E FINALMENTE LEONARDO TORNA A CASA

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Bimbo conteso a casa con la madre «Ora tornerà nella sua scuola»

La Suprema corte accoglie il ricorso della donna che si è presentata a casa dell’ex marito. «Mi ha detto: ‘mamma, portami a casa. Voglio che questo incubo finisca»

PADOVA – La decisione della Suprema Corte, che attribuisce un difetto di motivazione nella decisione dei giudici d’appello, rimandando al tribunale di secondo grado il processo, rappresenta per la mamma del bimbo conteso di Cittadella una prima vittoria. E la donna non ha atteso uan frazione di secondo: annullato l’appello sono infatti valide le misure emesse in primo grado, nelle quali era previsto che il piccolo stesse con lei. E così mercoledì sera la donna, assieme ad avvocato e familiari, si è presentata davanti alla casa protetta di Padova in cui si trova il bambino per ordine del giudice e per scelta del papà. La donna ha presidiato l’entrata della struttura per ore chiedendo di potersi portare a casa suo figlio. Affinché non accadesse nulla di pericoloso la signora è stata fatta entrare. Una suora le ha detto che il piccolo non si trovava lì ma stava con il padre a casa sua.

La donna allora si è presentata nel quartiere dell’Arcella dove abita l’ex marito, e si è piazzata sotto casa sua. «Lui – ha detto la donna, riferendosi all’ex coniuge – ha richiuso subito la porta, ma il bambino ha sentito la mia voce ed è uscito dalla casa, salendo nella mia macchina». Diversa è la versione dell’uomo, che afferma di aver preso la decisione di lasciarlo andare per non turbarlo e per non ricadere nelle stesse scene di tre mesi fa. Così gli ha messo giubbetto e berretto al bambino, e, pur con un nodo alla gola, gli ha spiegato che si sarebbero visti presto e, con tutta la calma e la serenità di cui quel bimbo ha bisogno, lo ha consegnato alla mamma senza discussioni, assicurandosi che, per quanto previsto dai giudici di primo grado, sia messo nelle condizioni di vedere il bambino con regolarità, in attesa del nuovo appello. La madre ha riferito all’Ansa le parole del piccolo: «Mamma riportami a casa, voglio che finisca questo incubo»,

Secondo l’agenzia Ansa, il bambino tornerà nella scuola di Cittadella da dove era stato prelevato a forza nell’ottobre 2012 il bambino di 10 anni al centro della dura controversia tra i genitori. Lo ha confermato la madre, sostenendo che la scuola ha già dato il nulla osta. «Può tornare nella sua classe quando vuole» ha aggiunto. Nei mesi scorsi, quand’era nella casa-famiglia, il ragazzino – compirà 11 anni ad aprile – era stato inserito in una scuola elementare di Padova. «Nonostante il caos – ha detto la donna – ha avuto una pagella con tutti 9 e 10».
Roberta Polese, 21 marzo 2013, qui.

Di questa atroce vicenda e di altre analoghe – quando non addirittura peggiori – si era parlato qui (nei commenti), qui e qui. (E un immenso grazie a chi mi ha segnalato la notizia)

barbara

  1. Sono arrivata in ritardo ma ti aggiorno. Intervista alla mamma: la casa in cui era rinchiuso era roba da chiamare i Nas e infatti li ha chiamati. Il bambino ha perso 10 kg. Durante questi 5 mesi, i tenutari della “casa” hanno cercato di farle firmare di nascosto, dandole appuntamento in un altro paese, un contratto in cui lei si impegnava a dare 400euri/ora a uno psicologo che in cambio le avrebbe fatto riavere il figlio in tempi brevi: niente firma ma li ha denunciati. Il padre del bambino avrebbe potuto fargli frequentare la scuola di sempre invece lo ha volutamente messo in un’altra scuola perchè bisognava “resettarlo”; da lunedi torna nella sua vecchia scuola….Potrei proseguire ma mi viene la nausea. Ti passerò i prox aggiornamenti degni di nota,perchè c’è da mettersi le mani nei capelli. E sto usando un eufemismo.

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  2. Dimenticavo: lo “psichiatra” che lo ha prelevato a forza a scuola insieme al padre, indispettito perchè lei lo sputtanava in tv, in questi mesi per ritorsione ha continuato a ridurle le ore di visita al figlio, contravvenendo anche alle disposizioni del giudice minorile; da 5 ore di visita la settimana, era ridotta a vederlo un’ora. Con la complicità di assistenti sociali compiacenti. Mi chiedevo se tutta questa gente di merda è pagata con le mie tasse.

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  3. L’ordine dei medici di Venezia dopo la convocazione non ebbe nulla da dire, ovviamente. Barbara, credo che si dovrebbe aver un letamaio bello grande. O una fila lunga.

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    • In Germania – dove, a differenza dell’Italia l’iscrizione al partito NON era obbligatoria per accedere a posti pubblici – le categorie professionali in testa nell’adesione al nazismo erano medici e (ahimè) insegnanti : vorrà pur dire qualcosa. (D’altra parte oggi la maggior parte degli insegnanti è filopalestinese, ossia sempre dalla stessa parte di allora).

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  4. Sono filopalestinesi perchè sono ignoranti come capre; ho frequentato insegnanti di scuola superiore per un paio d’anni e non mi capacitavo dell’80% delle minkiate che sentivo. In ogni ambito.

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  5. Una mia amica non ha avuto l’adozione perchè la ventunenne assistente sociale la trovava antipatica ,figuriamoci se avesse avuto davanti la mamma e la zia di Leonardo.Però di dessero tutti una calmata.

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    • Cioè secondo te la madre avrebbe dovuto lasciarlo sequestrare e rapire in quel modo senza fiatare? Avrebbe dovuto lasciarlo in quella casa-lager senza fiatare? Avrebbe dovuto lasciar perpetrare su di lui ogni sorta di violenza senza fiatare? Ma complimenti!

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    • Cioè, tu vedi strappare un bambino dalla scuola, trascinarlo via con brutalità inaudita e dici con calma adesso mediamo?! E lo dici a chi? All’energumeno che lo sta brutalizzando? Allo psichiatra che si è inventato una sindrome inesistente? E intanto il bambino che si fotta pure?!?! Che stia pure nella casa lager! Che gli facciano il lavaggio del cervello! E chi se ne frega, che lo ammazzino pure, l’importante è mantenere la calma e mediare, eccheccazzo.

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  6. Ho qualche dubbio che si possa agevolmente mediare con qualcuno che trascina i bambini sul selciato come fosse suo diritto di nascita facendosi aiutare in toto lo psichiatra del tribunale (lo spichiatra del tribunale si è inventato una sindrome inesistente per sfizio personale? O per cosa?).
    Gli appelli alla “mediazione” con chi si sente in diritto di forzare, maltrattare, sbattere in istituto (pure osceno) il proprio figlio bambino (probabilmente considerato “trofeo” di guerra) non è sono solo assolutamente cretini, ma proprio in malafede.

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        • Una mia amica tollerava che il marito avesse l’amante pur di non separarsi per non creare traumi al figlio,non fù così e il figlio (avendo preso dal padre) ha dato alla mia amica due bei nipoti ma è single e la mia amica solidarizza con la madre dei suoi nipoti ,ci và in vacanza insieme e litiga civilmente col figlio per farlo tornare con i figli,ma la mia amica è veramente una santa laica.

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      • Primo: non ho capito cosa diavolo c’entri con la vicenda di Leonardo.
        Secondo: la tua amica non è una santa laica: è una deficiente e in più una criminale che pur di non rinunciare alle sue sicurezze familiari e magari a qualche scopata – con lo schifoso alibi di non voler creare traumi al figlio – lo ha rovinato, rovina che si è poi estesa alla compagna del figlio e ai figli del figlio. Gente così andrebbe sbattuta in galera per crimini contro l’umanità, e buttare via la chiave.

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