1. Il fatto è che la distruzione della Somalia ha molti padri.
    Siad Barre, dittatore sanguinario come pochi altri, che quando è iniziata la rivolta ha scelto lo sterminio e la distruzione piuttosto che andarsene (quando un paio d’anni prima c’era stata la rivolta della città di Hargeisa, al nord, la repressione ha letteralmente raso al suolo la città, provocando ottantamila morti su una popolazione di centomila. Nessun giornale ne ha mai parlato).
    L’Arabia Saudita, che per decenni ha speso miliardi di dollari per introdurre e diffondere il wahabismo, del tutto estraneo a una popolazione musulmana osservante ma non fanatica. L’innesto è riuscito, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    L’Italia, soprattutto nelle persone di Craxi e Martelli, che ha mantenuto saldamente in sella il suddetto sanguinario dittatore fornendogli appoggio politico e quantità smisurate di soldi (nostri) e armi (pagate coi soldi nostri) con cui si è dedicato alla distruzione e allo sterminio.
    I signori della guerra che una volta costretto alla fuga il tiranno, esattamente come in Afghanistan, hanno iniziato una guerra senza quartiere di tutti contro tutti, finendo di distruggere quello che ancora era rimasto in piedi.
    Gli Stati Uniti. Ad un certo momento la situazione era tale che era chiaro per tutti che chi avesse mollato la propria arma sarebbe stato, istantaneamente, un uomo morto, e chi fosse riuscito a tenersi la propria arma per ultimo sarebbe diventato il padrone della Somalia. A questo punto l’unica possibile soluzione era che intervenisse dall’esterno una forza talmente potente da riuscire a disarmare tutti contemporaneamente, e poi ripartire da zero. Quando è stato annunciato che gli Stati Uniti sarebbero intervenuti (in realtà una coalizione, ma di fatto rappresentata al 90% dagli Stati Uniti) ho fatto salti di gioia, finalmente hanno capito cosa si deve fare, ho detto. Invece quegli imbecilli hanno fatto l’esatto contrario: si sono messi a cincischiare, a discutere con un signore della guerra, a trattare con un altro, a coalizzarsi con un terzo, col risultato di peggiorare ulteriormente la situazione, e quando hanno cominciato ad ammazzarli come mosche hanno tagliato la corda, lasciando una situazione peggiore di quando erano arrivati.
    Oggi la Somalia non esiste più, letteralmente, da nessun punto di vista, e mai più potrà tornare ad esistere.

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