POSSO DIRE CHE L’HO SEMPRE SAPUTO?

Eyal-Gilad-Naftali
Non ho mai scritto bring back our boys, da nessuna parte, non ho firmato nessuna petizione, perché l’ho sempre saputo che non c’era niente da restituire: conosco troppo bene quei rettili immondi. Adesso spero che Tsahal scateni davvero l’inferno, che quelle carogne putrefatte abbiano a maledire il giorno in cui sono nati, che abbiano a maledire le madri che li hanno partoriti, che sappiano anche loro che cos’è l’inferno. Quello vero.

barbara

  1. Rinnovo tutto il dolore e la rabbia che ho espresso nel commento al post precedente, i sorrisi meravigliosi di questi tre figlioli mi stringono il cuore. Ora riposano in pace ma chi li ha uccisi non conosca più pace, in questa vita e nell’altra.

      • Fatte salve le convinzioni religiose di tutti, non si può che concordare su un punto fondamentale che la ragione, o quello che una volta si definiva il comune buonsenso, e il diritto internazionale rendono indiscutibile: la sicurezza dello stato di Israele e la sua stessa esistenza sono minacciate e aggredite da troppi e da troppo tempo. Sono anche profondamente convinta che se le fosse consentito Israele vivrebbe pacificamente, ma è accerchiata da nemici implacabili che non le danno tregua, e l’assassinio dei tre giovani non è che l’ultima agghiacciante dimostrazione di questo fatto fin troppo evidente. Religiosamente e diplomaticamente parlando si può anche ammettere di porgere la guancia una volta, ma se dall’altra parte c’è solo l’intenzione di menare sberle e cazzotti tutto il tempo, beh, il discorso allora cambia eccome.

  2. Pare che i due carnefici siano in fuga, bene se li prendono non debbono essere vivi, altrimenti ci sarà sempre qualche Mogherini che ne chiederà la liberazione, nulla debbiamo sapere di loro, e nulla debbono trovare di loro, assolutamente nulla. giò

    • L’ebraismo non ha mai inteso questa regola in senso letterale (l’islam sì), ma per una volta penso che non sarebbe male se si avvicinassero anche loro a una interpretazione stretta. Non dico ammazzando i loro figli, ma ammazzando loro sì: hanno voluto la guerra, e in guerra i nemici si uccidono, punto.

      • Che poi a loro – parlo dei palestinesi nello specifico e degli islamici in generale- non importa un caxxo dei propri figli. Diciamolo, va. Chi ama i propri figli li protegge, non li usa come scudi, non li imbottisce di esplosivo. Succede in Palestina come in Siria, e in qualsiasi altro paese islamico in guerra.

  3. Avete già detto voi qui sopra quanto c’era da dire.. io ho condiviso l’articolo di Ansa senza saper dire di più. Avevano l’età di mio nipote, anche..
    Am Israel Chai ✡

  4. Il mio coinquilino…non italiano.Palestina…ma possibile che il popolo non si ribelli verso una situazione cosi insostenibile..’ hamas e c.’.In tanti paesi succede..Probabilmente..ci saranno menti brillanti…ma non possono fare piu’ di tanto.
    Forse la situazione è talmente incallita…tante altre cose..
    .

    • C’è però da dire che anche il comportamento contrario non avrebbe provato alcunché: ti ricordi quel ragazzo rapito un po’ di anni fa, anche lui mentre faceva autostop, che sono andari avanti per giorni a dire se lo volete indietro dovete fare questo, se non fate quest’altro lo ammazziamo, e lo avevano ucciso immediatamente dopo il rapimento.

  5. Sinceramente alla luce di questo avvenimento mi auguro che il ministro Mogherini nel semestre UE a presidenza Italiana rimanga in panchina.

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