LE GRANDI EMOZIONI

(praticamente fuori tempo massimo: prima l’incidente con tutto ciò che si è portato dietro, poi alcune assenze, poi la guerra, hanno interrotto la serie di racconti. Che vorrei adesso concludere, prima di ripartire)

Di alcune delle grandi emozioni che quel viaggio mi ha regalato ho già raccontato: Zichron Yaacov, Masada, Yad LaYeled, il padiglione dei giusti a Yad Vashem.
Un’altra grandissima emozione l’ho provata al kibbutz El Rom, sul Golan (a proposito: ci pensate che se Israele avesse dato retta a Stati Uniti e paccottiglia varia e avesse ceduto il Golan, adesso avrebbe l’ISIS dentro casa?), dove è stato proiettato un documentario sulla guerra del Kippur, quella che Israele ha seriamente rischiato di perdere – e se l’avesse persa avrebbe istantaneamente cessato di esistere. E proprio per questo l’ha vinta – con le registrazioni delle comunicazioni da un carro armato all’altro nel corso della battaglia svoltasi in quell’area, e le immagini, e la testimonianza di una vedova… Pochi occhi asciutti quando si è riaccesa la luce.
Ma l’emozione forse più intensa l’ho provata alla tomba di Ben Gurion.
Eravamo in ritardo sulla tabella di marcia, come facilmente succede in un viaggio organizzato molto intenso, e la guida aveva cominciato a prendere in considerazione l’ipotesi di lasciarla per il giorno dopo; il che, naturalmente, avrebbe reso necessario riprogrammare la giornata, forse saltando qualcosa. Allora l’autista si è messo a correre a rotta di collo, tagliando le curve, sorpassando a tutto spiano, e alla fine siamo arrivati che era ormai praticamente buio, e quando abbiamo raggiunto le tombe, sua e della moglie, lo spettacolo che ci si è presentato davanti è stato questo
tomba bg1
tomba bg2
e le tombe candide
tomba bg3
e infine, in una luce quasi spettrale, questo
tomba bg4
E a questo punto l’emozione è stata talmente forte che si è intasata e sono scoppiata a piangere, ma proprio un pianto dirotto, non mi fermavo più (per fortuna ho trovato almeno una spalla accogliente su cui posare la fronte e ammortizzare i singhiozzi).

barbara

  1. A questo punto il solo commento, o il più giusto, mi sembra l’augurarti di provare ancora belle emozioni come quelle descritte qui sopra, ma senza troppe lacrime.
    Buon viaggio!

  2. Pingback: SDE BOKER | ilblogdibarbara

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