CHE FORTUNA PER I BOICOTTATORI!

Adesso ne hanno una nuova da boicottare!

Gli scienziati israeliani offrono la soluzione alla fame

Vediamo che cosa dirà il movimento di boicottaggio di Israele se Israele riuscirà a sviluppare nuove tecnologie per ridurre la fame, rendendo possibile la crescita delle colture nella siccità. Forse incolperà Israele per la riduzione dei prezzi del cibo.

Da: Aryeh Savir, Tazpit News Agency
Pubblicato: 19 agosto 2013

Un team di scienziati israeliani ha sviluppato una nuova tecnologia in grado di minimizzare carestie e conflitti, consentendo coltivazioni in tutto il mondo anche in condizioni di siccità.
Il professor Shimon Gepstein, cancelliere del Collegio Kinneret, dirige un gruppo di lavoro con l’obiettivo di modificare geneticamente una pianta in modo che possa resistere alla siccità per mezzo di una “autoibernazione” dopo un determinato periodo senza acqua e poi “resuscitare” quando riceve nuovamente acqua, senza che la struttura fisica della pianta subisca alcun danno.
Un portavoce del Collegio Kinneret ha detto alla Tazpit News Agency, che i risultati si stanno già mettendo in pratica e che aziende internazionali hanno espresso interesse per questa tecnologia.
La scoperta è avvenuta per caso durante la conduzione di esperimenti per prolungare la longevità delle piante e la durata di conservazione delle verdure. Sperimentando su foglie di tabacco, gli scienziati sono riusciti a sviluppare una pianta che vive due volte più a lungo, producendo fiori e frutti molto tempo dopo che le piante regolari sono appassite e morte. Quando le punte delle foglie vengono tagliate, le piante regolari ingialliscono e muoiono dopo una settimana, mentre le piante geneticamente modificate rimangono verdi per 21 giorni.
La svolta si è avuta quando alcune piante sono state lasciate nella serra incustodite per quattro settimane. Le piante di tabacco devono essere bagnate ogni due o tre giorni.
Quando il team ha scoperto che le piante erano rimaste inalterate e non avevano perso la loro vitalità, ha deciso di effettuare una serie di test su piante modificate e regolari che non sono state innaffiate per tre settimane. Le piante regolari sono morte, e quelle modificate hanno ripreso a crescere dopo aver ricevuto l’acqua, senza avere subito alcun danno durante la “siccità”.
La nuova tecnologia, se commercializzata, creerebbe una rivoluzione dato che gli scienziati prevedono che i cambiamenti climatici aumenteranno il numero e la gravità delle siccità in tutto il mondo.
In Israele e in altre zone aride, il grano piantato all’inizio dell’inverno e i germogli sviluppatisi dopo una pioggia precoce saranno in grado di sopravvivere a una successiva siccità.
La nuova tecnologia potrebbe anche alleviare una crescente carenza di acqua globale, in quanto le piante sopravvissute all’esperimento necessitano di appena un terzo della quantità normalmente necessaria. (qui, traduzione mia)

E poi beccatevi anche questo.

barbara

  1. interessante!   DAVIDE FASSOLA

    ________________________________ Da: ilblogdibarbara A: tikkeiwjapan1999@rocketmail.com Inviato: Martedì 10 Settembre 2013 20:53 Oggetto: [New post] CHE FORTUNA PER I BOICOTTATORI!

    WordPress.com blogdibarbara posted: “Adesso ne hanno una nuova da boicottare! Gli scienziati israeliani offrono la soluzione alla fame Vediamo che cosa dirà il movimento di boicottaggio di Israele se Israele riuscirà a sviluppare nuove tecnologie per ridurre la fame, rendendo possibile “

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    • E invenzioni e scoperte sono talmente tante che anche per una come me che segue attivamente, è impossibile riuscire a stare dietro a tutto (quello che succede quando si investe in scienza invece che in fanatismo, e in ricerca invece che in armi).

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  2. Sto leggendo Laboratorio Israele: è una lettura che fa girare la testa, tante sono le innovazioni, start up e quant’altro. Se poi si mette in relazione il tutto con la popolazione e l’estensione del paese, è ancora più impressionante.
    Si finisce per pensare che l’odio non solo arabo ma anche europeo abbia radici anche nell’invidia e nella rabbia davanti a tutto questo.
    Si sa che l’Occidente si commuove volentieri davanti alle tombe degli ebrei (purché non israeliani, sia chiaro), specie quando ci sono commemorazioni, cerimonie, corone, discorsi, facce contrite, non accadrà mai più, bla, bla.
    Bisognerebbe però trovare il modo di “aiutare” i boicottatori ad essere coerenti e davvero efficaci nella loro azione: sostenerli affettuosamente nella rinuncia alle cure per il cancro, aiutarli a spiegare ai popoli che muoiono di fame che è cosa buona e giusta continuare a farlo serenamente ecc. ecc.
    A proposito, come fanno questi peracottari a trovare tutte queste merci da boicottare? Io le cerco per acquistarle e il massimo che trovo sono i pompelmi

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  3. il problema dei boicottatori e dei vari paesi islamici è meglio protestare in branco che lavorare in branco. vuoi mettere come sia più gratificante marciare urlando quanto sei povero che sudare lavorando.ciao B carlo

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    • Un comico palestinese, che ha l’abitudine di prendere a randellate israeliani e palestinesi senza distinzioni e che non a caso in Israele ha grande successo e in casa propria no, ha fra i suoi numeri la gag della lampadina: quanti xyz ci vogliono per cambiare una lampadina? E nel suo numero c’è: Quanti palestinesi ci vogliono per cambiare una lampadina? Nessuno: stanno seduti per terra al buio e imprecano contro Israele.

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  4. Una bella fetta di responsabilità ce l’hanno anche i munifici donatori e sovvenzionatori targato USA e UE per arrivare alle regioni e persino ai comuni italioti, che notoriamente abbondano di risorse.
    Persino all’epoca del terremoto, la regione Emilia Romagna non ha bloccato i fondi pro palestinesi.
    Ma siamo davvero così senza speranza??

    È poi vero che la spesa militare toglie un bel po’ di risorse ad Israele, ma lo è altrettanto che molte ricerche in ambito militare o per l’antiterrorismo, essendo altamente tecnologiche, hanno dato origine ad applicazioni insospettate. Nel libro di cui parlavo ce ne sono diversi esempi.

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    • Più che una bella fetta, io direi al 99%: un terrorista senza armi potrà essere cattivo quanto vuoi, ma più che bastonate e calci non ti può tirare. Sulla estensione delle utilizzazioni sì, siamo senz’altro d’accordo, ma la sottrazione di risorse rimane comunque.

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