IL GRANDE AMORE DELL’UNRWA PER I “MARTIRI”

Il nuovo Arab Idol palestinese, un “eroe” – insieme ai terroristi

Un editoriale di Ma’an celebra il nuovo Arab Idol, il palestinese Mohammed Assaf, che ha vinto il premio indossando una kefiah.
L’autore, Firas Attieh Tirawi, si riferisce ad Assaf come un “eroe” e lo paragona ad altri “eroi palestinesi”, come Yasser Arafat, Abu Jihad e Abu Iyad e Abdul Qader Husseini, Faisal Husseini e Ahmed Shuqairi e Fathi Shikaki (fondatore della Jihad islamica) e Abdel Aziz al-Rantissi e Ahmed Yassin (co-fondatori di Hamas), Abu Ali Mustafa (FPLP), e George Habash (PFLP).
L’articolo si riferisce anche al canto di Assaf di “ritorno” in Palestina dal fiume al mare, espellendo gli ebrei da Haifa e Acco e Giaffa nonché Gerusalemme.
Intanto l’UNRWA ha nominato Assaf – il cantante che ha gareggiato con canzoni che sostengono la distruzione di Israele – a suo primo “ambasciatore”.
Primo palestinese a vincere Arab Idol, Assaf è nato da genitori profughi palestinesi in Libia. È tornato nella Striscia di Gaza con la sua famiglia all’età di 4 anni ed è cresciuto in gran parte nel campo profughi di Khan Younis. Si è descritto come un “figlio della Palestina” e un “figlio dell’UNRWA”: sua madre è un’insegnante dell’UNRWA, e lui stesso è stato educato in scuole dell’UNRWA.
Il che significa che non ha alcuna ragione di avere lo status di rifugiato – la sua famiglia si è trasferita in piena libertà al territorio della “Palestina”, che è dove è cresciuto.
L’UNRWA, naturalmente, è d’accordo con Assaf che lo Stato ebraico deve essere distrutto con il “ritorno” di milioni di profughi falsi come la famiglia di Assaf. Ed è stato documentato che le scuole dell’UNRWA di Gaza in cui Assaf è cresciuto insegnano le glorie del jihad e il martirio. (qui, traduzione mia)

Eccolo qui, dunque, il ragazzotto belloccio per il quale Google dà 127 milioni di risultati, che vuole portare al mondo “la giusta causa palestinese”, che in miliardi di interviste racconta il dramma dell’occupazione (sì, noi lo sappiamo che la “sua” Gaza non è occupata da otto anni, ma a lui non l’hanno ancora detto; sappiamo anche che è Israele ad essere assediata dalle migliaia di missili sparati dalla “sua” Gaza, ma a lui non hanno detto neanche questo, povero caro). D’altra parte lo sappiamo da sempre, che il jihad si combatte con qualunque arma disponibile: lui lo fa con la sua faccia di bronzo, e nessuno se ne stupisce. Non ci si stupisce, a dire il vero, neanche l’aperto appoggio (coi nostri soldi) dell’UNRWA al terrorismo. Ma almeno un pelino indignati, abbiamo il diritto di esserlo?

barbara

    • Sì sì, certo, solo un pelino, non bisogna esagerare, non bisogna generalizzare, ricordarsi sempre che torto e ragione non stanno mai da una parte sola, che il mondo non è bianco e nero ma con cinquanta sfumature di grigio, che il denaro non dà la felicità e quindi se ci scippano fior di quattrini per comprare missili teleguidati da duecentoottantamila dollari con cui centrare autobus pieni di studenti non dobbiamo prendercela più di tanto… giusto quel pelino, appunto.

      "Mi piace"

        • No, quello è per tenersi caldi nelle fredde notti d’inverno quando, andando a trovare i loro poveri amici palestinesi, non si possono riscaldare per via dell’embargo decretato dal malvagio occupante sionista. Figurati che in quelle misere baracche dei miseri campi profughi fa talmente freddo che quando pisciano gli si ghiaccia il piscio in aria prima di arrivare giù. Da piangere, guarda, da piangere. Se non avessero almeno quel po’ di pelo sullo stomaco ci si prenderebbero tutti la broncopolmonite doppia. Forse anche tripla.

          "Mi piace"

  1. Non conosco la storia dei profughi palestinesi, sebbene già a sentire la versione loro, senza contraddittorio, è come minimo improbabile.

    Tuttavia è sempre brutto constatare le bugie su di voi che dovete subire ogni giorno, solo in quanto ebrei che cercano (come mezzo mondo _a parole_ voleva, prima del ’48) di avere un proprio stato.
    Si vedono dinamiche simili negli episodi di bullismo.
    Qualunque cosa faccia la vittima sarà SEMPRE sbagliata. E’ nient’altro che prepotenza.
    Mio nonno ha vissuto la stessa cosa da veneto trasferitosi (da solo, o quasi) in un minuscolo paesino lombardo.
    Negli anni ha migliorato la sua posizione lavorativa, ha reso la sua proprietà molto più bella e “rispettabile”, ha perfino avuto un figlio imprenditore di successo (partendo dalla povertà non era poco). Ma lui, per i due, tre vicini di casa “storici” è stato (fino a due anni fa, quando ha perso l’autosufficienzza) una persona di serie B. Qualunque cosa facesse era sempre sbagliata, lui era sempre nel torto.
    Se invece fsse stato un violento e un prepotente avrebbe avuto il loro rispetto, immagino, vista la meschinità degli individui.

    Israele e gli israeliani (intesi come comunità) hanno tutto i mio rispetto per come riescono a difendersi dai lupi senza diventarlo a loro volta.

    Coraggio, per la vostra comunità, che sta agendo in maniera esemplare, ci sarà sempre più rispetto e ammirazione nel mondo, anno dopo anno.

    E certe merde si seccheranno al sole. (Chiedo perdono per l’espressione, ma esprime tanto bene quello che penso che non la cancello.)

    "Mi piace"

  2. Ah, già.
    E’ chiaro per chiunque non si rifiuti a priori di ammetterlo, che anche quando sono evidentemente nella ragione, gli ebrei hanno sempre l’onere della prova (presunzione di colpevolezza), mentre agli avversari degli ebrei è sempre concessa presunzione d’innocenza e/o buona fede e l’ultima parola nei dibattiti.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...