POI VOLENDO CI SAREBBERO DA RICORDARE ANCHE QUESTI QUI

marò
barbara

  1. E intanto..

    Matrimonio indiano Brindisi

    Matrimonio mastodontico in Puglia per la figlia del magnate indiano. Non c’è niente da fare: l’Italia continua ad essere offesa nella vicenda Marò.
    L’ennesimo sberleffo dall’India, stavolta, arriva proprio in casa nostra: tra lunedì e martedì sono arrivati più di 20 tir a Fasano, in provincia di Brindisi, dove in località Savelletri sarà allestito il mega matrimonio della terzogenita del magnate del ferro indiano Pramod Agarwal.
    Camion frigorifero, cisterne d’acqua e camerini per gli artisti che si esibiranno negli spettacoli durante il banchetto che prevede l’arrivo di 800 invitati. Per l’evento saranno impegnate le strutture ricettive di San Domenico, Borgo Egnazia e Cala Masciola Beach e verranno installati due capannoni, uno per le cucine e l’altro per gli addobbi floreali.
    Sul web, intanto, si sta organizzando la protesta, proprio per esigere rispetto in riferimento alla vicenda dei due fucilieri di Marina ancora detenuti in India. A lanciarla è un gruppo di esponenti politici locali che su Facebook hanno creato il gruppo “Nessun amministratore fasanese al matrimonio indiano”. In queste ore, invece, è stata letteralmente intasata la casella di posta elettronica dell’amministrazione del Comune di Fasano e del sindaco, Lello Di Bari, da mail di protesta e da richieste di bloccare l’evento, alcune proveniente da militari dell’Accademia navale di Livorno.
    “Non possiamo tollerare che amministratori o detentori di cariche istituzionali fasanesi disonorino l’Italia partecipando al matrimonio” si legge sul social network “Non possiamo tollerare che Fasano si genufletta ai plutocrati di una nazione che tiene ostaggi in spregio al diritto internazionale due nostri connazionali da oltre due anni”.
    Sembra che gli indiani abbiano un debole nello sfruttare l’Italia come location per i loro matrimoni: nel 2011 la primogenita di Pramod Agarwal si sposò nell’isola di San Clemente a Venezia. Per l’occasione, intervenne anche la cantante Shakira, che secondo indiscrezioni potrebbe arrivare ad intrattenere con la sua musica anche i partecipanti all’evento pugliese.
    Chissà se Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, da oltre due anni trattenuti in India, si godranno lo spettacolo in diretta streaming…

    Qualche commento?

    • Il fatto è che l’India la soluzione ce l’aveva offerta su un piatto d’argento quando li ha rimandati a casa per Natale. Sarebbe bastato un pretesto qualsiasi per trattenerli qui, ma l’Italia ha voluto a tutti i costi rispedirli, e a questo punto non c’è praticamente più niente che l’India possa fare senza rischiare di perdere la faccia. La responsabilità della loro vergognosa prigionia ricade tutta sulle spalle dell’Italia.

      • E’ vero. Bastava che la magistratura italiana avviasse un procedimento, dato che la nave sulla quale erano in servizio i nostri marò era a tutti gli effetti territorio italiano e il fatto era avvenuto in acque internazionali. L’onore era salvo, per tutti, ma qualcuno ha voluto strafare e adesso vigliaccamente si nasconde. Sto pensando a re Giorgio e al professor Monti, quella della luce in fondo al tunnel.

        • Dopodiché l’India avrebbe fatto un po’ di mugugno proforma e un po’ alla volta la cosa sarebbe stata lasciata cadere.
          (Qualcuno ha detto che la luce in fondo al tunnel sono i fari del treno…)

  2. eh! Dovevamo far vedere che siamo precisi e di noi ci si può fidare…probabilmente perché abbiamo bisogno dell’India più di quanto l’India ha bisogno di noi….il made in China sta sempre più diventando made in India quindi…

  3. Non c’ è altro da aggiungere…Barbara e Saketurah sono stati chiari.fornendo delle risposte pratiche e concrete ad un problema …..Bravi! ….Sinceramente migliori di tanti politici..

    • Indubbiamente: basterà pagare quel milione di dollari che hanno chiesto, e che sicuramente sarà pagato, ovviamente coi NOSTRI SOLDI, che comunque andranno in mano a dei bravi ragazzi, assolutamente fidati, con cui loro parlavano via skype tutte le sere, e il gioco è fatto. Dopodiché un posto in qualche redazione in qualità di esperte di problematiche medio-orientali e, non appena ne avranno l’età, un posto in parlamento, non glielo toglie nessuno. Se almeno gliele lasciassero in mano e che ne facciano quello che vogliono, magari servirebbe da lezione, magari ci sarebbe qualche deficiente in meno che parte per fare l’eroe per andare in posti in cui, se proprio si vuole aiutare, ci devono andare medici, infermiere, ostetriche, tecnici al servizio della popolazione, mentre sta banda di deficienti servono solo come fabbriche di soldi per i terroristi rapendoli e chiedendo riscatti astronomici, con cui compreranno altre armi per continuare a massacrare la popolazione. Sarà cinismo, ma io davvero non muoverei un dito per liberarle, né dal punto di vista finanziario, né da quello diplomatico.

  4. Francamente nemmeno io. Comincio a preoccuparmi: quando mai sono stata così spietata verso delle ragazzette? Ho l’età per essere loro madre ma non provo un briciolo di comprensione o pietà. Invecchiare, capire il mondo e diventare cinici dev’essere un tutt’uno inevitabile, ma in questo caso ogni melensaggine o distinguo sarebbe davvero fuori luogo. Non sono due romantiche sprovvedute, credo che sapessero fin troppo bene da che parte della barricata si erano messe e ci stavano benissimo. Anche per me possono restarci, e hai ragione, pensare che il riscatto sarà pagato coi soldi di noi contribuenti rende il tutto solo più fastidioso.

    • Più che cinismo direi sana parsimonia: a ognuno di noi capita qualcosa di spiacevole dieci volte al giorno, e tu non puoi mica stare lì a commuoverti settanta miliardi di volte al giorno, e quindi è necessario dosare commozione ed empatia, riservandole ai casi che veramente lo meritano. Io di loro potrei tranquillamente essere nonna, e se fossero mie nipoti le avrei ammazzate di botte prima di farle partire. Un figlio che, avendo le competenze per farlo, volesse andare a fare volontariato in qualche ospedale africano, in qualche lebbrosario sudamericano, non avrei la minima difficoltà, nonostante l’ansia e la preoccupazione, a dare la mia benedizione, ma infilarsi in mezzo a un nido di terroristi con centomila bande diverse, in ceppi e catene le avrei messe! Tanto più che tutto quello che è successo lo abbiamo praticamente visto in diretta: abbiamo visto della gente per bene ribellarsi a una dittatura sanguinaria, gente che sarebbe stato sacrosanto andare ad aiutare, e nessuno si è mosso. E poi abbiamo visto infiltrarsi tra la gente per bene sempre più bande di terroristi e criminali comuni, che non sono sotto nessun aspetto migliori della dittatura contro cui combattono. Quindi se non sei proprio da cottolengo, sai perfettamente che se vai lì è questa gente che vai ad aiutare. E allora impiccati.

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