RUTH

È stata in assoluto, in 36 anni, la più brillante dei miei scolari. Intelligentissima, appassionata, determinata, una sensibilità più unica che rara. Brillantemente laureata in biologia, in dirittura d’arrivo per il dottorato di ricerca. Sempre lavorando perché il padre professore con quatto figli non ha certo da scialare.
Quattro settimane fa improvvisamente ha sentito le dita delle mani intorpidite. Ieri ha avuto il referto della biopsia: cancro al cervello. Non operabile. Ha compiuto qualche giorno fa 28 anni.
Ruth
barbara

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    • E’ possibile che siano più frequenti, però c’è anche da dire che oggi c’è una migliore diagnostica. Direi che almeno in parte l’apparente aumento di certe patologie deriva dal fatto che oggi vengono diagnosticate, mentre una volta non lo erano. Poi se è vero che alcune patologie sono effettivamente in aumento e uccidono di più, in compenso si muore molto meno di una volta per altre patologie o circostanze: di parto, di rosolia, di tubercolosi, di polmonite, di vari tipi di infezione, per non parlare delle epidemie, di peste, di colera, di vaiolo ecc.

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    • Le scariche elettriche alle gambe credo che abbiano molto poco a che fare, io le ho da trent’anni, per dire. Poi quando ho cominciato ad averle praticamente 24 ore su 24, e sempre più violente, un anno e mezzo fa, mi sono decisa a farmi vedere. Adesso prendo un farmaco e le scariche sono sparite al 99,9%. Poi per lei dal momento in cui ha avvertito il primo intorpidimento – a cui ovviamente non ha dato gran peso perché a tutti capita di sentirsi mani o piedi intorpiditi – a quando la situazione è chiaramente apparsa molto grave è stata questione di giorni. Quindi non mi sembra davvero che ci sia qualcosa in comune fra la tua situazione e la sua.
      Non lo so che biopsia abbia fatto.

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      • Per papà sono stati mesi: è stata mia sorella a dire a mia madre di portarlo in ospedale, se non si rendeva conto di come era ridotto.

        Comunque io non è che abbia tanta paura per me, ma mi fermo qui, non voglio fornire occhiali scuri a nessuno. Io comunque auguro a Ruth quella guarigione che gli uomini stanno ritenendo impossibile, e auguro a tutti, davvero, che facciamo tutti parte di un disegno superiore (che se così non è, che fregatura!)

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  1. Scusa lo sfogo, non è certo per mancanza di coinvolgimento per la sorte di questa ragaza anzi, probabilmente è che ne sono toccata anche troppo. E’ che questa notizia va a toccare tante mie paure, e non per me, ho visto mio padre in quelle condizioni ma il problema è che… non sono io sola ad avere questi sintomi. Io sono una complottista, è da tanto che noto che a un certo punto sembrano aver tutti la stessa malattia, e secondo me non ce la raccontano giusta… anzi, non ce la raccontano proprio!

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  2. I tumori in età giovanile e infantile sono molto comuni dalle mie parti, io vivo e insegno nella terra dei fuochi, in provincia di Napoli, dove secondo me non è azzardato parlare di tentato genocidio. Potrei riferire di diversi casi attualmente presenti anche nella mia scuola. Non so di dove sia questa cara ragazza ma è lecito supporre che in molte altre zone di Italia e in modo più o meno strisciante siano presenti forme di inquinamento illegale. Ruth si è laureata in biologia, perciò ha frequentato laboratori universitari. Mi viene quindi in mente anche il caso terrificante di qualche anno fa a Catania, dove studenti e docenti si ammalarono e morirono per aver fatto ricerche in ambienti fatiscenti e inquinati dell’ università, vicenda narrata anche in un recente film. Dei nostri ragazzi non importa niente a nessuno, che vadano all’estero, che vivano qui senza futuro o che il futuro lo perdano a causa di una terribile malattia, per chi comanda è esattamente lo stesso. Penso a tante povere madri.

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    • No, noi viviamo in mezzo alle Alpi. Poi il suo campo specifico è la botanica, quindi buona parte del lavoro lo svolge in montagna e nelle valli, dove non ci sono né fabbriche né auto. Anche per la tesi, mi ha detto suo padre una volta che l’avevo incontrato, si è occupata di alcune piante specifiche della nostra valle. Nella fotina che ho trovato in internet e ritagliato, che raffigurava lei e i colleghi del gruppo di lavoro, puoi vedere del verde alle sue spalle: il suo “laboratorio” è quello.

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  3. Mi incazzo punto e basta…ma si sta curando in Italia ? Non so cos’altro dire. Vorrei che la guardassero dove sono all’ avanguardia…magari proprio in Israele.Barbara se possiamo fare qualcosa tutti insieme…come avere un numero di c/c fai sapere.

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    • Penso si stia curando a Vienna, dove ha studiato. Lunedì prossimo dovrei avere notizie aggiornate. Credo comunque che il problema grosso sia il tempo: più si è giovani e più le cose vanno in fretta. Con mio cugino fra il primo segno di malessere e la fine è passato esattamente un mese.

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  4. Pingback: E POI NIENTE | ilblogdibarbara

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