PUNTI DI VISTA

Il reverendo Lemuel Wiley

Predicai quattromila sermoni
e ressi quaranta revivals
battezzando i pentiti.
Ma nessuna delle cose che ho fatto
risplende più viva nel ricordo del mondo,
di nessuna mi pregio altrettanto:
ho salvato i Bliss dal divorzio
e tenuti immuni i figli da quella disgrazia
perché crescessero in ambiente morale,
felici essi stessi, e vanto al villaggio.

La signora Charles Bliss

Il reverendo Wiley mi consigliò di non divorziare,
per il bene dei bimbi,
e lo stesso consigliò a lui il giudice Somers,
e così restammo insieme fino alla fine.
Ma due dei bimbi parteggiarono per lui
e due dei bimbi parteggiarono per me.
I due che diedero ragione a lui mi biasimarono
e i due che diedero ragione a me lo biasimarono,
e soffrirono ciascuno per uno di noi,
e tutti si tormentarono per avere osato giudicarci
e si torturarono l’anima perché non potevano stimare
lui e me allo stesso modo.
Ora, qualunque giardiniere sa che le piante cresciute in cantina
o sotto le pietre, sono stente, gialle e rattratte.
Nessuna madre lascerebbe succhiare al suo bimbo
latte malato dal suo seno.
Eppure i preti e i giudici consigliano di allevare la prole
dove non c’è sole ma soltanto crepuscolo,
non calore, ma soltanto umido e gelo –
i preti e i giudici!
Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River

Le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni. Ma tanto l’inferno lo costruiamo per gli altri, mica per noi, quindi chi se ne frega.

barbara

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    • Riavvicinamento?! Abbi pazienza, ragazzo, ma qui stai proprio parlando arabo. E, scusa se mi ripeto, tu l’inferno in terra non sai che cosa sia, quindi non credo che ne dovresti parlare con tanta leggerezza (eh già, le famose buone intenzioni lastricanti gli inferni altrui…)

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      • Si hai ragione , sono un uomo molto fortunato. Dio mi ha dato un sacco di grazie, la più grande la Fede. Che cos’è l’inferno in terra? Potrebbe essere vedere la propria figlia di un anno spegnersi piano piano per un tumore al cervello? Prima la mia Virginia ha perso l’uso delle gambe. Aveva appena imparato a fare i primi passi. Ma quando tornavo dal lavoro mi sorrideva sempre. Poi ha perso piano piano l’uso delle braccia. Lei mi sorrideva comunque. Le chiedevamo se voleva tornare a casa, se voleva guarire. Lei rispondeva di no. Conosceva bene la sua missione. Poi ha perso l’ultima settimana, l’uso delle mani. Teneva gli occhi girati da una parte perché era il tumore che gli premeva sul nervo ottico. Aveva 3 costole sollevate di 4cm a causa di una metastasi sulla colonna vertebrale. I medici non capivano come ma lei non sentiva dolore. In quegli ultimi giorni , quando la baciavo sulla fronte , anche in quei momenti sorrideva. Poi è diventata un Angelo. È questo l’inferno di cui dici? Poteva essere un inferno ma Dio ci ha dato la Fede. Abbiamo preso la Croce e iniziato il nostro cammino. Piano piano stiamo trovando qui in terra il Paradiso.

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        • Lo so che avete vissuto questa terribile tragedia e che l’avete affrontata con straordinario coraggio e con meravigliosa dignità. Ma io stavo parlando d’altro – il tema del post è altro. Sto parlando di famiglie che SONO un autentico inferno. Famiglie in cui regnano l’odio e la violenza. Famiglie i cui componenti vivono all’unico scopo di distruggersi a vicenda. E il primo risultato è quello di distruggere i figli, distruggerne i nervi, distruggerne la personalità, distruggerne il carattere, distruggerne la capacità di affrontare la vita – quando non vengono distrutti anche materialmente, massacrati, stuprati, assassinati. E se ad un certo momento uno dei coniugi ha un attimo di resipiscenza, secondo te invece di scappare a gambe levate dovrebbe restare “per amore dei figli”? Dovrebbe cercare “un avvicinamento” continuando a lasciare i figli nell’inferno? E non venirmi a dire che questi sono casi limite: non lo sono, sono casi comuni che però preferiamo non vedere, e magari ci prodighiamo in buoni consigli: resistete, sopportate, fatelo per amore dei figli… E a me viene tanta voglia di avere una bomba atomica a portata di mano.

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        • Barbara capisco, i miei su tiravano i piatti. Il discorso e’ tanto lungo e scrivendo davvero ho paura di essere travisato o di pestare sentimenti. Diciamo che casi limiti non ce ne sono, hai ragione.

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        • Ciao, scusa il ritardo nella risposta ma in ferie posso usare solo il telefono x rispondere. Comunque i miei si sono separati per vent’anni e poi hanno divorziato. Separandosi iniziano delle mezze vite piene di se e di ma. Per questo infatti hanno aspettato venti anni prima del divorzio. Sono altresì convinto che mia mamma tutt’ora tenga a mio papà , ma ne abbiamo perso le tracce. Cosa c’entra con il tuo post? Ho esperienza diretta anche che una copia scoppiata con figli, lei con un tradimento di due anni, lui con tanti piccoli tradimenti qui è la, grazie a una grande forza di volontà sono tornati insieme. Se sia un inferno non lo so. Non sono ancora tranquilli, come dicevo …. Bisogna lavorarci molto. La vita non è bianco o nero, ci vogliono i compromessi e bisogna lottare.., non pensi?

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        • Ho insegnato per 36 anni, e di conseguenza ho avuto conoscenza diretta di oltre un migliaio di ragazzi, con ogni sorta di situazioni. Famiglie che con la scusa del famigerato “per il bene dei bambini” o qualche altro ignobile alibi sono rimaste insieme e hanno creato, crescendoli nell’inferno, frotte di figli disadattati, asociali, e soprattutto mostruosamente infelici. Famiglie che si sono separate male e hanno creato figli altrettanto infelici, ma almeno con momenti di tregua dall’inferno. Famiglie che si sono separate bene, ossia subito quando le cose hanno cominciato ad andare male e prima di arrivare a odiarsi e usare i figli come carne da cannone: separandosi hanno iniziato delle vite intere, serene, piene, crescendo dei figli sereni, senza traumi, senza incubi. Compromessi sulla pelle dei figli? Questo è il massimo dell’infamia!

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        • Non intendevo compromessi sulla pelle dei figli ma sacrifici sulla propria! Amare ha senso solo se c’è un sacrificio, se c’è misericordia per l’altro. Tenere insieme una famiglia comporta sempre sacrifici.

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        • Se potessi invece oggi consigliare dei genitori in questi frangenti : prima dell’irreparabile cercate di riavvicinar i alla fede, andate in chiesa , mettete i in ginocchio , cercate di capire che cos’è l’umiltà e mettete da parte entrambe in po’ del proprio io. Poi se avete la possibilità fare insieme un ritiro spirituale e affidatevi a Dio.

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        • Non puoi dire che i compromessi non sono sulla pelle dei figli, dal momento che, ti piaccia o no, sono loro i primi ad essere coinvolti. Quanto al suggerimento di andare in chiesa eccetera, mi sembra che tu stia dimenticando un piccolo dettaglio: sul pianeta ci sono circa cinque miliardi di persone che non sono cristiane, e una discreta fetta dei rimanenti due miliardi lo sono solo sulla carta: non puoi ragionare come se i tuoi valori fossero universali, perché non lo sono, e per quasi tre quarti dell’umanità le tue sono parole prive di qualunque significato. A parte questo, tu continui a suggerire soluzioni che prevedono azioni comuni, quando stiamo parlando di coppie che l’unica cosa che hanno in comune sono la volontà di non avere mai più a che fare l’uno con l’altro: siamo davvero fuori dalla realtà, e fuori da ogni logica.

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        • E per i figli vivere solo con un genitore non è un compromesso? Oggi essere separati e’ di gran moda ma quando ero bimbo io secondo te come ci si sentiva? I consigli che ho dato sopra sono il mio pensiero, un consiglio di una strada difficile da intraprendere ma fattibile e che ha dato spesso ottimi risultati.

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  1. OT (ma non tanto); ma che belle leggi che ha il nostro Stato in materia di divorzio! Pensate che se uno dei due divorziati ha uno stipendio fisso e l’altro no e fa bancarotta, quello con lo stipendio fisso è tenuto a mantenere l’altro nonostante il divorzio!!!

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