Come fu inventato il popoplo palestinese

Oggi l’Italiano Medio si commuove pronunciando la parola “Palestina”, perché crede sia il nome della Terra di Gesù. Ne è convinto: un po’ perché a scuola ha studiato svogliatamente la storia, un po’ perché i libri di testo spesso fanno schifo. 
Così accade che l’Italiano Medio ignori che il nome “Palestina” fu imposto a quella terra solo nell’anno 70, come dispregiativo (Palestina=terra dei Filistei, popolo già a quel tempo esitinto da secoli), insieme al nome di “Aelia Capitolina” per Gerusalemme. Nomi imposti con odio verso gli ebrei che proprio non volevano arrendersi alla potenza di Roma. 
E così fu inventata la “Palestina”, quell’area formata dalle province che gli stessi Romani avevano sempre chiamato “Iudea”, “Samaria”, “Galilaea”.
“Palestina”, quella che in seguito, per molti secoli, è stata “Sancak-i Kudüs-i Şerif”, sangiaccato di Gerusalemme, la regione a maggioranza ebraica della “Suriye eyaleti“, la provincia di Siria dell’Impero Ottomano.

“Palestina”. Nome che ritorna in uso solo dal 1920 al 1948 con il “Mandato Britannico” (modo ipocrita e molto inglese per dire “colonia”).


“Palestina”
, terra che gli Ebrei hanno sempre chiamato “Israele”, così come i Greci hanno sempre chiamato “Hellas” la loro terra, quella regione del Mediterraneo che per noi è “Grecia” e per i Turchi era, ed è tutt’oggi, “Yunanistan”.

Il 14 maggio del 1948, con la nascita di “Medinat Israel” (lo Stato d’Israele) il nome “Palestina” muore. Muore, ma poi risorge il 17 luglio 1968 con la “Risoluzione del Consiglio Nazionale Palestinese”, che recita:
«La Palestina è la patria del popolo arabo palestinese; è parte indivisibile della nazione araba, di cui il popolo palestinese è parte integrante. La Palestina, entro i limiti che aveva ai tempi del Mandato Britannico (ossia gli attuali Israele + Giordania + Territori dell’Autonomia Palestinese + Gaza, n.d.r), è un’indivisibile unità territoriale.» (fonte)
Insomma, la “Palestina” rinasce, allo scopo di eliminare Israele, lo stato degli Ebrei. Ma agli occhi dell’Italiano Medio la sua rinascita appare come una lotta di poveri contro ricchi, invertendo, per chissà quale mistero, il ruolo dei due attori. Non sono ricchi i latifondisti arabi, NO. Sono ricchi gli ebrei, anche quelli più sventurati!
È ricca la gente che arriva su carrette del mare per ricongiungersi ai propri connazionali, sfuggendo  a un’Europa che li ha perseguitati per secoli, tenuti ai margini, messi al rogo, infornati ad Auschwitz.
È ricca la gente che, dopo millenni trascorsi nei paesi del Nord Africa, è costretta a lasciare da un giorno all’altro tutto, per sfuggire all’odio fomentato dalla propaganda.
È ricca la gente vestita alla men peggio che, senza casa e senza nulla, fonda comunità basate su principi socialisti e prende la zappa in mano per dissodare terra rimasta incolta per secoli in mano a latifondisti egiziani o siriani, riscattata a peso d’oro, pagandola a quegli stessi padroni che con quei soldi pensavano alle armi da comprare per riprendersi tutto.
È ricca quella gente. Ed è davvero molto ricca: ricca di fame, ricca di miseria, ma soprattutto ricca di speranza, ricca di inventiva, ricca di spiritualità, ricca di senso pratico, ricca della propria cultura pluri-millenaria e di tutte le culture con cui si è confrontata…
Mentre è povera la “Palestina”. E lo è soprattutto nell’immaginario dell’Italiano Medio: è come una sorta di Sierra Maestra mediorientale, in cui il prode Arafat, presentato come un Guevara, combatte contro l’arroganza degli israeliani, ricchi e prepotenti, paragonabili agli yankee e perfino ai boeri razzisti del Sud Africa!
La “Palestina” di Arafat l’egiziano, il pupillo di Muhammad Amīn al-Husaynī, alleato di Hitler e fondatore della Legione Araba, quell’esercito di criminali che marciavano al passo dell’oca sulla terra degli Ebrei e che intendeva attuare la Soluzione Finale anche lì!
“Palestina”. Una lotta di liberazione per l’Italiano Medio.  In realtà, uno sporco gioco degli Inglesi prima, dei Russi e degli Americani poi, come ci raccontano David Horowitz e Guy Millière in Comment le peuple palestinien fut inventé, libro non ancora tradotto in Italiano e di cui vi propongo alcuni passi.
Speriamo di vederlo nelle nostre librerie al più presto.
Fulvio Del Deo


(dal libro: Comment le peuple palestinien fut inventé, di David Horowitz, Guy Millière)

(….) Fu, nota Ion Mihai Pacepa, ex-capo della Securitate rumena, nel suo libro “The Kremlin Legacy“, in un giorno del 1964, «fummo convocati a una riunione congiunta del KGB a Mosca». Il soggetto della riunione era di estrema importanza: «si trattava di ridefinire la lotta contro Israele, considerato un alleato dell’Occidente nel quadro della guerra fredda che conducevamo». La guerra araba per la distruzione di Israele non era suscettibile di attirare molti sostegni nei «movimenti per la pace», satelliti de l’Unione Sovietica. Dovevamo ridefinirla. Era l’epoca delle lotte di liberazione nazionali. Fu deciso che sarebbe stata una lotta di liberazione nazionale: quella del “POPOLO PALESTINESE”. L’organizzazione si sarebbe chiamata OLP: Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Alla riunione parteciparono membri dei servizi siriani e egiziani. I Siriani proposero il loro uomo, come futuro leader del movimento: Ahmed Shukairy¹, e fu accettato. Gli Egiziani avevano il loro candidato: Yasser Arafat. Quando fu chiaro che Shukairy non sarebbe stato all’altezza della situazione, fu deciso di rimpiazzarlo con Arafat, e, spiega Pacepa, costui fu “fabbricato”: abbigliamento da Che Guevara medio-orientale, barba di tre giorni da avventuriero. «Dovevamo sedurre i nostri militanti e i nostri contatti in Europa». 

Yasser Arafat nel 1964

Quaranta e passa anni dopo, l’opera di seduzione sembra aver avuto un netto successo. Non solo la «lotta di liberazione nazionale del popolo palestinese» appare giusta e legittima, ma nessuno mette più in discussione l’esistenza del “popolo palestinese”. nessuno osa dire che questo popolo fu inventato a fini di propaganda: nessuno sembra voler ricordarsene. Nessuno sembra volersi ricordare che la creazione del “popolo palestinese” fu un utile strumento della lotta dell’Unione Sovietica contro l’Occidente, durante la Guerra fredda.
E infatti: la lotta di liberazione nazionale inventata dal KGB ha fatto la sua strada: ci sono stati gli accordi di Oslo e la creazione dell’autorità palestinese in Giudea Samaria, c’è stata l’emergenza di Hamas poi, dopo la caduta dell’URSS, l’inserimento di una dimensione islamista nel conflitto. C’è stato, soprattutto, con Oslo, il riconoscimento da parte del governo israeliano dell’invenzione del KGB, il “popolo palestinese”, invenzione che è sfociata nell’idea dei “territori palestinesi” “occupati” da Israele.
Noi siamo oggi in uno dei momenti nei quali la parte islamista che tiene Gaza e la parte derivata dall’OLP che tiene Ramallah, cercano di ottenere un riconoscimento internazionale all’ONU, avendolo già ottenuto all’Unesco, con il sostegno di paesi come la Francia. (….) (qui)

Testo francese a questa pagina
Per approfondimenti: Ion Mihai Pacepa, The Kremlin Legacy, 1993. (mai tradotto in italiano) 

NOTA 1: Ahmed Shukairy, primo leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, è l’uomo che otto anni prima, di fronte al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, aveva spiegato che non era mai esistita una cosa di nome Palestina (qui).

barbara

  1. Ma Barbara, questo è complottismo!
    Se chiedi a Gabrielita o ai tanti (troppi direi) suoi sodali ti spiegherà con cartine e documenti che il popolo palestinese vive da sempre in quelle lande e che i malvagi ebrei lo hanno scacciato e massacrato senza pietà.
    Lo scrivo io prima del troll di turno che ambisce al mongolino d’oro per essere arrivato primo…

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      • Ma come si spiega allora che tutto il mondo arabo insorse immediatamente sin dal 1948 non appena gli Israeliti misero piede in Terra Santa con l’appoggio ,seppure un po’ loffio e infido , degli Inglesi ? Chi c’era dietro tutte le guerre per lo meno fino a quella dei Sei Giorni ? Sempre l’Unione Sovietica ? Come si spiega che gli arabi volevano distruggere gli ebrei già dai tempi non della Seconda ma addirittura della Prima guerra Mondiale diciamo in tempi non sospetti ? Non erano già gli Zar impegnati nei pogrom e nella cacciata degli ebrei russi sin dai primi del ‘900 ?

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      • Gli ebrei misero piede in Terra Santa nel 1948???? L’appoggio degli inglesi all’ingresso degli ebrei????? Gli zar impegnati “nella cacciata” degli ebrei?????? O mamma santa… Quanto agli arabi no, non è esattamente dalla prima guerra mondiale che cercano di distruggere gli ebrei, bensì dal 624, due anni dopo la nascita dell’islam. E il post non parla né di arabi né di guerre, bensì della fabbricazione del popolo palestinese. Vedo parecchia confusione nelle tue idee, ragazzo mio.

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      • Vivono due milioni e mezzo di palestinesi in Cisgiordania, 1 milione e mezzo di palestinesi nella striscia di Gaza , circa quattro milioni di rifugiati nei campi profughi sparsi in tutto il medio oriente e circa 1 milione e mezzo di palestinesi con cittadinanza israeliana in Israele. questa gente non esiste o non deve esistere. che vogliamo farne? Deportarli in altri paesi arabi? Eliminarmi fisicamente tutti ? Se non vogliamo riconoscere che avrebbero diritto a vivere in uno stato indipendente, quale dovrebbe essere allora la soluzione finale” , secondo voi?

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      • Ho scelto di approvare questo commento e lasciarlo in bella mostra affinché sia chiaro che cosa si intende con le espressioni “leggere e non capire un cazzo” e “abolite i fatti che non vanno d’accordo con le mie opinioni”. Preciso però che non ne verranno approvati altri perché chi usa l’espressione “soluzione finale” per un “popolo” che in due generazioni si è decuplicato supera il livello di antisemitismo che il mio stomaco è disposto a tollerare.

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  2. Pingback: Come fu inventato il popoplo palestinese- Rivistaeuropea

  3. Lo dicono loro stessi:

    Hamas Minister of the Interior and of National Security Fathi Hammad Slams Egypt over Fuel Shortage in Gaza Strip, and Says: “Half of the Palestinians Are Egyptians and the Other Half Are Saudis”

    Al-Hekma TV (Egypt) – March 23, 2012 – 03:09

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    • Sì, ho visto anch’io quel documento, ma scommetto che “loro” riusciranno invece a non vederlo. O a trovare il modo di “leggerlo” senza compromettere la vulgata dell’antichissimo popolo palestinese residente da sempre nella terra di Palestina.

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  4. beh, ch’io sappia lo Stato di Israele è nato ufficialmente nel 1948 in una ex provincia del defunto impero ottomano all’epoca protettorato britannico. Se gli inglesi non avessero favorito e appoggiato l’operazione Exodus gli israeliti non avrebbero mai avuto una patria nella fatidica e agognata Terra Promessa ! Gli inglesi non sono mai stati degli stinchi di santo ma neanche erano cani . Se non sbaglio il primo ministro della Regina Vittoria fù quel Benjamin Disraeli il quale si rivelò grande politico e fine costruttore dell’Impero. Che poi molti ebrei erano comunque rimasti in Israele dopo la diaspora di Tito è innegabile . Molti altri erano tornati in seguito acquistando le terre è risaputo. Ma se non fosse stato per i britannici non sappiamo quale percorso avrebbe avuto la storia del popolo di Abramo. Comunque non ho capito per quale motivo tutto il mondo arabo aggredì immediatamente il piccolo neo-Stato. Conosciamo benissimo le gesta eroiche di Moshe Dayan , Ben Gurion, Golda Meir e tanti altri che fecero a pezzetti le armate Giordane, Egiziane, Siriane tronfie e incapaci. Eppure gli arabi non gradivano il nuovo piccolo intruso, perchè ? E perchè più di qualche giornalista o scrittore mette in dubbio l’esistenza di un vero e proprio popolo ebreo ? Per esempio David Ike ?

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    • Abbi pazienza, ma hai fatto un tale macello della storia che davvero non si sa da dove cominciare, quindi butto lì solo un paio di cose.
      1. La risoluzione Onu del 1947 ha sancito il dato di fatto che lo stato di Israele ESISTEVA, essendo stato costruito nel corso di decenni, costruendo le città, dotandosi di strutture, infrastrutture, istituzioni e leggi.
      2. Non esiste una “operazione Exodus”: è esistita una nave Exodus, che portava in Israele dei sopravvissuti ai campi di sterminio e che i cacciatorpedinieri inglesi hanno bloccato e speronato, causando diversi morti.
      3. Per tutta la durata della seconda guerra mondiale l’Inghilterra ha impedito agli ebrei di sottrarsi allo sterminio impedendogli di entrare, e facendo invece entrare – e armando – un’enorme quantità di arabi.
      4. Disraeli era nato ebreo, ma per fare carriera politica si è dovuto convertire.
      5. Tutto quello che hanno saputo fare gli inglesi nel loro mandato è stato di rubare agli ebrei il 78% della loro terra per farne l’emirato di Transgiordania (l’attuale regno di Giordania) da regalare all’amico emiro Abdallah.
      6. Il motivo per cui gli arabi hanno aggredito e continuano ad aggredire lo stato di Israele è molto semplice: perché quella terra la vogliono loro.
      7. Il perché ci siano degli idioti che negano l’esistenza del popolo ebraico lo devi chiedere agli idioti, se davvero ritieni così importante l’opinione di un branco di idioti, e non certo a me.

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      • Chiaramente non siamo adeguatamente informati in italia sulla storia di Israele perchè sui testi di storia scolastici non se ne parla, quindi eventuali informazioni sulla materia tocca andarsele a cercare per spirito di ricerca personale. Non immaginavo che gli inglesi fossero stati così scorretti con gli ebrei. Però al di là del fatto che quelle terre sono ambite fortemente dagli arabi ( per farci cosa poi non si sà visto che neanche le coltivavano prima che giungessero gli israeliti ) non si capisce questo odio atavico proprio verso il Popolo Ebraico che in fondo non gli ha fatto niente di male storicamente.

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      • Le terre sono ambite dagli arabi perché per l’islam ciò che è stato islamico anche per un solo secondo non può essere deislamizzato mai più, non importa quante guerre e quanto sangue possa costare la sua reislamizzazione.
        Per quanto riguarda l’odio, questo riguarda in primo luogo gli ebrei ma non esclusivamente loro: basta guardare lo sterminio dei cristiani nei paesi islamici, l’annientamento di tutte le culture preislamiche in tutte le terre in cui quelli hanno messo le zampe, la distruzione dei Buddha di Bamiyan, e anche lo sterminio dei musulmani negri nel Darfur ad opera dei musulmani arabi.

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  5. Complimenti Barbara per il bellissimo Blog, ma soprattutto per la chiarezza documentata non priva di arguzia con cui moderi i commenti!
    🙂
    Fa piacere vedere che i materiali girano (lo stralcio di traduzione italiana da Pacepa, lo trovi da noi a questo indirizzo: http://sionismoistruzioniperluso.blogspot.it/2012/04/il-kgb-e-la-nascita-del-popolo.html) forse è la volta buona che si riesca a fare “massa critica” -come si ama dire oggi- e che almeno le basilari conoscenze storiche vengano finalmente condivise.
    Per caso sei tu la Barbara che ha commentato qualche tempo fa sul nostro blog? Mi rendo conto che non sia proprio un nome esclusivissimo, ma visto che, guarda caso, il D.Nobili che commenta con sopraffino acume qui sopra è senza dubbio una vecchia conoscenza (!!!) non si sa mai che le coincidenze si ripetano!
    Comunque ti rinnovo i complimenti e mi permetto di invitarti anche sulla nostra pagina facebook dove sarai sempre la benvenuta, per pubblicare i tuoi post, o per commentare con noi e diffondere un po’ di informazione…. come dire… sana!

    Se ti fa piacere, raggiungici qui: https://www.facebook.com/pages/Sionismo-istruzioni-per-luso/187817611266257

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    • Sì, sono quella barbara lì, e grazie per i complimenti. Che si possa fare “massa critica” non mi illudo, e non lo ritengo realistico, però ritengo comunque utile fornire materiale a chi sa sostanzialmente come stanno le cose ma non è in grado di documentarlo, a chi è sempre stato dalla parte di là ma ogni tanto è colto da un dubbio che ne incrina le certezze, a chi, giovane, si sta affacciando in questo momento a queste tematiche e cerca, con mente sgombra, di capire la situazione. Eccetera. E poi far venire qualche mal di stomaco a qualcuno: anche questo è un obiettivo per il quale vale la pena di spendere un po’ di tempo e di energia (a casa mia in corridoio ho una bandiera israeliana a parete intera. Prima o poi qualcuno ci farà un infarto, e lo considererò come il mio personale contributo alla causa).
      Non sono su FB e non ho intenzione di entrarci, però vi seguo sul blog.

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      • Insomma, sei una blogger dura e pura… evviva! 🙂
        Noi abbiamo fatto il percorso inverso: prima è nata la pagina facebook e poi ci siamo buttati nella “grande rete” col blog.
        Io con gli infarti non ho una grande affinità dopo che il mio compagno ne ha avuti due, ma ogni sussulto dell’intelligenza è il benvenuto, anche quando provoca un apparente “malessere”… la verità può essere destabilizzante se si è vissuti troppo a lungo in un comodo mondo delle favole.
        “Massa critica”? Non penso che sia qualcosa in cui credere o non credere, penso che sia una dinamica quasi “naturale”, alla quale si può dare un aiuto tenendosi in contatto e facendo circolare le notizie. Volenti o nolenti i simili si attraggono, ecco perché nonostante potesse sembrare assurdo ho azzardato l’ipotesi che tu, Barbara, fossi proprio QUELLA Barbara… e non sono neanche troppo stupita che sia proprio tu!!
        Insomma, buon lavoro e buon cammino, sono sicura che ci incroceremo ancora su questi percorsi virtuali. Ci pensi? Anche dietro a questa conversazione c’è un’infinita sequenza di 01 001 0110 100110 100101 10 1001 0…………….. affascinante.

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      • Mi viene in mente quel giorno ormai lontano del dicembre 2007 in cui sono entrata in una casa di Gerusalemme e sono stata salutata come se fossi stata una Barbara qualsiasi, e solo più tardi i padroni di casa hanno scoperto che invece ero “quella” Barbara, e quando ci siamo rivisti, qualche ora dopo, non finivano più di scusarsi. Con l’appendice finale dello scrosciante applauso, due giorni più tardi, al Tempio italiano. E’ stata la volta che ho attraversato tutto Israele da nord a sud e da est a ovest con entrambe le zampe rotte (resoconti dettagliati negli archivi sulla destra, alla voce “In Israele”).
        Sì, sono una blogger dura e pura, da ormai otto anni e mezzo, e devo dire che qualche soddisfazione l’ho anche avuta. Oltre a una discreta dose di minacce di morte, regolarmente denunciate. Ma anche quella è una prova di successo, no?

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  6. Spero che tu sappia di cosa stai parlando cara Barbara o sono parole che hai sentito dire?io ci sono stata e so che hai scritto una marea di cazZate,prima di fare un blog del genere,informati realmente

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