4 NOVEMBRE 1945: IL POGROM DI TRIPOLI

Verità sugli ebrei della Libia

Leggo continuamente dei bei tempi andati in Libia… E rimango incredulo e stupito. Basterebbe ricordarsi che da quel paese siamo stati cacciati dopo tre pogrom e senza una lira in tasca per non credere a queste menzogne ma probabilmente non è sufficiente per cui vorrei ricordare ai miei compaesani come vivevamo, senza sindromi di Stoccolma o altro. Vorrei ricordare che quando uscivamo di casa il consiglio silenzioso dei genitori era: testa bassa e passo svelto. Che le possibilità di essere insultai, sputazzati, picchiati erano tra il 30 ed il 50 per cento. Che quando uscivamo da casa eravamo possibilmente più di uno e che ci accompagnavamo vicendevolmente. In genere ogni uno di noi aveva un accompagnatore “ghibbor e coraggioso” per tornare. Mia madre Z’ L’ quando tornavo mi diceva sempre che… ero un attaccabrighe perché in fin dei conti se avessi seguito strade più sicure, a testa bassa, con passo svelto o di corsa avrei probabilmente ridotto il numero degli scontri!
Nelle stradine più strette con marciapiedi piccoli se eri sovrappensiero e non ti accorgevi che dalla parte opposta arrivava un mussulmano e quindi non scendevi dal marciapiedi beccavi un ceffone ed una serie di insulti dal “ia kelb”, a “iudi kafr”. E questa era le regola, non era una situazione speciale era così e basta. Quando si tornava dal tempio ti aspettavano fuori e ti attaccavano. Mi ricordo che il nostro gruppetto in uscita da Slat dar el malte era Leone Nauri, Victor Meghnagi Z’ L’ e Simo Dula questo era il vero ghibbor, metteva la lingua fra i denti e diceva: non rispondere a caso se ti picchiano rispondi al loro capo e non agli altri.
Ai miei genitori quando dicevo di andarcene mi rispondevano sempre che ero un esagerato!
Vorrei ricordarvi anzitutto che nel 1945 in Libia vivevano 40000 ebrei e 500000 arabi in un territorio grande tre volte l’Italia e che il nostro annichilimento ha portato ad una nostra progressiva cacciata nonostante noi fossimo residenti da oltre 2000 anni, molto prima dei mussulmani, ma questo non viene mai ricordato, nessuno si alza con le chiavi di casa a richiedere le nostre case ed i nostri diritti. Noi eravamo circa l’otto per cento della popolazione e ci spetterebbe l’8 per cento del territorio, del petrolio, dei soldi che ci hanno derubato, oltre la rivalutazione e gli interessi. Centinaia di sinagoghe trasformate in moschee o date alle fiamme, centinaia di morti e il nostro cimitero coperto con l’asfalto di una autostrada. Non abbiamo resistito con le armi, non ci hanno ascoltato né l’ONU e nemmeno le altre associazioni internazionali. Ma credo che dovremmo cominciare a pensare ad un movimento politico, anche con l’uso delle flottiglie che vanno di moda. Maledetti loro.

I morti del 1945

Vorrei anzitutto ricordare il contesto in cui si è svolto il pogrom. La Libia era una colonia Turca, poi una colonia Italiana e dopo la guerra era sotto il controllo della Gran Bretagna. Il 4 Novembre 1945 i mussulmani hanno attaccato gli ebrei ovunque fossero, hanno dato alle fiamme centinaia di negozi, case, sinagoghe ed hanno assassinato 133 persone. Le autorità Inglesi non hanno mosso un dito per quattro giorni e quattro notti! Il risultato è stato l’assassinio a Tripoli di:
Amira Izhak (Huga Giabin), Attia Regina (Tesciuba), Barabes Huatu Asciusc, Barda David, Bendaud Masauda, Dadusc Lisa, Fellah Musci-Kisc, Fellah Rubina, Genah Barkhani-Kassis, Genah Yosef Kassis, Gerbi Hmani Barghut, Guetta Meri, Habib Pinhas, Haiun Mazala, Halfon Hmani-Aruah, Halfon Masuda-Buda, Hassan Mas’auda, Leghziel Mamus – Ghezal, Makhluf Nissim, Meghnagi Gebri, Messica Hai Glam, Messica Raffael- Halil, Nahum Pinhas, Nahum Shlomo-Nawi, Naim Bekhor, Naim Bekhor Baiiba, Naim Raffael, Naim Nasi, Naim Iosef-Haba, Rav Dadusc Sciaul, Rav Avraham Tesciuba, Serussi Iakov-Gabbai, Sofer Hanna (Haddad), Sofer Mas’ud, Zanzuri Rubina.

Ad Amrus sono stati assassinati:
Buaron Misa, Baranes Zina, Baranes Miha, Baranes Mas’uda, Glam Abraham, Glam Giuara, Iamin Mas’uda, Cahlon Huatu, Cahlon Huatu, Cahlon Hai, Cahlon Micael, Cahlon Makhluf, Cahlon Mantina, Cahlon Saida, Cahlon Pinhas, Cahlon Sciuscian, Cahlon Sara, Makhluf Guta, Makhluf Huatu, Makhluf Khlafu, Makhluf Misa, Makhluf Misa, Makhluf Misa, Makhluf Mantina, Makhluf Nesria, Makhluf Sultana, Makhluf Scimon, Makhluf Scimon, Mimun Lisa, Mimun Sfani, Saada Wasi, SaadaMisa, Scmuel Bekhor, Scmuel Iaakov, Scmuel Meir, Scmuel Mergiana (Makhluf), Sasson Lisa, Scmuel Rahel, Scmuel Scimon.

A Zanzur sono stati assassinati:
Cahlon Bachuna, Cahlon Huatu, Cahlon Mamus, Cahlon Masu, Cahlon Sturi (Debasc), Guetta Aziza, Guetta Aziza, Guetta Eliau, Guetta Fragi, Guetta Ghezala, Guetta Ghezala (Debasc), Guetta Hluma, Guetta Hmani, Gueta Kalifa, Guetta Khamsa, Guetta Khlafu, Guetta Khlafo, Guetta Lidia, Guetta Mas’uda (Serussi), Guetta Misa, Guetta Mosce, Guetta Nissim, Guetta Saruna, Guetta Sbai, Guetta Sfani, Guetta Toni, Hayun Dukha, Haiun Hmani, Haiun Khamus, Haiun Kheria, Hayun Khlafo, Haiun Mergiana (Makhluf), Makhluf Gamira, Makhluf Sara, Makhluf Scimon, Scmuel Nissim.

A Zawia sono stati assassinati:
Bukris Ester (Dadusc), Badasc Giuara, Badasc Rahamin, Dadusc Scialom, Haggiag Nissim, Halal Eliau, Halal Hevron, Halal Khamus, Halal Somani, Haiun Sclomo, Hayun Ester (Tura), Leghziel Kheria (Dadusc), Zigdon Nesria.

A Tagiura sono stati assassinati:
Arbib Bekhor, Arbib Khalifa, Arbib Scmuel, Attia Eliau, Buaron Amira, Frig Guta (Dadusc), Skhaib Abraham.

A Msellata hanno assassinato:
Attia Rahmin-Agila, Attia Iehuda, Legtivi S’ayid

Gli ebrei si erano sempre fidati dei mussulmani, e nonostante alcuni problemi non avrebbero mai immaginato un assalto di quelle proporzioni. Questo provocò un abisso incolmabile con i mussulmani ed una assoluta mancanza di fiducia nelle autorità inglesi. I massacri durarono dal 4 al 7 novembre e non mi risulta nessuna commissione di inchiesta dell’Onu o delle associazioni Internazionali. Per onestà bisogna ricordare che anche alcuni dignitari mussulmani cercarono di bloccare i massacri e che solo dopo tale data gli inglesi intervennero fermandoli.

Leone Nauri
3 lug 2012

(per tutti quelli che “ah ma quando non c’era lo stato abusivo/criminale/artificiale/ecc.ecc. di Israele arabi ed ebrei vivevano d’amore e d’accordo”)

Altre notizie qui.

barbara

  1. la cosa che mi lascia perplesso è che anche quando l’evidenza è forte interviene il ben altrismo de noartri…..si,ma il problema è ben altro!!
    ma secondo te le persecuzioni dei cristiani da cosa sono determinate dallo stato di super potenza degli americani?
    ma i cristiani copti cosa c’entrano con gli americani?
    quelli sono simpatici assassini che esauriti ebrei e cristiani passerebbero tranquillamente a trucidare i mussulmani non abbastanza mussulmani!(già lo fanno)
    Una cultura di morte votata al santo annientamento.
    I peggiori sono coloro che giustificano,non importa se per ignavia,per vigliaccheria,per disonestà o per un malinteso senso di giustizia, mi fanno schifo.

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    • Ai tempi del famigerato Sessantotto, che tu immagino sia troppo giovane per ricordare, il problema era “a monte”. Adesso il Sessantotto è passato e il problema si è anche lui aggiornato: adesso è “ben altro”. E il ben altro ovviamente sono gli USA e Israele. Problemi del Medio Oriente? Conseguenza dell’irrisolto conflitto israelo-palestinese (che fino al ’67 si chiamava arabo-israeliano perché di “popolo palestinese” nessuno aveva mai sentito parlare, neanche i palestinesi, ma questa è un’altra storia). E se si scannano fra sunniti e sciiti è colpa di Israele, e se Assat macella la sua gente è colpa di Israele e se nel Sudan i musulmani arabi stanno annientando i musulmani neri è colpa di Israele… eccetera eccetera eccetera. E se l’economia greca è a terra ovviamente la colpa è del malefico imperialismo USA. Si chiama stare dalla parte dei deboli e degli oppressi contro i potenti, o yes. Ed è quella che noi scegliamo perché siamo tanto tanto tanto buoni, o yes. E non sono cattivi, o no, basta tendergli la mano, come Obama, e loro ti mostrano subito la loro gratitudine, come hanno fatto a Bengasi, o yes. E a quelli che giustificano con ogni scusa il terrorismo e la cultura di morte, prima di impiccarli per i coglioni io farei passare la tortura dell’olio bollente. Che è comunque una quisquilia rispetto a quello che fanno i loro beniamini.

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  2. Piccolo particolare che forse a “voi” non interessa: dalla Libya furono cacciati anche TUTTI gli italiani che pure avevano contribuito non poco allo sviluppo agro-industriale
    di quello sciagurato paese che si é STRAMERITATO la dittatura del Colonnello con
    relativi baciamani…

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    • A parte l’offensività di quel “voi”, se non fossi leggermente analfabeta forse saresti stato in grado di leggere il titolo del post e magari anche la data in cui è stato pubblicato, e allora (forse) avresti capito perché qui non si parla di TUTTI gli italiani cacciati dalla Libia. Magari, a non essere così tanto tanto tanto analfabeta, ti saresti accorto che di quelli si è già parlato, in questo blog, molto prima di parlare degli ebrei. Ma a qualcuno il fatto che si parli di ebrei rode di per sé, indipendentemente da ogni altra considerazione, vero?

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    • cavolo,e tutti gli Italiani erano invitati dalla popolazione locale che non vedeva l’ora di averli lì a poetare con sommo gaudio.
      L’Italiano portava in dono lo sviluppo dell’ agro-industriale,come dici tu,per una immensa capacità empatica di sentire la sofferenza degli autoctoni-hanno bisogno dei nostri splendidi agricoltori,della nostra cultura,e già che ci siamo anche un poco di fascismo,chè noi ci avanza,cumpà-(è vero sono stati dei fessi a cacciare tutti gli Italiani,ma questo sono fatti loro,non avrei personalmente trattato risarcimenti con loro….ma in politica conta anche il petrolio,e se al tuo paese serve possiamo anche figurare come pentitissimi,che ci costa?si fa quel che si deve non quel che si vuole)
      P s.ma cosa pensi che sia una gara a quale popolo ha subìto di più?
      se è così sono io,ho subìto nell’ordine,da mamma,da papà,dai fratelli,no, dai compagni di scuola no,dalla moglie,dai figli,dal cane,dai clienti eccetera ecc…e di quello che hanno subìto gli altri,io,non ho sentito niente,quindi non hanno subìto!

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      • E sicuramente i libici saranno stati felicissimi di vedersi espropriare – dagli italiani – tutte le terre fertili e restare con quelle semidesertiche. Saranno stati felicissimi di avere avuto l’onore di avere i primi campi di concentramento, molto prima che li istituissero Hitler e Stalin, dove non c’erano camere a gas, è vero, però in compenso non gli si dava da mangiare, niente, nisba, zero, e infatti non ci sono stati sopravvissuti. E saranno stati felicissimi di avere avuto il piacere di assistere all’impiccagione dell’eroe della resistenza Omar al Mukhtar, ultrasettantenne. E impazziranno addirittura di gioia per il fatto di essersi ritrovati in dono, fra noi e gli inglesi, quindici milioni di mine, che tuttora ogni tanto saltano, e a volte con la mina salta una vacca, a volte un bambino, che a volte ci rimette una gamba o un braccio, a volte tutto.

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      • il favoloso impero italiano,c’ho la lacrimuccia….che nostalgia!
        il ns santo colonialismo cristiano,la civiltà,che come mi è stato insegnato abbiamo esportato per sovraproduzione…sigh!

        si ma non è che adesso continuiamo per tanto vero?
        sono consapevole che la storia dei popoli è carica di orrori,ma io personalmente,non mi carico di nessuna responsabilità,se non per le mie scelte.
        la storia mi interessa per imparare,i giudizi li lascio a chi ha già trovato la verità,a me è toccato fare senza,un po’ come gli effetti speciali-“siamo senza,se no li avremmo usati”

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      • Io per conto mio non avrei neanche cominciato se non fosse stato quel pirla a cominciare il discorso, ma dal momento che lui ha cominciato e tu hai scelto di rispondere nel merito, mi è sembrato giusto aggiungere qualche piccola puntualizzazione. Detto questo, per me il discorso può benissimo chiudersi qui.

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