TRENEIDE, NUOVO EPISODIO

Però del treno vi dico dopo, prima voglio raccontarvi che
Ho scoperto che esistono ancora alberghi che hanno la camera numero 1 e la camera numero 2 e la camera numero 3 e il numero più alto corrisponde esattamente al numero di camere presenti nell’albergo.
Ho scoperto che esistono ancora alberghi in cui si chiama il ragazzo per portare su i bagagli.
Ho scoperto che esistono persone per le quali sono (io) un tale mito che sono perfino disposte a rinunciare a un impegno importantissimo per potermi incontrare.
E sono soddisfazioni, eh! Valeva davvero la pena di mettere un momentino il naso oltre frontiera. Certo che il Corriere della Sera a tre euro…



               


E poi il treno, sì. Stavolta mi si è rotto, e me lo hanno soppresso, come i cavalli quando si rompono le zampe. Così quando è arrivato il treno successivo ci hanno detto di scendere e prendere quello, che ovviamente era già pieno di suo, quindi figurarsi cosa è diventato quando ci siamo aggiunti noi. E la signora davanti a me, una bellissima e vecchissima signora milanese, si gira e dice qua è tutto pieno, e io dico sì, ma adesso sono piene anche tutte le altre carrozze. E poi guardando meglio dico a me pare di vedere sedili liberi, proviamo ad andare avanti, e difatti poco dopo vediamo un sedile con sopra una borsa e delle maglie e lei chiede se è libero e la tizia, visibilmente a malincuore, dice di sì. E la vecchia signora si erge in tutta la sua indignazione e severissima tuona: “E allora cosa ci fa quella roba sopra? La tolga! Non vede quanta gente c’è?” E anche sul sedile di fronte la roba era stata messa solo per comodità, così ci siamo sedute tutte e due. Ovviamente ho perso la coincidenza, però poi a Verona, dove dovevo prendere la seconda coincidenza, mi sono vista pronto per la partenza, con un’ora e cinquanta di ritardo, il treno che avrei dovuto prendere se tutto fosse andato come doveva: era regolarmente partito, aveva corso per due tre minuti e poi si era rotto. Così hanno mandato una motrice ad agganciarlo e trainarlo indietro fino alla stazione, dove non ho capito se lo abbiano rattoppato o sostituito. In conclusione dovevo arrivare a casa alle cinque mezza e sono arrivata alle otto: dieci ore e mezza di viaggio per quattrocento chilometri! Vabbè, adesso per qualche giorno sono di nuovo qui.

barbara

  1. Più che altro mi incuriosisce (grrrrr… ) la tizia che di togliere gli oggetti con cui occupava indebitamente i sedili se lo è fatto chiedere espressamente: ma che età avrà avuto?
    Vabbè che l’età non è necessariamente sinonimo di buona educazione e correttezza, ma insomma..

    "Mi piace"

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