CONTINUA LA VERGOGNOSA GIUDEIZZAZIONE DI GERUSALEMME!

Articolo gentilmente segnalatomi. Inserirò nel testo alcuni commenti in grassetto.

Gerusalemme, 29 agosto 2014, Nena News – La colonizzazione di Gerusalemme prosegue a ritmi serrati.
Che sarebbe, per chi non lo sapesse, quella roba per cui un giorno da Marte sono arrivati degli ebrei e si sono messi a colonizzare Gerusalemme (Gerusalemme, 3000 anni di storia).

Mentre il mondo guarda a Gaza,
ah, ecco perché Israele ha scelto di farsi tirare in testa in poche settimane più di quattromila missili: per distrarre l’attenzione! Vuoi vedere che sono stati loro anche a fornirgli aiuto per scavare i tunnel e riempirli di armi? Sai com’è, a pensare male…

le autorità israeliane continuano l’opera di occupazione e giudaizzazione della Città Santa.
Ah già, la famosa terza città santa dell’islam…

Ancora una volta target è il quartiere palestinese di Sheikh Jarrah,
“palestinese” in che senso?

dal 1967 soggetto a confische di terre e di case palestinesi
e chissà quante terre ci saranno, in un quartiere che si trova nel cuore di una città…

a favore di organizzazioni e famiglie di coloni israeliani. Ieri il comune di Gerusalemme ha dato il via all’implementazione di un piano di costruzione di una yeshiva, una scuola religiosa ebraica, nel cuore del quartiere di Gerusalemme Est. Il piano, fanno sapere gli attivisti palestinesi di Sheikh Jarrah, era stato già approvato sei mesi fa. Ieri l’ok definitivo per l’apertura della scuola in un palazzo di nove piani e 10mila metri quadrati,
cioè più di mille metri quadrati per ogni piano?! Cazzarola!

tra la pompa di benzina Nasif e il centro medico al-Hayat. I palestinesi residenti nel palazzo saranno cacciati: l’ordine di evacuazione è già stato spiccato. Proteste dalla sinistra israeliana: Yosef Alalu, consigliere comunale palestinese,
“palestinese”? Un “palestinese” nel consiglio comunale di una città israeliana?

ha sottolineato come manchino 2mila classi nelle scuole arabe di Gerusalemme,
cioè, ci sono le scuole e dentro le scuole mancano le classi? O come altro sarebbe?

ma il comune ha come solo obiettivo quello di incrementare servizi e spazi per gli studenti ebrei. La terra su cui è costruito l’edificio era stata confiscata ufficialmente negli anni Ottanta
e dopo la confisca li hanno lasciati stare dentro per trent’anni? E ancora si lamentano?

secondo la legge degli Proprietari Assenti del 1950, uno dei più efficaci strumenti in mano israeliana per confiscare terre e proprietà palestinesi: la legge in questione prevede che tutte le proprietà di rifugiati, costretti con la forza ad abbandonare i propri villaggi e le proprie comunità dalle milizie sioniste nel 1948, perdono in automatico il diritto ad usufruire di terre e abitazioni che passano nelle mani del governo israeliano.
No, un momento: stiamo parlando della cosiddetta “Gerusalemme est”, giusto? Quella in cui c’è una cosa che si chiama “quartiere ebraico”, giusto? Quella che fino al 1948 era la parte più caratteristicamente ebraica di Gerusalemme; quella che in quella data la Giordania ha occupato e in quel momento ne ha immediatamente espulso tutti gli ebrei che vi risiedevano, alcune famiglie addirittura ininterrottamente dai tempi della Bibbia, e ha distrutto le sinagoghe, devastato i cimiteri, costruito latrine a ridosso del muro occidentale (“muro del pianto”), impedito, per tutto il tempo dell’occupazione illegale, l’accesso ai luoghi santi ebraici a tutti gli ebrei del mondo, e, soprattutto, riempito le case degli ebrei espulsi con popolazione araba. E allora, ci si chiede, da dove salta fuori la storiella dei “rifugiati” palestinesi che sarebbero stati costretti ad abbandonare le loro case di cui adesso rivendicherebbero la proprietà?

Ciò significa che i palestinesi fuggiti in Cisgiordania, pur essendo considerati “presenti”, si sono visti confiscare le proprietà a Gerusalemme e in tutto l’attuale territorio israeliano.
Potevano fare a meno di ascoltare gli inviti dei loro capi. Quelli che hanno invece ascoltato gli appelli a restare delle autorità israeliane sono quel milione e mezzo di arabi israeliani, che non hanno perso niente e che oggi sono cittadini israeliani con pari diritti, compreso quello di mandare in galera un presidente della repubblica ebreo israeliano.

Uno strumento che ha permesso negli anni alle autorità israeliane di appropriarsi di tutte le proprietà dei rifugiati palestinesi – durante la Nakba tre quarti della popolazione dell’epoca fu costretta all’esilio –
beh, sì: contando i lavoratori stagionali che sono tornati a casa loro nei Paesi arabi circostanti, contando quelli che si sono spostati di una dozzina di chilometri, contando quelli che erano arrivati lì da un paio d’anni attirati dalle nuove condizioni di vita create dai pionieri ebrei, il numero di quelli che si sono spostati da lì nel ’48 potrebbe anche avvicinarsi ai tre quarti di tutti gli arabi che si trovavano lì in quel momento. Forse un 15-20% di loro (forse), erano residenti di antica data.

e che è stato in particolar modo utilizzato a Gerusalemme. Da anni i residenti combattono contro gli ordini di confisca regolarmente emessi dalle autorità israeliane, trascinandosi dietro a procedimenti legali e appelli alla corte che hanno sempre avuto scarso effetto. Nel 2010 una sentenza della Corte Suprema israeliana ha stabilito che decine di case di Sheikh Jarrah appartengono a israeliani ebrei che sarebbero vissuti nel quartiere prima del 1948.
Eh certo, “sarebbero”: si sa che una narrativa vale l’altra, chi dice che la terra è tonda e chi dice che la terra è piatta, perché mai dovremmo discriminare una narrativa nei confronti dell’altra?
Nena News

E già che ci siete, date anche un’occhiata all’incessante furto di terra perpetrato dagli ebrei.
terra ebraica

barbara

  1. Israele rispetta il diritto di proprietà,chi ha dei titoli di proprietà validi troverà una corte Israeliana che glieli riconoscerà.Certo se ne parliamo con la Mogherini potremo trovare finalmente una soluzione per la pace.

  2. Un palestinese consigliere comunale in Israele, proteste della sinistra israeliana … mi suona sinistramente familiare. Sinistra che in Israele come in Italia li arruola e li fiancheggia, sostenendo il livoroso metodo della denigrazione e della manipolazione dei fatti.

    • Il fatto è che il consigliere comunale è arabo israeliano: in nessun modo può essere qualificato come palestinese. Le scelte lessicali sono SEMPRE politiche: la supergnocca – sia pure senza testa – Rula Jebreal viene definita palestinese mentre il muratore che durante una lite ha ammazzato l’avversario, stessa origine etnica, stessa nazionalità, viene indicato come arabo israeliano.

      • la supergnocca senza cervello definisce sé stessa palestinese, pur sapendo che se davvero lo fosse (se cioè invece che a Giaffa fusse nata a Gaza) col cavolo che si sarebbe presa un diploma da infermiera, per poi diventare esperta di questioni mediorientali dopo un paio di mesi in Italia (evidentemente sotto le lenzuola giuste, anche se per qualche oscuro motivo che le gnocche di sinistra possano fare queste cose non è contemplata come possibilità….)

        • E’ stato grandioso quella volta che, non mi ricordo dove, doveva prendere parte a una trasmissione insieme alla figlia di Gheddafi, e quella si è rifiutata di entrare nella stessa stanza con una infame israeliana!
          PS: farsi scopare per interesse è roba da zoccole, e di zoccole a sinistra non ne esistono, elementare Watson.

  3. I dati non corrispondono alla realtà storica e culturale del territorio, Gli arabi le sentono
    ..la riscrivono a propio piacere e interesse. La stampa…non solo la locale ma l’ occidentale
    molto spesso li fiancheggia rimanendo nel loro clima. La stampa vera casta. Molto spesso si inalbera processando chi descrive la realtà islamista chi l’ ha vissuta come
    cittadino o come giornalista reporter.Hanno detto solo la verità constatabile ma loro
    associandosi alle proteste islamiste accusandoli di antislamismo.Vera offesa per loro..
    e per i cittadini che leggono,vedono video immagini nelle quali gli islamisti spandono odio desiderio di morte verso i non islamisti…ed Israele in primis
    Loro vengono sostenuti , mentre chi descrive la realtà islamista condannato e non solo
    minacciato anche di morte ..con il sentore tipico degli islamisti che possono dire qualsiasi cosa ma nel nome della libertà..di parte.
    Mi sembra che cosi l’ informazione corretta venga penalizzata favorendone quella ipocrita,falsa prettamente propagandistica.con risultati molto nocivi.

  4. Ecco, è così da sempre.
    E’ questa la cosa triste, amara, ingiusta.
    Credo proprio che non finirà mai.

    Ora esiste una possibilità che il Mondo Occidentale si rivolti contro una parte dell’Islam che – nuovamente – sta dando prova di efferata crudeltà.
    Ma anche così, l’ostilità contro l’ebreo non finirà mai.
    Che amarezza.

  5. A Gerusalemme e a Roma, chiunque può entrarvi e farvi visita, inclusi i luoghi sacri. Alla Mecca no, la città (e non solo l’edificio che ospita il Cubo) è riservata solo ai musulmani.
    Dunque, chi è in realtà l’intollerante, è chiaro. Peccato che tante sono le arrampiucate sugli specchi.

    • A suo tempo ho postato la foto dell’autostrada per la Mecca nel punto in cui sulla strada che procede c’è il cartello “Muslim only” e quello “Non muslim” sullo svincolo per l’uscita”. Te la immagini una roba del genere in direzione del Vaticano?

      • Si griderebbe allo scandalo.
        Per quanto riguarda la mecca, quando vedo le foto dell’autostrada, rabbrividisco pensando a quei malcapitati (magari li per lavoro) che per distrazione sbagliano strada (può capitare a chiunque, a mio padre è successo tante volte, per fortuna che da noi non ci sono queste leggi, per cui basta trovare l’uscita. Alla mecca ci attenderebbe la scimitarra)

  6. Pingback: HAI PRESENTE GERUSALEMME EST? | ilblogdibarbara

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