TARANEH, TRE ANNI FA

IRAN: LA STORIA DI TARANEH, “VIOLENTATA DAI BASIJI”
(AGI) – Roma, 15 lug. – Taraneh è una ragazza iraniana di 28 anni, arrestata dalle milizie basiji lo scorso 28 giugno. Da quel momento di lei non si ha più nessuna notizia. Taraneh potrebbe essere, secondo molti blogger, una nuova Neda, la ragazza uccisa dalle milizie basiji e diventata il simbolo della protesta. In un report inviato all’Agi, il giornalista iraniano Omid Habibinia racconta la terribile storia di Taraneh corredata da una sua fotografia, “perché il mondo deve sapere cosa sta accadendo in Iran”. La ragazza è stata “arrestata e probabilmente violentata dalle forze di sicurezza in borghese intorno alle 18 mentre stava partecipando il 28 giugno alla manifestazione di fronte alla moschea di Ghoba”, racconta il giornalista. “Mentre tutti gli altri detenuti furono portati dai basiji alla stazione di polizia di Nobonyad, gli agenti in borghese portarono Taraneh in un edificio nei pressi della moschea di Hosseini Ershad”. Taraneh, come mostra la foto inviata da Omid, è una bellissima ragazza, molto curata nel vestire, sempre truccata e attenta ai particolari. Così, in piazza, secondo alcuni testimoni, non è scesa in jeans e scarpe da ginnastica ma vestita di tutto punto, con tacchi molto alti. Un particolare che, racconta il giornalista, ha attirato le attenzioni dei poliziotti. E qui il racconto si fa atroce, inquietante, sconvolgente: “Quando la famiglia di Taraneh, che vive a Jeyhoun Street nella zona ovest di Teheran, andò a cercare la figlia alla stazione di polizia, gli ufficiali dissero loro che non avevano alcuna notizia… Due giorni dopo una persona telefonò a casa dei genitori dicendo che la figlia era stata ricoverata per qualche ora al Khomeini Hospital di Karaj per diverse lacerazioni nelle parti intime”.
A quel punto “i genitori disperati hanno cominciato a cercare la figlia e in ospedale hanno avuto la conferma che una ragazza corrispondente alla descrizione era stata trasportata da alcuni agenti basiji che erano tornati a prenderla dopo qualche ora”.
La preoccupazione che Taraneh sia morta cresce ogni giorno di più. Lei è una delle “centinaia di persone” scomparse in Iran. Un dato sconvolgente diffuso nei giorni scorsi dalla Federazione internazionale dei diritti umani. (qui)

Secondo le informazioni appena giuntemi dall’Iran è stato trovato il corpo carbonizzato di Taraneh Moussavi, scomparsa una settimana fa e data per dispersa. Secondo i testimoni oculari lei è stata arrestata dai passdara e trasferita nel carcere di Evin e successivamente sottoposta alle più feroci torture e violenze sessuali di gruppo.
Il corpo di Taraneh è stato trovato in una zona semi deserta, abbandonato e semicarbonizzato. La famiglia ha dichiarato che non intende fare funerali pubbliche. Probabilmente è stata minacciata come è successo con altre persone e altre famiglie.
Non è la prima volta che il regime dei mullah usa la violenza carnale contro le persone arrestate, di entrambi i sessi, per indurli a rilasciare delle interviste televisive contro i capi dell’opposizione. Il presidente della resistenza iraniana la signora Maryam Rajavi aveva lanciato un appello alle organizzazioni internazionali per mobilitarsi per salvare la vita di Taraneh. Le notizie che arrivavano dall’Iran erano assai preoccupanti.
Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Taraneh e al presidente Maryam Rajavi.
Karimi Davood, presidente dell’associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia. (qui)

(Mi raccomando, non ditelo a Beppe Grillo: potrebbe rimanerci male. Anche se, più probabilmente, non ci crederebbe affatto.

barbara