HO INVENTATO UNA RICETTA

Nata dal mio orrore per ogni sorta di sprechi, ma soprattutto per quelli alimentari – non per il pensiero dei poveri bambini in India che muoiono di fame, ma perché ritengo lo spreco alimentare in sé, indipendentemente dall’esistenza o no di persone che non hanno cibo a sufficienza, un crimine contro l’umanità.  E dal dolore che provavo ogni volta a buttare via le codine verdi dei cipollotti. E dalla considerazione che se sono commestibili i cipollotti, lo saranno anche le loro code. Così ho tenuto le code, le ho lavate, lo ho asciugate , le ho tagliate a pezzetti di due tre centimetri, le ho messe in un tegamino col burro, prima quelle grosse, poi, dopo due minuti le medie e dopo altri due minuti le più sottili, e le ho cucinate con un po’ di sale e pepe. Sono un contorno fantastico: provare per credere.
cipollotti
barbara

    • Ahhhhhhhhhhh, io invece le adoro in tutte le forme, al forno, lesse, crude, per non parlare della zuppa di cipolle di alla francese, anche se richiede 17-18 ore di preparazione, di cui 5-6 di lavoro effettivo. E quando faccio un soffritto lo lascio sempre un pelino indietro, perché il meraviglioso sapore della cipolla non svanisca del tutto. E anche l’aglio, adoro. Pensa che conosco una coppia in cui lui adora l’aglio e detesta la cipolla, lei adora la cipolla e detesta l’aglio, e con queste premesse si sono sposati stanno felicemente insieme da oltre vent’anni: se non è amore questo!

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      • Ecco che finalmente capisco a fondo l’affinità che c’è fra noi: neanch’io, neanch’io spreco niente, ma proprio niente..
        Per me è anche una faccenda etica, un istinto.
        Buttar via la parte verde dei porri, ad esempio? Mai! E’ la parte più gustosa.. Quanto al verde delle cipolline, o cipollotti, io ci faccio ogni volta una frittatina, o tutt’al più frittelle di pastella: da noi sono un classico, oltre all’uso immancabile sulla farinata.
        L’aglio.. e be’: qui sfondi un’altra porta aperta, se non spalancata.. ne uso a chili.. stasera, ad esempio, uno spaghetti ajo e ojo ( e peperoncino, ovvio! ) con tre spicchi d’aglio, ognuno dei quali era grosso come uno scalogno, a dir poco.
        Per noi due, intendo: quando sono spicchi medio-normale ne uso tre o quattro a testa.. meglio che mi fermi qui, ma l’argomento era troppo tentatore..’notte! 😉

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      • Io col verde dei porri una volta ho trovato una ricetta per una “carbonara” vegetariana. Beh, l’ho provata e non faceva proprio schifo (per quanto, quella originale… D’altra parte qui in Alto Adige la carbonara la fanno con lo speck e con l’aggiunta della panna, quindi a questo punto meglio i porri!)
        Sì, ovviamente è una questione etica, ma è anche una cosa che proprio d’istinto mi ripugna, buttare via il cibo.

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    • Io il microonde non ce l’ho, ma ti assicuro che si sopravvive lo stesso. In effetti ci sono un sacco di cose che solo a provarci si possono recuperare. In un libro di cucina ebraica – in cui la maggior parte delle ricette sono poverissime dato che, al di là dei noti pregiudizi, se è vero che ci sono ebrei ricchissimi, è altrettanto vero che il 90% di loro faceva letteralmente la fame – ho trovato addirittura una ricetta per recuperare le teste degli spinaci, cioè le radici, che si buttano sempre via. Oggi magari non sarebbe neanche granché conveniente perché richiedono una cottura molto lunga, ma quando c’era il caminetto, o la stufa a legna o a carbone che serviva per scaldare la casa e quindi era sempre accesa, ricette così sull’economia familiare erano davvero una mano santa.

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  1. Vero, verissimo! L’avevano insegnata anche a me.. ma non ce n’era bisogno: mai buttate, le radici degli spinaci.. così carnose.. quando mai? E c’è chi butta i gambi delle foglie! 😦
    Così pure i baccelli dei piselli ( operazione noiosissima, descritta anche da Anna Frank nel suo Diario ): da piccola dovevo aiutare a sbucciarli, e neanche ne andavo pazza, ma.. si sa… bisognava fare di necessità virtù: e del resto i baccelli delle fave, privati dei fili laterali, sbollentati, magari infarinati, passati con olio, aglio e formaggio, sono gustosissimi.. O in frittata, anch’essi.. li preferisco alle fave stesse!
    Vogliamo parlare delle foglie dei ravanelli? Sbollentate, olio e limone.. o in altro modo.. leggere, depurative, buone!
    Potrei andare avanti per pagine e pagine, ma.. vorrei sottoineare che ho scritto “ANCHE” una faccenda etica, oltre che un istinto primario, come per te.. non sprecare!

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    • Ecco, con le foglie dei ravanelli io proprio non posso fare niente perché sono allergica. Quando avevo l’orto avevo dovuto comprare dei guanti di gomma lunghi fin quasi al gomito per raccoglierli, perché se solo le foglie mi sfioravano la pelle facevo le piaghe peggio che con le ortiche, e soprattutto di molto maggiore durata.
      Per il resto mi viene in mente mia madre. Tieni presente che quando ero piccola eravamo proprio poverissimi (una stanza in subaffitto con un cesso in comune con altre 13 persone, salti mortali per mangiare tutti i giorni. Eccetera), mentre poi quando ero più grande eravamo poveri e basta. Bene, le rare volte che c’era la possibilità di comprare un po’ di carne e fare il brodo, io ho sempre visto mia madre mettere in tavola il bollito, usare il brodo per fare la minestra… e buttare in pattumiera le verdure. Tutte. All’inizio quando sono venuta qui e mi facevo da mangiare io, facevo come avevo sempre visto, finché una volta, nel momento in cui stavo per buttarle via mi sono fermata e mi sono detta, ma sei scema? Spendi un sacco di soldi per la verdura e quando ce l’hai la butti via?! E’ stato da quel momento che ho cominciato a riflettere sulle mie azioni domestiche invece di limitarmi a riprodurre quelle che avevo imparato.

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    • Ah, dimenticavo: forse per “radici degli spinaci” intendiamo cose diverse, perché quelle di cui parlo io sono durissime e legnose, e per renderle commestibili occorrono tempi di cottura biblici. Per questo conviene solo se si mettono su una stufa o su un caminetto che restano accesi comunque, perché se ci devi consumare il gas non conviene più.

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  2. Intanto, mi fa piacere sapere che non sono l’unica che odia buttare via cose da mangiare. E’ la mia seconda natura, perche’ fin da piccola il messaggio a casa era: mangia tutto quel che vuoi, ma buttare via – assolutamente no. Probabilmente derivante dal fatto che i miei genitori hanno passato la seconda guerra mondiale, e provato la fame.
    Sarebbe interessante raccogliere tutte le idee che vengono suggerite qui – un “libro di ricette” un po’ diverso.
    Qual e’ il libro di cucina ebraica di cui parli?

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  3. Ricetta israeliana con gli avanzi non ne ho…. Non so se sia una cosa risaputa comunque, ma ci provo – anche se risale alla mia infanzia italiana. Quando si fanno le cotolette o qualsiasi altro piatto passato con l’uovo e impanato, a volte rimane un po’ di uovo. Mia mamma (e anch’io) ci aggiungeva un po’ di pane grattuggiato e ne faceva “polpettine di pane”. Cotte – fritte insieme al piatto che si sta preparando; ce le mangiavamo – e se le mangiano adesso i miei figli. Buone.

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    • Idea interessante. Io invece se devo usare solo i tuorli, uso gli albumi per fare una maschera ai capelli prima di lavarli, o anche, se ne ho abbastanza per entrambe le cose, una maschera per il viso.
      Quanto alle ricette, io tanti anni fa mi sono inventata una cosa che poi ho scoperto essere praticamente la base della famosa – ma non per me in quel momento – insalata israeliana. Che consiste nel tagliare a cubetti diverse verdure: pomodori, cetrioli ecc. Quello che ho fatto io quella volta è stato di tagliare a cubetti o tritare grossolanamente peperoni rossi gialli e verdi, sedano, cipolle, carote, cetrioli, salare, pepare, mettere in un vaso e coprire di olio. Dopo qualche giorno tutti i sapori si sono amalgamati e può durare qualche settimana (io l’ho sempre lasciato fuori, ma probabilmente in frigo dura anche di più) ed è sempre a disposizione per un panino leggero ma gustoso, per insaporire un’insalata, per guarnire uova sode, per condire, scaldandolo appena un po’, una pastasciutta quando non si ha niente di pronto e non si ha tempo o voglia di preparare un condimento.

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      • Con gli albumi allora: ci sono biscotti per cui servono solo quelli. Albumi, zucchero e mandorle tritate. Se vi interessa cerco le dosi… Si mescola il tutto e si cuoce in forno. Per chi va matto per qualsiasi cosa contenga mandorle come me sono fantastici!

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      • Coi dolci purtroppo non sono granché brava, e non ne faccio spesso. Però ti rilancio la palla: se hai voglia di fare quelle cose lì che richiedono solo gli albumi e ti restano i tuorli inutilizzati, unire al tuorlo un po’ di olio d’oliva, un cucchiaino di Nivea e mescolare bene: viene fuori una meravigliosa maschera nutriente per il viso. Ti basta per due tre volte, ovviamente da fare un giorno dietro l’altro perché dopo qualche giorno comincia a puzzare.

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  4. il verde dei siolot si taglia a rondelle molto sottili e lo si butta nel brodo con la pastina mezzo minuto prima di mangiarla…. oppure si buttano nell’insalata, crudi (con sedano e noci, magari)
    oppure si usano insieme a tutto il resto nella bagnacaoda…
    mai pensato di buttarli, dei siolot butto solo le barbe…. e quando li trovo interi (cioè con le foglie verdi a punta e chiuse) è festa grande….

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