ALZATI E CAMMINA

(non solo Rewalk)

Questa è Isabella, quattro anni.
Isabella 1
Isabella è affetta da paralisi cerebrale, a causa della quale non può stare in piedi da sola, né tanto meno camminare. E tuttavia, grazie all’invenzione che una mamma israeliana ha messo a punto per aiutare il proprio figlio affetto dallo stesso problema, ha potuto prendere parte al matrimonio della zia, e percorrere tutta la navata della chiesa, tra la gioia emozionata dei presenti.
Isabella 2
(Qui tutte le notizie in dettaglio e altre immagini)

POST SCRIPTUM: guardate, per favore, il viso di Isabella. Guardate la sua espressione. Guardate il suo sorriso. Guardate quello del bambino del video che trovate nell’articolo linkato. Queste sono persone che, secondo qualcuno, sarebbe eticamente corretto buttare nella spazzatura in quanto affette da un difetto di fabbricazione, ossia non rispondenti al progetto iniziale. Perché fra le prerogative dei genitori nei confronti dei figli, c’è anche quella di sopprimerli (con una iniezione di fenolo nel cuore, magari?) se non corrispondono all’idea di figlio che avevano in mente. Altri, qualche decennio fa, hanno provveduto ad eliminare chi non corrispondeva all’idea di uomo che avevano in mente, ma non si devono fare paragoni, sappiatelo, perché i nazisti ammazzavano degli estranei, e quindi erano cattivi, mentre questi altri ammazzano solo i propri figli, e dunque sono buoni.

barbara

      • vabbè Barbara, io sostenevo solo che giudicare come assassini delle madri che non si sentono di mettere al mondo degli infelici è troppo semplice e comodo; tu invece hai giudicato e ti senti sicura nel giudicare: meglio per te. Ognuno ha le proprie certezze, o dubbi.

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        • Lì non si è detto semplicemente questo: si è detto che è ETICAMENTE CORRETTO. Il fatto è che quel tipo di diagnosi non arriva a venti giorni dal concepimento, quando in pancia hai un grumetto di cellule: arriva a quattro-cinque mesi. E, come è stato precisato, se per un errore del medico la diagnosi arriva in ritardo, puoi “abortire” anche dopo il sesto mese. Ora, quello che tu hai in pancia in quello stadio è un bambino, fatto a forma di bambino, con tutti i pezzi di cui è composto un bambino. E per “abortirlo” lo devi ammazzare. Proprio ammazzare materialmente: prima lo ammazzi e poi lo tiri fuori. Dici che dovrei farmi venire il dubbio che assassinare degli innocenti sia eticamente corretto? Spiacente: la risposta è no.

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  1. L’ intelligenza, l’ ingegno concimati da tanto amore materno hanno costruito qualcosa
    che permette a questi piccoli di assaporare certe attività che per gli altri è cosa normale.
    Poi…in seguito, per quando saranno piu’ grandi…speriamo che qualche essere ingegnoso possa progettare il supporto che possa proseguire dall’ attuale .
    Il viso della piccola con i suoi occhialini trasmette gioia serenità che trasmette con il suo visino dall’ espressione vispa. Un vero insegnamento per tanti.
    E’ degna di tanto amore…lodevoli i genitori…ed altri..Solamente a guardarla mi sono sentito prendere nel dentro…e per l’ emozione gli occhi sono umidi.
    Preferisco essere cosi…doloroso ma …
    Poi…cerco di prendermi un pò in giro…sara la data di nascita!?..La stessa della Goggi
    e come lei..il commuoversi è molto evidente..
    Sono certo.chissà..fra diversi anni….arriverà in qualcosa. con lo studio,’ giusto ieri ho visto una
    ragazza seduta sù di una carrozzella..’ non per fatto acuto..’…in testa la coroncina di foglie di alloro….Appena laureata. .
    L’ amore potrà fare ancora tanto..visto i magnifici genitori..Un ciao…ad Isabella

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    • Per gli adulti c’è già il Rewalk, invenzione israeliana anche quella. Che purtroppo non è adatto a tutti perché richiede caratteristiche fisiche particolari per poter essere usato, ma magari col tempo potrà essere perfezionato per un uso più diffuso.

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    • Quando un esame prenatale ti informa che c’è un problema no, non vedono la possibilità del sorriso, vedono solo il problema. Il loro problema, che poi spacciano per pietà per la povera creatura che se la lasciassi venire al mondo chissà quanto dovrebbe soffrire.

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