ALLA BRUTTA FACCIACCIA LORO

Israeliani in un bunker antimissile:

barbara

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ALTROVE

Un “bastardo” in cerca di un padre e di un’identità. Un “regolare” convinto di possedere entrambe le cose. Un rabbino pazzo fermamente deciso a clonare il Messia per salvare l’umanità e forse ci riuscirà per via di un rene che bisogna trovare con urgenza. O forse no. Una disputa su un necrologio che forse non è per il necrologio. E forse neanche per la cattedra. E quell’identità ebraica che ti fa sentire sempre altrove: in Israele perché il Paese ti sta stretto e appena arrivi già ti senti soffocare e vorresti scappare; negli altri Paesi perché Israele è casa, lontano da lì non è possibile vivere e appena ne esci ti senti squassare dalla nostalgia. E il grande uomo che è morto, che prima di morire ha registrato quella sorta di testamento spirituale in cui ha detto praticamente tutto. Tranne la cosa più importante. E la Shoah, finita e passata da tanto tempo, ma i graffi che ha lasciato nel corpo e nell’anima continuano a fare male, non solo in quelli che l’hanno vissuta ma anche nei loro figli. E insomma con tutte queste cose viene fuori un gran bel libro, di quelli che prima li leggi tutto d’un fiato e poi quando li hai finiti ti fermi a pensarci su. Perché ce ne sono, qui, di cose su cui riflettere, altroché se ce ne sono.

Doron Rabinovici, Altrove, Giuntina
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barbara