L’ESERCITO D’ISRAELE

(foto rubata qui)
No, non è né bizzarria né esibizionismo da parte della soldatessa: semplicemente ogni soldato è responsabile della propria arma e non la può abbandonare in nessun momento, in nessun luogo, per nessun motivo.
Lui, invece,
(foto presa qui)
in spiaggia non ci andrà più: il sergente della Brigata Golani, Netanel Moshiashvili, è morto in difesa della propria patria e dei propri compatrioti, per fermare un terrorista palestinese (a sua volta morto) che tentava di penetrare in Israele dalla striscia di Gaza per compiere un attentato.
Rendiamo omaggio ai vivi e rendiamo onore ai morti.

barbara

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  1. S’, Barbara, sono d’accordo con te: omaggio ai vici ed onore ai morti, a tutti i morti perchè tutti vittime di una lunga guerra insensata, senza senso e senza fine perchè tale è e lo sappiamo tutti. Una guerra che non potrà avere in nessun caso nè vincitori nè vinti ma solo migliaia di morti ammazzati. Non credo sia un prezzo accettabile!
    Ciao, cara amica. Buona notte.

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    • Dipende da cosa intendiamo per “guerra insensata”: qui siamo di fronte a una parte che ha come scopo la sopravvivenza e un’altra che ha come scopo la distruzione dell’altra. Siamo di fronte a una guerra nata dal rifiuto di una parte di accettare l’esistenza dell’altra. E finché i dirigenti palestinesi non si rassegneranno ad accettare, oltre all’esistenza di Israele, anche la nascita di quello stato di Palestina che stanno pervicacemente rifiutando con tutte le proprie forze e con tutti i propri mezzi da ben ottant’anni, sicuramente questa guerra non potrà avere fine e i morti si sommeranno ai morti. Quanto all’onore, abbi pazienza, ma a chi è morto andando a uccidere, magari neonati nella culla sgozzati a sangue freddo, io di onore non sono davvero disposta a renderne.

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      • La “dirigenza palestinese” (sì, insomma, la burocrazia dell’OLP) non accetterà tanto facilmente di mettere la parola fine su questo conflitto latente. Perché significherebbe la cessazione della sua ragione di esistere.
        Giova ricordare infatti che l’OLP fu costituita nel 1964; ben prima della Guerra dei Sei giorni. Sicché la questione dei territori contesi (alcuni dicono “occupati”) di Giudea e Samaria – come dice l’ONU nei documenti ufficiali – è un semplice pretesto.
        Qua c’è ben poco da “liberare”, ‘che oltretutto nel caso il West Bank dovrebbe tornare al precedente “occupante”, vale a dire la Giordania. A leader palestinesi dei palestinesi non interessa granché. E gli arresti e le intimidazioni sommarie degli ultimi giorni di chi si è stufato di essere rappresentato da queste canaglie stanno lì a dimostrarlo.
        Il mondo civile dovrebbe finire di firmare cambiali in bianco (e a molti zeri) a favore di un gruppo di fomentatori di odio e tensione, celebratori di terroristi e kamikaze, che dovrebbero smettere la divisa militare e indossare la divisa di lavoratore il giorno dopo della proclamazione di uno stato di Palestina che sono gli ultimi ad auspicare.

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      • Infatti lo hanno ripetuto e continuano a ripeterlo in tutte le salse, che per “Palestina da liberare” non intendono affatto Giudea, Samaria e Gaza, bensì tutto il territorio “dal fiume al mare”, ed è per questo che nella costituzione dl Fatah, principale componente dell’Olp, sono tuttora presenti tutti gli articoli che prevedono la cancellazione di Israele come obiettivo primario e irrinunciabile. Ma le anime belle preferiscono fare finta di non ricordarsene.

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  2. Vedo che mentre io parlo di popoli entrambi vittime, tu continui a fare il discorso dei politici i quali, tutti (tu dovresti conoscere la storia meglio o quanto me) e ricordarla sin dall’inizio e magari rileggere tutte le risoluzioni dell’ONU anche quelle emesse prima dell’unilaterale autoproclamazione di Stato da parte di Israele. Dovresti, poi, per cortesia, riguadare le cartine, la prima quella tracciata dall’ONU e quella di oggi per comprendere meglio chi sono gli aggressofri e chi gli aggrediti.
    Sono proprio, a mio avviso, i discorsi politici che tu usi che non permettono ne all’uno ne all’altro popolo di vivere in pace. Mi sembra che tu sia disposa ad accettarlo. Io no.Tu sai che ci sono fior fiore di intellettuali israeliani, che magari hanno perso un figlio in questa guerra insensata, che scrivono le stesse cose che scrivo io.
    Su questo terreno non ti seguo perchè non è con le polemiche che si instaurano le condizioni della pace. I morti sono morti, tutti, ed a tutti io rendo onore e pietà.
    Liberissima tu di credere che i tuoi morti hanno meno dignità degli altri.
    Il problema è che tu vivi in un Paese che, anche se scalcinato, è una DEMOCRAZIA. Non credo si possa dire altrettanto da quelle parti ma ti esprimi come un membro di un governo di destra. Quindi in contraddizione.
    Non sono dispobile a continuare una polemica su questo argomento. Sarebbe inutilmente sterile, improduttivo.
    Buona notte.

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    • Credo che tutta la differenza fra la tua posizione e la mia dipenda dal fatto che io ho studiato la storia e i documenti e tu la propaganda filoterrorista. Quella che da dieci anni sono impegnata a tempo pieno a smascherare. In questo blog, e in altri linkati nel mio blogroll, se ne hai il tempo e la voglia, puoi trovare documentazione sufficiente per distinguere i fatti dalla propaganda.
      Buona notte.

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  3. Spiacente, ma io conosco la storia e non sono così ignorante come tu credi da essere vittima della propaganda. Non è offendendo i tuoi interlocutori attribuendo loro propaganda filoterroristica che aiuti il popolo israeliano.
    Ti ho invitato e ti invito a leggere tutte le risoluzioni dell’ONU delle quali nessuna applicata dal governo israeliano e di osservare la cartina istitutivadei due Stati dall’Onu e quella attuale. O consideri anche questi documenti di propaganda filoterrorista.?
    Se non parti da questo e credi solo alle tue verità è tempo perso discuterne ed io di tempo da perdere, putroppo, non ne ho.
    Per quanto mi riguarda, l’argomento è chiuso ed anche la mia partecipazione ulteriore a discussioni del genere.
    Buona giornata.

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    • Appunto… leggile bene le risoluzioni. Tutte, a partire dall’intestazione e dal loro effettivo vincolo alle parti. Avrai sorprese. Forse Barbara è schierata (anzi, sicuramente) ma tu di sicuro non sei neutrale. E, grave, ti sei bevuto davvero propaganda filotrerrorista. Il tuo blog adatto potrebbe essere infopal oppure bocche scucite o pax christi. Li danno le notizie che VUOI sentire; magari anche vere ma sempre mancanti di un pezzo. Gurada caso sempre dello stesso pezzo….

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  4. sono con l’opinione di cordialo, ma dico che tutti abbiamo le nostre opinini e se a volte sono estreme sono fondate su nostre convinzioni, talvolte nemmeno le risoluzioni dell’ONU ci convincono. percio invito cordialo a non chiudere l’argomento e continuare a discutere
    Nada

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  5. La ragazza col fucile i spiaggia non è esibizionismo? ma cosa ci vuole a fregare il fucile a una ragazzetta esile come quella?probabilmente sarà una spiaggia controllata da altri militari, perché se per caso ci fosse qualche folle malintenzionato, non ci metterebbe nulla a sfilarle il fucile e fare una strage!

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  6. Contrariamente a Barbara io non sono ebrea, appartengo a una famiglia cattolica.
    Quindi sono più imparziale, più oggettiva. Il mio oggettivo parere è che in pochi eventi nella storia dell’umanità la ragione è stata tutta da una parte come nel conflitto araboisraeliano: le ragioi sono dalla parte di Israele, nazione cui non appertengo e per la quale, sarei disposta a dare la vita se necessario.

    Ogni popolo ha diritto ad una terra. La terra d’Israele è la nazione del popolo d’Israele. Se questa affermazione fosse contraddetta vorrebbe dire che il popolo d’Israele non ha diritto una terra. La definizione di popolo un insieme di persone con la stessa storia la stessa lingua e la stessa religione. Esiste un popolo ebraico. Non esiste un popolo palestinese perché non c’è nulla che differenzi le persone che vivono in Cisgiordania dalle persone che vivono in Giordania o le persone che vivono a Gaza dalle persone che vivono in Egitto. Non possiamo parlare di Israele se prima non ricordiamo tre cose:

    Israele, sempre e da sempre è la terra del popolo di Israele.
    La diaspora causata dai romani fu parziale. Una parte degli ebrei fu allontanata dalla loro terra. I romani non erano tecnicamente in grado di commettere un gesto di deportazione totale. Una parte quindi è sempre rimasta lì. Israele è sempre stata continuativamente la terra del popolo ebraico, popolo i cui appartenenti a volte sono diminuiti drammaticamente come dopo i massacri compiuti dei crociati. Ma Israele è sempre stata la terra degli ebrei, alternativamente occupata da cristiani o islamici, con la sua popolazione originaria sotto dominazione, ma non ha mai smesso di essere la terra del popolo di Israele. Tanto per saperlo, la parola Palestina è stata coniata dai romani nel 70 d.C. ed è una deformazione della parola filistei. Il senso della parola introdotta dai romani era questo: questa terra non è più la terra d’Israele, piuttosto la consegnammo ai loro nemici storici, i filistei, e la chiamiamo Palestina.
    Nessuno fa un favore ad Israele proclamando il suo ‘diritto all’esistenza. Quel diritto non è un favore concesso, ma un diritto acquisito e da qui si passa alla prima affermazione: chiunque attenti a quel diritto è a prescindere, a priori dalla parte del torto, anche se attenta solo verbalmente. A maggior ragione se attenta fisicamente.
    Il diritto d’Israele ad esistere, così come quello degli Stati Uniti, dell’Arabia Saudita, e di altri 152 paesi, e’ assiomatico ed assoluto. La legittimazione d’Israele non e’ sospesa a mezz’aria in attesa di
    riconoscimento.
    In tutto il medioevo abbiamo innumerevoli prove, testimonianze della ricchezza intellettuale della presenza ebraica in terra d’Israele, e sono testimonianze ripeto di una ricchezza straordinaria soprattutto grazie ai due centri di studi cabalistici. Gerusalemme est è sempre stata abitata da ebrei, come riferisce lo stesso Marx, tenuti in condizioni di miseria e arbritio intollerabili dall’impero ottomano. A questo nucleo di ebrei mai andato via dalla propria terra se ne aggiunge un altro con il sionismo.
    Il sionismo nasce alla fine del secolo 19º in quanto molti ebrei europei si rendono conto dello spaventoso aumento della violenza dell’antisemitismo in terra cristiana e terra islamica. In seguito alla caduta delle leggi che discriminano gli ebrei, l’antisemitismo aumentò in maniera spaventosa. Gli ebrei hanno una solidissima alfabetizzazione che risale all’epoca del bronzo. Inoltre la stragrande maggioranza di loro conosce due lingue: la lingua nazionale del paese di appartenenza e l’ebraico. Lo studio della Bibbia, della Torah ( Pentateuco), e lo studio dei commenti della Torah, il Talmud, costituiscono un allenamento al pensiero. Questo ha reso il minuscolo popolo ebraico, in questo momento in tutto il mondo, incluso Israele, gli ebrei non superano i 14 milioni di abitanti, l’elite culturale del mondo. In Ungheria, per esempio, gli ebrei erano il 10% della popolazione, ma era il 50% dei medici 50% degli ingegneri. Il figlio di una famiglia alfabetizzata da millenni, che da cinque anni era scuola rabbinica a leggere la torah in ebraico, scritto da destra verso sinistra senza vocali, e a commentarla nel Talmud, scritto in ebraico aramaico, quando si trovava a sei anni sugli stessi banchi di scuola con i figli di contadini analfabeti, non poteva che essere dannatamente bravo. L’odio è arrivato alle stelle. I tre episodi più famosi sono:
    L’affare Dreyfus in Francia che dimostrò l’ossessione antisemita di quello che avrebbe dovuto essere il mondo europeo posto illuminista
    Il cosiddetto pogrom burocratico: l’insieme di leggi durissime che nel mondo russo discriminava gli ebrei, impedendo loro professioni, lavori, abitazioni: rinchiudendoli cioè in un mondo privo di libertà è pieno di miseria.
    Il grandissimo numero di persecuzioni del mondo musulmano, e in particolare i processi a Damasco nel 1840con la condanna a morte di numerosi ebrei dopo l’affermazione, ottenuta sotto tortura, che il pane azzimo della Pasqua era ottenuto mischiando la farina e il sangue di omicidi rituali. Questa affermazione è tuttora presente nella maggioranza dei libri scolastici di bambini dei territori palestinesi, dell’Algeria, dell’Arabia Saudita.
    Dato l’aumento dell’antisemitismo nacque in un gruppo di ebrei e sogna di ritornare nella madrepatria essendo la presenza di uno Stato ebraico, di uno Stato cioè dove ogni ebreo in fuga dalle persecuzioni da qualsiasi parte del mondo trovasse rifugio, uno stato dotato di un esercito ed un corpo diplomatico, l’unica possibilità di intervento per salvare gli ebrei del mondo da tutte le persecuzioni. Il sionismo nacque come movimento laico che guardava gli ideali del liberalismo frutto delle rivoluzioni borghesi europee.
    Theodore Herzl è il fondatore del sionismo. La parola usata, Sion, è un termine geografico, non religioso. Il simbolo usato, la stella di Davide che in realtà è lo scudo di Davide, è un riferimento al personaggio storico di re Davide re d’Israele e il fondatore di Gerusalemme, città fondata da re Davide, ripeto, che 3000 anni fa, ben prima della fondazione di Roma, ben prima della nascita di Maometto, era la capitale dello Stato ebraico.
    Nel 1915 quindi la terra d’Israele faceva parte dell’impero ottomano. Lo sterminio degli armeni fu in realtà sterminio di armeni ed ebrei. Le due minoranze erano atrocemente odiate in quanto elite culturali del paese. Gli armeni erano il 10% della popolazione ma erano il 50% dei medici 50% degli ingegneri. Mi fermo qui a fare una considerazione importante: la popolazione cristiana in Turchia era all’inizio del secolo scorso il 15% del popolazione, oggi è lo 06%. La popolazione cristiana in Nord Africa era circa il 20% da popolazione con nutrite comunità ebraiche. Ora le comunità ebraiche non esistono più, quelle cristiane nemmeno, con l’eccezione di un 10% di popolazione egiziana costituita da copti, che è sotto attacco e sarà presumibilmente cancellata nel giro massimo di 10 anni. Lo sradicamento della presenza ebraica e cristiana dalla parte meridionale e orientale del Mediterraneo comincia con il massacro degli armeni e degli ebrei turchi, sterminati dai Giovani Turchi di Ataturk. Si trattava di un movimento molto laico ed infatti la ragione teorica dello sterminio consiste nel fatto che armeni ed ebrei non sono ariani. I turchi invece, che provengono dal centro dell’Asia, secondo le deliranti teorie razziali lo sono. Se in Turchia il numero degli ebrei e piccolo e il loro sterminio si perde in mezzo alla tragedia del popolo almeno, in terra d’Israele il loro numero è già grande. Si scatenano contro gli ebrei spaventosa persecuzioni. Per sopravvivere, per salvare tutto può popolo, molti ebrei decidono di schierarsi dalla parte di Francia e Inghilterra. Il lavoro di intelligence fatto da molti ebrei, e in particolare dalla famiglia Aaronson, mise il popolo d’Israele tra i vincitori della guerra. Dallo smembramento dell’impero ottomano, uscito sconfitto dalla prima guerra mondiale, e soprattutto nazione genocidi aria che aveva commesso stermini di massa contro cristiani armeni ed ebrei, uscì la formazione di una serie di stati. Fu evidente a causa degli stermini perpetrati contro cristiani ed ebrei l’assoluta necessità di proteggere le minoranze cristiane d’ebrei in due Stati che fossero uno Stato cristiano lo Stato ebraico. Questi due Stati sono il Libano la terra d’Israele. Quindi facciamo riassunto dallo smembramento dello Stato ottomano sono nati:
    La Siria Stato musulmano, con una minoranza cristiana che non si riconosce nella stato e che viene perseguitata.
    il Libano Stato cristiano. Il Libano fu creato a maggioranza cristiana, uno stato cristiano dove i cristiani fossero al sicuro. : di tutti i luoghi della cristianità Libano e Siria sono i più antichi: il Libano restava ancora una maggioranza cristiana. Attualmente il Libano è a maggioranza musulmana e per le angherie circa un milione di cristiani libanesi hanno abbandonato il paese.
    Israele Stato ebraico
    La Giordania Stato musulmano , con una minoranza di cristiani e una minoranza di ebrei.
    L’Iran o Persia: stato musulmano, con una minoranza di ebrei e una di cristiani che sommati facevano il 10 %. L’Iran è diviso a sua volta in una maggioranza sciita e una minoranza sunnita. Attualmente la minoranza di ebrei non esiste più e quella di cristiani è minima.
    L’ Irak: stato musulmano con una minoranza di cristiani e una minoranza di ebrei. Al momento i cristiani sono enormemente diminuiti e sono costantemente sotto attacco, (l’ultimo episodio quello della chiesa di Santa Maria di Bagdad diventata celebre con il nome di Santa Maria del Massacro) e gli ebrei non ci sono più: in parte sterminati da Saddam Hussein, in parte “acquistati” e messi in salvo dallo stato di Israele che così pose fine alle persecuzioni.
    l’Egitto stato musulmano con una percentuale di cristiani che all’inizio del secolo scorso era il 25 %, adesso è meno del 10%. La comunità ebraica egiziana non esiste più.
    l’Arabia Saudita è stato musulmano. Puro. Nessun ebreo può entrare in Arabia Saudita. Se dovete andare a lavorare in Arabia Saudita, vi chiederanno un certificato di battesimo, per dimostrare che non siete ebrei.
    La necessità di queste divisioni è nata dal fatto che lasciare comunità cristiane od ebraiche in uno Stato musulmano vuol dire, nel tempo di qualche decennio, condannarle a morte.
    L’esistenza di due minuscoli stati non musulmani, Libano ed Israele, serviva proprio per dare rifugio e sopravvivenza a due minoranze sotto attacco, perché, guardate una cartina e confrontate i dati antropologici di cento anni fa e di ora, e risulterà evidente che c’è una politica precisa di sradicamento della presenza ebraico cristiana ovunque sulla costa meridionale e orientale del Mediterraneo, politica che avrebbe già raggiunto il pieno successo se non fosse inciampata sull’ostinazione del minuscolo stato Israeliano, 19.000 chilometri quadrati senza una goccia di petrolio, a esistere.
    L’esistenza dello Stato ebraico fu quindi garantita dalla dichiarazione di Balfour, nel 1917.
    Nel 1917, la Gran Bretagna emise la Dichiarazione Balfour:
    “Il Governo di Sua Maesta’ vede con favore lo stabilirsi in Palestina di una dimora nazionale (national home) per il popolo ebraico, e farà del suo meglio per facilitare il conseguimento dell’obbiettivo; sia ben inteso che non si farà nulla che possa pregiudicare i diritti civili e religiosi delle comunità non-ebraiche di Palestina od i diritti e la condizione politica goduti dagli Ebrei in qualsiasi altro paese”.
    Il mandato alla Gran Bretagna perché si adoperasse perché il nuovo stato nascesse fu promulgato dai 52 governi della Società delle Nazioni il 24 Il mandato fu promulgato dai 52 governi della Società delle Nazioni il 24 Luglio 1922.

    Occorre qui ricordare che il motto del sionismo era un popolo senza terra per una terra senza un popolo. La terra riservata al popolo ebraico era una terra di una miseria assoluta e praticamente disabitata. Propongo di leggere le descrizioni.
    Mark Twain, che visitò la Palestina nel 1867, la descrisse così: “… [un] paese desolato il cui suolo è abbastanza ricco, ma e’ dato tutto alle erbacce – una contrada silenziosa e dolente … C’è una tal desolazione che neppure l’immaginazione può adornarla con la pompa della vita e dell’azione
    … Non abbiamo mai visto anima viva per tutto il viaggio … Ovunque c’era a malapena un albero od un cespuglio. Anche l’olivo ed il cactus, che rapidamente attecchiscono nei terreni senza valore, avevano praticamente abbandonato il paese”.

    Il cosiddetto popolo palestinese non esisteva. Il territorio di Israele era desertico nella parte meridionale e paludoso in quella settentrionale. I palestinesi sono arabi giordani o arabi egiziani immigrati in Israele negli ultimi 80 anni, dopo che il lavoro dei sionisti ha reso una terra di scorpioni un giardino.

    2 Le terre furono acquistate dai sionisti, e pagate a prezzi altissimi, folli. Erano terre disabitate e non abitabili, Dopo il loro spaventoso lavoro, lavoro pagato con migliaia di morti uccisi dagli stenti e dalla malaria, la terra di Israele è diventata preziosa.

    3 Il problema non è un problema di terra, ma un problema religioso.

    Esiste una storiografia fantastica, che altri suoi padri fondatori, tra gli altri, i tramonti di Gerusalemme, Malcom X, Arafat, che accusa Israele di essere uno Stato coloniale. Questa affermazione è pura follia. Uno Stato coloniale è uno Stato che ha dietro a sé una nazione madre. Per esempio il Kenya era una colonia dell’impero britannico: la nazione madre era la Gran Bretagna. Israele non ha alle spalle nessuna nazione. L’enorme peso della politica petrolifera e il ricatto dei produttori di petrolio hanno fatto sì che sia la Gran Bretagna che gli stessi Stati Uniti fossero contro la formazione del Stato di Israele. Israele si è formata da sola con il coraggio di uomini. Uomini usciti dei campi di sterminio hanno combattuto nel 1948 una guerra che se fosse stata persa avrebbe voluto dire un secondo genocidio. Nessuna nazione si è mai schierata dalla parte di Israele. Nessuna nazione ha mai protetto Israele. Nessuna nazione ha mai mandato i suoi uomini a morire per Israele. Nessuna nazione ha mai regalato al mio denaro di Israele. Israele non può essere considerato uno Stato coloniale perché non esiste nessuna nazione madre, perché il nucleo centrale che compone il popolo d’Israele è su quelle terre dall’età del bronzo, perché il diritto alla terra è stato comprato e pagato con il denaro prima e con le alleanze e il cor nella prima nella seconda guerra mondiale. Chi vince le guerre guadagna il territorio. Chi perde le guerre per del territorio. L’Italia ha perso la Dalmazia che è italiana da sempre per aver partecipato la seconda guerra mondiale di fianco la Germania. La Germania ha perso terreni enormi: il luogo dov’è nato Kant in questo momento fa parte della Russia. Gli israeliani hanno combattuto la prima e la seconda guerra mondiale dalla parte dei vincitori e sono stati premiati con il loro Stato dai vincitori, secondo le regole del diritto internazionale. I cosiddetti palestinesi hanno combattuto la prima guerra mondiale dalla parte dell’impero ottomano e la seconda guerra mondiale della parte di Hitler, cui gli allegati il patto d’acciaio con la morte di Gerusalemme. I palestinesi sono titolari di una divisione se esse la 13ª già dal 1941. Gli italiani nazifascisti hanno perso l’Istria e la Dalmazia, e i palestinesi nazifascisti hanno perso 19.000 km² che costituiscono il territorio di Israele.

    La guerra dei sei giorni fu una guerra terribile. Sono nata nel 1953, avevo 14 anni me la ricordo. Egitto, Siria, Giordania e Iraq coalizzati per distruggere Israele. Le armate egiziane erano addestrate dagli ex ufficiali delle SS. Siamo venuti a finire il lavoro dicevano. Israele è un paese piccolo disorganizzato che non era nemmeno ancora in grado di consegnare correttamente la posta in tutto il proprio territorio, per quanto questo fosse minuscolo. Le armate arabe stavano quelle israeliane 51. Gli aerei arabi stavano quelle israeliane 41. Gli egiziani avevano gli ultramoderni carri armati sovietici enormi. Gli israeliani avevano i vecchi Sherman della seconda guerra mondiale. Gli arabi non volevano conquistare Israele. Non volevano occuparla. Volevano distruggerla. Questo è il punto fondamentale. Israele non può essere sconfitta perché il giorno in cui sarà sconfitta sarà distrutta. Ogni uomo donna o bambino sarà ucciso. Prima della guerra dei sei giorni Nasser preannunciava folle isteriche per la gioia genocidio del popolo ebraico. Il genocidio non è riuscito perché Israele ha vinto la guerra, ma questa era l’intenzione.
    Vinse in sei giorni se t’interessa posso spiegarti la tattica militare della guerra dei sei giorni è molto interessante ma forse non è questo il momento.
    Vinta la guerra e conquistati Sinai e Cisgiordania Israele si è dichiarata pronta a restituire territori occupati se fosse stato riconosciuto il suo diritto all’esistenza. Nessuno delle nazioni confinanti riconosceva il diritto all’esistenza di Israele. Questo voleva dire che qualsiasi momento si riteneva in diritto di attaccarla e distruggerla senza una dichiarazione di guerra. Non c’erano ambasciatori scambiati non c’erano ambasciate. Israele una nazione molto piccola 19.000 km² è molto più piccola del Piemonte. Inoltre ha una forma strana: ci sono una parte più larga a Nord una parte più larga sud e queste due parti sono collegate da una parte più sottile che larga solamente 60 miglia. È meno larga nel diametro di New York. Israele può essere spaccata in due da un esercito invasore nelle nel tempo di due ore. Una volta che sia spaccata in due, è condannata a morte. Lo stato di San Marino è meno difendibile di Israele, ma lo stato di San Marino non è circondato da nazioni belligeranti. Il primo compito di una nazione la propria sopravvivenza. Il primo compito di un popolo è la sopravvivenza dei suoi figli. Se per far sopravvivere sui figli ha reso infelici i propri vicini, ha fatto l’ultima unica scelta possibile.
    Israele ha detto: se riconoscete in merito all’esistenza così che io mi sente sicurezza vi restituisco i territori occupati. Faceva eccezione Gerusalemme. Gerusalemme non apparteneva lo Stato d’Israele. La capitale a Tel Aviv. Gerusalemme apparteneva alla Giordania, e per bagna come per tutto il mondo arabo era una città talmente irrilevante da non essere nemmeno capitale della giunta. Il nucleo ebraico che da sempre dall’età del bronzo viveva Gerusalemme est era dovuto scappare nei 48 perché altrimenti avrebbero ammazzati tutti. Le loro millenarie sinagoghe erano state distrutte. Per questo spesso si dice che non c’è traccia ebraica nella a Gerusalemme est: niente di più vero. Quelle tracce ebraiche sono state annientate nel 48. Gerusalemme la città di re Davide. Gli ebrei sono stati deportati a Babilonia cantando se io ti dimentico Gerusalemme possa il mio braccio cadere. Gli ebrei sono andati davanti le camere a gas in attesa del loro turno e si sono dette l’un l’altro l’anno prossimo a Gerusalemme.
    Gerusalemme non è nominata nemmeno una volta nel Corano. Non è vero che una città santa dell’Islam. Sotto l’impero ottomano l’hanno ridotta a un ammasso di vecchie pietre, polvere ed escrementi di capra. A Mark Twain ) le città sante dell’Islam sono la Mecca e Medina. Gerusalemme deve essere posseduta solo per essere umiliata. Quando ha l’hanno presa i musulmani hanno distrutto il Santo sepolcro, c’era un pezzo di collina. Mentre l’avevano in mano loro il cosiddetto muro del pianto è stato ridotto a un orinatoio. Gli israeliani hanno conquistato Gerusalemme e non hanno toccato nulla dei luoghi considerati sacri dai musulmani o dei cristiani. Un soldato aveva alzato la bandiera israeliana sopra la moschea con la cupola d’oro, moschea che costituì costruita sulla spianata del Tempio, il luogo più sacro in assoluto dell’ebraismo, il luogo del sacrificio di Isacco, eppure il generale Moshe Dayan di là fece togliere.
    Quindi gli israeliani dissero: chi riconosce il nostro diritto all’esistenza avrà immediatamente in restituzione i territori che ne abbiamo occupato. La risposta fu data nell’ agosto del 67 a Khartoum da tutta la lega araba oltre che dalle nazioni interessate e furono i tre No di Khartoum
    No pace
    No riconoscimento
    No negoziati

    Israele quindi non restituì i territori occupati. Visto che nessuno riconosceva il suo diritto ad esistere cominciò a sfruttare economicamente il Sinai, che fino a quel momento era stato una landa desolata di miseria e scorpioni. Sono stati gli israeliani i primi ad avere l’idea di sfruttare il Sinai esattamente come Ehilat, con il turismo e cominciarono a costruire gli alberghi di Sharm el-Sheikh.
    Nel 1973 Israele fu nuovamente attaccata per la guerra del Khippur. La comunità internazionale aveva assicurato Israele che non sarebbe stata attaccata, e nel caso di attacco aveva assicurato Israele che tutti sarebbero scesi al loro fianco. Israele fu attaccata e non solo ne sono scesi al loro fianco, ma la Francia rifiutò di consegnare gli aerei miraggi c’è già acquistati pagati, gli aiuti mandati dagli Stati Uniti, sia pure molto tardivamente, riuscirono a passare attraverso strade alternative perché molte nazioni vietarono il passaggio di queste armi. Attaccata all’improvviso nel suo punto più colto più stretto Israele fu spaccata in due. Vide la morte in faccia. Poteva essere annientata. I radar sovietici erano impenetrabili. Ieri israeliani non riuscivano a passare. La guerra fu vinta grazie all’incredibile coraggio dell’esercito israeliano.
    Alla fine del conflitto per la seconda volta Israele ripeté la sua offerta: restituisco i territori occupati a chi riconosce il diritto alla mia esistenza. Questo diritto fu riconosciuto dall’Egitto, grazie al suo capo di Stato, Sadat. Il Sinai venne immediatamente restituito, incluse le strutture turistiche già costruita Sharm el-Sheikh. Il re di Giordania riconobbe l’esistenza d’Israele e gli furono restituiti territori. I palestinesi da sempre rifiutano di riconoscere l’esistenza d’Israele. Le altre nazioni arabe lo stesso. Dato che nessuno riconosceva la sua esistenza Israele ha cominciato a occupare con colonie agricole parte del territorio di Gaza e della Cisgiordania. Le famigerate colonie hanno tre funzioni.
    1 funzione difensiva. Stanno fisicamente nei punti da cui si può bombardare Israele se in quegli stessi punti invece che loro pomodori ci fossero delle rampe per i missili. Israele ha già fatto l’esperimento di creare uno Stato palestinese, cominciando da Gaza. I coloni sono stati sradicati dalle loro case, dalle loro terre meravigliosamente coltivate, dallo stesso esercito israeliano. Il risultato che da quando quest’operazione è stata fatta Israele costantemente sotto attacco perché nei punti dove prima c’erano verdissimi filari di viti e pomodori ora ci sono di nuovo sassi scorpioni e ci sono le rampe che sparano i missili quassam
    2 funzione economica, permettendo lo sfruttamento di territori che non sono mai stati abitati e mai stati sfruttati, come per esempio tutte le colonie di Gerico, vicino al Mar Morto. Si tratta di un deserto salato dove nessuno ha mai coltivato nulla e dove tutti hanno sempre tenuto per nulla fosse coltivabile. Gli agronomi israeliani sono riusciti non solo fa germogliare il deserto ma a far germogliare il deserto salato. In tutte le altre zone le “colonie” israeliane hanno permesso di arricchire enormemente l’agricoltura della zona che per decenni se non per secoli era sopravvissuta grazie a olivi e due uniche coltivazioni, anguria melone, che venivano venduti, meglio svenduti , ai paesi confinanti. Grazie la presenza dei coloni sono state introdotte culture di altissimo pregio, tra cui sesamo e girasole, e soprattutto una serie di colture nuove, ottenute per ibridazione, nuovi vitigni dichiarati tra i migliori del mondo, i pomodori ciliegia, i cachi mela e così via. L’irrigazione a goccia sotterranea ha permesso di rinverdire zone desertiche da millenni, aumentare la piovosità della zona e migliorare enormemente anche le condizioni climatiche della confinante Giordania. Le colonie ebraiche sono 122.000 posti di lavoro per i palestinesi. Sono inoltre l’unica situazione dove degli ebrei e degli arabi possono convivere al di fuori del terreno d’Israele. I coloni hanno creato una università per i loro figli così che non debbano andare in Israele essendo tutti passaggi estremamente pericolosi e questa università è un’università aperta anche alla ai palestinesi, l’unica vera università che non sia una scuola coranica dove possono studiare seriamente medicina veterinaria agraria e ingegneria.
    I palestinesi non hanno mai conosciuto Israele quindi non si capisce per quale motivo gli italiani dovrebbero andarsene e rinchiudersi di nuovo in una terra che non ha possibilità di difesa. Non possono essere i primi della classe per tutta l’eternità. Prima o poi si faranno cogliere impreparati. Prima o poi verranno di nuovo spaccati in due. Una nazione che ha un punto dove la larghezza massima 60 miglia, non può permettersi dei nemici bellicosi. Visto che né i palestinesi degli Stati arabi confinanti hanno riconosciuto il diritto dello Stato ebraico di esistere lo Stato ebraico deve continuare a occupare queste terre. Lo st, Perché l’unica possibilità di sopravvivenza dei suoi figli e quindi la sua priorità assoluta. Csoluta. che vuole la pace, se veramente volesse la pace e non semplicemente versare benzina sul fuoco dovrebbe cominciare a costo spingere i palestinesi a riconoscere lo Stato ebraico. I palestinesi sono stati riempiti di denaro della comunità internazionale per decenni senza che nessuno pretendesse nulla da loro. Sia il primo articolo di o ebraico non può rinunciare a queste terre cuscinetto. Lo ha fatto a Gaza ed è stato un disastro. Guerra, odio e distruzione., perché dovrebbe ripetere lo stesso errore in Cisgiordania? Sia Fatah che Hamas hanno come primo articolo dei propri statuti la distruzione dello Stato di Israele. “nazioni” che hanno statuti che inneggiano alla distruzione di uno stato e nessun articolo che auspichi il benessere dei propri cittadini, sono nazioni folli e criminali.
    E naziste.
    Non si sta dalla parte dei nazisti e dei criminali.

    Silvana De Mari

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  7. mi scuso per gli errori di ortografia . A causa di un problema alle mani sono costretta ad usare un sistema di dettatura che fa un mucchioi di errori: I tramonti di Gerusalemme vuol dire in realtà Il Gran Mufti di Gerusalemme e la morte di Gerusalemme è di nuovo il gran Mufti di Gerusalemme.

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