti che ci sia un grande burattinaio che muove tutti i fili, vorrei dire a costoro che sono loro gli inconsapevoli burattini di qualcuno che – per interessi personali, economici, politici – cerca di gettare discredito su quello che di buono riesce a fare ogni tanto la comunità internazionale (penso a QAnon, naturalmente, ma non solo).

2. Poi c’è un’altra questione: per millenni i nostri cervelli sono stati abituati a elaborare un numero limitato di informazioni (lettura consigliata: Daniel Kahneman, Pensieri lenti e veloci). Da qualche decennio siamo sottoposti a un volume di informazioni (la maggior parte delle quali, come detto, inattendibili) che il nostro cervello non è in grado di elaborare e per gestire le quali non abbiamo sufficiente cultura (in particolare scientifica); la conseguenza è che quelle più clamorose, rumorose e strampalate si fissano nella nostra mente. E i meccanismi di rinforzo tipici dei social (dialogo a piccoli gruppi che rilanciano le stesse tesi: gated communities) ci accrescono nelle nostre convinzioni. (Lettura consigliata: Prevenire, di Vineis, Carra e Cingolani).

3. Un altro effetto dei social e del web (che ho alimentato anche io, suggerendo di esplorare Wikipedia per avere risposte) è la scomparsa della intermediazione: agli esperti non viene più riconosciuto il loro ruolo (solitamente conquistato con decenni sui libri e nei laboratori), e si pensa di poter confutare le loro affermazioni basandosi su qualche informazione raccolta qua e là. Senza considerare, appunto, l’enorme complessità della scienza e della società moderna; pensate che già George Bernard Shaw diceva: “Ogni problema complesso ha una soluzione semplice. Ed è sbagliata.” (Lettura consigliata: The game, Alessandro Baricco).

4. I media hanno giocato male la loro partita, non meglio dei politici, per intenderci. Non tanto sul versante dell’informazione, ma sulla gestione dei dibattiti e dei talkshow. Per essere chiari: non mettete uno scienziato a discutere di vaccini con un DJ, una soubrette o un critico d’arte (e stendo un velo pietoso sull’ego di qualche collega). Otterremo solo di svilire la scienza e di confondere i cittadini. Per essere chiaro – e un po’ autoritario – non dovrebbe essere consentito. Perché la democrazia non è la libertà di dire minchiate, la democrazia è fatica, è studio.
Come ha detto Kamala Harris, “la democrazia non è uno stato ma un atto”. (Lettura consigliata: gli articoli di Giovanni Boniolo su scienzainrete.it).

Lo so, non sono stato bravo, non ho mantenuto la calma come avrei voluto, ogni tanto sono andato sopra le righe. Chiedo scusa.
Comunque, io e i miei familiari possiamo vaccinarci, quindi lo faremo tutti appena possibile.
Chi non vuole farlo, per ora è libero di scegliere; pensi solo che la sua scelta potrà avere sulla coscienza la malattia e la morte di coloro che non potranno vaccinarsi per ragioni di salute, e che possono solo sperare nell’immunità di gregge.

dr. Ottavio Davini, qui.

Ecco. Meglio di così non si sarebbe potuto dire. Resta il fatto che in Italia molti problemi per chi continua a nutrire dubbi saranno risolti alla radice dal fatto che i vaccini non arrivano, e quando arriveranno non ci saranno le siringhe perché l’immaginifico arcuri ha ordinato quelle speciali che costano un bordello e che sono rare, per cui gliele dovranno fabbricare apposta. E quando arriveranno le siringhe non si saprà dove fare i vaccini perché prima dobbiamo riempire l’Italia di meravigliose primule,

ancora tutte di là da venire, mentre in Israele si accontentano di questi sobri padiglioni

(qui siamo a Tel Aviv. Qualcuno più esperto di me mi saprebbe dire se è kikar Habima?) nei quali in poco più di una settimana hanno vaccinato un milione di persone. E quando tutte le primule necessarie saranno fiorite non si saprà da chi far fare i vaccini dal momento che il bando sta partendo adesso.

Una cosa però bisogna riconoscerla: per quante critiche si possano fare al governo, non si può certo dire che non pratichino la divisione dei poteri

Quando alla distribuzione dei fondi, penso resti ancora valida questa vecchia vignetta

In ogni caso, per tornare al tema iniziale di questo post, ricordatevi che se le cose vanno bene è sempre merito del governo, e se vanno male è sempre colpa vostra

barbara

VAFFANCULO

Perché, come dice il saggio proverbio, chi manda affanculo il primo dell’anno manda affanculo tutto l’anno (sì lo so, la mezzanotte è passata e siamo già al 2, ma siccome è il primo post dell’anno, vale uguale). E siccome quest’anno che sta cominciando sarà molto peggiore del precedente, anche se questo comunicato delle 8 di sera del 31 dicembre 2020 tenta di smorzare i toni e ridimensionare la cosa

e di cose e persone da mandare affanculo che ne saranno fin sopra i capelli, sarà bene che ci facciamo trovare in forma e ben allenati. E dunque cominciamo.

Vaffanculo al governo, che a fronte di una situazione stabile e sostanzialmente tranquilla ha messo in atto un gigantesco sequestro di persona per paura che cenone di Natale e affini potessero far aumentare i contagi.

01 GENNAIO 2021 

Sono 22.211 i nuovi casi di coronavirus registrati oggi in Italia (contro i 23.477 di ieri su 186.004 tamponi). Le vittime sono 462, in calo rispetto a ieri quando erano state 555. Continua a salire il tasso di positività, che si attesta al 14,1% rispetto al 12,6% di ieri. (la Repubblica)

E non venitemi a dire che non sappiamo come sarebbero stati i contagi col cenone di Natale con tre invitati al posto di due, o mando affanculo anche voi.

Vaffanculo al governo 2.

E vaffanculo anche a Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione presso il ministero della salute (che una volta si chiamava Sanità e faceva funzionare la sanità, mentre adesso si chiama salute e si preoccupa appunto della nostra salute, sequestrandoci in casa, vietandoci di mostrare la faccia, di abbracciare gli amici, di invitare a cena genitori suoceri fratelli cognati, decidendo quali malattie si debbano curare e per quali altri lasciar crepare i malati come cani).

Vaffanculo alle veterinarie che si spacciano per virologhe, come se di virologi del cazzo che sproloquiano sui mass media non ne avessimo già più che a sufficienza.

Ilaria Capua

globalist 27 dicembre 2020

Sulle pagine del Corriere della sera, la virologa [virologa di sto cazzo] Ilaria Capua parla di K, il fattore di dispersione virale. Non tutti infatti diffondono il covid allo stesso modo: “Come amplificatori del fenomeno pandemico non siamo tutti uguali. Alcuni di noi, a causa della convergenza di più fattori, riescono a sviluppare proprio ‘l’effetto elicottero’”. 
Si chiamano i super-spreader: individui spesso asintomatici (almeno durante l’evento del contagio) che sono avvolti da una nuvola di virus a concentrazioni altissime che con l’aiuto di alcuni accorgimenti può essere trasformata anche in migliaia di contagi. [trasformata in migliaia di contagi – una sola persona ne contagia cinquemila?!?! – con l’aiuto di alcuni accorgimenti?!?! Cioè se imparo a fare la esse balorda o qualche pronuncia dialettale (in quello sono bravissima, ne so fare un sacco) mi basta chiedere scusi per piazza Garibaldi vado bene per infettare cinquemila persone? Figo! Adesso comincio subito a esercitarmi!]
La virologa si domanda se determinati modi di parlare – come le inflessioni dialettali – possano favorire la diffusione del virus.
Allo stesso modo mi incuriosisco su alcuni difetti di pronuncia — come il sigmatismo, meglio noto come zeppola — forse possano creare un volume di goccioline maggiore a quello [“maggiore a”? Per non parlare della sintassi] che emetterebbe chi non l’ha o ha l’erre moscia. Insomma la K della pandemia del 2020 ci ricorda che ognuno di noi è individuo, unico, irripetibile e speciale. Pur sempre parte di una comunità, però. (qui) [se qualcuno volesse cortesemente fornire la parafrasi dell’ultima parte, in modo da permettere di capire anche a noi illetterati…]

Ma secondo me quella ha smesso di fare la veterinaria perché le bestie appena vedevano la sua faccia si mettevano paura e scappavano

Vaffanculo ai buonisti accoglionisti del cazzo.

Agitu Gudeta, donna straordinaria sopravvissuta al razzismo, uccisa dalla violenza sessista

di Elena Tebano
@elenatebano  [a prima vista avevo letto talebano. Poi ho letto l’articolo e ho visto che avevo letto giusto]

Agitu Ideo Gudeta era una donna straordinaria: aveva lottato in Etiopia per difendere i pastori poveri e il loro diritto alla terra sottratta dai latifondisti. Poi, quando era diventato troppo rischioso, era tornata in Italia, a Trento, dove aveva studiato sociologia, e sulle «nostre» montagne aveva salvato, lei che era straniera e l’Italia l’aveva scelta, una tradizione che rischiava di estinguersi, allevando le capre autoctone nella Valle dei Mocheni. Aveva questo dono: far vedere anche a noi i tesori che avevamo dimenticato di avere.
Per riuscirci aveva dovuto combattere col razzismo di chi le rimproverava di non essere «di qui», «troppo» nera e forse e soprattutto, troppo brava e intelligente. Circa due anni fa, Agitu aveva ricevuto minacce e subito una aggressione con insulti razzisti dall’uomo che abitava la baita vicino alla sua abitazione [aggressione fisica o aggressione verbale? Le aggressioni verbali sono orrende, ma fra le due qualche differenza io la vedo]. Lo scorso gennaio, l’autore della violenza, che si era scagliato anche contro il casaro del Mali che aiutava Agitu, era stato condannato a 9 mesi per lesioni dal Tribunale di Trento. Agitu era andata avanti. L’imprenditrice esule [pliz, prendere un vocabolario e studiare il significato di “esule” e di “immigrato”: se esistono due parole, significa che esistono due significati diversi], 42 anni, era diventata anche un simbolo, dell’ostinazione e della forza che riescono a tirar fuori il meglio dall’incontro di mondi diversi, ma non poi così lontani.
Anche per questo fa ancora più male che sia stata uccisa. Sfuggita alla violenza di classe, era riuscita a tenere a bada il razzismo, ma è stata vittima di un altro “ismo”, quello della violenza sessista, compiuta da un uomo che come lei veniva dall’Africa: il pastore ghanese Adams Suleimani, 32 anni. L’uomo dice di aver agito per soldi, ma dopo averla colpita ha compiuto un gesto osceno su di lei: uno spregio di carattere sessuale. [la signora sembra avere qualche difficoltà a distinguere fra uno stupro e un gesto osceno. Non sarà per caso che quando un bianco fa un gesto osceno la signora lo chiama stupro, così giusto per gradire e mostrare che lei non è razzista?] Nella violenza c’è stato dunque anche un elemento di sopraffazione di genere: è un femminicidio in piena regola. A dimostrazione del fatto che le donne, anche quelle straordinarie, devono lottare costantemente contro forme di violenza molteplici e costanti, che spesso si intersecano. Oggi è un giorno triste. L’unica cosa che riesco a pensare è che dobbiamo impegnarci ogni giorno di più contro quegli “ismi” che hanno spezzato una vita così bella e feconda. (qui)

Sopravvissuta al razzismo e uccisa dal sessismo: gli insulti razzisti del bianco e l’assassinio e lo stupro sulla moribonda del negro esattamente identici. E aggiungo quest’altro commento:

Flavio Gastaldi

Grazie, ex collega 

Miele

Il Suo contributo è decisivo. Leggo “per questo fa ancora più male che sia stata uccisa” punto. Manca il complemento d’agente. Che strano. Si legge lo scoramento dovuto al fatto che non l’abbia ammazzata E POI VIOLENTATA l’indigeno trentino, che avrebbe ricoperto il ruolo alla perfezione, essendosi già “scagliato” (?) contro il casaro del Mali. Quindi, non potendosi gridare al razzismo in quanto l’indigeno trentino non c’entra, si ricorre al sessismo.

Vaffanculo ai talebani del terrorismo sanitario.

Fonte: Ragione Critica

12 ANNI SOSPESA DA SCUOLA PER “ECCESSO DI AFFETTUOSITA”

Ecco i risultati del lavaggio del cervello che avviene dentro i Gulag 2.0, cioè dentro le scuole al tempo del corona.
Una bambina di 12 anni, spontanea e molto affettuosa all’uscita da scuola ha avuto l’istinto di abbracciare una sua compagna, che per questo gesto si è messa ad urlare!
In un primo momento pensava di averla stretta troppo e di averle fatto del male, la tristissima realtà è che la sua amichetta gridava per la violazione delle norme anti-Covid.
Avete capito dove sta il problema? Se una ragazzina di 12 anni urla a squarcia gola perché viene semplicemente abbracciata da una compagna è il segnale inequivocabile che abbiamo intrapreso la strada verso la distruzione dell’infanzia. E voi genitori ne siete i responsabili perché state avallando un sistema educativo in metastasi che sforna piccoli mostri asociali e complessati. Piccole creature che diventeranno adulti corrotti e manipolabili: cioè sudditi perfetti del regime.
L’epilogo di questa storia è ancora più triste perché la bambina rea di “eccesso di affettuosità” è stata portata in presidenza e dopo due giorni sospesa da scuola! Ebbene sì, una volta si sospendevano i bambini per cose serie e gravi, ora perché amano e abbracciano gli altri.
Se è questa la scuola che voi genitori volete per i vostri figli, allora è giusto e sacrosanto che paghiate un conto salatissimo…
Marcello Pamio (qui)

La ragazza dell’estetista, che ha una bambina di due anni, mi ha detto che quest’anno non la manda al nido: “Educatrici senza viso, in mezzo a bambini che non può abbracciare, che non può toccare, che non può avvicinare, non può toccare i loro giocattoli e loro non possono toccare i suoi, ossia non possono giocare, che razza di socialità può sviluppare in queste condizioni? E che razza di vita è?” Entrambe le nonne si sono trovate d’accordo e si sono dette la disponibili a tenerla a turno.

Vaffanculo UE 1

Maria Giovanna Maglie

BUONGIORNO SCAMPOLI DI VERITÀ SUI VACCINI CHE LA PROPAGANDA DI GOVERNO NASCONDE

Avete visto le immagini della propaganda natalizia? Un camioncino col numero più basso di vaccini del mondo riservato all’Italia, mostrato trionfalmente all’arrivo dalla TV di regime? I produttori Pfizer e Moderna avevano offerto alla Commissione Europea 800 milioni di dosi. Bruxelles ha fatto la scelta protezionista del cavolo, ordinando 300 milioni di dosi alla francese Sanofi e solo 200 milioni a Pfizer e 80 milioni a Moderna .
Siccome il diavolo è sempre distratto, Sanofi ha sbagliato il vaccino , consegnerà solo nel secondo trimestre 2022, e noi da questo ritardo dipenderemo, rischiando di avere tutto il 2021 in compagnia del Covid.
Contenti di stare nella gloriosa Unione Europea? Mentre meditate, sappiate anche che resta la speranza che i cattivi inglesi, quelli della variante sulla quale il governo italiano ha fatto terrorismo sotto Natale lasciando i nostri connazionali negli aeroporti inglesi abbandonati, tirino fuori rapidamente il vaccino dell’Anglosvedese Astrazeneca. Che cos’è? Un farmaco immunitario che protegge dal virus e che potrebbe essere disponibile fra 4 mesi.
Ma il governo italiano starà sicuramente agli ordini dell’Unione Europea ancora una volta. E ancora una volta per sperare di salvarci la vita e salvare la nazione, la prima cosa da fare e’ liberarsi di questo governo. Buona domenica a tutti

E vaffanculo UE 2.

Vaffanculo signor Mattarella.

Paolo Dealberti

Stefano Zangrillo

31.12.2020

Buon Anno Presidente,
grazie per aver tenuto coesa l’unità Nazionale regalandoci il Governo PD – 5Stelle– Renzi, forze politiche che hanno tutta la fiducia del popolo italiano, forze politiche unite e mai litigiose che nell’interesse del paese dimostrano tutti i giorni l’attaccamento alle sorti della Patria e non alla poltrona.
Grazie per aver vigilato sulla gestione della pandemia, sui soldi spesi per le mascherine, gli ospedali, i banchi a rotelle, i monopattini, i trasporti, i ristori ai commercianti e alle partite IVA, la cassa integrazione.
Grazie per il continuo vigilare sui soldi del Recovery Plan con cui ci indebiteremo fino al 2050 e che con cui finalmente investiremo 18miliardi sulla parità di genere e l’integrazione.
Mi scordavo: IMPORTANTE, un caloroso grazie per il lavoro della magistratura, una giustizia libera e giusta, seria, corretta ed efficiente che abbiamo in Italia, di cui Lei è il capo supremo.
Ah, poi le mogli dei marinai sequestrati in Libia da un gen. Capotribù,  ringraziano per il TUO TEMPESTIVOE DECISIVO INTERVENTO PER LA LORO LIBERAZIONE.
Grazie Presidente per tutto quello che non ha fatto, (Che ci sia stato o no, è stata la stessa cosa. Il nulla)
Buon Anno.

Vaffanculo Tunisia, vaffanculo islam. (Sì, la canzone fa cagare – e infatti non ve la metto – ma ovviamente non è questo il punto)

Vaffanculo misera italietta, ridotta ormai a un lecca-lecca a cui tutti quelli che passano si sentono in diritto di dare una leccatina, e ormai non sta rimanendo altro che il bastoncino. E d’altra parte il linguaggio del corpo è già sufficiente a dire tutto

Vaffanculo Onu

Eccetera. E ora concediamoci almeno un mezzo sorriso con questa

barbara

DENTISTI

Penso dentista e mi viene in mente Calderoli. Che sulla provocazione della maglietta con la caricatura di Maometto aveva totalmente ragione, su questo non ho mai avuto il minimo dubbio, chiunque abbia il coraggio di sfidare quella feccia immonda, quell’orrida banda di assassini, ha tutta la mia approvazione. Però, detto questo, la faccia è quello che è, l’espressione è quella che è, l’aspetto è quello che è, e non credo proprio che mi verrebbe voglia di farmi mettere le mani in bocca da quello lì.
Per fortuna ci sono anche altri dentisti. Come il mio attuale, che riesce addirittura a non farmi sentire l’ago che entra quando mi fa le anestesie, e bello da far piegare le ginocchia. E dolcissimo gentilissimo delicatissimo eccetera.
E poi c’è stato il grande amore della mia vita, quarantacinque anni fa (ormai quasi quarantasei), la bella copia di Humphrey Bogart (per cui ho guardato 13 volte Casablanca), a cui quattro anni fa ho dedicato questo post.
E poi c’è lei:

barbara