POICHÉ DETESTO LE BUFALE

E soprattutto quando oltre ad essere delle bufale sono anche delle mastodontiche vaccate, talmente cretine che ti chiedi come sia possibile che qualcuno si beva simili stronzate, ogni tanto mi diverto a farne a pezzi una. Oggi vi tocca questa.

Dolci momenti

Quando nasce un bambino è già nata un’emozione

Nel cuore di ciascuno di noi c’è una “voce che sa”,
nel cuore?! Ah già, è vero: avremmo giurato che questa roba avesse a che fare col cervello, ma Aristotele ci garantisce che parte tutto dal cuore, quindi dev’essere senz’altro così che stanno le cose

una canzone capace di ricordarci ciò che più apprezziamo e desideriamo, qualcosa che sapevamo fin dalla nostra infanzia.
Noi tutti tutti? Sette miliardi e rotti più tutti quelli di prima a partire da Neanderthal? Compreso Hitler? Compreso Idi Amin Dada che conservava le teste dei nemici nel frigorifero? Compresi i sordomuti che la musica non la conoscono?

In Africa orientale
Primo inconfondibile marchio di fabbrica della bufala: in Africa orientale dove? Egitto? Sudan? Eritrea? Gibuti? Etiopia? Somalia? Kenia? Tanzania? Mozambico? Guai a precisare dove, non sia mai che possa capitare qualcuno in grado di dire io là ci sono stato e questa puttanata non l’ho mai sentita

c’è una tribù
secondo inconfondibile marchio di fabbrica della bufala: quale tribù? Da quando in qua le tribù sono anonime? Solo che a fare un nome potrebbe capitare qualcuno a dire io quella tribù la conosco benissimo e lì questa puttanata non esiste. E, ovviamente, guai a fare il nome dell’antropologo che avrebbe documentato questa cosa (in uno dei vari siti in cui si trova questa storia, il rito viene attribuito alla tribù Himba – di circa 12.000 membri – residente in Namibia, ossia nell’Africa Occidentale, e costituita da pastori nomadi. In nessuno studio sulla tribù Himba è fatto cenno all’usanza di cui qui si parla)

che crede che questa canzone esista prima ancora della nascita. In quella tribù, la data di nascita di un bambino non è il giorno in cui viene al mondo e neppure il giorno del suo concepimento, come accade in altre tribù,
davvero queste tribù africane analfabete sanno calcolare il momento del concepimento? E hanno delle date, ossia un calendario? E addirittura una “data di nascita”? Magari anche un Ufficio Anagrafe in mezzo alla foresta tra l’oleandro e il baobab? Io in Somalia ho conosciuto un sacco di gente che non aveva la più pallida idea di quanti anni avesse, per non parlare di una roba marziana come una “data di nascita”…

ma l’attimo in cui nella mente della madre è nato il pensiero di quel bambino. Conscia della propria intenzione di concepire un figlio con un certo uomo, la madre va nella boscaglia e si siede sotto un grande albero. Rimane seduta e ascolta attentamente fino a quando ode la canzone del bambino che spera di mettere al mondo.
Quindi in questa fantomatica tribù non esistono bambini nati per sbaglio, non esistono persone che cedono alla tentazione di una botta di ormoni e si ritrovano in attesa di un figlio senza averne prima cercato la canzone, nessuno fa l’amore se non ha già programmato di avere un figlio e trovato la “sua canzone”. Resterebbe poi da capire se questo “certo uomo” con cui la donna ha deciso di concepire un figlio sia stato informato di questa sua intenzione. Resterebbe da capire se sia previsto il suo consenso. Resterebbe da capire che cosa succede quando, dopo avere avuto un figlio, la donna decide di averne un altro: va di nuovo nella boscaglia per trovare la sua canzone seduta sotto un grande albero (grande, mi raccomando, se no la canzone non arriva), e nel frattempo dell’altro figlio chi si occupa? Del marito chi si occupa? E se una coppia è sterile, cosa ne è della canzone trovata a cui non segue un bambino? O forse le coppie sterili lì non esistono?

Dopo averla udita, torna al villaggio e la insegna a colui che sarà il padre, così potranno cantarla insieme mentre faranno l’amore,
cioè, questi qui mentre scopano cantano? Tutto il tempo? E in tutte le capanne del villaggio tutti scopano cantando e tutto il villaggio sa chi sta scopando e deve assistere in diretta a tutti i trombamenti di tutti? Porca zozza!

invitando il bambino a unirsi a loro.

Dopo il concepimento la donna canta la canzone al bimbo che porta in grembo, poi la insegna alle donne anziane che faranno da levatrici, così che durante il travaglio e nel momento miracoloso della nascita il bambino venga salutato con la sua canzone.
Quindi lì non esistono aborti e nessun bambino nasce morto.

Dopo ogni nascita, tutti gli abitanti del villaggio
villaggio? Non era un’intera tribù?

imparano la canzone del nuovo membro della tribù
cioè, quanti membri ha questa tribù? Cinquecento? Mille? Tremila? E ognuno di loro sa tutte le canzoni di tutti gli altri? E se le ricorda per tutta la vita? E non sbaglia mai la canzone di uno con quella di qualcun altro? Cazzarola!

e gliela cantano quando cade o si fa male.
Quindi in quella tribù non succede mai che due persone si facciano male contemporaneamente, visto che intorno a ogni persona che si fa male ci sta tutta la tribù a cantare la sua canzone.

La canzone viene cantata anche nei momenti di trionfo, durante i rituali e le iniziazioni. Quando il bambino diventa adulto la canzone entra a fare parte del cerimoniale del suo matrimonio, e alla fine della sua vita i suoi cari si raccolgono intorno a lui e gliela cantano per l’ultima volta.
E naturalmente tutta questa tribù vive di rendita, visto che sono tutti impegnati costantemente a cantare per ogni persona del villaggio che nasce, che cade, che si fa male, che fa qualche cosa di bello, che fa qualche cosa di brutto, che è felice, che è triste, che si sposa, che muore (a proposito: perché per tutta la vita canta tutta la tribù mentre quando crepa cantano solo “i suoi cari”?)

Visto il rispetto che le viene tributato, anche noi desidereremmo profondamente udire quella canzone
? Noi chi? No, scusate, ma se state cercando di chiamarmi in causa avete sbagliato indirizzo

perché ci faccia da guida nella vita. Purtroppo, però, siamo stati distratti e trascinati sulla “piazza del mercato”.
Tutti noi sette miliardi e rotti tranne quella “tribù” dell’ “Africa Orientale”?

Le nostre esistenze sono complicate, viviamo in un mondo dominato dal materialismo, dall’ambizione, orientato verso ciò che è esteriore, e non sappiamo più ascoltare.
Soprattutto gli aborigeni dell’Australia e i pigmei delle foreste dell’Africa centrale: un materialismo, guarda, un consumismo, un’esteriorità che se non avessi visto coi miei occhi non riuscirei a crederci.

E’ difficile essere in contatto con il cuore quando si è troppo occupati.
Eccerto: lo sanno tutti che i popoli primitivi delle foreste e delle savane hanno molto meno da fare di noi, anzi, a dirla tutta, non hanno un cazzo da fare dalla mattina alla sera. Posso dire vaffanculo? Ok: VAFFANCULO. E posso dire anche andate a cagare? Ok: ANDATE A CAGARE.

Da: “Il libro del cuore”, R. Carlson e B. Shield, Ed. Sperling & Kupfer (qui)

barbara

    • Scusa, non ho capito (il problema è che tanto poi non rispondi: vieni qui, lasci la tua cacchina e te ne vai, salvo ogni tanto chiedermi se leggo i tuoi commenti – e ovviamente senza preoccuparti di venire poi a vedere se ho risposto. E la bambina sarei io, sarei).

  1. Se vuoi tenerti in allenamento con le imprecazioni, ti consiglio questo esilarante video(ancora più stucchevole e cretino della favoletta sulle tribù africane):

    DOVREMMO IMPARARE DAGLI ANIMALI A UCCIDERE SENZA ODIO(ma perché, i macellatori uccidono il bestiame per odio?io pensavo che lo facessero per tirare a campare!) , E CON TANTO TANTO AMORE!😄

    • io un paio di macellai li conosco e sono tutto tranne che mostri intrisi d’odio per le bestie,certo devo rivedere certi miei giudizi alla luce del fatto che i ghepardi si sono dati alla distribuzione della dolce morte.
      una domanda….la gazzella era terminale?
      con quale dolcezza ne ha spento il dolore,gia!

      • Interessante, tra l’altro, l’annotazione che quando la gazzella cade il ghepardo frena. Per rispetto alla gazzella, ovviamente, mica perché è lì per mangiarsela e quindi non sarebbe tanto logico che continuasse a correre chissà dove.
        Poi te lo immagini un macellaio che tira coltellate alla cieca gridando crepa, bestia schifosa, crepa!

      • Se leggi bene le scritte finali, la gazzella “si è concessa”….agli occhi dei cinici senza cuore come noi, pare che sia inciampata e caduta per sbaglio. Ma in realtà s’è buttata apposta, ha provato compassione per il ghepardo(che altrimenti sarebbe morto di fame) e ha compiuto un amorevole suicidio! ahahaha😄

  2. Possono intenerire certi cuori teneri teneri…troppo teneri. Farsi prendere da quello che
    vogliono trasmettere…ma valutando bene. A volte troppo perfette da sembrare una piece
    teatrale..con gli attori pronti ad entrare in scena…altre faticano a stare in piedi per tante debolezze.@
    poi.. leggendo l’ articolo…i vari link del passato…da uno all’ altro, gli articoli… ma attualissimi! Le bufale! Asserite da giornalisti…politici ‘ in che mani …’ vertici di alti livelli..
    popolo ..gente comune..Tutti ben attenti ad ascoltare quello che viene trasmesso …favole. favole anche macabre ..cattive..surreali, insensate.
    E ..come reagirebbero ..’ se gli attori fossero loro’…se colpissero i loro interessi..il propio paese..Diventerebbero subito vigili . attenti.e ben capaci nell’ entrare nella realtà dei fatti.
    E non ci sorprenderebbe…sono anche intelligenti..
    Bufale…bufale..Che fatica! Fare chiarezza…ogni cosa annotata ..ore, giorni, cosa,,chi,dove…come..perchè…etc! Quante bufale su’ Israele…Grande stimma nei confronti degli israeliani…vertici popolo…e tutti negli specifici serttori…Intelligenza!
    E…anche ai diversi amici che collaborando fanno ulterirmente chiarezza …anche questa
    documentabile..Per questo…dobbiamo fare attenzione alle bufale di qualsiasi tipo…occorre fare chiarezza docuntandosi da piu’ fonti….attendibili.

    QUESTO….non per chi scrive nel blog…ma da ricordarlo quando ne verrà l’ occasione.
    Recentemente…ho avuto occasione di far presente un link…..
    ..la risposta..Mail..’ ma cosa scrivono allora sui giornali! ..Cose non vere…cio’ che vogliono.
    La mia mail…. da non fidarsi ciecamente delle notizie che ci vengono trasmesse dalle
    varie fonti d’ informazione….appura ,
    Se ti interessano ti invio alcuni indirizzi di siti…..credo 4..5..Cosi potrai capire meglio alcune cose….ascoltando Israele.
    Per iniziare..il famoso 21 domante 21 risposte.
    …Volendo da questi….ad altri.
    Altri…via via facendo chiarezza. Anche da scontro….’ anche sul vivace…..documentati,,
    e poi….dovresti vedere la tua realtà con altri occhi…’
    Nel mio piccolo non potrei fare altro…

    • Più che di cuori teneri direi che si tratta di quoziente di intelligenza, il bersi certe cagate. Quanto ai politici, il re assoluto della bufala è Beppe Grillo: quello non lo batte nessuno, e infatti è alla sua corte che si annidano tutti i complottisti e i bufalisti del reame.

      • Secondo me non è solo questione di quoziente intellettivo, ma anche di malafede, disonestà intellettuale, interesse personale a interpretare e deformare la realtà in un certo modo. Per esempio i complottisti dell’11/09, quelli che credono che gli americani si facciano gli attentati da soli, guarda caso sono tutti fanaticamente anti-americani!
        Oppure più banalmente usano le varie teorie complottiste, come sfogo delle proprie frustrazioni, e alibi per i propri fallimenti; se ci fai caso i complottisti non sono mai persone realizzate, sono quasi sempre persone molto frustrate e infelici.

        • Però sono due categorie diverse. Nel caso dell’11 settembre c’è un crimine e c’è un colpevole. L’evidenza mostra che il colpevole è A ma a te fa più comodo dire che è B (idem per i negazionisti della Shoah e altre cose). Monti su una storiella in cui ricostruisci i fatti a modo tuo, spieghi che quelli che la raccontano diversa fanno parte di un complotto ma noi siamo troppo furbi per farci fregare, e tutti quelli che sono ideologicamente dalla tua parte si convincono che le cose stanno così: l’11 settembre lo hanno fatto gli americani con l’aiuto del mossad; l’olocausto lo hanno inventato i sionisti per farsi compatire e rubare impunemente la terra ai poveri palestinesi. Eccetera. Il quoziente di intelligenza – premesso che deve comunque essere bassino – non viene chiamato in causa. Ma una puttanata come questa che non sta in piedi neanche con le stampelle, o come le altre due che ho linkato e tante altre che girano, non fanno l’interesse di nessuno, non c’è nessuna ideologia dietro, qui è proprio chiamata in causa l’intelligenza, la capacità di leggere quello che hai davanti e renderti conto che la storia non si regge, è assurda, illogica, materialmente impossibile. E, soprattutto, come ho sottolineato nel testo, contiene tutti i caratteristici marchi di fabbrica della bufala: non c’è un chi, non c’è un dove, non c’è la possibilità di verifica. Se nonostante tutte queste evidenze la prendi per buona sei, nella migliore delle ipotesi, un credulone. Che non è esattamente sinonimo di genialità.

        • “non c’è nessuna ideologia dietro”

          Sicura? secondo me anche la storiella che hai riportato, poggia su un preciso substrato ideologico, che approssimativamente potremmo identificare nell’ anti-modernismo; insomma grosso modo l’ideologia di Julius Evola, Pierpaolo Pasolini o il contemporaneo Massimo Fini(che pensavano e pensano che qualsiasi forma di progresso scientifico, tecnologico, economico o sociale è un male, e che “si stava meglio quando si stava peggio” . L’italia preindustriale, il medioevo, o la società dei talebani, sono una sorta di paradiso terrestre, nelle perverse e demenziali fantasie degli anti-moderni!) in versione per sempliciotti!

          Come Massimo Fini idealizza i talebani, e li immagina moralmente un sacco meglio di noi sporchi occidentali, corrotti dallo “sterco del demonio”, così in questo racconto si idealizza una fantomatica tribù africana, libera dalla “piazza del mercato”(il ricorrente “sterco del demonio”), da materialismo, e da tutte le malefiche influenze e distrazioni della malvagia modernità, per questo più “puri” nell’animo, più liberi di seguire il proprio cuore, e più felici.
          Insomma, trattasi di una favoletta per ritardati, la cui morale dovrebbe essere la condanna della modernità che inquinerebbe le nostre vite, con troppe preoccupazioni superflue, distraendoci dalla quella felicità che può derivare dalla semplicità.

        • trattasi di una favoletta per ritardati,
          Appunto: quello che dicevo io. Tu hai fatto un giro più largo, ma alla fine sei arrivato alla stessa conclusione: ritardati. Che tra l’altro saranno ben contenti di ritrovarsi in compagnia di due fascisti e un pedofilo.

  3. E li mi chiedo,,,come il suo seguito non se ne renda conto. La vita…non è sentir parlare da un certo palcoscenico cosi come fosse uno spettacolo peraltro di cattivo gusto…e in
    tanti vi sono andati quando erano a pagamento….Ora il biglietto ha un costo per me troppo caro…. ed è molto lontano da certi ideali di attore….

  4. Non c’ era un nuovp articolo di Barbara….allora ho viaggiato un pò nel Blog…
    Sono incappato in una data…credo memorabile, il 18/01/2014 .
    Sono rimasto allibito..e inorridito ..Le camere a gas non sono esistite! E’ un’ offesa per
    chi non è sopravvissuto…pechè morto di orribili stenti…o è finito in quelle stanze di sterminio….e ce ne sono di testimoni che hanno perso l’ intera famiglia..amici.’ dove sono
    andati…in vacanza…o all’ estero….Documentazioni filmate…foto per non parlare di forme
    scritte…cose orrende incivili senza alcun senso.Etc…
    E si può aggiungere..oltre a certe torture…gli esperimenti di vario genere.
    NEGATIVISTI !Esseri vuoti. Anche sul documentato..su’ tutto.
    Non voglio ricordare quel giorno ..18. Mi trattengo..
    E poi..anche se attualmente i campi di concentramento…non esistono piu’…ne esistono
    altri con varie denominazioni, Principalmente paesi comunisti…insomma totalitari..
    Shalom

    • Sai, ormai quello di non credere alle “verità ufficiali”, che sia la Shoah o l’11 settembre o l’inesistenza delle scie chimiche, è diventato il marchio di fabbrica di quelli che “noi sì che siamo furbi”, beppe grullo docet.

  5. Wikipedia…da prendere per quello che è…mi è bastato cercare un nome…
    quasi santo per il popolo….poi altre ricerche. Il passato che anche i politici hanno cancellato. Etc…Di..Strada ne ha fatta…

  6. VERSO LE 19.40 SONO STATI RITROVATI I CORPI DEI 3 GIOVANI ISRAELIANI RAPITI.
    ERANO IN UN POZZO…CAVITA’ POCO LONTANA DAL LUOGO DEL RAPIMENTO.
    E IL LORO ASSASINIIO NON SI SA’ A QUANDO RISALE…..
    Tristezza ed indignazione per tutto questo.Marco.

  7. Un’analisi intelligente: cinicamente divertente e divertita.
    La storiella è vero…ha un po’ di esotismo colonialista
    Con l’invisibile e leggero retrogusto del senso di colpa misto a ipocrisia
    (e l’Africa va sempre bene per questo)
    ovvero
    “abbiamo fatto schiavi, depredati e massacrati per secoli, dei negri
    che avevano queste nobili usanze fiabesche”
    Senza sapere chi o quali fossero…

    In realtà, se questa storia fosse presentata come appartenente ad
    un gruppo di persone immaginarie senza tempo e luogo,
    di cui non si sa se fossero neri, bianchi, gialli o verdi
    avrebbe un suo potere metaforico o mitico straordinario
    e non avrebbe bisogno
    di una divertita quanto rabbiosa analisi delle contraddizioni interne alla vicenda,
    come ti sei divertita a fare, solo perchè attribuita ad una mitica o inesistente
    tribu’ africana.

    Usando la tua strategia analitica, tutta la mitologia greca, indiana, sumera ecc.
    può essere distrutta con la stessa facilità e puntualità argomentativa.
    E tralasciamo al momento il fatto che in termini culturali, dalla mitologia greca parte
    tutta quella costruzione meta-analitica che è stata denominata psicoanalisi,
    che non ha spiegato quasi nulla della poliedricità dell’animo umano,
    e non ha alleviato il livello di sofferenza e contraddizioni
    che l’uomo si porta dentro di sè
    dalla notte dei tempi, considerato quanto ancora è possibile
    oggi osservare,
    in termini di consapevolezza e umanità.
    Inesistente.

    Per quanto ironica ed efficace, la tua analisi evita di considerare
    l’evocatività di un’umanità che, probabilmente,
    non è mai esistita e si ferma all’analisi letterale:
    la struttura della storiella è metaforica
    (ha giusto la pecca di essere riportata sommariamente e superficialmente come africana),
    racconta una tradizione, probabilmente inesistente,
    e mette in primo piano il valore della vita
    nei suoi meccanismi essenziali (nascita, crescita, maturità, morte).

    Ognuno di noi ha una frequenza, evoluzione di vita,
    che si armonizzerà o entrerà
    in contrasto o in rapporto di neutralità,
    con altre frequenze-forme di vita
    (la metafora del canto).
    In quella frequenza (canto) risiede l’unicità del nostro essere,
    fino alla fine del nostro tempo di vita.
    Semplice ed essenziale, pur nella sua estenuante ripetitività.
    Hai guardato quindi la veste non l’essenza.

    Quindi, tutto il problema sta nell’involucro?
    Hai scartato il pacco, lo hai stropicciato furiosamente
    senza renderti conto se dentro c’era qualcosa di salvabile,
    riciclabile o apprezzabile.
    Anche tante scoperte ritenute scientifiche sono state
    ritenute delle bufale, dopo qualche tempo.
    E allora, spiegami, perché una bufala non può contenere un messaggio nascosto
    su cui forse vale la pena un po’ soffermarsi e riflettere.
    Tutte le favole sono bufale: solo per questo non hanno un valore?
    Nel profluvio concitato delle tue parole
    è come se tu avessi detto:
    “non uccidiamoci reciprocamente”
    ma pretendi di avere l’esclusività di uccidere.

    Cordialissimi!

    • Mi dispiace, ma sei totalmente fuori bersaglio. Nessuno cerca di farti credere che Achille è realmente figlio di un uomo e di una ninfa, che fosse invulnerabile in tutto il corpo tranne che nel tallone eccetera eccetera. Nessuno cerca di farti credere che esiste uno specchio che parla e che è capace di dirmi se io sono più bella o più brutta di tua sorella. Tutte le favole hanno una morale della favola sulla quale siamo indotti a riflettere PER IL FATTO CHE ci vengono presentate come favole. Se tu pretendi di farmi credere che veramente una volpe si è messa a lodare la voce di un corvo per fargli cadere dal becco il formaggio, beh, non ti meraviglierai, spero, se giro i tacchi e me ne vado molto prima che tu abbia finito di raccontare la tua favoletta. E se per caso mi rendo conto che tu credi veramente che una volpe un giorno ha visto un corvo con un pezzo di formaggio eccetera eccetera, non ti meraviglierai se ti do dell’imbecille.
      Il motivo per cui una bufala NON PUÒ contenere un messaggio sta nel fatto che è un inganno, fabbricato per ingannare. Se non lo fosse, non sarebbe una bufala.
      PS: “profluvio concitato” è una bella espressione. Talmente bella che vale la pena di buttarla lì, abbia o no attinenza con il contesto.
      PPS: la conclusione non l’ho capita proprio, ma sarà sicuramente un limite mio.

  8. Molto brava a girare a vuoto: un cervellino da codice binario.
    E di una banalità sconcertante.
    Non ti meraviglierai se ti do della narcisista egocentrica:
    attenzione ai processi di autocombustione!

    • Non preoccuparti: quello che gli altri pensano di me non mi interessa e non mi riguarda: riguarda unicamente gli autori dei pensieri in questione. Quindi sentiti pure libero di esprimere tutti i giudizi che vuoi.

  9. Una nana che si rimpicciolisce anche quando si gonfia.
    E che si fa eco da sola! Quando le ragioni sono fragili,
    c’è solo rigidità d’intenti e d’affermazioni.
    E un ego smisurato.
    Sei tu che pretendi di giudicare e proietti sugli altri
    quello che non vuoi riconoscere in te stessa.

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