CRITICARE ISRAELE? SÌ, GRAZIE!

Questo mio articolo è di dieci anni fa. Magari a qualcuno potrebbe interessare rileggerlo.

“Criticare Israele è legittimo!” e poi “Possibile che non si possa rivolgere una legittima critica a Israele senza essere tacciati di antisemitismo?” e ancora “Perché Israele dev’essere intoccabile?” … Alzi la mano chi non ha sentito almeno settemila miliardi di volte il fatidico lagno … Nessuno? Lei là in fondo? Ah, si sta solo grattando un orecchio … Bene, allora è giunto il momento di dare una franca risposta a tutti questi accorati interrogativi, e la risposta è: sì, signori, criticare Israele è legittimo. E potete farlo tutte le volte che volete senza che a nessuno passi per la testa di accusarvi di antisemitismo. Garantito. E dunque prego, accomodatevi, fate pure tutte le critiche che desiderate.
Quando avrete criticato in misura proporzionata alle rispettive colpe l’Autorità Palestinese, la Siria, l’Iran, la Libia, l’Arabia Saudita, il Sudan, la Corea, Cuba, la Cina, la Birmania e magari, già che ci siamo, facendo uno sforzo ulteriore, anche il terrorismo.
Quando avrete condannato in misura proporzionale l’occupazione del Tibet da parte della Cina, del Libano da parte della Siria, dell’Irlanda del Nord e delle isole Malvine da parte della Gran Bretagna, della Catalogna e dei Paesi Baschi da parte della Spagna, di alcune regioni tedesche da parte della Polonia, di alcune regioni polacche e delle isole Kurili da parte della Russia, dell’Istria da parte della Jugoslavia (oggi Croazia), dell’Alto Adige (e magari, già che ci siamo, facendo uno sforzo ulteriore, anche di Roma) da parte dell’Italia e ne avrete chiesto il ritiro e la restituzione ai legittimi proprietari.
Quando avrete dichiarato illegali il muro tra l’Arabia Saudita e lo Yemen, quello tra gli Stati Uniti e il Messico, quello tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, quello di Cipro, quello dell’Olanda, quello tra India e Pakistan, quello tra la Spagna e Ceuta, quello in Botswana, quello nello Zimbabwe, i sei del Marocco e magari, già che ci siamo, facendo uno sforzo ulteriore, anche quello del Vaticano (che non tengono fuori terroristi bensì, semplicemente, persone sgradite) e ne avrete preteso a gran voce l’immediato abbattimento.
Quando sarete insorti contro le uccisioni di palestinesi operate dalla Giordania, dalla Siria, dal Libano, dal Kuwait eccetera eccetera.
Quando avrete boicottato (e invitato l’universo mondo a boicottare) tutti i prodotti, tutti i libri, tutti gli accademici, tutti gli studiosi, tutte le università, tutti i contributi, tutte le collaborazioni di tutti gli stati che violino, anche in misura minima, i diritti umani.
Quando avrete impedito di parlare a tutti i diplomatici, a tutti i politici, a tutti i rappresentanti, ufficiali o privati di tutti gli stati che violino, anche in misura minima, i diritti umani.
Quando avrete condannato tutti gli stati che si difendono dal terrorismo. E anche, a maggior ragione, quelli che si difendono da bagatelle come la mafia e la criminalità comune.
Quando avrete reclamato il “ritorno” di decine di milioni di profughi, e dei loro figli, e dei loro nipoti, occasionalmente anche dei loro pronipoti, negli stati originari propri e magari, se capita, anche in stati altrui.
Quando vi sarete indignati per la vergognosa mancanza di diritti degli arabi negli stati arabi.
Quando sarete scesi in piazza contro le lapidazioni (magari di bambine stuprate), contro le macellazioni sulla pubblica piazza di sospetti o presunti “collaborazionisti” palestinesi (etichetta sotto la quale si può incollare – e spesso si incolla – chiunque sia sgradito a qualcuno di coloro che contano), contro gli stupri di massa decretati dai tribunali islamici contro le mogli o sorelle o figlie di qualcuno che ha commesso qualche sgarbo a qualcuno di coloro che contano.
Quando avrete smesso di impestarci l’aria col famigerato “proprio voi che avete tanto sofferto” (“voi” chi? Gli israeliani? Non c’erano israeliani al tempo delle camere a gas: dunque, di chi state parlando, o nobili signori che non tollerate di essere presi per antisemiti?)
Quando avrete chiesto conto ad Arafat e soci dei miliardi di dollari (nostri) intascati lasciando i palestinesi nelle baracche, e di una intera generazione di bambini palestinesi mandati al macello.
Quando avrete chiesto conto ai vari Paesi arabi dei campi profughi che essi hanno voluto, costruito e riempito di palestinesi dopo averli indotti a lasciare le proprie case, per poi farveli vivere come bestie e destinarli a diventare carne da cannone.
Quando vi sarete ricordati che i vostri nonni scrivevano su per i muri di tutta Europa: “Ebrei, andate in Palestina!” riconoscendo la Palestina come unica vera patria degli ebrei e gli ebrei come popolo legittimato a risiedervi.
Fatto? Bene, allora potete cominciare a criticare Israele. E noi vi ascolteremo. Con attenzione. Con interesse. Con simpatia. Con partecipazione. E non saremo neppure sfiorati dal sospetto che possiate nutrire qualche sentimento antisemita. Garantito.

La cosa interessante è che questa gente passa metà del proprio tempo a vomitare ogni sorta di veleni su Israele, e l’altra metà a frignare che Israele non si può criticare; metà a strillare che Israele deve essere trattata come qualunque altro stato e l’altra metà a trattarla in modo diverso da qualunque altro stato. Quanto a uno dei mantra di questa gentaglia, che Israele “con la scusa dell’Olocausto” si sente in diritto di compiere qualunque crimine restando impunita, io vi sfido a trovare un israeliano, anche uno solo – e vi autorizzo a cercare anche nei manicomi, anche nelle bettole di avvinazzati, anche negli istituti per ritardati – che dichiari: “Io prendo a calci chi mi pare e non potete dirmi niente perché io ho avuto l’olocausto”.

barbara

  1. Per chi viveva in maniera solitari i propi ideali e legge questo articolo solo adesso, non vede in questo i 10 anni, potrebbe benissimo essere stato scritto questa notte.
    Quello che è stato menzionato è sempre attuale. Se vengono esternate parole, idee in
    difesa di Israele è perchè non è giusto vederlo bersagliato in continue accuse spesso
    infondate, senza valutare le loro motivazioni…colpevolizzare di tante cose …etc..cosi come fosse una pericolosa dittatura. il tutto con la solita espressione tagliente.
    Ma..se certe critiche vengono poste in maniera intelligente, educata..motivata da fatti, ci può essere un sereno confronto. Ma spesso non è cosi perchè irremovibili nelle loro idee anche se sono fuori da ogni realtà anche documentata.Se, vi un’ intelligenza vivace
    insieme ad un’ apertura mentale è un’ altra cosa.
    Siccome Israele è una Nazione altamente Democratica credo che le critiche di ogni genere vengano accettate ben volentieri specialmente se costruttive. E prontamente e
    ben decumentati daranno le loro risposte. Si ritorna come sopra….dal singolo individuo
    ad una grande comunità.
    Lo Stato stesso lo dimostra in se stesso, coinvivono religioni ideologie politiche diverse
    cosi a livello etico. Non puo’ essere ne semplice,facile, sereno . Ma siccome il regime
    è piu’ che democratico dopo certi scontri le cose piu’ o meno proseguono e non sempre in maniera ottimale per alcuni .

    Nelle dittature questo non succede….i capi decidono in qualsiasi cosa e il tutto prosegue su’ linee ben precise. Le critiche non sono ammesse…le pene per reclama,
    protesta anche in maniera blanda. Le pene da infliggere per chi ha osato…fino
    alla morte, I diritti umani, non esistono . Sono tanti gli stati che adottano queste linee,
    per cui c’ è tanto da dire, fare se in tanti dicono di amare il prossimo, criticando queste
    realtà uscendo da una certa monotonia che sà solo di razzismo.

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