E QUEGLI EMERITI COGLIONI DEI GAZANI

Per festeggiare la grande vittoria della tregua (sì, siamo onesti: questa tregua è oggettivamente una vittoria per Hamas e una tragedia per Israele) sparano in aria e fanno due morti e quarantacinque feriti: non c’è niente da fare, se non ammazzano qualcuno gli manca la terra sotto i piedi. Poi per simpatia festeggiano anche in un campo profughi in Libano e fanno un morto anche lì. Bene, tre pericoli in meno nella prossima guerra (qui)
Gaza-Celebrations
barbara

  1. Sull’onda dell’entusiasmo per la brillante vittoria conseguita… si festeggia con quello che si ha in mano. E pazienza per il traffico di pallottole vaganti, un traffico da bollino nero. E pazienza anche per i morti, l’imprevisto fa parte del destino. Siamo così tanto (…) e così tanti che due di meno ci possono anche stare. Anzi, visto che lo scenario è tutto ancora in essere, li possiamo mettere sul luogo ultimo obiettivo di IDF e metterli sul loro conto.

  2. Oggi rovistando nelle mie librerie è saltato fuori questo:

    Da IL GIORNALE di venerdì 29 gennaio 1993

    DA NON DIMENTICARE MAI

    Il 18 agosto 1988 Hamas, un gruppo integralista islamico attivo nei Territori, ha pubblicato la propria Carta, un “manifesto” in cui si invoca una Jihad (guerra santa) senza compromessi contro l’esistenza di Israele.
    La Carta è stata affissa nelle moschee in tutti i Territori. Queste sono alcune frasi tratte dai volantini di propaganda distribuiti da Hamas: “Battiamo alle porte delle moschee coi crani degli ebrei, parliamo con il linguaggio del fuoco e del fucile”; “il destino degli ebrei è quello di essere massacrati dalle nostre mani. Noi ci siamo impegnati a compiere il nostro dovere verso la società torturando gli ebrei, giacche la tortura è il destino degli ebrei”; “nessun ebreo è innocente, tutti gli ebrei devono essere uccisi. Nel corso della storia hanno arrecato sventura al mondo. ”
    Questi, invece sono alcuni dei punti principali della Carta fondamentale di Hamas.

    RADICALISMO INTEGRALISTA ISLAMICO
    Hamas (acronimo di “Movimento di resistenza islamica” si considera parte del più generale movimento della Fratellanza islamica. Hamas definisce se stesso anche come un “importante movimento palestinese, fedele ad Allah e il cui modo di vita è quello islamico” e “uno degli anelli della catena della lotta contro gli invasori sionisti (art. 6,7). “Il Movimento di resistenza islamico aspira a realizzare la promessa di Allah, indipendentemente dalla quantità di tempo che fosse necessaria. Il profeta che Allah lo benedica e gli conceda la salvezza; ha detto: “Il Giorno del Giudizio non arriverà finchè i mussulmani non combatteranno gli ebrei (uccidendo gli ebrei), fin quando gli ebrei non si nasconderanno dietro le pietre e gli alberi. Le pietre e gli alberi diranno: O mussulmano, o Abdulla, c’è un ebreo dietro di me, vieni ad ucciderlo. Solo l’albero di Gharkad non lo farà perché è un albero degli ebrei.” (art.7) Dal fanatismo religioso scaturisce la “dichiarazione contenuta nell’ art. 9 della Carta. “Allah è il suo obbiettivo, il profeta è il suo modello, il Corano la sua Costituzione, la Jihad il suo cammino e la morte in nome di Allah il più dolce dei suoi desideri”.

    EBREI, EBRAISMO E SIONISMO
    Hamas non limita i suoi obbiettivi ad uno scontro con il sionismo nel contesto soltanto del conflitto arabo-israeliano. Essa si considera la punta di lancia di un movimento di massa in lotta contro gli “ebrei guerrafondai” è il “sionismo mondiale (art 32). Nella visione di Hamas, “i nemici” (ebrei, ebraismo e sionismo in questo contesto sono totalmente scambiabili tra loro) complottano contro il mondo.

    PALESTINA
    “Israele esisterà e continuerà ad esistere finchè l’Islam non lo cancellerà, proprio come ha cancellato altri prima di esso”. Questi i termini con qui Hamas dichiara le proprie intenzioni in una delle frasi d’apertura della Carta. Hamas punta ad istituire una Repubblica islamica su tutta la Palestina, considerata parte dell’eterno patrimonio mussulmano. La Carta afferma che nessuna parte della Palestina deve essere ceduta; “la Palestina è terra di proprietà islamica (waqf) consacrata alle generazioni mussulmane fino al giorno del giudizio.” (art. 11)
    Hamas rifiuta inoltre, tutte le iniziative e le cosiddette soluzioni di pace e le conferenze internazionali (…). Non c’è soluzione alla questione palestinese che non sia attraverso la Jihad. Iniziative, proposte e conferenze internazionali sono tutte perdite di tempo e sforzi vani.” (art.13)

    HAMAS E IL MONDO ARABO-ISLAMICO
    La Jihad, secondo la Carta, è un dovere per ogni mussulmano. La liberazione della Palestina è un dovere individuale per ogni mussulmano, dovunque si trovi” ed è legata a tre ambienti: palestinese, arabo e mussulmano (art. 14). Così, la visione di Hamas dei regimi e dei popoli arabi e del mondo islamico nel suo complesso, è determinata dal loro grado di devozione all’Islam e dalla loro dedizione alla lotta eterna contro il sionismo (art. 32,33).

    Ogni commento è superfluo

  3. Se si uccidono fra di loro va’ bene…cosi tanto altro…Se Israele si difende ..mobilitazione generale! Nauseante.
    @….peccato che fra gli aiuti umanitari…non siano arrivati fuochi d’ artificio…petardi.
    De Magistris avrebbe provveduto….fanno danni ma non uccidono…

  4. No! ‘ tanto si ammazzano fra di loro…’..Si sente affermare questo! Noi, Barbara in primis ..si nota tutto questo! E per paragone..se Israele si difende tutti in piazza con l’ odio e
    la bava alla bocca

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