ANTONIA

Antonia Stanghellini, intendo, la donna uccisa con quattro coltellate, di cui una al cuore, dall’ex convivente marocchino, in un paese della Brianza. E leggendo la cronaca mi viene da pormi alcune domande. Leggo, per esempio, che lo aveva già denunciato tre volte, e poi tutte e tre le volte aveva ritirato la denuncia. Naturalmente sappiamo tutti che le denunce non servono a niente, che nessun provvedimento può essere preso se prima non si viene ammazzati, ma lei perché ha ritirato la denuncia? Leggo che viveva con lui da diciassette anni, e lui l’aveva sempre picchiata, fin dall’inizio: perché ha continuato ad autorizzarlo a picchiarla? Perché ha fatto sì, col suo comportamento, che lui si sentisse legittimato a picchiarla? Leggo che con quest’uomo aveva fatto due figli: perché ha scelto di farli vivere in quell’inferno di liti e di botte? Se per se stessa poteva avere il diritto di scegliere l’inferno, con quale diritto ha scelto di condannare all’inferno anche i figli? Leggo che la madre dichiara: «Quante volte siamo corsi, anche di notte, a casa loro, perché lei ci chiamava e non sapeva cosa fare». Davvero una donna massacrata di botte non sa cosa fare? Niente niente? Per esempio chiamare i carabinieri invece che i genitori e farlo cogliere in flagranza di reato, no? È un’idea troppo peregrina?
Ho già scritto ripetutamente su questo tema, che non finirà mai di provocarmi travasi di bile: se le nostre nonne erano costrette a sopportare ogni sorta di angherie e di violenze perché non avevano un lavoro, non avevano denaro proprio, spesso erano pochissimo o per niente scolarizzate e per giunta vivevano in una società che riconosceva loro ben pochi diritti, che cosa può giustificare il fatto che una donna OGGI, con un lavoro, con una scolarizzazione medio alta, in una società che ha tutti gli strumenti sociali e legali che le permettono di difendersi, scelga di subire ogni sorta di umiliazioni, ogni sorta di torti, ogni sorta di soprusi, ogni sorta di violenze, e come se non bastasse condanna a subire tutto questo anche i figli innocenti, che non hanno alcuna possibilità di scegliere, di difendersi, di sottrarsi all’inferno? Davvero, non lo capisco e non lo capirò mai.

Meglio, molto meglio imparare a difendersi, e soprattutto essere convinte del diritto di farlo e del proprio valore.

(Dite che c’entra poco? E io ce lo faccio entrare lo stesso)

barbara

  1. @Erasmo: e dove starebbe l’islamofobia ?
    L’ho letto due volte per essere sicuro, ma c’è scritto solo che l’ex convivente era marocchino.
    Tutto il resto descrive una, purtroppo, ben nota situazione che continua a persistere, nonostante noi ci si ritenga “civili”.
    Togli “marocchino” e metti pure quasiasi altra nazionalità, tanto è uguale.
    Poi, scusa se mi permetto, ma in questa vicenda di Islam ne vedo veramente poco.

    L’Islam è basato su cinque principi (arkan).
    – La testimonianza di fede (shahada)
    – La preghiera (salat)
    – L’imposta coranica (zakat)
    – Il digiuno del mese di Ramadan
    – Il pellegrinaggio alla Mecca (hajj)

    Tra questi, non mi pare ci sia scritto: “Picchia la moglie perché se lo merita”.
    Infatti, disse il Profeta Muhammad (s.A.’a.s.):

    “Il più perfetto nella fede tra tutti i credenti è colui il quale tratta la propria moglie con i modi più gentili.”

    E ancora

    “Allah gioisce se voi trattate bene le donne perché sono le vostre madri, figlie e zie.”

    E ancora

    “I diritti delle donne sono sacri. Provvedete che alle donne siano assicurati i diritti che le spettano.”

    Trovi tutto qui: http://www.sufi.it/islam/nisa/hadit_donne.htm

    @Barbara: penso che il motivo sia sempre lo stesso: paura.
    Paura di ritorsioni, paura per i figli, certezza che tanto anche denunciandolo non sarebbe cambiato niente, anzi, probabilmente sarebbe pure andata peggio.
    Il problema è che poi, peggio, ci va lo stesso.

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    • Ti sbagli: quello di picchiare la moglie se non obbedisce o se non ha voglia di dartela è proprio un obbligo, ribadito a ripetizione dagli imam in infiniti video. Tieni presente che per l’islam Dio ha il diritto di cambiare idea, per cui se nel corano ci sono due versetti in contraddizione, quello valido è il più tardo. E dunque se prima dice che “non deve esserci costrizione nella fede” e poi che bisogna uccidere tutti gli infedeli, quello valido è il secondo; se prima dice che gli ebrei sono fratelli e poi che sono figli di scimmie e maiali, vuol dire che Dio ci ha ripensato e che ha constatato che gli ebrei sono effettivamente figli di scimmie e maiali, e LA verità è quest’ultima.
      Paura per i figli? Se la preoccupazione fosse per loro avrebbe semplicemente evitato di metterli al mondo in quell’inferno, visto che l’inferno c’era già prima che loro arrivassero. Proprio il fatto di averceli fatti rimanere è la prova di quanto poco si sia curata di loro.

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      • L’interpretazione c’è sempre in qualunque religione, tranne che nell’islam. Perché bibbia e vangeli, per ebrei e cristiani credenti, sono stati scritti per ispirazione divina, e quindi è legittimo chiedersi che cosa esattamente voglia significare questa o quella frase; il corano, per il credente musulmano, è stato dettato, e quindi non ci sono interpretazioni possibili, va inteso e applicato alla lettera. Non tutti la pensano così, vero. Peccato che quelli che la pensano diversamente debbano stare molto attenti a quello che fanno, perché sono le prime vittime, prima ancora di ebrei e cristiani, di chi non riconosce la libertà di opinione in materia. Che non sono quattro gatti, e sono in continuo aumento, grazie al capillare lavoro, in atto da decenni, dell’Arabia Saudita, forte dei miliardi di dollari del petrolio da buttare nella battaglia per il fondamentalismo e la sua diffusione sull’intero pianeta.

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      • ma purtroppo c’è in giro un sacco di gente che ha grosse difficoltà nel leggere e scrivere pur avendo fatto le medie…secondo me c’è gente che, pur essendo cresciuta qui, ha molte affinità con la yemenita del tuo esempio.

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  2. Ce n’è di ultrascolarizzate, con laurea, che sposano un animale che le pesta regolarmente; tutte convinte che lui la picchia perchè l’ama. E che i figli miglioreranno la situazione. E che se il tuo, di uomo, non ti mena, è perchè “non gli interessi abbastanza”. Volevo menarla, ‘sta cretina. Ce n’è, e molte di loro sposano islamici.

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