LA CHIAVE DI SARAH

La storia di questo libro è un romanzo; la Storia invece è questa: una Storia, tra l’altro, a lungo spacciata per infame operazione tedesca quando in realtà è stata una (? Quale aggettivo usare?) operazione condotta interamente dalla polizia francese.
E quando una storia – qualunque storia – si trova a imbattersi nella Storia, gli effetti sono sempre devastanti: per le persone, per le loro vite, per le loro storie, che ne resteranno segnate per sempre. E anche per chi si ritrova a leggerle (perché quell’urlo, tu che non l’hai sentito, tu che non c’eri, tu che non eri neppure nato, d’ora in avanti continuerai a sentirlo per sempre). È un libro tremendo, te lo dico subito, però lo devi leggere: è un dovere sociale. È un dovere morale. È un dovere umano (però poi, di’ la verità, quando lei alla fine prende quella decisione, non ti ritrovi anche tu a sbattere un gran pugno sul tavolo e a gridare “LO SAPEVO! Lo sapevo che non lo avresti fatto!”?)

Tatiana de Rosnay, La chiave di Sarah, Mondadori
La chiave di Sarah
barbara

  1. però lo devi leggere: è un dovere sociale. È un dovere morale. 

    Ciao Barbara è troppo chiederti di comprarne una copia e poi quando vengo a Bolzano, faccio un salto a Brunico, ti offro un caffè, così ci conosciamo ( ovviamene ti pago il libro ) e recupero il libro ? Ciao Adriano da Botosani in Romania.

    Se sei disposta e mi dai l’ IBAN te lo posso pagare subito tramite bonifico con la Cassa di Risparmio di Bolzano. Per curiosità, se vuoi, mi trovi su facebook : adrianobotosani ….. shalom

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    • (Ah, ecco chi è che mi fa regolarmente visita dalla Romania!)
      Il fatto è che non l’ho preso qui, dove non abbiamo una libreria italiana ma solo una sezione italiana nella libreria tedesca, per cui quasi tutte le cose tocca ordinarle. Se vuoi posso provare, ma secondo me è più facile che lo trovi a Bolzano quando vieni, comunque sappimi dire. Il caffè con te, comunque, lo prendo molto volentieri.

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  2. io l’ho letto e ho pianto come una cretina
    Penso che il periodo dal 1 settembre 1939 all’8 maggio 1945 dia,almeno a me ,più spunti per piangere ,che tutta la storia dell’umanità e non mi riferisco solo all’Olocausto

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    • Sì, anch’io ho pianto un bel po’. Quanto alle date per piangere, non so: abbiamo cinque milioni di morti in pochi anni in Congo, il genocidio in Cambogia, il genocidio in Ruanda, gli stermini, compresi quelli di ebrei, in Unione Sovietica, solo per parlare del XX secolo. Nei secoli precedenti invece abbiamo cose che a noi toglierebbero il sonno e che non sono neppure documentate nelle cronache, tanto erano considerate normali.

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