HANNA GREENFIELD: L’EROINA DELLA STORIA DELL’OLOCAUSTO

Prof. Livia Bitton-Jackson

Il 16 agosto 1943 le SS deportarono gli ebrei del ghetto di Bialystok al campo di sterminio di Treblinka. Per qualche ragione sconosciuta 1.196 bambini furono strappati dalle braccia dei loro genitori e trasferiti nel ghetto di Terezin in Cecoslovacchia. “La storia di questi bambini è stato oggetto della mia ricerca negli ultimi 50 anni,” ha scritto la ricercatrice ed editore, Hannah Greenfield.
Ma il campo delle ricerche di Hannah Greenfield include molti altri aspetti dell’Olocausto – uno straziante arazzo di eventi, persone e dolore. Hannah Greenfield, nata Hannah Lustigova, era parte integrante, l’anima stessa, del soggetto che lei indagava.
A differenza di altri sopravvissuti, molti dei quali rifiutano di affrontare il doloroso compito di ricordare, Hannah ha coraggiosamente sondato i più angoscianti recessi della memoria e li ha registrati per le generazioni future. Hannah credeva che si debbano studiare i mali del passato, in modo da non ripeterli. Era un’educatrice per eccellenza, impegnata in molti diversi aspetti dell’educazione, non solo scrivendo.
Hannah Greenfield era un membro del Consiglio del Museo del Ghetto di Terezin, dove un programma da lei istituito per insegnare ai bambini cechi la tolleranza ed educarli sull’Olocausto, è stato utilizzato con migliaia di giovani ogni anno. Come fondatrice del fondo Greenfield Hana, la sua attività si è estesa in numerosi campi di ricerca. Sue pubblicazioni sono apparse in molte lingue, tra cui: ebraico, polacco, francese, yiddish, inglese, tedesco e ceco. Il suo originale studio sul destino dei bambini di Bialystock fu pubblicato per la prima volta in Inghilterra alla conferenza dell’Università di Oxford del 1988 con i titoli: “Assassinio a Yom Kippur,” “Documenti” e “Scambio e rapina”, pubblicati poi nel suo libro di memorie, “Frammenti di memoria da Kolin a Gerusalemme” (Gefen Jerusalem 1998; edizione riveduta, 2006). Lei e suo marito Murray Greenfield sono stati co-fondatori della casa editrice Gefen.
Nata a Kolin, Cecoslovacchia, Hanko Lustigova era giovane quando per la prima volta si trovò esposta a terribili avvenimenti. Quando il governatore nazista dei territori occupati di Boemia e Moravia, Reinhard Heydrich, venne assassinato nel maggio 1942, ci fu un’ondata di brutali rappresaglie. Molti cechi furono rastrellati e fucilati e l’intero villaggio di Lidice fu cancellato dalla carta geografica.
Ma un crimine di guerra commesso sulla scia dell’assassinio è meno conosciuto. Il 10 giugno 1942, fu emanato l’ordine di uccidere 1.000 ebrei. Tuttavia, poiché il trasporto era stato organizzato in fretta, vennero messe sul treno 1050 persone. Dato che l’efficienza tedesca era quella che era, 50 persone furono fatte scendere dal treno, fra cui Hannah, la madre e la sorella. Loro e gli altri 47 furono fatti marciare per tre chilometri fino al ghetto di Terezin; degli occupanti del treno non si seppe più nulla.
A Terezin la madre di Hannah lavorò come infermiera in una casa per bambini. Amava i bambini e sentiva un profondo bisogno di prendersi cura di loro. E così accadde che alla vigilia di Yom Kippur, il 7 ottobre 1943, fu tra i 53 medici e infermieri che accompagnarono i 1.196 bambini dal ghetto di Bialystok e dal ghetto di Terezin alle camere a gas di Auschwitz.
Sei mesi più tardi, Hannah fu deportata ad Auschwitz, impreparata all’orrore che la accolse lì. Quando  chiese cosa ne fosse stato dei trasporti arrivati prima di lei, ricevette la risposta classica: “Su per il camino”. La risposta l’ha spinta a dedicare il resto della sua vita a cercare e registrare l’orrore della storia dell’Olocausto.
Hannah è scomparsa quest’anno il 27 gennaio a Tel Aviv dopo una lunga malattia.
Yehi zichrah baruch. (Qui, traduzione mia)
Greenfield
barbara

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