I CONFINI E ALTRE STORIE


Cari amici,
avete presente la cartina dell’Europa fra il 1919 e il ’36? Forse no, ma potete guardarla qui (http://www.tntvillage.scambioetico.org/?act=showrelease&id=156445), se vi interessa: L’Italia aveva l’Istria e un pezzo di Dalmazia, la Francia la Saar, la Polonia comprendeva un bel pezzo dell’attuale Russia e Ucraina, su cui c’era anche un po’ di Cecoslovacchia. La Germania aveva perso un pezzo di territorio a favore della Francia, ma teneva quella che oggi è Polonia occidentale e addirittura l’enclave che oggi è Russia, intorno a Kaliningrad (allora Koenigsberg)?
Giusto, sbagliato? Difficile dire, le città istriane erano italiane da sempre, A Koenigsberg erano nati Kant e Hanna Arendt… Fino al ’39, poi Hitler si annesse Austria e l’attuale Cechia (http://www.lager.it/espansione_della_germania_nazista_1936_1939.html). Nel ’45 la carta era del tutto diversa: l’Italia aveva perso l’Istria e provvisoriamente anche Trieste, la Germania tutta la parte a est della linea Oder-Neisse ma anche la Polonia aveva dovuto  arretrare di 100 chilometri i suoi confini orientali. (http://www.naturalmentescienza.it/ipertesti/1900/900figure/confini.htm).
I movimenti di popolazione furono immensi, i rifugiati decine di milioni, mescolati alle vittime della guerra e della Shoàh. Probabilmente i confini del ’29 corrispondevano meglio ai dati storici ed etnici, ma quelli del ’45 garantirono la pace e reggono ancora, a parte le divisioni interne ai paesi successive al crollo del “socialismo reale”.

Perché vi dico questo? Per affermare due principi: il primo è che a seconda della data che si sceglie come punto di riferimento i confini cambiano. La seconda è che il modo per produrre una convivenza pacifica fra nazioni che sono state nemiche, è accettare i confini risultanti dalla storia. Questo può non avvenire subito: l’Italia accettò la perdita dei territori orientali solo trent’anni dopo la fine della guerra col trattato di Osimo (10 settembre 1975).
L’importante è che se qualcuno oggi dicesse in Italia che dobbiamo riconquistare Fiume e Zara, per non parlare di Nizza e la Corsica, sarebbe preso per un pazzo pericoloso.
E così per i tedeschi che rivolessero Praga o Breslau, o per gli ungheresi che puntassero a riprendersi la Transilvania. In buona parte le popolazioni interessate si sono trasferite o assimilate. Pochi ricordano la lunga storia italiana di Nizza (che include Garibaldi) o quella di Pola e Spalato.

A questa regola, c’è un’eccezione, Israele.
Nell’opinione pubblica internazionale è passata l’idea che ci sia un confine “giusto” che separerebbe Israele e la Palestina e che questo non è quello acquisito nell’ultima guerra (quella del Kippur 1973), che comprendevano l’intero Sinai e bei pezzi dei paesi arabi circostanti, e neppure della penultima, quella del ’67, che ebbe risultati analoghi; e neppure la terzultima, quella del ’56, che portò comunque alla conquista del Sinai; ma quella del ’48-49 (http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitti_arabo-israeliani).
Notate che tutte queste guerre, compresa quest’ultima, si conclusero con accordi armistiziali che escludevano esplicitamente che le linee del cessate il fuoco fossero confini definitivi; ma chissà perché oggi si parla delle linee del ’49 come “confini” del ’67. Notate che dall’altra parte di queste linee non c’era mai uno stato Palestinese, mai esistito da quelle parti (prima del ’48 c’era un mandato britannico finalizzato dalla Società della Nazioni alla costruzione di uno stato nazionale ebraico, prima degli inglesi, da secoli, i turchi), ma solo eserciti di stati arabi invasori (Egitto, Giordania, Siria, perfino l’Iraq…).
E notate anche che tutte le guerre di cui stiamo parlando furono guerre di aggressione e di sterminio, da cui Israele si dovette difendere: di qui l’esigenza di “confini sicuri e riconosciuti” per Israele , che la risoluzione 242 dell’Onu collega al ritiro da alcuni dei territori conquistati in guerra (non necessariamente tutti, il testo inglese della risoluzione, ponderato con cura, dice “from territories” non “from the territories” – cosa che Israele ha fatto lasciando il Sinai e Gaza.

Ultima considerazione. I nemici di israele, quelli esterni al mondo ebraico come Sergio Romano (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=44811) e anche quelli interni “pacifisti”,  partono dal fatto che i territori al di là della linea verde fossero privi di ebrei al momento della guerra del ’67.
In effetti lo erano, ma solo perché al momento della conquista giordana del ’49, gli arabi avevano proceduto a una spaventosa pulizia etnica, espellendo tutti gli ebrei non solo da Gerusalemme (“Est”, cioè la città vecchia) e da Hebron, dove stavano ininterrottamente da tremila anni, ma anche dagli insediamenti agricoli che avevano fondato molti decenni prima su zone desertiche e spopolate.
Per esempio la cintura a SudEst di Gerusalemme, chiamata Gush Etzion, che Romano vede come un’invasione programmata dal governo attuale, risale agli anni Venti del Novecento (http://en.wikipedia.org/wiki/Kfar_Etzion).

E qui di nuovo  bisogna tornare alla nostra cartina dell’Europa.
Nel 1935 la popolazione ebraica di città come Varsavia e Cracovia era intorno al 20%. Nel ’45 era vicina a zero. Qual è il termine di riferimento per discutere dell’insediamento ebraico orientale? Prima o dopo gli stermini nazisti? Lo stesso vale per Gerusalemme. Se guardate la tabella contenuta in questo sito (http://it.wikipedia.org/wiki/Gerusalemme), vedete che gli ebrei sono sempre stati maggioranza (assoluta o relativa) nella città, che significava fino alla fine dell’Ottocento solo la città vecchia e poi a lungo soprattutto questa.
Nel ’49 però d’improvviso, grazie alla bestiale e programmata violenza della legione araba (l’esercito giordano), non ci fu più un ebreo nella città vecchia e in rioni come Shimon Hatzaddik, o se volete Sheik Jarrah. Chi sopravvisse alla guerra si concentrò a Ovest, costruendo sui campi rimasti a Israele.
Poi nel ’67 gli ebrei tornarono, e alcuni recuperarono le loro vecchie proprietà grazie a lunghe cause legali, o ricostruirono i villaggi distrutti e li fecero naturalmente crescere.
Un’invasione? O piuttosto un ritorno. E infine, a proposito di questa storia: perché nessuno dice che Israele ha mantenuto e fatto sviluppare la sua popolazione araba e che invece i giordani l’hanno massacrata ed espulsa? E che l’Autorità Palestinese si propone di fare altrettanto, cioè di “espellere tutti gli ebrei” dal territorio “palestinese”?

Ugo Volli (Informazione Corretta)

Qualcosa di analogo avevo scritto, quasi sei anni fa, qui (ma non pensiate che Ugo Volli mi copi i post, neanche per sogno: semplicemente, grazie ai potentissimi mezzi messigli a disposizione dal Mossad – noi del famoso complotto demoplutotaperino, you know – mi legge direttamente nella memoria del computer. Qualche volta perfino nella mia testa). Poi magari, dato che un ripassino di storia non fa mai male, potreste dare anche un’occhiatina qui e qui.

barbara

    • AAAAAHHHHHHHHHHHHHH, ma allora sei viva! Sì, sto bene: domani comincia l’ultima settimana di scuola, poi gli esami e poi la pensione! Acciacchi e magagne tanti, ma la prospettiva del riposo ha un effetto estremamente confortante. E tu?

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      • io bene, da qualche anno vivo più o meno dalle tue parti nel nord-est… e lavoro tra scuole e palestre. Emigrata un po per amaore non so se quell’amore ci sia più….. Ho paura però che resisterò ancora per poco… ahahhahahah

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      • Beh, io sto al nord-nord, quindi magari proprio vicine vicine non siamo… Comunque ti capisco, anch’io appena mi arriva la liquidazione da poter pagare il trasloco me ne vado di corsa. E scenderò di parecchio.
        Ma il blog lo hai proprio abbandonato abbandonato abbandonato?

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  1. ogni tanto ci ricapito… ieri sera ne ho sentito nostalgia e ho scritto qualcosa di tanto tempo fa. Mi suonava ancora attuale purtroppo. La vita spesso si ripete… E che non ho più tempo… e poi sto FB c’ha ammazzato tutti diciamolo!!!

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  2. Ugo Volli dimentica(forse volutamente e in malafede) il conflitto religioso-razziale. In Italia non ci sono musulmani fanatici, e Nizza non è stata conquistata da suprematisti ebrei, che inorridiscono al solo pensiero che le fanciulle ebree(ma non solo le fanciulle, anche i ragazzi, infatti condannano anche il matrimonio misto di Mark Zuckerberg) possano inquinare il loro sangue superiore, sposandosi un arabo!
    Tra Francia e Italia non ci sono mai stati grossi conflitti culturali, razziali e tanto meno religiosi

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  3. http://www.jpost.com/JewishWorld/JewishNews/Article.aspx?id=191782

    Gli ebrei credenti considerano i non ebrei come servi, e scimmie. Contenti voi di difendere sta religione/ideologia di merda!

    Io sul conflitto Isrealo-palestinese sono imparziale, non sono manicheista come la tenutaria di questo blog, che tende a vedere da una parte solo vittime innocenti(gli ebrei israeliani) e dall’altra solo mostri senza pietà(i palestinesi). Sia le colpe, che le vittime innocenti, sono da entrambe le parti, e Israele non è l’ombelico del mondo, è solo uno stato razzista(uno stato che discrimina su base etnica, e concede la precedenza sulla cittadinanza alle persone di discendenza ebraica, come altro si potrebbe definire?), da questo punto di vista non molto dissimile da altri stati arabi(che impongono la conversione all’islam per sposarsi, o per ottenere più facilmente permesso di soggiorno e cittadinanza)
    E’ vero che rispetto ai vicini stati Arabi, nonostante il razzismo di fondo, è civilmente molto più evoluto e liberale, però c’è di meglio a questo mondo!

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      • Sempre più imparziale di questo blog!
        Comunque per me sia l’Islam che l’ebraismo(potrei nominare anche il cristianesimo, ma mi sembra evidente che a differenza delle altre 2 è una religione molto meno intollerante, e già quasi morta spontaneamente. E’ un bel pezzo che non si fanno più guerre nel nome di Gesù Cristo, mentre purtroppo se ne fanno ancora nel nome di Maometto e di Jahweh!), possono andare tranquillamente entrambe a farsi fottere, insieme ai fanatici che ci credono. In questo senso sono imparziale, disprezzo non solo gli ebrei fanatici credenti nel vecchio testamento, ma anche i musulmani fondamentalisti, che sono anche più pericolosi degli ebrei(in quanto più numerosi)
        . Mi dispiace solo per le vittime innocenti di questa follia fondamentalista-religiosa, che non sono certo i terroristi islamici, o i coloni adulti, convinti di essere il popolo eletto da un dio invisibile, ma quasi sempre i bambini

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