SEMPRE PIÙ A PECORINA

Niente bagnine a Jesolo. Gli islamici non vogliono

di Gianluca Veneziani

Avete presente le bagnine di Baywatch che correvano sulla sabbia dorata di Malibù, esibendo le loro generosissime forme strizzate in costumi rossi? Be’, dimenticatevele. A Jesolo il sindaco Valerio Zoggia, di comune accordo con la Federconsorzi, ha deciso che nella prossima stagione balneare gli steward sulla spiaggia locale saranno soltanto uomini. Niente donne, niente hostess, niente bagnine. La ragione? Le rappresentanti del gentil sesso, nella veste di controllori da litoranea, si farebbero rispettare poco da bagnanti e venditori abusivi di religione musulmana. Nella passata stagione addirittura alcuni immigrati islamici avrebbero offeso e sputato le ragazze del servizio d’ordine, che intimavano loro di rispettare le regole. «Ai loro occhi», ha spiegato il presidente della Federconsorzi Renato Cattai, «non godevano della necessaria autorità, perché i musulmani, per la loro cultura, non ascoltano le donne quando danno ordini o anche solo consigli. Anzi, si agitano e finiscono per offenderle». Quindi la morale è che, per tenere buoni i musulmani, tra l’altro venditori abusivi, il sindaco e la Federconsorzi hanno pensato bene di «far fuori» le donne. Un gran bell’esempio di democrazia e di rispetto. Della civiltà altrui, certo, mica della nostra.
La notizia appare ancor più irritante perché la spiaggia è uno dei luoghi dove si esprimono al meglio la civiltà di un popolo e la sua evoluzione nel tempo. Andare a mare in bikini, costume intero o velo integrale fa la differenza tra l’Occidente e molti Paesi musulmani e segna il discrimine tra il mondo contemporaneo e gli anni del Dopoguerra. L’esibizione del corpo in battigia e l’invenzione stessa del «due pezzi» sono stati un passaggio fondamentale nella crescita del nostro modo di considerare la donna, molto di più della rivoluzione sessuale degli anni Sessanta. Dove non riuscì la liberazione dei costumi, poté la libertà di indossare il costume. Tornare a impedire alle donne di frequentare la spiaggia perché malviste dai musulmani, considerarle inadeguate al servizio d’ordine perché prive di autorità, come ha fatto il sindaco di Jesolo, ci sembra una regressione delirante, un conformarsi al pregiudizio altrui, nell’incapacità di segnare la differenza tra due civiltà, la nostra e la loro, peraltro in un luogo dove in passato si sono molte spesso scontrate: il mare.

L’ultimo paragrafo dell’articolo non l’ho riportato, perché fa vomitare (giusto per usare una delle espressioni care al femminismo storico, potrei dire che è un perfetto esempio del più becero veteromaschilismo d’accatto). Chi fosse comunque interessato a prenderne visione, potrà trovare qui l’articolo completo.

Chiarito questo, prendere a randellate sulle gengive sindaco e compagni di merende sarebbe ancora poco. E la logica è sempre la stessa: accontentare il coccodrillo, qualunque cosa chieda, nell’illusione che prima o poi sarà sazio e non chiederà più niente. Come hanno fatto con Hitler, regalandogli l’Austria, e poi un pezzo di Cecoslovacchia, e poi l’altro pezzo di Cecoslvacchia… e alla fine ci siamo ritrovati con l’Europa in macerie e decine di milioni di morti. E il primo che mi viene a dire che quella è un’altra storia, prendo a randellate sulle gengive anche lui.
Europes Future
E poi riguardati questo
Contrasti-culturali
(cliccare il link, cliccare “presentazione”, cliccare “dall’inizio”)

barbara

  1. Credo sia il caso di scrivere una fervente lettera di protesta al sindaco e all’Unar (l’ufficio ministeriale contro le discriminazioni). In pausa pranzo vedo di provvedere.
    E per iniziare, si boicotta il litorale veneto. L’accesso alla spiaggia è, frequentemente, a pagamento, e i miei soldi non glieli dò.

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    • Leggo che ci sono già alcune piscine che hanno stabilito determinati giorni di accesso alle sole donne per permettere alle signore islamiche di nuotare senza rischiare di essere sfiorate da un uomo, condizione senza la quale i loro padri/fratelli/mariti mai e poi mai permetterebbero loro di andarci. E mi sa che devo aver letto da qualche parte di piscine che chiedono anche alle altre il suddetto piccolo gesto.

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  2. Le bagnine non riescono a farsi rispettare quando si comportano da persone civili? Chiaro, se non si stanno rivolgendo a persone in grado di apprezzarla l’educazione e la civiltà. Mi sputi? Ti bastono! E non in senso figurato e che cavolo! Se capiscono solo quello, bisogna adeguarsi. Hanno schifo delle donne in costume da bagno? Non le guardino o si levino dai c…!

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    • Già, alle donne in bikini, per vendere le loro cianfrusaglie, non hanno grandi problemi ad avvicinarsi, e magari, se capita, anche allungare le mani (si sa che noi infedeli siamo tutte troie e siamo lì che non aspettiamo altro), ma la bagnina, la vigilessa o altro che sia non sono accettate perché sono esseri inferiori e non hanno il diritto di richiamarli all’ordine. Bastonate, appunto, sulle gengive e sui coglioni.

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  3. Sembra che il sindaco abbia già fatto marcia indietro e che le bagnine ci saranno dal 1 giugno; comunque ti copioincollo ovunque perchè è GRAVISSIMO solo il fatto che la questione si sia posta. Che vadano a cagare gli islamici.

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    • Sì, ho letto che ha deciso che ci saranno coppie miste di bagnini, in modo che la donna c’è ma i devoti di Allah, grazie a questa geniale trovata del sindaco, possono fare finta che non ci sia. Non solo si mette a pecorina, ma provvede anche a tirarsi giù braghe e mutande, che non debbano affaticarsi a farlo loro. Randellate doppie.

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  4. La direttiva europea n. 54 del 2006 (inerente il principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne), recepita in Italia tramite il decreto legislativo n. 5 del 2010, parla chiaro: in ambito lavorativo è vietata ogni discriminazione per ragioni connesse al sesso. Sic et simpliciter.

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  5. Scusate se parlo fuori dal coro, ma a parte che ovviamente non esiste licenziare le bagnine solo perché hanno fatto bene il loro dovere, da diversi commenti appare a priori un’immagine abbastanza negativa dei venditori ambulanti. Non sono mai stata a Jesolo, sarà questione di litorale, ma gli ambulanti sulle spiagge sarde non si sono mai mostrati violenti o aggressivi nei confronti di nessuno. Le donne non portano burka, non portano velo, al massimo un bel turbante, ma di solito fanno vedere le loro acconciature per poterti vendere, senza insistenze da parte loro, le treccine in afro-look. Sicuramente ci sono molte differenze culturali fra noi sardi e loro, ma l’impressione è che rispettino le nostre tradizioni. In certi casi più di qualche “continentale”…
    Ma non sarà che era una scusa del sindaco per licenziare le ragazze? O è che tutti i senegalesi str… vanno a Jesolo?

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    • 1. Nessuno ha parlato di senegalesi: quelli te li sei inventati tu (lapsus freudiano?)
      2. Sappiamo tutti che le donne senegalesi non portano il burqa, ma non vedo che cosa questo abbia a che fare con la questione.
      3. Reazioni pesanti a richieste di spostarsi da aree in cui non era permesso stendere teli di venti metri quadri io ne ho viste.
      4. Mani addosso io ne ho avute e non è sempre stato facile liberarmene.
      5. Quando parli di “loro” a chi ti riferisci? Sulle spiagge fra gli ambulanti (abusivi, quindi automaticamente fuori legge) ci sono decine di nazionalità diverse: tu pensi che abbiano tutti le stesse tradizioni? Non ci sarà un pelino di razzismo in questa convinzione?
      6. Ambulante integrato? Da che cosa lo deduci? Dal fatto che canta in sardo? Anche quelli che hanno fatto gli attentati di Londra, immigrati di terza generazione, parlavano perfettamente l’inglese. Se poi è veramente integrato e onesto eccetera eccetera che cosa vorresti dimostrare? Che immigrato musulmano è sinonimo di brava persona onesta socievole rispettosa delle culture altrui?

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      • Rispondo prima al punto 6. Pensavo che si capisse che non stavo portando prove scientifiche, statistiche o sondaggi sull’integrazione degli ambulanti extracomunitari. Pensando agli ambulanti mi è venuto in mente lui perchè è simpatico. (e comunque imparare la lingua, anzi le lingue, della regione in cui ti trovi è per me il primo segnale di integrazione)

        Per quanto riguarda gli altri punti: 1) si parlava di venditori abusivi di religione musulmana. “Temo” che anche i venditori senegalesi nelle nostre spiagge rientrino in queste due categorie. 2) il tema burka appare negli commenti, non lo introdotto io. 3) Ok, questa è la tua esperienza, ma io ho riportato la mia. 4) vedi punto 3 .
        E infine 5) Parlo dei venditori ambulanti. Erano semmai i commenti che facevano di tutte le erbe un fascio; parlavano di venditori ambulanti abusivi e musulmani. In questa categoria rientrano anche la maggioranza dei senegalesi. Sono loro gli abusivi di religione musulmana che vendono sulle spiagge e davanti ai supermercati sardi. Abbiamo anche un marocchino (che vedo da anni e non mi risulta abbia mai fatto niente di male) e una ragazza marocchina molto giovane (che anche lei si è sempre comportata correttamente per quanto ho visto). Com’è la situazione a Jesolo poi io non lo so.

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      • Dai, su, lo sai che l’arrampicata sugli specchi non è mai stata la tua specialità, perché non lasci perdere? A controbattere non mi ci metto neanche perché se no ci faccio notte e ancora non ho finito (e pensare che quando non sono in ballo islam e Israele saresti una persona tanto ragionevole…)

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    • Io una volta, in un punto in cui anche se riesci a guardare trenta cose contemporaneamente ce n’è sempre una trentunesima che ti sfugge, ho preso sotto uno in bicicletta. Me ne sono accorta perché l’ho visto fermo in mezzo alla strada (era in pieno giorno) che mi guardava con l’aria stranita. Fortunatamente si era reso conto che non lo avevo visto e ha istantaneamente alzato la gamba, sicché ho colpito solo la bicicletta e lui non si è fatto niente. Sta di fatto che io l’impatto non l’ho assolutamente sentito, e proprio in quella circostanza mi sono ritrovata a riflettere su quelli che affermano di non essersi accorti di avere preso sotto qualcuno: almeno in qualche caso potrebbe anche essere vero. Detto questo, dal colpire il parafango di una bicicletta a trascinarsi una persona per cinque chilometri credo che ce ne corra.
      Colpisce l’accenno, alla fine, allo stato di salute della donna che potrebbe averne offuscato la lucidità: primo comandamento, cercare giustificazioni, scuse, attenuanti. Fanculo.

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    • Non credo che i SUV siano il diavolo: hanno sicuramente una loro funzione e una loro utilità. Quelli che usano il SUV per girare in città e andare a prendere il pane, forse non sono il diavolo neanche loro, però penso che ci vadano abbastanza vicino. Coi rivenditori non me la prenderei: se io ti pianto nelle budella un coltello da cucina non penso sia da mettere in galera quello che me lo ha venduto. Quelli che si mettono alla guida in condizioni di ridotta lucidità – che sia per alcol, per droga, per farmaci o per patologie – andrebbero trattati esattamente come si trattano (o si dovrebbero trattare) i soggetti pericolosi: cella di sicurezza, e buttare via la chiave.

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