QUANDO “NEGRO” NON ERA UNA PAROLACCIA

barbara

  1. Chissà perchè c’è sempre qualche cretino progressista che decide ciò che è corretto dire e ciò che non lo è.
    Poi succede che ai diretti interessati importi nulla, ma si trovano sempre altri imbecilli seguaci della ideologia di moda.
    A Milano ci sono spazzini comunali che indossano una casacca catarifrangente con una scritta sul retro: “spazzino”. Non “operatore ecologico” come vorrebbero i cretini (si metterebbe a ridere anche la loro scopa….). Speriamo che duri…..
    Quanto ai negri, non mi risulta facciano molto caso al fatto di essere definiti così invece che “di colore”, neri, afro-americani.
    Se mai è il tono con cui vengono dette le parole che conta.
    In U.S.A. è ritenuto offensivo “nigger” per il tono con cui veniva pronunciato dagli schiavisti (e razzisti), e di cui si è conservata memoria.
    Per dire, se guardo con espressione cattiva una persona, e con voce irosa le grido: “asindeto” oppure “anacoluto” (come prof ne puoi suggerire molti altri), che nemmeno sa cosa vogliano dire, è facile che si offenda……..

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