LIMBO

Limbo è quello in cui ti trovi a vivere fra il momento in cui ti risvegli dal coma e quello in qui saprai quale sarà la tua condizione definitiva. Quello durante il quale ogni notte ti svegli urlando, nelle narici l’odore del sangue e della carne bruciata e della sabbia del deserto afghano, e nel corpo il dolore dilaniante di una gamba sbriciolata e altro ancora. Quello in cui non sai se la vita ti offrirà ancora una chance o se il futuro è morto per sempre.
Limbo è quello in cui ti trovi a vivere quando non hai più un’identità, un nome, una famiglia, un lavoro, un passato e un futuro, e non hai ancora una nuova identità, un nuovo nome, una nuova vita da vivere. Quello in cui ti ripugna mentire ma non puoi fare a meno di ingannare. In cui avresti tanta voglia di costruire ma l’unica cosa che puoi fare è distruggere, per non lasciare tracce.
Limbo sono quasi 500 pagine da leggere tutte di fila – e per il sonno perso pazienza, prima o poi lo recupererai (senza contare che una che sa ancora che la battigia si chiama battigia, merita di essere letta a prescindere).

Melania G. Mazzucco, Limbo, Einaudi

barbara

  1. perchè, per gli altri come si chiama,striscia di sabbia?e nel caso fossi in Liguria? striscia di sassi?al diavolo l’italiano!evvai,di licenza poetica(se vedi un errore è sempre una licenza poetica,non siamo un popolo di poeti?)

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    • No, è che da quando Mussolini ha sparato la cazzata del bagnasciuga che ha fatto scompisciare l’Italia intera, c’è una marea di gente, anche discretamente scolarizzata, che ha preso a chiamarla disinvoltamente bagnasciuga. Una volta ci ho fatto un post, e non ti dico in quanti nei commenti hanno rivendicato la correttezza della mussoliniana versione.

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      • ho controllato,ormai sta anche nel vocabolario,ci dobbiamo arrendere,è poesia.
        Lo so che per te sarà orribile,ma non amo granché la poesia.
        E dire che io pensavo che il bagnasciuga fosse un particolare terrazzino di una casa colonica deputato all’operazione di asciugatura dei panni,che associazioni eh?

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      • Ahiahiahi, tutte le lezioni che ti ho dato e tu guarda che risultati! Se fosse un terrazzino per asciugare si chiamerebbe asciugasciuga, no? Ti pare che la gente si mette a bagnare lì che poi l’acqua finisce tutta in testa ai vicini del piano di sotto così poi quelli per rappresaglia ti sparano addosso? Ma dico io! Quanto ad arrendermi, mai, dovrete passare sul mio cadavere!

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      • ma il terrazzino si sarebbe bagnato coperto da lenzuola gocciolanti,per poi asciugare,è una di quelle immagini che ti formi nella mente senza un vero perchè.
        Di solito è Italiano quello che parlano gli Italiani,se gli Italiani hanno deciso di sdoganare un errore,hanno sdoganato Fini,possono sdoganare tutto,basta che non mi sdoganino la proprietà transitiva del significato dei verbi,tipo imparare,io ti imparo,oppure scendere scendi il cane,veramente,potrei avere un collasso.

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  2. Nel ’98 – direi – ho letto “Il bacio della Medusa”, di Melania Mazzucco, e mi ha letteralmente travolto, tanto che l’ho citato, scrivendo..
    Allora credevo che fosse il suo primo.. non lo era, ma mi ero riproposta di leggere ogni suo libro che uscisse..
    In seguito “La camera di Baltus” mi è sembrato vagamente inferiore alle aspettative e non ne ho più letto altri, eppure sono certa che mi piacerebbero tutti.. leggo le recensioni, poi me ne dimentico.. sono troppi i libri che vorrei/dovrei leggere!
    Ma che Mazzucco sappia scrivere è fuori di dubbio: se incominci, non riesci a posare il libro: almeno, a me succedeva!
    Poi, battigia è solo una parola.. ma sai quante se ne dimenticano ogni giorno? Quante sono “desuete” anche per i nostri stessi figli? 😦 Povero nostro Italiano..

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    • Sì, è sempre così, dici leggo questo leggo quello, poi la vita incalza e i libri restano indietro. Quanto alle parole, sì, è una vera e propria strage (mi ricordo ancora quella volta che Jovanotti si è presentato sul palco in smoking e Pippo Baudo gli ha chiesto come mai e lui ha risposto: “Perché mia madre e mia nonna mi hanno menato una cifra”, e il povero Baudo, che di difetti ne ha un sacco e una sporta ma l’italiano lo sa e lo parla come Dio comanda, è rimasto lì a guardarlo come un ebete), ma la battigia ha dietro di sé tutta una questione politica, e quindi su quella non si può transigere, neppure per amor di quieto vivere.

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