ALTRO CHE LA NEVICATA DEL CINQUANTASEI!

Non so se anche a quella di Israele nel duemilatredici verrà dedicata una canzone (e se per caso qualcuno la dovesse fare, spero che ne farà una un po’ meno bruttina e sciapa di quell’altra), ma sicuramente resterà nella storia del Paese. E tanto per cominciare, ve ne do alcune immagini, sicuramente suggestive.
neve 1
neve 2
neve 3
neve Montefiore
(foto non mia)
neve Neve Daniel
(foto non mia)
neve Qiriat Arba
(foto non mia)
snow-storm
(foto non mia)
car Neve Daniel
(foto non mia)
neve ingresso Yad Vashem
(foto di D. O., una settimana dopo che aveva smesso di nevicare)

E anche a Gaza, sì, dove a togliere i residenti dai guai sono dovuti andare, come sempre, i soliti perfidi giudei:
neve Gaza

Purtroppo, però, non c’è stata solo la suggestione del manto bianco: ci sono state intere zone totalmente isolate, strade impraticabili e chiuse al traffico, aree senza acqua e senza corrente (per la cena di shabbat sono stata dall’amica Ester, da cui ho trovato due amiche di famiglia ospiti, profughe dai Territori Innevati) e, soprattutto, la distruzione di migliaia di alberi, spaccati o sradicati dal peso di quella smisurata quantità di neve.
alberi caduti 1
alberi caduti 2
alberi caduti 3

E a Yad Vashem non ha avuto riguardo neanche per gli alberi dedicati ai Giusti
alberi giusti 1
alberi giusti 2

Poi volevo andare alla Valle delle Comunità. Di questo non mi sono data pensiero,
valle comunità 1
questo l’ho ignorato,
valle comunità 2
questo l’ho scavalcato,
valle comunità 3
ma poi mi sono trovata di fronte questo:
valle comunità 4
valle comunità 5
il sentiero era, semplicemente, sparito, e mi sono dovuta arrendere.
Sì, la ricorderanno in molti, la nevicata del duemilatredici (qui un paio di altre belle immagini, e qui delle spettacolari statue di neve).

barbara

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    • Grazie, sono due documenti davvero preziosi, spettacolare, nonostante tutto, il primo (ho sentito bene? Rehov Haza? Ci ho dormito, grazie a Sharon Nizza, ospite di una sconosciuta ragazza russa, la prima volta che sono stata in Israele), drammatico e impressionante il secondo, almeno nella prima parte. E grazie anche per le lezioni di storia che hai disseminato qua e là.

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