QUEL GUITTO…

Abbiamo recuperato l’introvabile articolo di Sandro Viola che nel gennaio 1992 si scagliava contro Giovanni Falcone, accusandolo di essere un “guitto televisivo”. Qualche giorno dopo sullo stesso giornale Giuseppe D’Avanzo difendeva il giudice antimafia: “Non ha mai avuto una vita facile”.
  

È il 9 gennaio del 1992, un giovedì. Il quotidiano la Repubblica in quel periodo vende mediamente circa 750mila copie. Nella pagina dedicata ai commenti viene pubblicato un articolo dal titolo “Falcone, che peccato…” vergato da Sandro Viola, firma di punta del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. L’argomento del commento è il giudice antimafia che Viola prende di mira per via della sua esposizione mediatica. Un pezzo durissimo che oggi, a vent’anni dalla strage di Capaci che fece saltare in aria Falcone, la moglie e la scorta, ritorna a galla con la violenza d’una colpa.
L’articolo, introvabile nell’archivio online di Repubblica, è oggetto di discussione in queste ore sulla Rete, ma nessuno l’ha pubblicato integralmente, in maniera da consentire al lettore un’autonoma valutazione.
Eccolo, l’articolo, in versione integrale: recuperato grazie all’Emeroteca Tucci di Napoli. Che ognuno faccia le sue valutazioni dopo averlo letto.
Viola attacca definendo Giovanni Falcone “magistrato che alla metà degli anni Ottanta inflisse alcuni duri colpi alla mafia”. Una definizione quanto meno riduttiva per l’anima del maxi-processo di Palermo, per colui che, lo dicono i suoi colleghi magistrati, individuò nuove tecniche e nuovi metodi per l’approccio alla questione mafiosa. Continua Viola: “da qualche tempo sta diventando difficile guardare al giudice Falcone col rispetto che s’era guadagnato”.
Poi, l’accusa di essere diventato una sorta di esternatore, al pari dell’allora Capo dello Stato, il “picconatore” Francesco Cossiga: “Egli è stato preso – scrive Viola su Repubblica – infatti, da una febbre di presenzialismo. Sembra dominato da quell’impulso irrefrenabile a parlare, che oggi rappresenta il più indecente dei vizi nazionali. Quella smania di pronunciarsi, di sciorinare sentenze sulle pagine dei giornali o negli studi televisivi, che divora tanti personaggi della vita italiana – a cominciare, sfortunatamente per la Repubblica, dal Presidente della Repubblica”.
La preoccupazione dell’editorialista è che Giovanni Falcone abbia perso il suo equilibrio. Gli chiede di lasciare la magistratura viste le sue rubriche sulle pagine dei giornali: “Perché nessun paese civile ha mai lasciato che si confondessero la magistratura e l’attività pubblicistica”.
“Quel che temo, tuttavia – continua il pezzo – è che a questo punto il giudice Falcone non potrebbe più placarsi con un paio di interviste all’anno. La logica e le trappole dell’informazione di massa, le sirene della notorietà televisiva tendono a trasformare in ansiosi esibizionisti anche uomini che erano, all’origine, del tutto equilibrati”. Poi si passa all’analisi, anzi alla demolizione, del libro ‘Cose di cosa nostra’ scritto da Falcone con la giornalista francese Marcelle Padovani pure lei nel mirino della penna al vetriolo di Viola: “E scorrendo il libro-intervista di Falcone ‘Cose di cosa nostra’ s’avverte (anche per il concorso di una intervistatrice adorante) proprio questo: l’eruzione di una vanità, d’una spinta a descriversi, a celebrarsi, come se ne colgono nelle interviste del ministro De Michelis o dei guitti televisivi”.
Nel finale, Viola, pur ammettendo di trovarsi davanti ad un “valoroso magistrato” si chiede “come mai desideri essere un mediocre pubblicista”. Il giornalista ignorava che il giudice aveva intuito qualcosa: la necessità di comunicare ad una platea più vasta, da magistrato, la mentalità mafiosa. Inoculare il virus ai giovani, come come un vaccino, in maniera da renderli resistenti al fascino della cultura dell’omertà e della morte. “Non ha mai avuto una vita facile e anche stavolta c’è chi farà di tutto per rendergliela difficile”: qualche giorno dopo, dalle colonne della stessa Repubblica, qualcuno scriveva questa frase, riferendosi a Giovanni Falcone. Quel qualcuno si chiamava Giuseppe D’Avanzo.

Curiosa la storia di questi articoli che scompaiono dagli archivi, vero? E sembra scomparso anche l’articolo, sempre di Sandro Viola, del 20 gennaio 2002 di cui si parla qui, e a cui qualcuno ha risposto con la testimonianza riportata qui, e pure un autentico distillato di antisemitismo del 10 ottobre 1982. Tutti gli altri articoli si trovano, e questi no. Misteri della rete…

barbara

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  1. Mistero ma non troppo,alle volte su Repubblica appaiono certe bufale,ma stranamente a loro sembra tutto consentito,vengono quasi sempre assolti dalle accuse di diffamazione.

  2. Io l’articolo integrale e leggibile ce l’ho sono due fogli A4, su e colonne.
    Ieri nel mio blog ne ho solo accennato ma se interessa sono disponibile a pubblicarlo integralmente.
    Brava ad averne parlato nel tuo blog. Ciao

  3. Su Libero dell’altroieri c’è un florilegio di scritti anti-Falcone dei giornali che avevano come riferimento il PCI. Si trattava, in effetti, di un episodio della guerra PCI-PSI.

    C’è un altro articolo di Repubblica, che io ricordo bene, nel quale si spiegava perché Falcone non dovesse andare a dirigere l’antimafia. Non mi pare che sia questo. L’ho cercato, in passato, ma con scarso successo. Bisognerebbe passare una giornata in emeroteca.

    Oltre alla conferma che Scalfari ha sempre torto (chissà come fa: tutti riescono a avere ragione ogni tanto, almeno casualmente) c’è questa pratica di nascondere gli scritti scomodi, che ricorda 1984 di Orwell.

      • Sei tu la prima che mi dice che non si possa commentare. Probabilmente, essendo la prima volta che tu lo voglia fare, devi registrarti a occhio. Nessun altro mi ha mai detto nulla. Prova. Commentano anche da piattaforme non WordPress. Fammi sapere, per cortesia. Io adesso mi iscrivo sul tuo, tu prova a fare altrettanto.
        Credo che il mio commento, oltre a quello dell’altro ieri, sia significativo di che cosa pensi di lui. Hai visto quale bandierina-distintivo ha sul petto? Ciao.

      • Fatto. No, non funziona, cliccando nello spazio commenti non succede niente, non mi lascia scrivere.
        E’ molto piccola e ingrandendo si sgrana, ma sembrerebbe la bandiera israeliana, che per uno che ha passato la vita a spalare letame – e menzogne – su Israele e sugli ebrei è davvero il colmo della facciatollaggine!

    • Non è Sandro Viola, è Ariel Sharon. La foto è di lunedì 26 settembre 2005, presa alla fine delle votazioni tenutesi al meeting di Tel Aviv, per il rinnovo delle cariche del Comitato Centrale del Likud. Prego verificare cravatta e pin.

      • In effetti sembreresti avere ragione, però non solo digitando Sandro Viola viene fuori quella foto, ma cliccando la foto viene fuori una pagina di giornale in cui, sotto la foto, c’è scritto Sandro Viola…

  4. Secondo me Sandro Viola ha avuto solo la sfortuna di criticare uno che sarebbe morto ammazzato(se l’avesse saputo in anticipo, non l’avrebbe mai scritto), in un paese in cui il culto dei morti, specie se ammazzati, che ci portiamo dietro dalla cultura dell’antica Roma, è ancora fortissimo.
    Se Falcone fosse ancora vivo, o fosse morto di vecchiaia, quell’articolo non ci sembrerebbe così scandaloso, è solo una delle tante critiche “feroci” e senza peli sulla lingua, che servono a riempire i giornali

    • sandro viola ha auto la faccia come il culo di vomitare letame su uno che tutti sapevamo che sarebbe morto ammazzato per regalare a noi una speranza di legalità. Falcone NON potrebbe essere vivo o morto di vecchiaia, e questo grazie anche a tutti coloro che a te sembrano non così tanto scandalosi.

      • “Falcone NON potrebbe essere vivo o morto di vecchiaia”

        Tanti altri magistrati antimafia sono ancora vivi e vegeti, o sono morti di vecchiaia, quindi che non potrebbe lo pensiamo noi, col senno di poi….ma quando Franco Viola ha scritto l’articolo non poteva prevedere con certezza la strage di Capaci.

    • “senza peli sulla lingua” è espressione usata per definire un intervento coraggioso. Che c’era di coraggioso nell’intervento di Viola? Roba scritta su commissione, decisa a freddo nel comitato di redazione.
      Se qualcuno ha avuto “sfortuna” non è certo Sandro Viola.
      Una vera sfortuna, invece, è sentire il bisogno di costruirsi idoli del tipo di Sandro Viola.

      • Senza peli sulla lingua è usato anche per dire SPUDORATO, non solo coraggioso. Comunque non volevo difendere l’articolo infame di Sandro Viola, ma soltanto far notare che è un’articolo infame al pari di tanti altri, che finiscono nel dimenticatoio. In questo caso il giornalista ha avuto la sfortuna di colpire uno che sarebbe diventato martire di li a poco, ma non nessuno avrebbe mai potuto prevedere quella fine. Se Sandro Viola avesse immaginato la fine che stava per fare Falcone, gli avrebbe scritto un elogio, per passare dalla parte dei giornalisti “buoni”!

  5. Sandro Viola non ha giustificazioni né attenuanti, così come non ne hai tu in questo tuo arrampicarti sugli specchi. Che Falcone sarebbe stato ucciso evidentemente lo ignoravate solo tu e viola. E nessuno dei due ci fa una bella figura.

    • E perché tu invece eri già sicura che sarebbe stato ucciso prima ancora di quel 23 maggio del ’92? e se tutti erano così sicuri, perché nessuno l’ha scritto? perché nessuno ha previsto la strage di Capaci? Caponnetto e tutti gli altri del pool antimafia(a parte Borsellino), non sono stati uccisi, ma sono morti di vecchiaia, o sono ancora vivi.
      Facile, troppo facile, fare previsioni col senno di poi!

    • Oltretutto, dopo averlo letto meglio, direi che l’articolo di Viola è una critica più che legittima(anche io penso che la spettacolarizzazione dell’antimafia non serva a nulla), e neanche esageratamente crudele o violenta.
      Ripeto che, secondo me, ha avuto solo la sfiga di criticare colui che a causa di una morte violenta, da magistrato intelligente, abile e coraggioso, sarebbe diventato un “santino” antimafia. Se quel giornalista di Repubblica avesse avuto la capacità divinatoria di vedere il futuro, di sicuro gl’avrebbe scritto un elogio; in questo paese criticare i santi e martiri è il più grave dei tabù!

      • Sì caro, hai ragione, se quel coglione di Falcone non avesse avuto il ghiribizzo di farsi ammazzare unicamente per fare dispetto a quel sant’uomo di viola oggi avremo un pulitzer in più. E adesso con permesso, che devo andare a vomitare.

      • Cmq giusto per chiarire, nel caso leggessero anche altre persone in grado di comprendere, non intendevo affatto dire che Falcone si sia suicidato, o se la sia cercata(dove cavolo l’avrei scritto? perché devi attribuirmi cose che non ho nemmeno pensato?), ma che semplicemente quell’articolo contiene una critica sensata(a che cavolo serve l’antimafia spettacolo moderna? a far arricchire Mondadori, cioè Berlusconi e Saviano? che c’è di male a consigliare a un magistrato di andare un po’ meno in tv e non farsi prendere troppo dal narcisismo?se Falcone non fosse morto si sarebbe scandalizzato qualcuno per quell’articolo?) e Falcone quando era ancora in vita, è stato attaccato assai più duramente da tante persone(come Leoluca Orlando) che magari oggi sono in prima fila nelle commemorazioni!
        Per il resto non metto in dubbio che Falcone fosse un’uomo straordinariamente coraggioso(come anche gli altri magistrati del pool antimafia) e per questo da ammirare, ma lo era anche da vivo, e lo sarebbe anche se non fosse mai morto ammazzato. La cosa insopportabile e ipocrita della faccenda è che invece la stessa persona, fin troppo attaccata e criticata ingiustamente da viva, solo per il fatto di esser morta, è diventata un santino, un simulacro intoccabile e incriticabile, venerato anche da chi in vita lo disprezzava. Mentre altri magistrati, di pari merito, coraggio, e spessore morale, come Caponnetto, sono stati quasi dimenticati solo per il fatto che non sono morti ammazzati!

        MORIRE AMMAZZATI NON E’ UN ATTESTATO DI MERITO, MA SOLO UNA SFIGA, CHE NON RENDE LE PERSONE MIGLIORI NE’ PEGGIORI

  6. Nota a margine.
    La lingua è stata inventata come mezzo di comunicazione. Se usata in modo improprio, genera difetti di comunicazione. Il ridiffondersi della comunicazione scritta dovuto a internet ha messo drammaticamente in evidenza le carenze comunicative di chi non sa l’italiano (e, se è per questo, neppure le altre lingue). Il fastidio con il quale chi non sa l’italiano reagisce alle critiche, come fossero inutili formalismi, conferma, se ce ne fosse bisogno, che c’è un sacco di gente che intende comunicare a tutti i costi, ma non ne è capace.
    E’ già grave l’errore di grammatica: ma non conoscere il significato delle parole, o delle frasi idiomatiche, impedisce la comunicazione. “Senza peli sulla lingua” significa, nel contesto, uno che parla senza guardare in faccia nessuno, e quindi un coraggioso. Può essere sinonimo di “spudorato” solo se si vuole definire una situazione nella quale chi parla lo fa in un ambiente di ipocriti baciapile. Anche in questo caso, si mantiene la connotazione positiva: quello che parla senza peli sulla lingua rimane un coraggioso anticonformista.
    Ignoro perché il nostro amico dal nome equino si arrampichi sugli specchi. Sarebbe stato meglio se avesse taciuto, anche perché è facile beccarsi battute sugli equini.

    • Ho provato a fare una ricerca, e ho trovato solo questi:

      http://it.wiktionary.org/wiki/lingua
      http://www.idiomtranslator.com/IT/frase/1891/parlare+chiaro+-+parlare+senza+peli+sulla+lingua

      Mi spiace deluderla, ma il cavallo sottoscritto a quanto pare è meno ignorante di quanto lei crede, perché “parlar chiaro” o “senza remore” non c’entra nulla con il coraggio. E’ lei, caro maestrino ignorante(più ignorante persino di un cavallo!), che interpreta liberamente, attribuendo un significato alle mie parole, che letteralmente non esiste. Parlare senza pudore, non è sinonimo di parlare con coraggio!
      (per farle un esempio anche Grillo quando sale sul palco davanti ai suoi fan, insulta liberamente tutti, senza pudore, SENZA PELI SULLA LINGUA, ma soltanto un imbecille può sostenere che ci voglia un grande coraggio per insultare!)

      Smettetela di interpretare liberamente(e in malafede, con l’intento di screditare le mie parole, solo perché secondo voi avrei mancato di rispetto al vostro “santino antimafia” ) e attribuirmi anche quello che non ho mai scritto, né pensato.

      • Contenendo più di un link, questo commento era andato direttamente in spam. Ho deciso tuttavia di approvarlo perché non ho alcun pregiudizio nei confronti delle gogne, né materiali, né mediatiche. E se uno sceglie addirittura di mettercisi da solo, non ho davvero obiezioni a lasciarcelo.

      • Naturalmente sapere l’italiano è necessario, ma non sufficiente per comunicare in modo efficace. Per esempio, occorre anche la logica. E mi pare, amico mio, che tu ne difetti.
        Proverò a spiegarti: si parlava dell’uso possibile di una frase idiomatica. Tu (non io) hai detto che poteva voler dire “spudorato”, attribuendovi un senso negativo. Ti ho fatto notare che la frase “senza peli sulla lingua” nell’accezione di “spudorato” poteva usarsi solo in ipotetiche circostanze nelle quali il soggetto usasse un linguaggio libero in un ambiente repressivo. In questo caso, però, non varrebbe il senso negativo dato a “spudorato”, ma, al contrario, bisognerebbe dargliene uno positivo Per esempio: “E’ entrato in un Concistoro, e ha detto senza peli sulla lingua che fra i presenti c’erano sicuramente dei pedofili”. L’ipotetico provocatore è senza dubbio “spudorato”, ma non in senso negativo. Fa’ attenzione, invece, all’esempio seguente: “Sandro Viola ha tenuto una conferenza, e ha detto spudoratamente che lui a suo tempo aveva appoggiato la nomina di Falcone alla Direzione Nazionale Antimafia”. Lo vedi anche tu che qui “spudoratamente” non si può sostituire con “senza peli sulla lingua”: perché qui “spudoratamente” ha un senso negativo.
        Forse adesso hai capito.
        Mi scuserai, però, se ne dubito.

      • Encomiabile la tua buona volontà e – come sempre – la tua competenza anche in campo linguistico. Per i comuni mortali con un normale IQ il tuo discorso è chiarissimo, ma non sono molto sicura che riuscirà ad arrivare proprio a tutti.

      • Erasmo, i sinonimi sono sempre intercambiabili, e “senza peli sulla lingua” NON E’ SINONIMO CORAGGIOSO.
        Quindi è inutile che continui a girarci tanto intorno, cercando di arrampicarti sugli specchi, e ti consiglio anche di scendere dal piedistallo, e smettere questo atteggiamento da maestrino, perché se c’è qualcuno che ha problemi a ragionare logicamente, forse sei proprio tu.

      • X Erasmo:
        “Sandro Viola ha tenuto una conferenza, e ha detto spudoratamente che lui a suo tempo aveva appoggiato la nomina di Falcone alla Direzione Nazionale Antimafia”. Lo vedi anche tu che qui “spudoratamente” non si può sostituire con “senza peli sulla lingua”: perché qui “spudoratamente” ha un senso negativo.

        Nella frase che hai portato come esempio, forse è inappropriato e fuori luogo anche “spudoratamente”.
        invece una frase del genere:”Sandro Viola ha criticato e denigrato spudoratamente il presenzialismo televisivo di Falcone” è perfettamente equivalente e intercambiabile con “Sandro viola ha criticato e denigrato SENZA PELI SULLA LINGUA, il presenzialismo televisivo di Falcone”

    • Ti ringrazio Barbara.
      Se fossi un tuo alunno, mi farei tatuare svastiche su tutto il corpo, in tuo onore!;-)

      Scherzi e polemiche a parte, non volevo certo dire che l’articolo di Viola sia un capolavoro da difendere a spada tratta, ma è un’articolo dozzinale, mediocre, come sui giornali se ne leggono a migliaia, e forse non merita tutto questo sdegno e questo scandalo. Falcone prima di morire, ha ricevuto critiche e attacchi molto più crudeli e feroci, se oggi questo articolo di Repubblica fa indignare tante persone, è solo per una sfortunata coincidenza, altrimenti sarebbe finito definitivamente nel dimenticatoio.
      Spero di essermi chiarito meglio.
      Ciao

      • Se invece di accalorarti tanto un difesa di un articolo “mediocre e dozzinale! avessi scritto quest’ultimo commento per primo, ci saremmo risparmiati tutti gli altri di nessuna utilità anche perchè provocatori.
        Fermo restando che se Repubblica ha deciso di farlo sparire dal suo archivio, a mia memoria è la prima volta che succede, non credi che ci sia stata qualche ragione per farlo o credi che Eugenio Scalfari, era lui il direttore di Repubblica allora, se avesse trovato quel genere d’articolo adeguato, a posteriori, lo avrebbe fatto sparire?
        O credi che anche questa domanda sia oziosa come tutti gli altri commenti che hanno dissentito da te?.
        Quanto alla tua battuta sulle svastiche rivolto a Babrbara credo sia proprio di cattivo gusto !

      • Secondo me sta tentando di passare alla storia come quello che ha avuto le palle di sputare sui cadaveri “senza peli sulla lingua”. O per lo meno di farsi notare, come quei bambini che quando ci sono ospiti, soprattutto se di riguardo, vanno avanti all’infinito a ripetere come un mantra cazzoculofigamerda cazzoculofigamerda cazzocu… Quanto alla scelta di fare una battuta sulle svastiche – sessanta milioni di morti, migliaio più migliaio meno – sta esattamente allo stesso livello di quella sulle torte. E dice tutto sul personaggio.

      • Io mi “accaloro” solo perché mi sono stati attribuiti pensieri che non ho mai scritto, e non c’è cosa più fastidiosa, di chi interpreta in malafede le parole altrui, e poi pretende pure di fare il maestrino e salire in cattedra(ovviamente mi riferisco a Erasmo)

        “Fermo restando che se Repubblica ha deciso di farlo sparire dal suo archivio, a mia memoria è la prima volta che succede, non credi che ci sia stata qualche ragione per farlo o credi che Eugenio Scalfari, era lui il direttore di Repubblica allora, se avesse trovato quel genere d’articolo adeguato, a posteriori, lo avrebbe fatto sparire?”

        E se Falcone non fosse morto ammazzato, l’avrebbero fatto sparire? la cosa più grave, e a mio parere disgustosa ,è proprio l’ipocrisia, l’aver nascosto un articolo di critica (neanche troppo cattivo, perché in fin dei conti in quell’articolo si criticava solo l’eccessiva presenza in tv. C’è chi ha scritto e detto parole molto peggiori su Falcone!) mediocre, ma legittimo(nel giornalismo articoli del genere sono la normalità), soltanto per un culto di venerazione dei morti, specie se “martiri”( perché i vivi si possono criticare, mentre i morti vanno trattati come se in vita fossero stati l’incarnazione della perfezione?)
        Perché il giudice Caponnetto, pur avendo gli stessi meriti di Falcone, non viene ricordato allo stesso modo? forse perché ha avuto il “disonore” di morire di vecchiaia?
        Tutta questa polemica è nata solo perché ho detto che, secondo me, l’indignazione per questo articolo è basata principalmente sul culto dei morti. Se Falcone non fosse morto assassinato, sarebbe caduto nel dimenticatoio, come tantissimi altri mediocri articoli critici, che vengono scritti(e a volte usati come clave) contro i vivi.
        Anzi, se Falcone non fosse morto ammazzato, forse oggi non sarebbe nemmeno ricordato per i suoi meriti e per il suo coraggio, ma magari sarebbe stato criticato e denigrato anche più aspramente di come ha fatto quel tale giornalista su Repubblica.

  7. “Quanto alla tua battuta sulle svastiche rivolto a Babrbara credo sia proprio di cattivo gusto !”

    Su questo non posso darti torto, ma si ricollega a questo: https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2012/05/08/piccoli-nazisti-crescono/

    Secondo me, punire i bambini solo perché probabilmente solo per moda(forse non si rendono manco conto di cosa sia stato il nazismo) scimmiottano i simboli nazisti, potrebbe essere controproducente. Per spirito di ribellione, cercheranno di sembrare ancora più nazisti!

  8. Non siamo tutti uguali: c’è chi ha una vocazione religiosa, chi quella all’impegno civile, chi al martirio, chi allo studio, chi allo sport… E c’è chi ha la vocazione alle figure di merda. Questi ultimi di solito sono i più diligenti nel perseguire lo scopo, perché siccome non riescono ad accorgersi di quanto efficacemente ci stiano riuscendo, ritengono di avere sempre ancora qualcosa da dimostrare.

  9. “Secondo me sta tentando di passare alla storia come quello che ha avuto le palle di sputare sui cadaveri “senza peli sulla lingua”. ”

    Potresti almeno dirmi su quali cadaveri avrei sputato? Il senso del mio discorso è casomai che il valore di eroi come Falcone e Borsellino, non deve essere associato alla morte per assassinio, perché la morte non nobilita gli uomini. E quindi non ha senso che chi l’ha criticato quando era vivo, poi debba per forza rimangiarsi e negare tutto solo perché è morto. La cosa peggiore è il vergognarsi di quell’articolo e nasconderlo, e non l’articolo in se

    • Solo per non farti correggere dai “maestrini” guard che nella lingua che si parla in questio Paese, l’italiano, “””MOLTO PEGGIORI””” è un grave errore di ortografia.
      Quanto al perchè Scalfari l’abbia fatto sparire è a lui che dovresti rivolgere le domande, io esprimo opinioni si fatti non siulle congetture.
      Ovviamente, non la penso allo stesso modo sulle caratteristiche di quell’articolo. Ma ciò non dovrebbe offenderti, spero.
      Per quanto mi riguarda il nostro “incontro” finisce qui.

      • Ma guarda che se la pensi diversamente per me non c’è nessun problema, anzi, mi fa piacere scambiare opinioni anche con chi ha idee diverse. La cosa che mi infastidisce è solo quando chi la pensa diversamente da me, interpreta maliziosamente le mie parole con l’intenzioni di screditarmi, e di farmi sembrare un povero stronzo!

        Ps: Per quanto riguarda il “MOLTO PEGGIORE”, l’Accademia della Crusca mi da ragione : http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4037&ctg_id=93

        A quanto pare, non è un periodo fortunato per i maestrini dalla penna rossa!;-)
        Ciao

  10. Pingback: Un altro alfiere della disinformazione antisraeliana ci ha lasciato: non piangeremo la sua scomparsa | Focus On Israel

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