STAVOLTA NO

Sono stata totalmente favorevole alla guerra del Golfo, quando Saddam aveva invaso il Kuwait (strappando i neonati dalle incubatrici e scaraventandoli fuori dalle finestre, così, per divertimento) – e se quell’imbecille avesse fatto tre metri in più e avesse buttato giù Saddam avrebbe risparmiato al mondo intero quell’immane tragedia che infiniti addusse lutti agli achei, molte anzitempo all’Orco generose travolse alme d’eroi e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò.
Sono stata totalmente favorevole all’attacco all’Afghanistan dopo l’11 settembre, che se non fossero stati commessi tutti gli enormi errori che vi sono stati commessi, avrebbe dato splendidi risultati, eccome se li avrebbe dati.
Sono stata totalmente favorevole all’attacco all’Iraq, dopo che per dieci anni Saddam aveva preso per il didietro il mondo intero, impedendo agli ispettori Onu di controllare ciò che erano stati mandati a controllare – e spero che nessuno mi ritiri fuori la leggenda che le armi non sono state trovate: la Risoluzione Onu non chiedeva che fossero trovate, chiedeva che Saddam dimostrasse di averle distrutte. E non lo ha fatto. Per un motivo molto semplice: NON le aveva distrutte. E anche lì senza i mastodontici errori che sono stati commessi – errori da dilettanti, lasciatemelo dire – oggi non saremmo messi come siamo messi.
Sono stata favorevole. Perché la storiella che “le guerre non risolvono mai niente” la lascio agli allocchi. E ai Buoni di Professione. A meno che qualcuno non mi dimostri che il “problema Hitler” è stato risolto firmando una petizione di Change.org.
Stavolta no. Lo sarei stata, incondizionatamente, due anni e mezzo fa, quando a combattere contro Assad che faceva rapire e torturare e castrare e assassinare (in questo ordine) i bambini c’era la gente per bene, che non ne poteva più di un regime sanguinario e che sempre più sanguinario diventava di giorno in giorno. Poi sono arrivati gli altri, bande di terroristi giunti da ogni dove, dentro e fuori la Siria, altrettanto sanguinari (l’avete visto il video dei “miliziani” che aprono col coltello i corpi dei soldati appena uccisi, ne estraggono pezzi di interiora e se li mangiano?), altrettanto feroci, altrettanto spietati. Intervenire adesso? Per aiutare chi? Per concludere che cosa? Bombardamenti chirurgici su che cosa? Per far sì che sui civili inermi oltre alle bombe di Assad e quelle delle bande arrivino anche quelle a stelle e strisce? E la molla che ha fatto scattare la reazione quale sarebbe? Che ci sono 101mila morti mentre prima erano solo 100mila che andavano benissimo e non turbavano la coscienza dei Signori Potenti? Se non è ipocrisia questa, non so davvero a che cos’altro si potrebbe dare questo nome.
Se poi consideriamo che il gioco in questo momento sta in mano al più imbecille, al più inefficiente, al più impreparato, al più incapace presidente che mai gli Stati Uniti abbiano avuto nella loro storia (sì, a questo punto sono disposta a dirlo: perfino peggio di Carter), temo che siamo davvero sull’orlo di un’immane tragedia. Per tutti.

barbara