L’IRAN, LA BOMBA, GLI INGANNI

          Il più importante dossier sul nucleare iraniano che tu possa leggere

 

Una approfondita lettura  delle recenti e numerose relazioni dell’AIEA hanno indotto Anthony Cordesman a concludere che chiunque voglia credere che l’Iran non stia perseguendo lo sviluppo di un armamento nucleare sta volontariamente ingannando sé stesso.

 

Di Anshel Pfeffer

editorialista di Haaretz

 

Traduzione di Mario Pacifici

Avrei qualche esitazione nel raccomandare come lettura per il weekend il dossier Rethinking Our Approach to Iran’s Search for the Bomb di Anthony Cordesman del Center for Strategic & International Studies, dal momento che le sue conclusioni sono molto deprimenti.
D’altra parte la sua relazione è talmente complessa che risulterebbe difficile nei giorni di lavoro trovare il tempo per esaminarla in profondità.
Quel dossier comunque è una lettura indispensabile per chiunque abbia interesse agli studi strategici giacché riassume  tutte le più aggiornate informazioni non classificate a disposizione degli studiosi, riguardo al programma nucleare Iraniano, e le correda con l’inestimabile contributo di comprensione offerto da Cordesman.
Questo esperto di lungo corso nel campo della sicurezza nazionale israeliana ha ispezionato le centinaia di pagine degli ultimi due reports rilasciati dall’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica in merito alla questione Iraniana e molti altri documenti pertinenti, mettendoli a disposizione del pubblico in termini comprensibili e divulgativi. Pochi fra coloro che sono chiamati a commentare questo panorama strategico, nota Cordesman, si sono presi effettivamente la briga di leggere per intero quelle relazioni e pochissimi fra loro hanno davvero la preparazione necessaria per comprenderle fino in fondo.
Qualunque lettore appassionato a questo genere di studi farebbe dunque bene a trovare il tempo di leggersi Cordesman, giacché il suo studio è la più significativa fonte di informazione sul dossier Iraniano, a meno di non disporre di documenti classificati.
Personalmente io nutro la speranza che i negoziatori occidentali che si accingono ad incontrare i loro interlocutori iraniani nel corso del secondo  round di colloqui 5 + 1 a Baghdad, trovino il tempo di leggere la relazione di Cordesman prima di sbarcare in Iraq. E’ probabile che ci trovino molto più di quanto sia contenuto in tutte le loro carte.
Qui di seguito provo a riassumere il contenuto del documento e spero di trasmettervene il senso reale:

 

–         Chiunque creda che l’Iran non sia ancora impegnato in un programma di sviluppo di armamenti nucleari ma stia semplicemente tentando di acquisirne una capacità teorica, sta volontariamente ingannando sé stesso. Le informazioni di intelligence messe a disposizione della IAEA e verificate da diversi Stati Membri sono chiare nel constatare che l’Iran ha lavorato per più di un decennio ad una vasta gamma di progetti mirati ad acquisire le capacità necessarie non solo all’arricchimento dell’uranio fino a percentuali idonee all’uso militare, ma anche all’assemblaggio di ordigni capaci di essere lanciati da missili a lungo gittata. Le chiacchiere che girano riguardo ad una fatwa contraria alle armi nucleari sono appunto questo: chiacchiere.

 

–         Nonostante sanzioni e monitoraggi internazionali l’Iran ha ricevuto equipaggiamenti e strumenti sofisticati, ha beneficiato delle conoscenze scientifiche di progettisti stranieri attivi nel campo degli armamenti nucleari ed ha compiuto impressionanti progressi nei propri centri di ricerca così da potere svolgere la maggior parte dei test necessari per la messa a punto della bomba pur senza arrivare ad un’esplosione vera e propria.  Esplosione comunque di cui sono già stati messi in atto i preparativi preliminari.

 

–         I colloqui 5+1 se continueranno a focalizzarsi unicamente sulla riduzione dell’arricchimento dell’uranio risulteranno del tutto infruttuosi per due ragioni principali. Primo perché l’Iran sta procedendo in molteplici direzioni nel suo sforzo di sviluppare un armamento atomico e potrà continuare a farlo anche se dovesse ritardare l’arricchimento. Secondo perché i progressi raggiunti dagli Iraniani nel campo delle centrifughe renderà loro possibile di installare una rete di nuovi piccoli impianti dispersi sul territorio, sconosciuti alla IAEA e sottratti al suo controllo.

 

–         Un’azione militare contro l’Iran, sia essa portata avanti dagli Stati Uniti, da Israele o da chiunque altro potrebbe mettere fuori uso alcune delle principali installazioni iraniane ma i progressi tecnologici compiuti dall’Iran renderebbero qualunque danno non definitivo e non tale comunque da impedire la ripresa o la continuazione del programma nucleare. Solo la ferma determinazione di chiunque abbia lanciato il primo attacco a farlo seguire nel tempo da una serie di ulteriori attacchi potrebbe danneggiare seriamente il progetto iraniano di dotarsi di un armamento nucleare.

 

–         L’Iran sarà sempre estremamente riluttante a rinunciare al suo progetto atomico perché su di esso si basa l’intera strategia regionale del regime. L’Iran concepisce l’opzione nucleare come il solo strumento per riequilibrare la propria sostanziale inferiorità in termini di armamenti convenzionali rispetto ad altre potenze regionali. Qualunque futuro accordo con l’Iran o qualunque attacco militare devono tenere questo aspetto in attenta considerazione.

 

–         Altri ricercatori potrebbero pensare che l’Iran abbia già raggiunto un tale grado di sviluppo da superare il punto di non ritorno. Cordesman non lo pensa e non sostiene dunque che l’Occidente abbia definitivamente perso l’opportunità di impedire all’Iran di dotarsi di un armamento nucleare. Secondo lui però le Nazioni Occidentali devono riconsiderare per intero il proprio approccio diplomatico alla questione oltreché le proprie strategie militari.

 

Di mio aggiungo una domanda: chi per anni ha consapevolmente, deliberatamente, pervicacemente usato ogni mezzo a sua disposizione per impedire al mondo di venire a sapere tutto questo, quale pena meriterebbe per tutto il sangue che in conseguenza di ciò verrà inevitabilmente versato?

barbara


  1. “Di mio aggiungo una domanda: chi per anni ha consapevolmente, deliberatamente, pervicacemente usato ogni mezzo a sua disposizione per impedire al mondo di venire a sapere tutto questo, quale pena meriterebbe per tutto il sangue che in conseguenza di ciò verrà inevitabilmente versato?”

    come minimo la presidenza egiziana…. se solo si mostrasse un po’ più fanatico sarebbe sua all’istante…..

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    • Anni fa un amico ebreo di Roma mi ha raccontato di un suo conoscente iraniano, sicuramente non antisemita, ma che evidentemente condivideva alcuni dei pregiudizi sugli ebrei, fra cui la presunta onnipotenza. E così almeno una volta la settimana andava a trovarlo e attaccava: “Israele ci deve bombardare, non c’è altra soluzione, bisogna che Israele ci bombardi. Adesso tu chiami Sharon – e andava al telefono, staccava la cornetta e gliela porgeva – adesso tu chiami Sharon e gli dici…” Ovviamente non penso che ci siano molti iraniani che si augurano un bombardamento, ma penso che in parecchi, il giorno in cui dovesse avvenire, ne concluderebbero che dopotutto non tutto il male viene per nuocere.

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