SI PUÒ VOLARE SENZA ALI?

Sì.

(Chi fosse interessato a conoscere la storia, la può leggere qui: ANGELI SENZA ALI)

barbara

QUANDO LA LUCE ARRIVA DALL’INFERNO

Questa è una storia di tanti anni fa. È la storia di un ebreo che, come tanti altri ebrei, braccati da ogni parte – quelli non ancora presi – cercava disperatamente un rifugio. Chiede aiuto a un amico, il quale gli fa presente i rischi a cui si espone aiutandolo, ma accetta comunque di accoglierlo e ospitarlo per qualche giorno. Quando esce gli lascia le chiavi di casa, in modo che possa chiudere dall’interno e avere la possibilità di uscire, se dovesse capitare qualche imprevisto. Si accordano che, se ciò dovesse accadere, lascerà la chiave sotto lo zerbino; quanto a lui, l’amico, quando tornerà busserà in un certo modo concordato e l’ebreo aprirà.
Qualche giorno dopo, mentre l’ebreo è solo in casa, arriva alla porta la bussata convenzionale. L’ebreo apre, e si trova di fronte un ufficiale delle SS:
«Il suo amico l’ha tradita. Fra dieci minuti verrà una camionetta a prenderla, arriverà da sinistra.»
Allibito, l’ebreo chiede:
«Ma… lei perché è venuto ad avvertirmi?»
«Perché certe cose mi fanno schifo. Si sbrighi a sparire.»
Ha girato i tacchi e se n’è andato. L’ebreo, naturalmente, ha preso immediatamente la fuga, andando verso destra. Ed è stato così, grazie all’ufficiale delle SS, che l’ebreo è sfuggito alla cattura. E che è arrivato vivo alla fine della guerra. È stato grazie all’ufficiale delle SS che qualche anno dopo ha potuto vedere la luce il figlio dell’ebreo, Elia, e poi i figli di Elia e oggi i nipoti di Elia, perché sì, in questo nostro strano mondo a volte può persino accadere che la luce della salvezza arrivi dritta dall’inferno.

Testimonianza pubblicata con l’autorizzazione del diretto interessato, rav Elia Enrico* Richetti, ex rabbino capo di Venezia, attuale Presidente dell’Assemblea
Rabbinica Italiana.
(*Enrico è il nome dello zio che di luci, sulla propria strada, non ne ha incontrate)
Richetti
barbara

LA PIETRA E IL BAMBINO

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LA PIETRA E IL BAMBINO 

Una favola di Guia Risari 


con Domenico Sannino, Laura Zeolla

testo Guia Risari

regia e scene Fabrizio Montecchi

disegni Nicoletta Garioni

sagome Nicoletta Garioni, Federica Ferrari

musiche Michele Fedrigotti

costumi Tania Fedeli

luci e fonica Anna Adorno

realizzazione scene Sergio Bernasani

NUOVA PRODUZIONE 2013

pubblico: da 3 a 7 anni

teatro d’ombre e teatro d’attore
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Tra le tante suggestioni di questa storia, c’è soprattutto un messaggio di speranza. Anche in mezzo alle situazioni più disperate, si può amare e farsi amare, ascoltare, capire, ritrovare la voce per poi un giorno raccontare la propria storia.

Guia Risari

Su una collina, circondata solo da alberi e nuvole viveva, da tempo immemore, una pietra. Di grandezza media, grigia e marrone, aveva riflessi dorati sotto il sole e argentati sotto la luna. Aveva la solidità dei minerali ma anche la loro elasticità. Quando un animale le si avvicinava, la pietra vibrava e cambiava colore. A volte anche misura e forma. La pietra amava gli altri esseri viventi e soprattutto giocare con loro. Dava anche dei consigli a modo suo, perché non aveva una voce.

Un giorno arrivò da lei un bambino. Era solo. Non se ne conosceva il nome perché non parlava. La guerra l’aveva toccato. E la fatica. Si sedette vicino alla pietra e cominciò ad accarezzarla. Si rannicchiò contro di lei e si addormentò…

Così inizia la storia de La pietra e il bambino, un racconto breve di Guia Risari scrittrice e autrice di molti libri per bambini. Da questo testo Teatro Gioco Vita ha tratto, sempre facendo uso del suo linguaggio teatrale che fonde ombre e attori, uno spettacolo che vuole essere un canto alla vita e al mistero della natura.

Un invito a non dimenticare che tutto quel che ci circonda è vivo e che dall’amore possono nascere le cose più straordinarie. Un invito anche ad abbandonarsi con fiducia alla dimensione sensoriale e affettiva, a farsi trasportare nel mondo pieno di meraviglie che è il nostro, un universo dove non ci sono deus ex-machina o azioni magiche, ma tutto è intimamente pervaso dalla forza della simpatia che spinge gli esseri a incontrarsi e ad aiutarsi.
Così, nell’immaginazione di un bambino solo e abbandonato, anche una pietra può trasformarsi in una grande madre consolatrice e quest’incontro rappresentare simbolicamente, nell’immaginazione del pubblico, il legame eterno tra l’umanità e la terra.

Nella storia de La pietra e il bambino, però, protagonisti sono anche i tanti animali, il piacere del gioco, i disastri della guerra e la forza del canto. E anche il pianto che trasforma il minerale in donna, in madre, in una narratrice che guarisce la tristezza del bambino con la forza delle storie. Così, sulla collina, il bambino sfuggito alla guerra e la donna con i capelli dai riflessi di pietra, inaugurano un nuovo mondo di felicità.

Dopo aver raccontato tante storie attingendo dal vasto repertorio di libri illustrati per bambini Teatro Gioco Vita ha voluto, per questa nuova produzione, commissionare un testo originale a una giovane ma affermata autrice italiana: Guia Risari. Con questa scelta Teatro Gioco Vita intende stimolare nuove forme di scrittura e drammaturgia per il pubblico dei più piccoli e promuovere un diverso rapporto tra scrittori, editoria e teatro per l’infanzia.

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L’autrice

Guia Risari, scrittrice, traduttrice e saggista, ha studiato Filosofia Morale all’Università Statale di Milano, ottenuto un M.A. in Modern Jewish Studies a Leeds e vissuto dieci anni in Francia. Ha pubblicato due saggi – The Document Within the Walls e Jean Améry. Il risentimento come morale – e tradotto romanzi e libri per l’infanzia.

È autrice di articoli, racconti, poesie, testi surrealisti e libri per bambini, tra cui Pane e Oro, La macchina di Celestino, Il pesce spada e la serratura, L’alfabeto dimezzato, Achille il puntino, Il Cavaliere che pestò la coda al drago, La Terre respire, Gli occhiali fantastici, La coda canterina, Le Chat-âme, L’Etrange Histoire du Petit Chaperon Bleu.

Tiene laboratori di scrittura, letture e corsi di formazione.

www.guiarisari.com


TEATRO GIOCO VITA

Teatro Stabile di Innovazione

direzione artistica Diego Maj

Teatro Gioco Vita nasce nel 1971, tra le prime realtà in Italia ad essere protagonista del movimento dell’animazione teatrale, grazie alla quale ha saputo dare un contributo originale alla nascita del teatro ragazzi, con il suo modo peculiare di fare, di intendere e di vivere il teatro, i rapporti, la ricerca e la cultura che lo ha caratterizzato fin dalle prime esperienze. Teatro Gioco Vita incontra il teatro d’ombre alla fine degli anni Settanta. Dal suo operare con coerenza e coscienza professionale, e anche grazie al contributo di collaboratori esterni, ha maturato un’esperienza unica nel suo genere che gli è valsa riconoscimenti e prestigiose collaborazioni in ogni parte del mondo, con teatri stabili ed enti lirici come Teatro La Fenice di Venezia, Royal Opera House Covent Garden di Londra, Teatro alla Scala di Milano, Arena di Verona, Ater, Ert, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino e Piccolo Teatro di Milano.

Attualmente Teatro Gioco Vita è riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Emilia Romagna come Teatro Stabile di Innovazione. Sotto la direzione artistica di Diego Maj, si compone di diverse realtà. La Compagnia, con Fabrizio Montecchi in qualità di responsabile artistico, impegnata oltre che nella produzione di spettacoli, anche in attività di laboratorio con le scuole e i giovani. Due atelier, l’Officina delle Ombre e il San Bartolomeo, luogo delle produzioni e della ricerca di Teatro Gioco Vita. I teatri (Teatro Comunale Filodrammatici, Teatro Municipale e Teatro San Matteo di Piacenza), una grande casa dove si sperimentano e si realizzano rassegne teatrali, ospitalità, scambi culturali, luoghi dove progettare percorsi artistici e culturali per la ricerca della Compagnia e il lavoro sul territorio. Teatro Gioco Vita affianca l’attività sul territorio di Piacenza e provincia (direzione artistica e organizzativa della Stagione di Prosa del Teatro Municipale di Piacenza, organizzazione di rassegne teatrali e altri eventi culturali, ospitalità, laboratori, formazione) ad una dimensione sempre più internazionale che ha portato i suoi spettacoli di

teatro d’ombre ad essere rappresentati, oltre che in Europa, negli Stati Uniti, in Brasile, Messico, Canada, Giappone, Cina, Israele e Taiwan.


TEATRO GIOCO VITA – Teatro Stabile di Innovazione

Via San Siro 9 – 29121 Piacenza (Italia)

Tel. 0523.332613 – Fax 0523.338428

www.teatrogiocovita.it  – info@teatrogiocovita.it

calendario iniziale:

Piacenza, Teatro Filodrammatici (gio. 21/2, h 10; ven. 22/2, h 10; sab. 23/2, h 11; lun. 25/2, h 10; mar. 26/2, h 10; dom. 3/3, h 16.30 debutto)
Bologna, Teatro Testoni (ven. 1/3, h 10.30 debutto nazionale)
Roma, Teatro India (ven. 8/3, h 10.30, sab. 9/3, h 10.30)
Reggio Emilia, Teatro Cavallerizza (ven. 12/4, h   9 e 10.30)

Bene, io vi ho informati, adesso non avete più scuse.

Ah, dimenticavo: Guia Risari è lei:
Guia-Risari

barbara

E IL CERCHIO SI CHIUDE

È stato repubblichino quando era più conveniente essere repubblichini. È diventato comunista quando era più conveniente essere comunisti. Ora, alla fresca età di ottantasette anni (con tanta gente per bene che muore giovane, porca puttana!), con un piede ormai nella tomba, invece di attendere dignitosamente il momento di infilarci anche l’altro piede ha scelto di tornare agli amori di sua gioventù (eh, l’hanno sempre detto che il primo amore non si scorda mai) ed è andato a fare il compagno di merende del complice dei nazisti di Casa Pound. Un vecchio malvissuto, l’avrebbe definito un noto scrittore.

barbara

INDOVINA CHI L’HA DETTO

“Se in America verrà eletto Romney saranno grane pazzesche, c’è da tremare, perché è sostenuto da Israele. Attenti a questa nazione, che non ha nulla a che vedere con gli ebrei. Facciamo differenza tra i militari di destra e lo stupendo popolo ebraico”

(No, se indovini non vinci niente, ma vuoi mettere la soddisfazione!)

barbara

DOMANDA UN BEL PO’ RETORICA

Dato che il sistema ogni tanto si monta un po’ la testa e mi mette in spam anche gli amici – una volta ha avuto addirittura la spudoratezza di mettere in spam perfino me – più o meno come il computer Hal 9000 di 2001 Odissea nello spazio che decideva a suo unico e insindacabile giudizio chi doveva vivere e chi morire, almeno una volta al giorno vado a controllare. Di conseguenza so che cos’è che finisce là dentro: pubblicità di siti vari. Anche se per la verità mi riesce abbastanza incomprensibile che qualcuno perda tempo a piazzare la propria pubblicità in blog che si sa che hanno questo sistema di protezione, per cui la loro pubblicità novantanove su cento non la vede nessuno. Comunque.  La domanda retorica è: è un caso che l’80% della pubblicità, il 90% della pubblicità dei siti porno e il 100% della pubblicità dei siti porno con teenagers viene fatta nel post che parla di Nojoud, sposata, picchiata e stuprata a dieci anni?

barbara