DALLE DONNE EGIZIANE, PER LE DONNE EGIZIANE

Ricevo e pubblico

Martedì, 12.2.13 (copiato dalla voce delle donne egiziane)

Alla più vicina Ambasciata Egiziana del nostro luogo di residenza, in tutto il mondo, alle 6 pomeridiane (ora locale).

Noi, cittadini di tutto il mondo e di ogni nazionalità, non resteremo a guardare in silenzio il diffondersi dell’epidemia del terrorismo sessuale. Vogliamo dimostrare il nostro appoggio, la nostra solidarietà e la nostra ammirazione alle persone aggredite che hanno pagato il prezzo della rivoluzione egiziana in corso nella loro carne, e agli eroici volontari che stanno rischiando le loro vite per una Tahrir sicura.
Perciò martedì 12 febbraio 2013, alle 6 del pomeriggio ora locale, ci riuniremo davanti alla più vicina Ambasciata Egiziana nella nostra città/ Paese, e altre persone in tutto il mondo faranno lo stesso.

FACCIAMO SENTIRE LE NOSTRE VOCI, PERCHÉ:

– Accusiamo il partito al governo di non prendere severe misure per prevenire gli attacchi di delinquenti organizzati che spogliano, violentano, feriscono e uccidono pacifiche manifestanti;

– Consideriamo responsabili la polizia egiziana e le istituzioni governative di non offrire le necessarie protezione e sicurezza ai cittadini egiziani di sesso femminile. Non solo, ma la stessa polizia commette il crimine di molestia / aggressione sessuale;

– Rimproveriamo ai governi egiziani presente e passati di condonare il crimine di molestia / aggressione sessuale col non emanare alcuna severa legge che disponga chiaramente conseguenze giuridiche per i molestatori sessuali o per chi indulge alla violenza sessuale. Chiediamo l’approvazione di leggi severe contro la molestia sessuale in tutte le sue forme.

– Condanniamo l’accettazione sociale della molestia sessuale, della violenza e dello stupro da parte della società egiziana, che addossa il biasimo alla vittima invece che all’aggressore.

– Riteniamo che i mass media debbano rendere conto per la loro irresponsabilità nel focalizzare l’attenzione sui dettagli personali, intimi e sensazionalistici della vittima, invece di riportare l’atto criminale in modo professionale ed etico;

– Sollecitiamo tutti i gruppi rivoluzionari, partiti politici o individui a parlare apertamente e intraprendere IMMEDIATE iniziative sia contro le aggressioni sessuali ordinate da bande criminali organizzate che mirano a svilire l’immagine di Tahrir e terrorizzare i manifestanti, sia contro la quotidiana molestia sessuale ai danni delle donne e ragazze egiziane nelle strade del loro stesso Paese. Combattere l’umiliazione sessuale e l’aggressione dovrebbe essere una PRIORITA’ ASSOLUTA nella nobile lotta per la libertà e la dignità del popolo egiziano.

– Salutiamo ogni eroe ed eroina della rivoluzione egiziana in corso! Voi ci insegnate coraggio, perseveranza e determinazione.

———————

Il terrorismo sessuale è una tecnica recentemente usata in modo estensivo in Egitto da bande criminali organizzate, miranti a ferire, destabilizzare, umiliare e terrorizzare le donne che protestano in piazza Tahrir, durante la rivoluzione egiziana in corso.
Descriviamo uno scenario, una storia vera raccontata da una delle donne aggredite: si trova improvvisamente separata dai suoi amici e circondata da 100, 200, 300 uomini. Le strappano i vestiti con coltelli che le feriscono il corpo, le torcono il collo e le tirano i capelli per baciarla a forza, centinaia di mani la toccano e viene collettivamente e manualmente stuprata infilandole le dita nei genitali. La donna viene trascinata qua e là per terra dalla folla, tra fango e scoli di fognature. Anche chi cerca di aiutarla viene attaccato: gli uomini vengono soffocati coi vestiti, le donne vengono circondate per sottostare allo stesso orrore.
Non solo, ma quando la vittima finalmente riesce a scappare, molti posti rifiutano di darle riparo… perché tuttora, agli occhi della società, È LEI che è considerata responsabile del delitto subito, e non l’aggressore. Agli occhi della società, LEI è considerata simbolo di vergogna, non quelli che cercano di farla tacere. La molestia / aggressione / violenza sessuale è diventata sempre più socialmente accettabile nella società egiziane nel corso degli ultimi 10-15 anni, tanto che oggi siamo testimoni del loro aspetto più atroce, la loro pratica come strumento di oppressione politica.
In effetti, questa non è la prima volta che l’aggressione sessuale è stata usata come strumento per far tacere donne manifestanti: già all’epoca del “mercoledì nero” nel maggio 2005, le autorità usarono la molestia sessuale durante una protesta per disperdere le donne che protestavano contro le modifiche costituzionali che avrebbero garantito all’ex presidente Mubarak più ampi poteri presidenziali, mentre i servizi d’ordine e la polizia favorivano in gran parte le molestie, e restavano passivi a guardare.

A fronte delle ultime atrocità in piazza Tahrir, è stato creato un gruppo di iniziative quali Operazioni Anti – Molestia/Violenza Sessuale, uno sforzo collaborativo tra numerose iniziative che lavorano sulla violenza sessuale in Egitto, come pure  volontari indipendenti, e le Guardie del Corpo di Tahrir, in cui giovani egiziani si sono organizzati e addestrati a combattere sul campo le aggressioni sessuali. Assicurano anche assistenza alle donne e ragazze che hanno subito le aggressioni. Questi gruppi sono riusciti a salvare molte donne da quando hanno iniziato a funzionare, anche se essi stessi vengono aggrediti durante le operazioni. Il numero dei loro volontari sta crescendo e i loro sforzi sono incessanti.
Il 25 gennaio 2013, secondo anniversario della rivoluzione egiziana, il numero di casi riferito dal gruppo Operazioni Anti – Molestia/Violenza Sessuale (OpAntiSH) è stato di 19 episodi in 1 giorno, a parte quelli non riportati.
Ma bisogna di nuovo riaffermare, benché piazza Tahrir stia vedendo forme estreme ed inimmaginabili di violenza contro le donne, che la molestia sessuale è diventata in Egitto un’epidemia che infetta la vita quotidiana delle donne egiziane.
L’83% delle donne intervistate nel 2008 dal Centro Egiziano per i Diritti delle Donne ha ammesso di essere sessualmente molestata, il 50% di loro con frequenza giornaliera. La Mappa delle Molestie ha ricevuto una quantità di sconvolgenti racconti da giovani vittime – sia come reportages che come racconti di singoli volontari. Ragazze e ragazzi a scuola incontrano insegnanti molestatori, compagni di scuola, medici, taxisti ed anche familiari che fanno loro avances sessuali, li toccano, si masturbano davanti a loro, fino ad aggredirli sessualmente. Peggio ancora, il passante medio che si trova ad essere testimone di una molestia sessuale non necessariamente interviene per fermarla, come farebbe nel caso di un furto o di una rissa. In realtà, può anche dare la colpa alla persona aggredita/molestata per essere causa di una molestia sessuale, e perfino simpatizzare con l’aggressore. Tuttavia, nessuno sforzo reale è stato fatto né dai precedenti governi né da quello attuale per imporre serie conseguenze legali sui molestatori, tali da mettere fine a quest’epidemia, sicché la missione della Mappa delle Molestie è quella di far cessare l’accettazione sociale della molestia sessuale come mezzo per affrontarla.
Ma, come OpAntiSH afferma in un recente video:
“NON RESTEREMO IN SILENZIO. NON CI SPEZZERANNO. NON CEDEREMO ALLA VERGOGNA.
(grazie alla sua segnalazione)

Aggressione alla giornalista francese Caroline Sinz

Scene di vita quotidiana a Piazza Tahrir

barbara

  1. per favore non parlate degli egiziani, come fosse volete rilevare la verita’,metre la verita’ che odiate il mondo arabo e la religione islamica,alloraper cio’ che leggi articolo su questo blog,per favore sia attento!semplicemente aggiungono e tolgono!

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    • Non preoccuparti dei nostri sentimenti, che non interessano a nessuno, e dimmi: quello che si vede nei 2 video è vero o falso? Le aggressioni sessuali alle donne in piazza Tahrir ci sono state o no? QUESTA è l’unica cosa che conta, tutto il resto sono chiacchiere, che non servono a nessuno.

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