MESSAGGIO A CHI STA DALL’ALTRA PARTE

(Faccio ancora in tempo, prima di partire, a postare questo bellissimo testo)

Caro amico non ebreo,

non far finta di essere triste per questo orribile, ennesimo omicidio. Durerà poco l’ondata di solidarietà, tanto lo so. Dura sempre meno. La storia ce lo insegna. Da quando un giovane stato sotto attacco di cinque eserciti in cui c’era la possibilità di finire a pezzi e rigettati in mare, è stato sempre così. Qualche frase di circostanza – qualche volta nemmeno quella – e poi via con la vita normale.
Non sono riusciti ad impietosirti gli attentati diretti agli adolescenti nelle discoteche, le bombe nei matrimoni. Non ti hanno scosso i corpi che saltavano nelle pizzerie di Gerusalemme e nei caffè di Tel Aviv. Probabilmente nemmeno te li ricordi. Non ti hanno turbato le mamme che mettevano i figli su due autobus diversi per evitare che un kamikaze glieli portasse via tutti e due. Non ti ha impietosito la morte di un neonato al quale un cecchino ha sparato nella culla, e nemmeno quella di un’intera famiglia sgozzata nella notte, infanti compresi. Non ti ha fatto riflettere un giornalista americano sgozzato in diretta come un animale perché ebreo, gli spari ai bambini della scuola ebraica di Tolosa e quelli ai visitatori del museo di Bruxelles. Non hai avuto nemmeno un tremore per le torture inflitte al giovane commesso Ilan Halimi, sequestrato in uno scantinato di Parigi e ucciso in modo atroce, anche lui perché ebreo. Non hai memoria per la scia di sangue che ha attraversato gli anni ’50, ’60, ’70, delle stragi perpetrate ai danni degli israeliani per mano araba, una striscia di sangue che non si è mai arrestata. Strage di turisti davanti ai banchi dell’ELAL di Fiumicino, strage di atleti alle Olimpiadi di Monaco. Attentatori particolarmente solerti con i bambini come Stefano Tachè, il piccolo romano ucciso da un commando terrorista o i disabili come Leon Klinghoffer, gettato in mare con tutta la sedia a rotelle.
Ti sei però appassionato ai carnefici, a quelli che hai tentato e tenti ancora di giustificare in tutti i modi. Sei segretamente innamorato di coloro che ti hanno truffato e ti truffano ancora. C’è un’industria in palestina e tutto il medio oriente che lavora proprio per sfruttare questa tua debolezza: loro sanno che tu anziché cercare di capire e ricordare la storia, per te sarà più facile sospirare davanti ad una foto di un bambino senza scarpe che a quella di un giovane militare di leva. Sono abili a nascondere bene che ricevono milioni di euro che spendono in armi e i dirigenti palestinesi lavorano con la complicità di occidentali bene addestrati per comprare la tua a compiacenza, la tua compassione. Per comprarti usano tutto quello che è in loro possesso, perché nella propaganda sono senza scrupoli così come nel terrorismo. Usano foto false, immagini di altri conflitti e quando non hanno niente estorcono dichiarazioni false e fabbricano prove in laboratorio. Dimmi: hai mai visto la foto di una neonata israeliana sgozzata? E sai perché no? Perché per Israele la vita è sacra. E una battaglia mediatica non può valere la profanazione di un innocente. Nemmeno quando è tutto vero.
Ieri sera amico mio, mi sono sentito ancora più solo di quanto non mi senta di solito. Perché sento che coloro che sostengono il terrore contro Israele hanno messo a segno una delle più grandi vittorie. Con i corpi di tre giovani adolescenti ancora caldi, mentre in Israele si pregava nelle piazze e in palestina si sparava in aria per il giubilo, tu e il resto del mondo vi siete così affrettati a dirvi “preoccupati per la reazione di Israele” che vi siete dimenticati di dispiacervi. Persino di circostanza, per la morte di due sedicenni e un diciannovenne rapiti, uccisi a sangue freddo e gettati due settimane in mezzo ad un campo. Questa è la vittoria della barbarie sulla civiltà. E la tua scelta purtroppo, indica la parte dove hai deciso di stare.
Alex Zarfati

Nel frattempo Rosa Schiano:

Sta girando in questi minuti notizia, diffusa da Al Jazeera, secondo cui l’esercito israeliano abbia ritrovato i corpi dei tre coloni rapiti. Invito alla cautela in quanto non si ha ancora la certezza che i corpi appartengano ai coloni.  In ogni caso, io credo ed ho sempre creduto che ci troviamo di fronte ad un’operazione organizzata giusto in tempo per bloccare e distruggere i passi positivi fatti fino a quel giorno (riconciliazione, approvazione da parte di Usa, Onu ed Ue del nuovo governo palestinese di unità nazionale, attenzione mediatica sui detenuti palestinesi). Ricordo anche che nessun gruppo palestinese ha rivendicato il rapimento. Attendiamo conferme …e probabili reazioni

barbara

  1. non sono Ebreo,ma mi sento solo lo stesso.
    credo che l’indifferenza sia peggiore dell’ignavia,e questo è,indifferenza.
    Al vigliacco puoi contestare la sua pochezza,lo puoi scuotere nelle sue paure,all’indifferente che fai?
    A chi male informato spieghi le ragioni di una scelta,e ti guarda indifferente,come se fosse ininfluente,cosa dici?
    Israele sei sola,nonostante non ci lasci mai soli,magari per forza,ma non lo fai.
    senza te saremo soli davvero,ma perchè pensarci ora,per ora ci sei,poi si vedrà!

  2. Brava, Barbara: ancora una volta tu e l’Autore avete messo il dito sulle innumerevoli piaghe.. gli ignoranti in malafede, quelli che minimizzano, quelli che si girano dall’altra parte, quand’anche non rivoltano la frittata nel più subdolo dei modi.

  3. Per quel che può valere, la splendida lettera di Alex Sarfati andrebbe indirizzata alla Mogherini, chi lo sa alle volte i miracoli accadono

  4. Alex Zarfati mette in risalto il diffuso amore per i figli di puttana. Direi che non riguarda tanto i non-ebrei, quanto gli orfani dell’Unione Sovietica.

  5. …avrei alcune osservazioni da fare, in quanto “non ebreo”, sul testo del signor zarfati, e soprattutto sul tono.
    ma visto che la lettera è intestata a “amico” probabilmente non stava parlando (catechizzando? rimproverando?) a noialtri neutrali.

    però, una cosetta in quanto “resto del mondo”: il “resto del mondo” è un boccone troppo grosso per chiunque; cala.

  6. Anche io non sono ebreo, ma senza peccare di presunzione ed al passo della mia modestia cerco di usare il senso di empatia…Qui ci conosciamo per quello che riusciamo
    a comunicare, non è come potrebbe essere avvenendo di persona.

    Anche se non è molto tempo che faccio parte del Blog…
    Quello che cerco di esprimere…talvolta carico di alcune letture che come minimo irritano….e possono perdere una certa chiarezza…
    Ma in me sono sempre stati chiare idee e sentimenti..Forti da sentirli a pelle.
    Non importa che io faccia..un’ elenco,la cronostoria della storia del popolo ebraico,ci
    sono persone molto piu preparate di me.
    Tanti passaggi, fatti , sofferenza ,il vissuo, storia in grande,la spicciola di ogni singolo
    individuo….guerre…..persecuzioni…ingiustizie…….morte…lotta..
    Ogni giorno , se ha scritto una certa storia…avvenimento….anno…
    Sono come tanti mattoni. Il tetto è terminato da tempo,tanto ..
    Quella casa che è dentro di me si chiama Israele.

    Vorrei, desidero che gli esseri umani esternassero il senso di umanità che è in loro,
    e loro fiamma ardesse di giustizia.
    Basterebbe leggere nel libro altrui per comprendere meglio invece di condannare giustiziando un popolo negando molto,troppo di tutto quello che lo riguarda.

  7. Sono triste per quei tre ragazzi e per gli altri.
    Da Talkactive avevo scovato questa [omissis: quella merda la vai a depositare in qualche cloaca, non nel mio blog! E non azzardarti mai più a presentarti qua dentro] c’è poco da aggiungere

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