GIACOMO KAHN SU GIULIO MEOTTI

Terra bruciata attorno a Meotti. Ovvero il ribaltamento della realtà

Il Foglio, 21.05.14

Egr. Direttore

Giulio Meotti – autore del recentissimo pamphlet ‘Ebrei contro Israele’ – non ha bisogno di essere difeso. Il suo libro, per coloro che avranno la voglia di scoprire che il legame affettivo tra ebrei della diaspora e Israele è molto più flebile di quanto si possa pensare (smontato così il pregiudizio che gli ebrei sono più fedeli ad Israele che allo Stato nel quale vivono), è un pugno nello stomaco perché non ha paura di attaccare i grandi e ‘intoccabili’ pensatori moderni dell’ebraismo internazionale, anche italiano. Intellettuali (scrittori, professori universitari, giornalisti, qualche politico, storici, scienziati), menti eccellenti nei loro campi professionali così attenti alla difesa dei diritti dell’uomo e di coloro che soffrono, ma altrettanto disattenti quando a dover essere difesi sono gli israeliani. Di più, ebrei che hanno scelto di porsi come agenti attivi di quella campagna di delegittimazione dello Stato di Israele, offrendo la loro voce, il loro volto e le loro idee, così tanto ascoltate dal mondo non ebraico, per contestare non solo le politiche dei Governi israeliani, ma addirittura per scardinare i principi giuridici e morali sui quale si è fondato lo Stato di Israele. Le ragioni di questo odio di sé (e uso questa espressione perché insegnano i Maestri dell’ebraismo: ‘Kol Yisrael arevim zeh la-zeh’, tutti gli ebrei sono responsabili l’uno dell’altro), le spiega fin troppo bene Meotti che porta decine e decine di citazioni a riprova delle sue accuse.
Quello che mi interessa testimoniare è la reazione della sinistra ebraica italiana, almeno di quella parte che quotidianamente scrive sul giornale telematico prodotto dall’Unione delle Comunità: una levata di scudi fortissima, una censura preventiva, un attacco personale a Meotti e non alle sue tesi, in un modus operandi che di sinistra ha veramente poco e di ebraico non ha nulla.
La stroncatura è stata fatta – come esplicitamente scritto – ancora prima di leggere il libro e Meotti è stato additato prima come un nemico (Anna Foa), poi come essere inferiore (David Bidussa), fino all’epiteto di antisemita, dando spazio alla stroncatura di Sergio Luzzatto sul Sole 24 Ore e tutto ciò senza diritto di replica, senza alcun possibilità per Meotti di illustrare le sue tesi. Si è giunti addirittura alla stroncatura in forma di autocensura: Meotti e il suo libro non sono stati degni di essere nemmeno nominati nella versione in lingua inglese della newsletter dell’Ucei che ha liquidato il libro come la rappresentazione di un mondo agghiacciante senza spazi culturali e nel quale si vorrebbe imporre il pensiero unico. Una campagna talmente denigratoria da aver costretto Meotti a scrivere alla redazione una breve considerazione, a cui è seguita una imbarazzata giustificazione.
Questa reazione emotiva contro il libro di Meotti è la dimostrazione di quanto sia problematico il rapporto che lega una parte dell’ebraismo di sinistra con Israele. Una reazione che non guarda alla sostanza della tesi espressa nel libro: i nemici di Israele e del popolo ebraico si alimentano e si rafforzano quando le critiche spietate, i giudizi sbilanciati, le accuse ossessive e ripetitive prive di fondamento, come quella di operare l’apartheid contro i palestinesi, vengono ripetute come un mantra anche dagli stessi ebrei.
Non è detto che Meotti abbia sempre ragione, o quanto meno non è detto che tutti gli intellettuali da lui citati debbano essere messi per forza tra i delegittimatori di Israele. Quello che lascia perplessi è il totale ribaltamento della realtà operato dai suoi critici: il libro di Meotti non vuole imporre nessun pensiero unico è invece la denuncia pubblica di un mondo nel quale una parte dell’ebraismo progressista pensa che il proprio destino sia autodeterminato, libero e svincolato da quello dello Stato di Israele e che si può rimanere liberi intellettuali ebrei nella diaspora anche se Israele dovesse scomparire o venire assorbito in uno Stato bi-nazionale.
Meotti getta in faccia – e capisco che questo possa far male – l’ipocrisia di quelli che all’interno del popolo ebraico si ostinano a non comprendere che Israele è una garanzia di sopravvivenza, un’assicurazione sulla vita dei nostri figli che nonostante Hezbollah, nonostante Hamas, nonostante la minaccia della bomba nucleare degli ayatollah iraniani essi possono sentirsi ebrei liberi nella diaspora, perché sanno che hanno un posto che li difenderà sempre e che li accoglierà. Non è purtroppo un discorso ipotetico: fiumi di ebrei partono dalla Francia, dall’Ungheria, dall’Ucraina, dai Paesi Bassi e dal nord Europa allarmati dal crescente antisemitismo e da un populismo antieuropeistico che alimenta i nazionalismi e guarda alle minoranze, al pluralismo e alle diversità come una minaccia. Un sentimento anti ebraico che cresce in tutto il mondo come dimostrato da un recente sondaggio della Lega Anti-Diffamazione (ADL) svolto in 102 Paesi. Senza andare troppo lontano rimanendo in Europa: sono dichiaratamente antisemiti il 45% dei polacchi, il 26% degli svizzeri, il 30% dei russi, il 29% degli spagnoli, il 27% dei tedeschi, il 20% degli italiani, il 37% dei francesi e un sorprendente 69% dei greci. Lo stereotipo più comune in tutto il mondo (più diffuso anche in Italia) è quello che per il 41 per cento degli intervistati “gli ebrei non siano affidabili come i cittadini”. “E’ il pregiudizio più pericoloso – ha spiegato il presidente dell’Adl, Abraham Foxman – da cui derivano tutti gli altri”.
Di questo avrei voluto che la sinistra ebraica italiana discutesse e invece tutti a dare addosso a Meotti.

Giacomo Kahn

Meglio non si sarebbe potuto dire, e non aggiungo altro.

barbara

  1. Buonasera Signora,
    è probabile e forse certo le seguenti righe siano banali se non ridicole. Ma partendo da quanto dice Kahn verso la fine del suo pezzo, che in vari paesi d’ Europa gli ebrei si stanno preparando ad emigrare in Israele per motivi di sicurezza, sarebbe opportuno che i legislatori israeliani mettessero le mani avanti e fin d’ora dichiarino persone non grate i denigratori di religione ebraica: Israele non vi garba ? Benissimo non potrete accedere alla legge del ritorno. Qui non vi vogliamo, ci disprezzate e quindi se quando le acque del mar Rosso si richiuderanno noi non vi verremo a salvare. Più semplicemente se vi presenterete alla frontiera israeliana vi negheremo l’accesso come persone non grate. Certo fino a che la marea antisemita non li raggiungerà continueranno nel loro disprezzo, ma poi ? Ecco penso che un discorso di tal fatta all’ interno dell’ ebraismo sarebbe salutare un cordiale Shalom

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  2. Anche qui, penso che non conoscano molto bene Israele.
    Terra di confine fra occidente e M.O, e tenendo conto che l’ Islam si estende fino a diversi paesi africani Israele non è che una piccola Nazione.Piccola ma con grande democrazia e forte senso liberale. Pertanto in questo stato convivono tante ideologie, correnti politiche, religiose….etc. per questo in questo stato vige la libertà di pensiero, espressione…e come in ogni paese libero non tutti possono essere d’ accordo e qui nascono divergenze, opinioni che non collimano, che possono dividere. E questo fà parte di un Paese moderno e ultra democratico e per questo lontano da censure tipiche
    di sistemi che lasciano molto a desiderare. Trovo meschino demonizzare troppo frequentemente Israele. @ Il libro..’ inquisito ‘ non l’ ho letto, ma mi sembrano esagerate le critiche ‘….avranno letto qualche pagina..’ , gli irrigidimenti sia di ebrei e non. Non sò se questo sia scaturito da una certa rigidità delle ideologie politiche . Il libro. Stroncato in maniera tale da non essere ritenuto all’ altezza da essere tradotto per l’ estero quando lo
    è stato fatto per cose un po’ insulse, non corrette nei dati. Il giornalista Meotti scrivendo questo libro ha voluto esprimere vari punti di vista, lo conosco per i suoi articoli che a me sembrano buoni e non di parte.
    In questo caso l’ opinione non è unita, non si può essere tutti coesi..’ democrazia ‘ e questo si riscontra anche nel pensiero, verso il conflitto arabo contro Israele.
    Anche per i premi Nobel, non credo che siamo tutti d’ accordo. Ognuno ha i suoi eroi.
    Shalom. Marco

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    • CONDIVIDO QUANTO DA LEI SCRITTO, PERO’ UN PO DI TIMORE AI NEMICI BISOGNA DARLO.
      QUESTA NON E’ MIA MA MI PARE ATTINENTE CON QUANTO SCRITTO IERI SERA:
      ” NON E’ LA SPECIE PIU’ FORTE A SOPRAVVIVERE,
      E NEMMENO LA PIU’ INTELLIGENTE.
      SOPRAVVIVE LA SPECIE PIU’ PREDISPOSTA AL CAMBIAMENTO” Darwin .

      PENSI AI 2000 ANNI TRASCORSI E SIAMO ANCORA QUI’ SHALOM

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    • Sta’ tranquillo: quelli non sono ignoranti in buona fede: sono persone che la realtà la conoscono benissimo ma gli rende di più fare il tifo per i tagliagole, tutto qui. Quanto al libro, il problema non sono le critiche esagerate (le critiche non sono MAI un problema): il problema è che non sono affatto critiche bensì attacchi aprioristici.

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      • Infatti! Discutendo con un’ amica ‘ la solita..’ Allora sei in malafede e sei razzista.
        Invece di attaccare troverei piu’ sensato rivedere certi punti di vista, anche una certa autocritica sarebbe come un senso di evoluzione.
        ,,@ non sò se è un pregio, ma nel mio lavoro mi sono ..autocriticato…’ ho sbagliato…dove..come.Potevo fare diversamente. E anche ascoltando gli altri serenamente , valutando il tutto..’ Barbara, grazie! Anche per gli articoli, per me
        sempre variegati e stimolanti. Marco

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  3. Pingback: Le verità nascoste (ma non troppo) e che troppi deliberatamente ignorano e stravolgono. | un occhio e una lente a spasso per il mondo

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