VITA AL CONFINE CON GAZA

là dove – tra l’altro – sbucano i tunnel

Se poi vi interessa un diario di guerra con aggiornamenti quotidiani, andate qui.

barbara

  1. Se devo essere sincera Hamas non mi preoccupa molto. Per me la vera minaccia è l’ISIL. Quella è gente veramente malata
    Secondo te ,Barbara,Israele dovrà combattere faccia a faccia anche con loro?

    • Fai bene a non preoccuparti di Hamas: non ci sei mica tu in Israele a prenderti sulla testa duemila missili in una settimana. Non ci sei mica tu ad avere i tunnel che sbucano a cento metri da casa tua per venire a sgozzare te e i tuoi figli. Non ci sei mica tu a vederli ballare e cantare di gioia ad ogni mattanza di figli e fratelli tuoi.

  2. Non sto dicendo assolutamente che Hamas non sia pericoloso,se leggessi la seconda parte del mio post invece di saltare su come punta da uno scorpione capiresti cosa intendo dire

    • Ragazza mia, qualunque cosa tu aggiunga dopo, quello che hai detto prima resta sempre una mastodontica cazzata, e non c’è niente che la possa rimediare. Né tanto meno ti aiuta a rimediare il supporre (arrogantemente) che io non abbia letto la seconda parte.

      • mi stava piacendo tanto questo blog, ma perche’ prendersela cosi con chi ha solo fatto una domanda, ingenua se si vuole ma non certo meritevole di una risposta cosi’ dura. Nascosta nella domanda c’era il riconoscere che Israele e’ il bastione di civilta’ che deve reggere la pressione di questo “nuovo” orribile oltranzismo religioso (tanto per non usare la solita lista di termini altrettando appropriati) che minaccia la liberta’ di tutti indistintamente a livello globale. Un blog ben fatto come questo e’ una boccata d’aria dall’antisemitismo dilagante camuffato da pro-Palestina, ma tutto il suo potenziale benefico viene vanificato se si risponde con insulti gratuiti ad un lettore che si e’ premesso cosi, quasi in con tono confidenziale, di porre una semplice domanda. Shalom. Francesco (che non e’ un ragazzo ne arrogante e prova a dire meno cazzate poossibili).

        • Lo so che a chi non la conosce può sembrare una domanda ingenua. E so anche che le mie risposte a lei sono aggressive e spesso anche volgari. Solo che, vedi, fra te e me c’è una differenza sostanziale: tu non la conosci, io sì. Lei per dirne una sola, è quella che in un post in cui si ricorda un attentato perpetrato di fronte a una sinagoga italiana – NON israeliana – scegliendo un giorno in cui vi si svolge una cerimonia che coinvolge i bambini, scegliendo il momento in cui le persone stanno uscendo, e che si conclude con l’assassinio di un bambino di due anni e il ferimento di una trentina di persone, se ne esce a dire (introducendolo con un “la butto là”) che ha notato che nei blog filoisraeliani vengono tacciate di antisemitismo tutte le critiche a Israele. Ecco, io a questa, quando me la vedo davanti, prima sparo, poi caso mai, se mi ricordo, dico anche altolà.

  3. La situazione è arrivata al limite.
    Simposi, convegni , stage si sono succeduti senza ad arrivare ad una conclusione
    terapeutica.
    Sono state tentate varie terapie senza monitorare adeguatamente.
    E’ stato provato di tutto, dall’ alimentazione molto ricca e nutriente, ed altro che potesse allietare la vita.
    Tutte le cure possibili mirando un po’ a caso al tumore. Chemioterapie, Infusioni (.)
    pressoche’ continue.La medicina occidentale ha provato di tutto in quello che è nelle
    loro conoscenze attuali.
    Alcune associazioni optavano per una terapia di tipo omeopatico. Anche qui senza alcun esito.
    Sit in dei sostenitori della vita e manifestazioni non sempre pacifiste si sono incrementate.
    I vari capi di innumerevoli culti hanno cercato di dare del conforto ma una volta che se
    ne sono andati il paziente dopo che li ha salutati….finalmente se ne sono andati.
    Gli psicologi hanno cercato di fornire il loro apporto. Esito negativo.
    I grandi luminari si riuniscono piu’ volte cercando di mettere in atto le loro terapie che
    si sono mostrate piu volte inefficaci.
    La stampa , fortunatamente non tutta denigra la classe medica per il tipo di cure effettuate. Al solito per richiamare l’ attenzione del popolo nella direzione da loro
    desiderata: mantenere in vita l’ utente nonostante che poi nella realtà le cure sono
    mirate nei confronti delle cellule cancerose. Purtroppo anche qualche cellula sana insieme ad altre in via di trasformazione cancerosa.
    Le grida dei manifestanti! La vita è sacra. Che se la porti via il tumore ma non fate niente.
    I medici del reparto piu’ ad ovest non si lasciano intimorire e capiscono di dover intervenire urgentemente,,
    Il tumore spara a raffica le sue cellule sono come impazzite.
    Inoltre una malattia infettiva rende piu’ insicuro il loro lavoro.
    Lo sapevano che il tumore è molto vasto, molti vasi linfatici sono stati colpiti ed in pratica l’ intera area è invasa dal tumore che si è sviluppato in piu’ direzioni.
    I medici decidono di intervenire prima che sia troppo tardi infatti un’ organo molto
    importante è già stato colpito infinite volte. Solo le loro ampie conoscenze hanno fatto
    in modo che il tumore non riuscisse a colpire l’ organo in maniera vitale.
    Per questo la loro decisione che possa portare beneficio è l’ eleminazione del tumore
    e poi tante terapie mirate nei confronti degli innumerosi vasi linfatici e linfonodi.
    Innumerevoli le critiche, ma i consensi non sono mancati.
    L’ intervento non è facile ma i chirurghi sono all’ avanguardia ci dovrebbero riuscire.
    Qualche danno nei tessuti è inevitabile il tumore si è infiltrato in maniera molto capillare.
    Poi, altre complicazioni potranno insorgere nel post operatorio. Ma la ripresa dovrebbe
    essere buona.
    E probabilmente con molta volontà nel comprendere l’ intero operato potranno intervenire le varie associazioni.Tutti dovranno capire la psicologia da mettere in atto
    nelle attenzioni di ripresa del post operatorio considerando la sua diversa cultura.

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