E PUOI CAMBIARCI I PERSONAGGI MA

quanta politica ci puoi trovar

Pregò Rostov di raccontare in che modo e dove fosse rimasto ferito. Era una cosa, questa, che a Rostov faceva piacere: e incominciò senz’altro a raccontarla, nel corso del racconto animandosi via via sempre più. Raccontò loro il suo fatto d’armi di Schöngraben in quel modo, per l’appunto, in cui di solito raccontano le battaglie coloro che vi hanno partecipato, cioè nel modo in cui avrebbero voluto che si fossero svolte, nel modo in cui ne hanno sentito parlare da altri raccontatori, nel modo che serve a rendere più bello il racconto: ma nient’affatto nel modo, in cui si sono svolte in realtà. Rostov era un giovane veritiero: a nessun patto egli avrebbe, calcolatamente, detto il contrario della verità. Aveva iniziato il suo racconto con l’intenzione di esporre tutto come precisamente era andato: ma insensibilmente, involontariamente, e inevitabilmente, era passato a dire il contrario della verità. Se egli, infatti, avesse raccontato la verità ad ascoltatori come questi, che, com’era accaduto a lui stesso, avevano già udito moltissime volte racconti di attacchi, e s’erano formato un concetto ben definito di quel che è un attacco, e s’aspettavano appunto un racconto di quel tipo lì, una delle due: o essi non gli avrebbero creduto, o, peggio ancora, avrebbero pensato che avesse colpa lui, Rostov, se non gli era accaduto ciò che di solito accade ai raccontatori di cariche di cavalleria. Non poteva mica raccontar loro così semplicemente che, tutti insieme, s’erano avviati di trotto, che lui era caduto da cavallo, s’era slogato il braccio e, con quante forze aveva, era fuggito da quel francese verso il folto. Inoltre, per raccontare tutto com’era stato, avrebbe dovuto fare uno sforzo su se stesso, in modo da dire soltanto ciò che era stato. Raccontare la verità è molto difficile: e i giovani di rado ne sono capaci. Costoro s’aspettavano di sentirgli raccontare come bruciasse tutto in una vampa d’entusiasmo; come fuori di sé, a guisa di ciclone, si fosse avventato su un carré; come fosse penetrato là frammezzo, sciabolando a destra e a sinistra; come la sciabola assaporasse le carni, e lui cadesse in deliquio, e altre cose di questo genere. E lui raccontò loro tutte queste cose. (Guerra e pace, Libro primo, Parte terza, capitolo VII)

barbara

  1. mi sembra che la storia si ripete. La realtà viene stravolta rendendola piu’ avvincente
    trovando un folto pubblico….che ci crede e la sostiene.

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