BOH

Dice che la pistola, una Beretta calibro 9 Parabellum, stava in un borsello che stava in un cassetto della scrivania che non era chiuso a chiave. Dice che la bambina l’ha presa mentre i genitori erano in giardino e ci si è messa a giocare ed è partito un colpo (cioè, la pistola stava lì nel cassetto aperto senza sicura e col colpo in canna? A casa mia, prima di imparare come si carica un’arma, si imparava che un’arma non si tiene mai mai mai mai mai carica, per nessuna ragione al mondo, neanche all’aperto, figuriamoci in casa. A casa mia armi e munizioni stavano addirittura in due mobili separati. E un poliziotto non prende queste elementarissime precauzioni e tiene una calibro 9 senza sicura e col colpo in canna in un cassetto aperto? Boh). Dice che giocando, la bambina ha fatto accidentalmente partire un colpo, che il bossolo si è conficcato nella parete, che, forse spaventata dal colpo partito, ha sparato una seconda volta e il proiettile l’ha raggiunta alla tempia uccidendola sul colpo. Cioè, dalla pistola con cui sto giocando – perché in undici anni di vita nella casa di un poliziotto non ho mai avuto modo di sentir dire che una pistola non è un giocattolo, che è una cosa un tantino pericolosa e che non è il caso di usarla per giocare – mi parte un colpo e io, per lo spavento, invece di lasciarla cadere premo il grilletto una seconda volta? E lo faccio tenendo la pistola rivolta alla mia tempia? Boh. Dice che non ci sono dubbi sul fatto che si sia trattato di un tragico incidente. Boh.

barbara

    • Neanche in casa degli inquirenti, a quanto pare, che non hanno ritenuto di doversi fare qualche domanda in più (per esempio: qualcuno ha idea di cosa sia il contraccolpo di un’arma di quel calibro? Davvero una bambina riesce a mantenere l’impugnatura? Come ha fatto il proiettile a prendere la direzione della tempia?)

  1. Mah… non farei tanta attenzione a quel che dice il giornale, ho letto troppi ‘report’ che esprimevano l’opinione, stravolgentemente stravolta dei fatti, di chi scriveva, invece dei fatti veri o presunti, che io conoscevo in prima persona.

    Lavorando in stretto contatto con la Polizia (in Italia e all’estero) mi son resa conto che i nostri, come tutti, son molto meno fessi e ‘tipici’ (inclusi i dirigenti) di quanto noi tutti crediamo o ci vien dato di credere (da stampa e gruppuscoli vari)… inoltre, chissà quante uova alla frittata ha aggiunto ‘il reporter’… Che a volte l’italiano pecchi di qualunquismo e di negligenza è scontato – lo è la maggior parte di noi in tutte le situazioni possibili, specialmente quelle pericolose criminalmente, come in questo caso… ma…

    Sarà che son madre di un investigatore di polizia (unità speciale) e di un ex-casco blu, sempre in servizio attivo. Ho visto troppo spesso come il ‘giornalismo’ manipola e travisa l’informazione più semplice per “asservirla”… a qualsiasi agenda abbiano in testa – non si sa mai!

    Boh!? perché aggiungere ‘disgrazia’ alla vera disgrazia? Io aspetterei prima di…

    Scusami, Barbara, per aver osato… chissà che è veramente successo: poveri genitori, in ogni caso

    • Ma alla radio locale hanno detto le stesse identiche cose. E non mi sembra che ci abbiano ricamato granché su: difficile immaginare che la bambina abbia caricato da sola la pistola, quindi se ha sparato vuol dire che era carica e senza sicura. Poveri genitori o no, si tratta di negligenza criminale. E aggiungo il rinculo: con un’arma di quel calibro – di armi ho una più che discreta esperienza – dalla mano di una bambina l’arma schizza fuori da sola. E maneggiando imprudentemente un’arma potrai spararti a un piede. Al massimo – ma ci vuole proprio molto – in faccia: a una tempia MAI.
      Anni fa alla radio hanno dato notizia di un incidente di montagna. Quando il cronista ha finito di esporre “l’incidente” ho detto ma come?! E hanno lasciato il marito a piede libero?! Una settimana dopo il marito è stato arrestato per omicidio premeditato (la stessa cosa avevo detto, immediatamente, per Annamaria Franzoni): ci sono cose che proprio saltano agli occhi, e qui ce n’è un bel po’ di queste cose.

  2. Ho anch’io una pistola in casa, carica, i giornali la definirebbero “d’ordinanza” ma è mia, sono un contractor non un poliziotto.
    E’ una Walther P99, spero che i più sensibili tra i lettori di questo blog mi perdoneranno se ho scelto tecnologia tedesca, la Desert Eagle mi era preclusa.
    Appena iniziato questo lavoro l’ho mostrata ai ragazzi (3), ho spiegato loro il funzionamento ed impartito le regole di comportamento.
    Credo di essere stato convincente perchè se in casi eccezionali gli chiedo di portarmela da una stanza all’altra lo fanno in sicurezza che neanche nei film.
    Fortuna?
    Spero di no.
    Resta il fatto che chiunque abbia a che fare con armi da fuoco sa (o meglio deve sapere) che “il proiettile parte solo se tiri il grilletto”:
    Tertium non datur.
    “…la stavo pulendo ed è partito un colpo…” la racconti a qualcun altro.
    Perdonatemi se ora scendo nel tecnico.
    La mia P99 per sparare ha bisogno, col percussore a riposo, di una forza di 7 kg.
    Spostate voi 7 kg con un polpastrello, se avete 11 anni.
    Non userete il polpastrello bensì la falange centrale perchè nei film si vede così.
    Beh, le probabilità che il proiettile si infili nella vostra tempia sono da prefisso telefonico, con lo zero davanti, per intenderci.
    Perdipiù non stiamo parlando della mia teutonica zweihander ma di una Beretta 98, ottima arma da guerra ma leggermente più complicata e pesante.
    Un kg e rotti vuota conto i miei 950 g. con 15 proiettili.
    La finisco qui: la storia non sta in piedi.
    Qualcuno ha tirato il grilletto e la bimba era in traiettoria.
    Punto.
    Un aforisma citato da chi porta armi dice: “sono le pistole (che si credono, ndr) scariche quelle che uccidono”.
    Beh, penso che forse non siamo tanto distanti.
    La mia solidarietà verso un genitore che magari per una cazzata ha perso una figlia, probabilmente il lavoro, dovrà subire un processo, non viene meno.
    Ma nessuno cerchi di raccontarmi frottole, per favore.

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