LA FIAMMIFERAIA DI KABUL

La mia storia è la mia anima e la mia memoria. Ho accettato di scriverla per sfidare il mio destino. E per mettere alla prova il mio coraggio. Guardare la mia vita com’è. È un vero dolore raccontarla, faticoso essere sincera. Perché le parole rimangono lì, per sempre, come un patto stretto con me stessa. Un giorno forse i miei figli, o i figli dei miei figli, mi leggeranno. Cosa sarò diventata allora? O quando io mi rileggerò fra tanti anni? Sarò rimasta fedele alle mie convinzioni e ai miei sogni?
La mia vita a Kabul è una lotta quotidiana. Giudicate voi…

Essere donna a Kabul. Essere donna e per giunta povera a Kabul. Essere donna e per giunta povera e per giunta intelligente a Kabul. Essere donna e per giunta povera e per giunta intelligente e per giunta avere sogni, desideri, ambizioni e poca voglia di rassegnarsi a un destino che sembrerebbe già scritto. A Kabul. Qui potrete avere un’idea di che cosa tutto questo significhi.
Leggetelo, e poi… giudicate voi.

Diana Mohammadi, La fiammiferaia di Kabul, Piemme

barbara

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