LOGICA STRINGENTE

Negli anni Trenta, in Polonia, capitava che gli unici medici disponibili a lavorare gratuitamente per gli ospedali delle cooperative rurali fossero medici ebrei. I contadini però non sempre volevano lasciarsi curare da ebrei, e gli ospedali erano costretti a chiudere. Ergo, deduceva la stampa nazionalista, gli ospedali chiudevano per colpa degli ebrei.

Laura Quercioli Mincer, slavista

Questo splendido esempio di logica stringente ricordato da Laura Quercioli, mi ha riportato alla mente un testo scritto dal grande Toni circa dieci anni fa, ispirato da un episodio di cronaca, inducendomi a ripescarlo dal pozzo senza fine dei miei archivi.

I bambini erano in tenda a causa del fatto che gli ebrei gli avevano distrutto la casa. E quindi se gli ebrei non avessero distrutto la casa loro non sarebbero morti. Gli ebrei gli avevano distrutto la casa perché probabilmente da quella casa gli arabi sparavano agli ebrei. Ma se gli ebrei non fossero stati lì gli arabi non gli avrebbero mai sparato. Quindi la colpa è degli ebrei perché sono lì. Gli ebrei sono lì perché li abbiamo mandati noi occidentali a causa dei nostri sensi di colpa. I nostri sensi di colpa derivano dall’olocausto. Quindi se gli ebrei non avessero subito l’olocausto a causa dei nostri sensi di colpa i bambini non sarebbero mai morti. Quindi è colpa nostra? No, infatti se gli ebrei non fossero venuti qui non avrebbero subito l’olocausto. Quindi, per concludere la regressione, i bambini non sarebbero morti se non esistessero gli ebrei. A peggiorare la situazione sembra che la candela fosse stata fatta da una fabbrica di cui proprietario è un ebreo. Quindi se l’ebreo non avesse costruito quella candela i bambini non sarebbero morti. Anche la tenda era fatta da un ebreo, quindi se l’ebreo non avesse costruito e venduto quella tenda i bambini non sarebbero morti. I soliti ebrei così attaccati al denaro da uccidere, Gesù come tanti bambini arabi.

Naturalmente lo stato di Israele non è nato a causa del senso di colpa degli europei per la Shoah (questo, al massimo, può avere influito sulla votazione all’Onu, che ha semplicemente dato il proprio riconoscimento formale a una realtà che già esisteva sul terreno), e il grande Toni lo sa meglio di me. Ma c’è un sacco di gente in giro per il mondo che non lo sa, ed è più o meno così che quella gente ragiona.

barbara

  1. Tanti auguri di BUONA PESACH.Passati i convenevoli ma a quali sensi di colpa alludi?A quelli dell’ex Waffen SS Guenther Grass?Mi ricordo un tv 7 di tanti anni fà in cui daceva vedere due ex ufficiali inglesi e anglicani,uno aveva comandato truppe arabe l’altro truppe ebraiche,li facevano vedere felici e riveriti pensionati ossequiati dalle opposte milizie ma rifiutarono d’incontrarsi per parlare delle loro simpatie opposte e delle loro motivazioni.

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  2. Ciao, grazie per gli auguri. Toni nel suo pezzo impersona coloro che odiano Israele e che colgono ogni pretesto per delegittimarla. Per queste persone lo stato sarebbe nato dal senso di colpa degli europei per l’olocausto, facendo così pagare le proprie colpe all’innocente popolo palestinese. E compiendo così un triplo salto mortale carpiato con doppio avvitamento, dato che a) lo stato di’Israele esisteva di fatto, anche se ancora non riconosciuto, già da molto tempo; b) non esisteva né uno stato né un popolo palestinese; c) gli arabi avevano partecipato eccome alla Shoah. E quanto fossero sinceri certi sensi di colpa esibiti all’indomani della guerra, abbiamo cominciato a vederlo molto presto. Günther Grass è un caso forse più eclatante di altri, ma non certo isolato.
    Buona Pasqua a te.

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