MENO MALE CHE NON LI HANNO TROVATI

Sono contenta che non abbiano trovato gli assassini di mio figlio

di Sherri Mandell

Per favore, governo israeliano, ti prego: non andare a cercare gli assassini di mio figlio. Quelli che hanno spietatamente colpito a morte Koby e Yosef con le rocce, i barbari che hanno attaccato due ragazzini dell’ottava classe — mio figlio e il suo amico — durante una passeggiata vicino a casa nostra in Israele. Per favore, non trovarli. Non arrestarli, non metterli in prigione, non costringere la mia famiglia e me ad assistere a un lungo processo e a una condanna, in cui il mio cuore sarà squassato e il mio stomaco si stringerà e io mi sentirò svenire.
Non condannarli, non metterli in prigione. Perché non voglio la tortura di sapere che questi assassini un giorno torneranno in libertà, saranno accolti dalle loro madri con abbracci, mentre mio figlio e Yosef giacciono sotto terra. Non potrei sopportare di passare attraverso quello che 26 famiglie israeliane stanno vivendo oggi: tradimento da parte del governo che dovrebbe proteggerli.
Purtroppo, le vittime israeliane, quelli che sono stati uccisi, sono tristemente scomparsi dalla nostra coscienza come società. I genitori sono ormai vecchi e fragili, i più deboli della nostra società. I figli sono stati assassinati dai terroristi palestinesi nei primi anni ottanta o novanta, 20 o 30 anni fa. Essi non possono alzarsi per se stessi o per i loro figli, perché sono anziani, fragili, vulnerabili. Molti sono morti per il dolore.
Per una madre che ha perso un figlio, è difficile parlare. Fa male. Ora un gruppo di madri che hanno perso un figlio hanno creato un’organizzazione chiamata Madri per sempre. La scorsa settimana abbiamo visitato la Knesset per protestare contro il rilascio. Tali Ben Yishai è un membro del nostro gruppo. Sua figlia Ruthie e suo genero e tre nipoti, tra cui una bambina di tre mesi, sono stati uccisi quando un terrorista ha fatto irruzione nella loro casa verso mezzanotte e li ha tutti pugnalati a morte nei loro letti.
fogel-family
(le immagini del massacro non le metto. Chi non le conoscesse e desiderasse farsi un’idea di quella mattanza, le potrà trovare in internet)
Un giorno il loro assassino potrebbe essere rilasciato. Dopotutto, oggi il governo israeliano sta rilasciando gli assassini di Rachel Weiss che, insieme ai suoi tre figli, è stata uccisa in un attentato a un autobus. Quando l’autobus ha cominciato a bruciare, ha cercato di far uscire i suoi figli. David Delerosa, un soldato che era sul bus, sulla strada di casa, ha cercato di aiutarla, ma l’autobus è esploso prima che potessero uscire, e sono bruciati.
Shira Avraham, membro di Madri per sempre, sa cosa succede quando i terroristi vengono rilasciati. La sua bambina di nove mesi Shaked
Shaked Avraham
è stata assassinata nella sua casa da un terrorista che era stato rilasciato nell’ambito di un precedente accordo. Ha fatto irruzione nella casa di Shira la notte del seder di Rosh Hashanah e ha ucciso la sua bambina e l’amico che era con lei.
Al nostro incontro, uno dei pochi membri della Knesset che vi ha preso parte ha detto, “È una vergogna che voi madri in lutto dobbiate venire a combattere per i vostri figli. È il governo che dovrebbe proteggervi.”
Ha ragione. Non dovrebbero essere le famiglie colpite a condurre questa lotta. Dovrebbe essere il governo a proteggere le famiglie più vulnerabili. Inoltre, ogni cittadino israeliano dovrebbe protestare.
E in alcuni casi, non è solo il governo israeliano che dovrebbe proteggerci: dovrebbe farlo anche il governo americano. Per esempio, Frederick Rosenfeld, i cui assassini vengono rilasciati, era un cittadino americano. Originario di New York, fu ucciso quando aveva 48 anni, accoltellato a morte. E ora il governo americano, guidato dal Segretario di stato John Kerry, lavora per accelerare il rilascio del suo assassino.
Il figlio di Chavi Levi, Avichai, aveva 16 anni, quando fu ucciso dai terroristi mentre stava andando a casa con una torta di anniversario per i suoi genitori. Gli assassini sono stati arrestati e Chavy e suo marito hanno assistito al loro processo per un anno. Gli assassini sono stati condannati. Meno di tre anni più tardi questi assassini sono stati liberati nell’accordo per Shalit.
Immaginate di avere avuto un figlio che è stato assassinato da terroristi palestinesi.  E immaginate ora che il governo israeliano, spinto dall’America, li rimandi a casa per esservi accolti da eroi.
Meglio che non siano stati trovati gli assassini di mio figlio. (Qui, traduzione mia)
Mandell genitori
Non aggiungo nulla. Non c’è nulla da aggiungere.

barbara

  1. Strano, i TG1, TG2, TG3, TG4 e TG5 menzionano solamente vittime “palestinesi”.

    In altre parole: è un articolo giudaico-sionista con lo scopo di mettere l’Italia e l’Europa sotto il dominio di Gerusalemme.

    PS: Me l’ha detto la Befana.

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  2. Neanch’io aggiungo altro cara Barbara, il mio cuore non smette un solo istante di piangere, urlare per quanto è accaduto e sta accadendo. Israele è nata per difendere i suoi figli in tutto il mondo, perché nessuno di noi venisse mai più ucciso gratis (sarebbe meglio mai più ucciso e basta, ma tutto dalla vita non si può avere).

    Ricatto americano? Non m’intendo di politica internazionale, di queste strategie che passano sotto alla nostra testa, ma nel momento in cui Israele rilascia dei terroristi, mette in libertà degli assassini, forse cessa di essere Israele, e diventa uno stato dei tanti. Ebraico, ma uno stato dei tanti.

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    • Guardare quelle foto, quei bambini, quelle neonate, e pensare di prendere un coltello e squarciare loro la gola, a sangue freddo. O, come Samir Kuntar, prendere una bambina di quattro anni per i piedi, dopo averle ammazzato il padre davanti agli occhi, e sfracellarle il cranio contro uno scoglio. Quanto al figlio di Sherri Mandell e il suo amico, hanno perfino dovuto rimandare il funerale per avere il tempo di decidere quali pezzi fossero di uno e quali dell’altro.
      Il cervello si rifiuta, semplicemente si rifiuta.
      Eppure esiste. Eppure lo hanno fatto. Eppure vengono liberati perché possano ricominciare.
      E il mondo sta dalla loro parte.

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  3. Pingback: L’OCCHIO ONESTO DI SINGAPORE | ilblogdibarbara

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