IO STO CON CATERINA

Caterina è lei,
Caterina Simonsen
che vive grazie alla sperimentazione animale e che perciò si sente dire “Puoi morire pure domani, per te non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso”. Ecco, io invece sacrificherei molto volentieri il proprietario del pesce rosso. E tutti gli animalisti in blocco. Quelli che per fare più impressione chiamano vivisezione ogni forma di sperimentazione. Quelli che per “sensibilizzare” pubblicano immagini di animali ridotti a polpette sanguinolente prese da chissà dove, più o meno come i filopallestinari prendono da ogni dove cadaverini di bambini straziati spacciandoli per i boveri bambini balestinesi massacrati dai perfidi giudei. Quelli che “gli animali poverini”. Quelli che “ma noi con che diritto”. Quelli che “ci sono alternative valide” e giù col rosario delle disinformazioni varie miste a manetta. Ecco, impiccatevi tutti, dal primo all’ultimo.
Le persone oneste, invece, possono trovare informazioni serie qui.
(POST SCRIPTUM: poi, volendo, si potrebbe anche ricordare che Hitler amava tanto tanto gli animali, ed era vegetariano, astemio, e non fumava. Praticamente la perfezione fatta persona. E anche Beria, che forse ne ha ammazzati un po’ di meno, ma mica tanto di meno)

barbara

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  1. Ma stai scherzando? Lo spero davvero. Ma come ti permetti di dire simili cattiverie contro gli animali, che ti hanno fatto? Devi avere qualche rotella fuori posto, sei un estremista ne più ne meno di quella che ieri si è fatta esplodere a Volgograd. Cos’hai poi contro i pesci rossi. Io sono della stessa idea, non sacrificherei manco un pesce rosso per una che vuole la sperimentazione animale, morte diretta per una così, e poi neppure il funerale, direttamente al cimitero. E io che pensavo tu fossi una persona intelligente…   DAVIDE FASSOLA

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  2. Leggo il primo commento e non riesco a capire quale sia davvero il tono…
    Comunque sono dell’idea che ogni caso vada valutato. Caterina ha (OVVIAMENTE) diritto a vivere tanto e bene. Anche a discapito di un pesce rosso.

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    • In effetti mi ci è voluto il secondo commento per arrendermi all’evidenza che il primo era da prendere alla lettera.
      Quanto a Caterina, non credo che avrà la possibilità di vivere molto: c’è un punto in cui dice (cito a memoria) “Servirebbero dieci anni, e io dieci anni non li ho”. Ma almeno quelli che le restano ha il sacrosanto diritto di viverli meno peggio che può.

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  3. Hai fatto emergere una cattiva immagine di Caterina.  In giro per il web ho trovato ciò, detto dalla stessa Caterina: «Mai offendere – ha scritto – mai augurare brutte cose, riflettere prima di scrivere, verificare l’attendibilità delle fonti. Volevo sottolineare che io in primis mi auguro al più presto che ci siano modelli che sostituiscono in toto la sperimentazione animale, che però oggi sono solo prototipi. E sicuramente 25 anni fa non esistevano neanche. Senza voler creare ulteriore polemica, vi invito tutti alla ragione e a non prendere posizione, che possa essere pro così come contro la sperimentazione animale (usiamo i termini giusti, fa parte dell’informazione, la vivisezione, termine che piace tanto, è illegale) per partito preso senza esservi informati prima». 

    A questo punto penso dovremmo chiedere scusa tutti e due.

    Ho notato che spesso, per esprimere le tue opinioni, distorci la realtà. Hai messo una foto di Caterina aggressiva, ma su Internet, prevalgono quelle non aggressive e lei prima di tutto si è rivolta al comitato animalista europeo.

    Pensaci un po’, non esistono esseri di serie A ed esseri di serie B, semplicemente siamo tutti uguali, non per comunismo, ma siamo tutti sullo stesso piano, della stessa importanza. La vita è vita, ed in quanto vita va rispettata, SEMPRE.

    Bene, direi che mi posso fermare qua, cerchiamo di non essere troppo aggressivi e, come dice Caterina, pensare, prima di scrivere.

    Ciao, buon anno.

    D

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    • Eh, sì.
      Gli animalisti arrabbiati esortano gli altri a non essere “troppo aggressivi”. Ciò avviene in un loro (raro) momento di debolezza, ossia dopo che loro, essendo molto aggressivi, hanno pisciato fuori dal pitale, andando a sbattere contro un altro feticcio, cioè la disabilità.
      Da sempre un esercito in difficoltà è favorevole a una tregua. Solo da qualche decennio, però, i militanti di un esercito armato di tutto punto pretendono di essere considerati “poco aggressivi”. Siamo l’epoca più ipocrita.

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      • Già. Sono quelli che ti tirano un cazzotto sul naso una randellata sulle gengive e un calcio sui coglioni e poi ti dicono stai calmo, che l’aggressività è una cosa bruttissima e poi ti fa anche male alla salute. L’ho sempre detto che Einstein con le sue due infinità – l’universo e la stupidità – ha trascurato la più infinita di tutte: la perfidia dei buoni di professione.

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  4. “Ecco, io invece sacrificherei molto volentieri il proprietario del pesce rosso.”
    “Ecco, impiccatevi tutti, dal primo all’ultimo.”
    peccato.

    lo dice un carnivoro alcolofilo e per giunta fumatore. (quanto agli animali: non sono qualificato a giudicare la sperimentazione animale – personalmente tendo a disprezzare i petlovers, ma di solito in privato)

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  5. Cara Barbara, credo che tu sappia quanto io apprezzi questo blog cui devo informazioni e approfondimenti su argomenti che mi stanno molto a cuore.
    Oggi devo fare un’ammissione di colpevolezza e per giunta recidiva: io sono tra quelli che, come dici tu, dovrebbero impiccarsi “dal primo all’ultimo”. A titolo informativo, non sono di quelli che scrivono o scriverebbero insulti così biechi all’indirizzo di questa ragazza (e non perché è malata), ma sono tra coloro che, con scarso impegno personale, purtroppo, sostengono come possono la battaglia contro la sperimentazione sugli animali (sugli altri animali se mi permetti), che – vorrei specificare per gli ingenui o coloro che sono in malafede, di sicuro la maggioranza -, NON consiste nella fine della ricerca scientifica, che non si è mai fermata nemmeno nei tempi più bui dell’Inquisizione. Mettere in discussione questa pratica non significa mettere in discussione la scienza e la ricerca, ma dei metodi e dei paradigmi. La comunità scientifica accademica mal sopporta le innovazioni specie se radicali e se mettono in discussione prassi consolidate e rendite di posizioni, e la storia della scienza è piena di esempi di cambiamenti che si fanno strada a caro prezzo da parte di figure coraggiose e anche visionarie. Comunque, non ho intenzione di avviare una discussione di questo tipo perché tanto non è questo che interessa qui. Quanto ai violenti e alle parole d’odio, è una novità? Tutti scandalizzati quando tutto sappiamo che il web è pieno del peggio del peggio, dove chiunque vomita qualunque abominio. Chi apre discussioni su temi caldi, sa benissimo che si aprono le fogne. Lo sappiamo tutti. Ti faccio notare che anche il tuo invito a impiccarsi, così come l’assimilazione a nazisti e palestinisti di chiunque faccia parte della galassia, assai composita, di chi crede in un’etica diversa, nel riconoscimento di diritti anche agli animali non umani – tra loro ci sono laici e credenti, ebrei e cristiani (pochini ahimè questi ultimi), associazioni riconosciute come interlocutori istituzionali, scienziati, filosofi ecc.- sono parole di odio ed estremamente offensive.
    Quanto alle immagini – non va bene vedere quel che accade in un laboratorio così come non va bene vedere cosa accade in un macello, in un trasporto di animali vivi, ecc. – evidentemente ci sono immagini che si devono vedere perché e giusto e sacrosanto commuoversi, altre che invece no, non va bene, l’uso del sangue, l’esibizione ecc. Ma questa non è Pallywood, checché tu dica.
    Mi dispiace di avere tediato te e i tuoi lettori con la lunghezza di questo post. Non ho potuto fare a meno di scrivere ma d’ora in poi me ne starò fuori da questa inutile e offensiva discussione.

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    • Il fatto è che quelle che gli animalisti vorrebbero spacciare per tecniche di sperimentazione alternative, sono già TUTTE in atto, e sono PRELIMINARI alla sperimentazione animale: nessuna terapia arriva alla sperimentazione animale senza avere prima superato tutte le prove preliminari. E, dicono le statistiche fornite dagli stessi animalisti, alla prova sugli animali il 90% falliscono. Vale a dire che se a questo punto si passasse direttamente all’uomo, come vorrebbero gli animalisti, senza passare per la sperimentazione animale, si metterebbe in atto una autentica carneficina. E Caterina – che a quanto pare è molto più animalista di me – è viva a venticinque anni anziché essere morta a nove, UNICAMENTE grazie alla sperimentazione animale: niente sperimentazione animale, niente Caterina viva. Perché, girala come ti pare, il discorso è questo: abolire la sperimentazione animale – che, checché ne dicano i suoi nemici, costa alle case farmaceutiche enormemente di più di qualsiasi sperimentazione in vitro o proiezione su computer o altro – significa, né più né meno, condannare freddamente, lucidamente, spietatamente a morte milioni di persone. Abbi pazienza, ma io sto dalla parte del genere umano. Sono violenta? Sì, con chi preferisce mantenere in vita le bestie piuttosto che gli umani sono violenta. Quanto alle immagini, mi vanno benissimo: a patto che siano autentiche. Esattamente come sarei la prima a pubblicare un’immagine di un israeliano che massacra un bambino palestinese, se mi si dimostra che l’immagine è autentica.

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  6. Hai ragione da vendere. Non possiamo mettere sullo stesso piano esseri umani e pesci rossi. Amo gli animali sia chiaro, ma se devo fare una scelta non avrei esitazioni a scegliere l’uomo. E’ questione di buon senso.
    Se la sperimentazione serve a salvare anche solo una vita umana ben venga.

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    • C’è stato un tempo in cui per ogni ragazzino era motivo di vanto enumerare le sevizie inferte ad animali vivi (dare fuoco alla coda del gatto, strappare arti ecc.). Il che, naturalmente, era obbrobrioso: far soffrire per divertimento un essere in grado di provare la percezione del dolore è perversione bella e buona. Il problema è che da questa si è passati alla perversione opposta, ossia di considerare di pari dignità qualunque specie animale (comprese le zanzare anopheles che condanniamo a morte bonificando le paludi? Compresi i pidocchi che combattiamo quando i nostri bambini li prendono all’asilo? Compresi acari e zecche? Comprese le pulci portatrici di peste? E i batteri che sterminiamo a miliardi si possono considerare animali? Oppure li vogliamo discriminare per la colpa di avere una cellula sola?)

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    • Pazienza, mi farò una ragione anche di questo. E se sono tanto tanto fortunata, magari riuscirò anche a sopravvivere. E pazienza per voi buoni che dovrete rassegnarvi a condividere il pianeta con qualche cattivo mio pare sopravvissuto alla vostra Inquisizione.

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    • Grazie. Però l’identificazione degli autori degli insulti non sposta di una virgola la questione della sperimentazione animale, che anche lì viene vergognosamente – e ingannevolmente – chiamata vivisezione, come se qualunque tipo di sperimentazione comportasse di per sé la vivisezione. Per non parlare poi della perla di questo signore che si permette di negare che Caterina sia viva grazie alla sperimentazione animale. Perché lui, eh già, lo sa meglio di lei quali cure lei abbia fatto, a quali terapie sia stata sottoposta. Posso dirlo? Che gran pezzo di merda.

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      • no, ma avrebbe modificato molte stronzate che sono state dette. Mio suocero aveva la sla, ha seguito per un certo periodo una terapia sperimentale (la cosa buffa è che non hanno MAI chiesto alcun riscontro, ma qua si apre un altro capitolo su dove cazzo vanno i soldi della ricerca…) non ci siamo mai posti alcuna domanda su quali fossero stati i test e su chi. Quando ti dicono che devi morire non te ne frega un cazzo del resto. Ciò non toglie che la questione è complessa e va monitorata per bene.

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        • Vero che se gli insultatori non sono animalisti, i giudizi su di loro non vanno girati agli animalisti tout court. Però. Di animalisti o sedicenti tali molto simili a quelli io ne vedo in continuazione, come quelli, per dirne una, che in una delle solite contestazioni contro le pellicce alla prima della Scala hanno tirato addosso alle pellicce delle galline sgozzate per imbrattarle e quindi rovinarle. Avendo ovviamente prima provveduto a sgozzarle – o a farle sgozzare. Quanto ai soldi per la ricerca, io non ne ho mai dati, appunto perché nessuno sa che fine poi facciano, magari vanno a finanziare i vari Di Bella, Vannoni, o quello che aveva “scoperto” la cura del cancro con lo sterco di capra (non è una battuta: c’è stato davvero).

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  7. Andiamoci piano per favore.

    Da una parte c’è una ragazza ANIMALISTA, che afferma la necessità degli esperimenti sugli animali a fini medici.
    Dall’altra c’è gente che quando è garantita dall’anominato vomita la fogna che ha dentro, come già viene notato qui in un post. Se siano animalisti non lo so, io suppongo che siano semplicemente i soliti cyber-bulli.

    Per quanto riguarda la sperimentazione animale, l’unico animalista veramente convinto che io conosco è contro la sperimentazione animale. Per fini COSMETICI. È anche contro certe ditte farmaceutiche, che sperimentano per ottenere farmaci INUTILI, per motivi di marketing, perché sono comunque protetti dalle loro potenti lobby e riescono a piazzare sul mercato farmaci “nuovi”, che nuovi non sono. Detto animalista NON è AFFATTO contrario alla sperimentazione animale medica. Aggiungo che detto animalista condivide con Hitler le qualità innocue di cui parli più su, e solo quelle. Invece ci sono altre persone che condividono con Hitler tutte le altre sue caratteristiche, che non sono innocue proprio per niente, direi io.

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    • Che i bulli, cyber o no, abbiano bisogno di mascherarsi dietro una qualche vera o presunta causa, è un dato di fatto, quindi non tutti quelli che dicono di battersi per una determinata causa si stanno effettivamente battendo per quella causa, e su questo siamo d’accordo.
      Sulla sperimentazione per fini cosmetici siamo d’accordo.
      Sulla sperimentazione di farmaci inutili a scopo di marketing non ho informazioni e non mi esprimo.
      L’animalista del link indicato da menteminima è contrario alla sperimentazione animale, e arriva addirittura a negare che sia quella a tenere in vita Caterina, quindi mi fa molto piacere che il “tuo” animalista non sia un integralista umanofobo, ma purtroppo non sono tutti così.
      Il blog che ho linkato nel post riporta informazioni serie: ci puoi trovare anche i criteri per la sperimentazione animale, che in tutta Europa sono parecchio severi. Non lo sono invece affatto in altre parti del mondo, dove non esiste alcun tipo di limitazione, e dove andrebbero inevitabilmente a sperimentare i nostri ricercatori se le anime belle riuscissero nel loro intento di farla vietare qui.
      Concludo con una piccola nota personale: da diciassette anni prendo quotidianamente acido ursodesossicolico, che si ottiene dalla cistifellea degli orsi. Se non lo prendessi dovrei eliminare completamente dalla mia alimentazione carne, pesce, uova, latticini, usare l’olio col contagocce e la frutta secca con bilancino da gioielliere (o da spacciatore, come preferisci). Inoltre, a causa di gastrite ulcera e colite spastica devo fare un uso molto ridotto di legumi e farinacei. Praticamente mi resterebbero insalata scondita e alcuni frutti ( all’inizio in effetti ci avevo anche provato: dopo quattro giorni sono svenuta in classe), e anche così sarei costretta ogni quattro cinque anni ad affrontare un intervento chirurgico. Tu sceglieresti la seconda opzione? Beh, io no.

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  8. Beh, neanch’io. Però un pochino di gratitudine per gli orsi la sentirei. (E ancora di più per quei poveracci che hanno voluto/dovuto vendere la propria salute e hanno testato il farmaco. Perché senza test umano nessun farmaco va sul mercato). E a maggior ragione cercherei di evitare ogni inutile sofferenza ad essi o ad altri animali. E comprerei per esempio solo cosmetici che non sono testati su animali, ma che utilizzano ingredienti testati dal tempo. Tanto per fare qualche esempio.

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    • Per i test sull’uomo in teoria si dovrebbero usare solo volontari già ammalati e debitamente informati, anche se purtroppo sappiamo fin troppo bene come, troppo spesso, funziona la volontarietà, sia nel Terzo Mondo che fra i più diseredati da noi. Hai letto – in campo diverso ma non lontanissimo – questo libro? Serve parecchio pelo sullo stomaco, ma sono cose che bisognerebbe conoscere.

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  9. La cosa più fastidiosa degli animalisti fanatici è l’ipocrisia: si preoccupano tanto per la vita dei ratti(il 90% degli animali utilizzati nella ricerca bio-medica sono ratti e topi) solo quando vengono sacrificati per la ricerca scientifica-farmaceutica, ma finora non ho mai visto nessun animalista protestare contro la derattizzazione, e chiedere leggi per rendere illegali le aziende che lavorano nel campo della disinfestazione. I topini fanno pena solo quando possono servire a curare i malati(la maggioranza degli animalisti sono misantropi, più che amare gli animali, odiano le persone) , altrimenti della loro vita non frega un cazzo a nessuno!

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    • In effetti capita piuttosto spesso di sentire gente dire “io sto meglio con gli animali che con gli umani”, “le bestie sono meglio degli uomini” e via bestieggiando. Anni fa una mi ha detto: “Mi accusano di amare il mio cane quanto mio figlio!” E io mi aspettavo che proseguisse dicendo qualcosa come “ma come possono immaginare una simile assurdità?!” e invece ha concluso: “E perché non dovrei amare il mio cane quanto mio figlio?!” Poi per il gatto comprano le scatolette. Di carne, ovviamente. E dopo avere diligentemente spiegato che non c’è alcuna differenza gerarchica fra noi e una capra, sembrerebbero però stabilire differenze gerarchiche fra una specie animale e l’altra. E si stupiscono se poi noi, in reazione, si diventa un pelino aggressivi.

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      • Per chi convive con un cane, può essere normale arrivare ad amarlo quanto una persona; magari non quanto un figlio, ma quanto un amico sì. Credo che qualsiasi persona che ami davvero il proprio cane, arriva a considerarlo quasi sullo stesso livello di un amico, di un familiare, o di una persona cara in generale!
        L’assurdità degli animalisti fanatici consiste nell’arrivare non solo ad amarli, ma anche a trattarli esattamente come un figlio(cosa che tra l’altro per i cani è anche estremamente deleteria, visto che loro nell’uomo cercano un leader autorevole, che sia capace di “comandarli” in maniera coerente, ed infondergli un senso di sicurezza, e non una mammina apprensiva, che li tratti come bimbi viziati!…non a caso i cani trattati come bambini, sono spesso i più insopportabili, aggressivi, mordaci, e “abbaioni”), e a considerare (perlomeno a parole, perché poi nei fatti, sono inevitabilmente incoerenti) l’intera specie canina(o altri animali) assolutamente superiore dal punto di vista morale a quella umana.

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        • Sì, che il cane diventi “uno di famiglia” è più o meno normale, ma nel caso in questione il figlio aveva un anno, ossia un’età in cui il bambino ha bisogno assolutamente di tutto da parte della madre, e il cane era entrato in famiglia poco prima di lui. Io ci ho fatto la baby sitter durante le vacanze, e mi ricordo ancora il primo giorno: sto bevendo un caffè, il bambino, nel suo box, si mette a piangere e io faccio per posare la tazzina per andare da lui, e la madre mi ferma: “No, non alzarti: lui non ha bisogno di niente, è solo un capriccio, quindi finisciti con calma il tuo caffè e poi casomai ci vai dopo”. Se frignolava il cane invece bisognava correre subito. Poi ho sempre trovato assolutamente folle mia zia che quando aveva il cane, quando arrivavano parenti gli diceva “saluta la zia, saluta tua cugina…” Certi li rendono davvero isterici come bambini straviziati. Poi magari va a finire che qualche vicino, esasperato dal continuo abbaiare giorno e notte, gli allunga la polpettina avvelenata, e allora si levano gli anatemi e gli alti lai contro questa gentaglia assassina e senza cuore.

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  10. Diceva Flaiano : la madre dei cretini è sempre incinta.Costoro non dovrebbero mangiare neppura frutta e verdura perché anche i vegetali sono esseri viventi.E non dovrebbero neppura autocannibalizzarsi, come le aragoste, perché anch’essi sono essere viventi.

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