IN MEMORIA DI CLAUDIO ABBADO

Di cui, come uomo, posso dire e ho detto tutto il male possibile, ma sull’artista non si discute. Dato che la cosa più ovvia – e più esaltante – l’ha già messa lui, io propongo quest’altra, che ho immensamente amato dalla prima volta che l’ho sentita, e che lui riesce a rendere struggente come nessun altro.

barbara

 

  1. Sono un fan di Riccardo Muti e recentemente dell’altro Riccardo che di cognome fa Chailly che con la Gewandhausorchester ha da poco pubblicato l’integrale delle sinfonie di L.v.Beethoven dicendo qualcosa di nuovo. Anche il Rossini di Chailly è elettrizzante, ma oggi è il giorno dell’omaggio al grande Abbado. Au revoir Maestro!

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