MI RIVOLGO AGLI AMICI GIURISTI

Ho sentito alla radio regionale di un tassista di Trento a cui tre tizi hanno chiesto di essere portati a Innsbruck. Li ha portati e, arrivato a Innsbruck, è stato fermato dalla polizia, che ha verificato che i tre erano immigrati clandestini siriani. I tre siriani sono stati arrestati, il tassista incriminato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il taxi sequestrato (=fame, immagino), e ora rischia fino a sei anni di carcere.
La mia domanda è: un tassista è obbligato a chiedere e controllare le generalità dei suoi clienti? Se questi sono visibilmente stranieri è obbligato ad accertarsi del loro status? Se io un domani facessi una rapina in una gioielleria e poi, girato l’angolo, prendessi un taxi per farmi portare dal mio ricettatore preferito, il tassista è incriminabile per complicità in rapina a mano armata o per associazione a delinquere?

barbara

  1. Ti rispondo (senza la pretesa di annoverarmi tra gli amici giuristi) con un triplice no. Ma immagino che gradiresti una risposta più articolata… Provo a sintetizzare il ragionamento: escluso un obbligo di accertamento e controllo a carico del tassista, una sua responsabilità (concorrente) sarebbe ipotizzabile solo individuando una qualche forma di cosciente partecipazione nella commissione del reato, ma la valutazione deve essere condotta di volta in volta, tenendo conto delle specifiche circostanze del caso ed avendo necessariamente riguardo alla legislazione dello Stato ove il presunto illecito è stato commesso.
    Vi sono precedenti interessanti che riguardano i tassisti polacchi operanti nella zona di confine con la Germania: qui il testo di un’interrogazione parlamentare presentata nel 2008 alla Commissione europea (e la risposta della Commissione).
    Nell’esempio da te fatto del rapinatore che, girato l’angolo, prende il taxi per recarsi dal ricettatore (o altrove), un conto è se lo stesso sia del tutto ignaro della rapina appena commessa, un altro è se, pur consapevole di servire un cliente rapinatore, accetti liberamente di trasportarlo senza opporre alcun rifiuto, un altro ancora è se lo stesso sia costretto con violenza o minaccia a prendere a bordo il rapinatore.
    Buona notte

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    • Grazie, ero sicura di poter contare su di te! Ovviamente immagino che in alcune zone di frontiera ci siano persone che fanno di mestiere il “passatore”, e se ciò è dimostrabile trovo logico che siano incriminati ma, come detto sia da me che da te che dal documento linkato, non spetta al tassista condurre accertamenti (tra l’altro un tassista che si rifiutasse di portare un cliente visibilmente arabo o africano, non rischierebbe una denuncia per discriminazione razziale?) e tocca casomai a chi pretende di incriminarli, di dimostrare che fossero consapevoli dell’identità e dello status del cliente e abbia ciononostante, magari per guadagnare di più, scelto di portarlo oltre frontiera.

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