E VISTO CHE È L’8 MARZO

Provvediamo a buttare a mare un po’ di leggende metropolitane.

Otto marzo, festa internazionale della donna. Già da alcuni anni, gli storici (ho presente un bell’articolo di Giulia Galeotti, ma altri ne hanno scritto) hanno sfatato il mito che la giornata, celebrata per la prima volta nel 1909,  sia stata istituita per commemorare un terribile rogo di operaie che sarebbe avvenuto l’8 marzo 1908 nella fabbrica Cotton di New York. La fabbrica Cotton non è mai esistita, il rogo non c’è stato, si tratta solo di una leggenda fondativa, simile a tante altre nella storia, nate dal bisogno di ancorare una ricorrenza generale, quella delle donne, a fatti storici concreti, in questo caso avvolti in un’aura di martirio. In realtà, un rogo c’è stato, ma nel 1911, il 25 marzo per l’esattezza, quello della Triangle Factory, anch’essa una fabbrica tessile. Vi morirono 146 operai, uomini e donne, non solo donne quindi. Erano per la maggior parte immigrati, italiani ed ebrei dell’Est Europa, molte erano le donne. Che questa memoria, successiva alla prima celebrazione della giornata, sia confluita in quella falsa di un rogo mai avvenuto, è evidente. […]
(Anna Foa, 08/08/2010)

Io, ad ogni buon conto, voglio essere rispettata 365 giorni all’anno, non presa a calci in culo per 364 e coccolata per uno. E voglio anche chiarire che cosa intendo per rispetto: quando, egregi signori, nel commentare affermazioni o prese di posizioni sgradite – o anche oggettivamente sgradevoli – in ogni caso non condivisibili di Rosy Bindi o di Paola Binetti spiegate ammiccando: “Poverina, non scopa”, non state insultando Rosy Bindi, non state insultando Paola Binetti: state insultando me. In prima persona.

barbara

    • Io invece potrei tranquillamente affogarla senza l’ombra di un rimorso, con tutte le menzogne su Israele che provvede intensamente a diffondere, con tutte le energie che profonde nel condurre guerra a tutti gli “ebrei cattivi” che non odiano Israele eccetera eccetera. Solo che questo suo pezzo era la cosa migliore che avevo sottomano sull’argomento, e quindi l’ho dovuta riportare, ma resta comunque una persona sporchissima, che fa un lavoro sporchissimo.

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  1. Innanzitutto è una storia vecchia che si snoda giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno, decennio dopo decennio… In secondo luogo con quel pezzo ha fatto opera di disinformazione: al bar sport la puoi trattare da superficialità, su un giornale da parte di una storica direi proprio che si tratta di altro. E la sua è una sistematica opera di disinformazione. In terzo luogo lei è quella che ha scritto che Sharon Nizza, se proprio si deve presentare, che almeno si presenti come persona e non come ebrea: arrogandosi addirittura la facoltà di dare patenti di ebraicità, lei che fino all’altro giorno neanche sapeva che cosa esattamente significasse essere ebrei. E l’altra cosa che fa sistematicamente è di sferrare colpi bassi a tutti coloro che considera suoi nemici personali, ossia chiunque non sia comunista duro e puro. Direi che è quanto basta per considerarla quello che in Veneto viene chiamato na gran figura porca.

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  2. scusa se mi distacco dai commenti sopra ma non conosco neanche di nome la persona di cui si sta parlando ma ti stimo abbastanza da fidarmi del tuo giudizio.
    Inizialmente volevo tendere più verso il faceto che al serio ma non più di tanto.
    L’astinenza sessuale voluta o meno può portare all’elaborazione di concetti spesso fantasiosi e/o non condivisibili.
    La chiosa è che ciò vale per entrambi i sessi.
    Shabbat shalom.

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    • Indubbiamente l’astinenza, in qualunque campo, può facilmente portare a una focalizzazione dell’oggetto assente, che a sua volta può indurre a esternazioni eccessive o di dubbio gusto, ma il becerume e la mancanza di rispetto sono altra cosa. Un critico d’arte che dichiara compiaciuto che Rosy Bindi è più bella che intelligente non è un povero maschio in crisi d’astinenza, bensì un ammasso di merda modellato in forma vagamente umana. Quando un presidente del consiglio, oltretutto in visita ufficiale, chiama culona una sua omologa straniera non è un povero maschio in crisi d’astinenza, bensì un ammasso di merda modellato in forma vagamente umana. E il fatto che i due soggetti in questione siano due ammassi di merda è dimostrato dalla coerenza fra le esternazioni qui riportate e ogni altro loro atto.

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      • E come darti torto?
        (A parte il fatto che sarebbe pericoloso per l incolumità personale)

        Ma hai letto della donna che ha dovuto abortire da sola in bagno per via dei medici obiettori ?

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        • Ti dirò, nella mia testa un dover abortire non ci entra proprio.
          (comunque no, non l’ho letto, in questo periodo non riesco a concentrarmi praticamente su niente, ho tonnellate di posta ancora da leggere, e chissà quando recupererò).

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        • E comunque la notizia risale a ottobre 2010, quattro anni fa, ritirata fuori adesso per dare addosso alla legge 40 (con un certo volo pindarico).

          @Barbara: grazie, mi è piaciuto il “nella mia testa un dover abortire non ci entra proprio”. 😉

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        • Mi viene in mente quella tizia che mi ha raccontato che suo marito le aveva detto che non occorreva che prendesse la pillola perché tanto lui era sterile, e lei senza neanche chiedergli da dove gli venisse questa certezza si è fidata e ha smesso di prenderla, ed è rimasta incinta, “e così mi è toccato prendere l’aereo e andare a Londra ad abortire”. Le è toccato. E per carità, non tutte quelle che scelgono di abortire lo faranno per motivi tanto futili, ma sempre di una scelta si tratta.

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        • La mia vicina credo che fosse convinta che durante l’allattamento non potesse rimanere incina e invece… c’è rimasta! Indovina che ha fatto? Quello che in genere fa una donna incinta, ha aspettato nove mesi. Non ha dovuto abortire neanche un po’. Nota, la casa è piccola e non credo nuotino nell’oro.

          Anche la mamma di un’amica di mia figlia è rimasta incinta che le due figlie erano già grandi, e proprio non se l’aspettava, pensava di poter ricominciare un po’ a godersi la vita… che doveva fare? Pure lei ha aspettato nove mesi, e ora la vita se la gode lo stesso: in fondo, ora sono quattro adulti a guardare un piccolino, che è il grande amore di tutti.

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  3. Pingback: LA GIORNATA DI OGGI | ilblogdibarbara

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