CHE UNO DICE MA SÌ DAI

Spendo un po’ di più ma almeno viaggio comoda e arrivo presto. E prenota i treni veloci. Poi succede che per una serie di ragioni devo essere accompagnata alla stazione parecchio in anticipo sull’orario del mio treno. Stupidamente non mi passa neanche per la testa di guardare se per caso c’è un treno che parte prima: ho il mio posto prenotato sull’intercity, perché mai dovrei prendere un altro treno? E dunque aspetto il mio intercity. Che arriva in ritardo. Talmente in ritardo che perdo la coincidenza con la Frecciarossa. Mi va ancora bene che di lì a cinque minuti c’è un altro treno, solo che è un regionale veloce, e impiega tre ore invece che un’ora e zero due. Tre ore in un’affollata seconda al posto di un’ora in una comoda e spaziosa prima (c’era una promozione). Durante le quali mi sono anche sorbita una lunga lezione di cucina impartita da una passeggera al telefono che ha fatto sghignazzare sgangheratamente me e tutte le vicine di posto (“no, lo zucchero va messo a metà cottura, se no viene cattivo” “quattro chili, ce ne vogliono quattro chili” “mi raccomando, lo zucchero a metà cottura” “io le mele ce le metto, tre mele su quattro chili cosa vuoi che facciano?” “non dimenticarti che lo zucchero va messo a metà cottura” “una goccia lucida, se non fa la goccia lucida non va bene, vuol dire che hai sbagliato qualcosa” “ricordati che lo zucchero va messo a metà cottura”). E poi il treno ha cominciato a fermarsi in aperta campagna e ad accumulare ritardo, facendomi temere di perdere anche l’altra coincidenza, poi invece ce l’ho fatta, ma in conclusione per meno di quattrocento chilometri sono rimasta in viaggio nove ore e mezza.
Meno male che sono giovane e forte, va’.
E che ho visto una bella botta di amici.


(ach, voi poveri giovani che non avete conosciuto voci come questa!)

barbara

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E A PROPOSITO DI ISRAELE

(io ci sarò)

ISRAELE: ARCHEOLOGIA E NATURA
Dall’ 1 all’ 8 settembre

1 SETTEMBREITALIA – ISRAELE- GERUSALEMME
PARTENZA DALL’ITALIA CON VOLO EL AL ORE 12.00, ARRIVO ORE 17.00 INCONTRO CON LA GUIDA E TRASFERIMENTO A GERUSALEMME, SISTEMAZIONE IN HOTEL, CENA. PASSEGGIATA NEI VICOLI DELLA CITTA’ VECCHIA, PERNOTTAMENTO

2 SETTEMBREGERUSALEMME
PRIMA COLAZIONE IN HOTEL, GIORNATA NELLA CITTA’ VECCHIA, LE MINIERE DEL RE SALOMONE (la più grande miniera sotterranea dell’antichità), PORTA DI DAMASCO, BAZAAR, QUARTIERI , MURO DEL PIANTO, SANTO SEPOLCRO, PRANZO LIBERO, NEL POMERIGGIO VISITA ALLA CITTA’ DI DAVIDE, TUNNEL DI EZECHIA, CAMMINO FINO ALLA SORGENTE DEL FIUME GHION, PALAZZO DEL RE DAVIDE, RIENTRO IN HOTEL, CENA E PERNOTTAMENTO

3 SETTEMBREGERUSALEMME – MAR MORTO
PRIMA COLAZIONE IN HOTEL, SI LASCIA LA CITTA’ SANTA IN DIREZIONE DEL MAR MORTO , SOSTA PRESSO IL MONASTERO MUSSULMANO ABBANDONATO DI NEBI MUSSA, SI CONTNUA VERSO LA RISERVA NATURALE DI ARUGOT, CON PASSEGGIATA NEI PRESSI DEL TORRENTE CHE LA ATTRAVERSA RICCO DI PISCINE E CASCATE, PRANZO LIBERO, NEL POMERIGGIO ARRIVO IN HOTEL E AL TRAMONTO PASSEGGIATA VERSO LA CIMA DEL MONTE SODOMA. RIENTRO IN HOTEL, CENA E PERNOTTAMENTO.

4 SETTEMBREMAR MORTO – JERICO – GALILEA
ALL’ALBA TOUR DEL SORGERE DEL SOLE A WADI ZOAR, VISITA DEI RUDERI DI SODOMA E GOMORRA, RIENTRO IN HOTEL PER LA COLAZIONE, PARTENZA ALLA VOLTA DI JERICO, INCONTRO CON I PALESTINESI CRISTIANI DELL’ISTITUTO DELLA PACE, SALITA AL MONTE DELLE TENTAZIONI E VISITA DEL MONASTERO GRECO DI SAN GIORGIO, PRANZO LIBERO, PROSEGUIMENTO VERSO LA GALILEA CON SOSTA PRESSO LA FORESTA SVIZZERA, SENTIERO PANORAMICO LUNGO IL LAGO DI TIBERIADE, SOSTA PRESSO IL PALAZZO DI BERENICE. ARRIVO AL KIBBUTZ, CENA E PERNOTTAMENTO.

5 SETTEMBREGALILEA – LAGO DI TIBERIADE –
PRIMA COLAZIONE IN HOTEL, PARTENZA ALLA VOLTA DEL MONTE HERMON, LA CIMA PIU’ ALTA DI ISRAELE, SALITA IN FUNIVIA, PROSEGUIMENTO VERSO IL LAGO DI TIBERIADE PER TRASCORRERE ALCUNE ORE DI RELAX PRESSO IL FIUME ZAKI DOVE SI POTRA’ FARE UN’ESCURSIONE ATTRAVERSANDO FAUNA E FLORA TROPICALE. PRANZO LIBERO, NEL POMERIGGIO SI ARRIVA AL MONTE YAVNIT NELLA CATENA DELLE MONTAGNE NAFTALI E SOSTA PRESSO LE GROTTE. RIENTRO AL KIBBUTZ, CENA E PERNOTTAMENTO.

6 SETTEMBREGALILEA – SAFED –
PRIMA COLAZIONE IN HOTEL, PARTENZA ALLA VOLTA DI SAFED, LA FAMOSA CITTA’ CABALISTICA, INCONTRO CON I MUSICISTI E VISITA ALLA YESHIVA DI BAR YOCHAI, TEMPO LIBERO NELLE STRADINE RICCHE DI NEGOZI DI ARTE JUDAICA, PRANZO LIBERO, NEL POMERIGGIO SALITA SULLA CIMA DEL MONTE MERON LA MONTAGNA PIU’ ALTA DELLA GALILEA DA CUI SI GODE DEL PANORAMA DI TUTTA LA GALILEA CENTRALE, CONCERTO PER FLAUTO NELLA NATURA. RIENTRO AL KIBBUTZ, CENA E PERNOTTAMENTO.

7 SETTEMBREHAIFA – TEL AVIV
PRIMA COLAZIONE IN HOTEL, PARTENZA ALLA VOLTA DI HAIFA, SOSTA PRESSO L’ UNIVERSITA’ CON LA PINACOTECA CHE RACCHIUDE OPERE DI VAN GOGH, MODIGLIANI E RENOIR, VISITA DEL MONASTERO DI STELLA MARIS E DISCESA FINO ALLA GROTTA DI ELIA. PRANZO LIBERO, NEL POMERIGGIO SI GIUNGE A TEL AVIV, SISTEMAZIONE IN HOTEL, CENA, TOUR DI JAFFA E SHEINKIN, PERNOTTAMENTO.

8 SETTEMBRETEL AVIV – ITALIA
PRIMA COLAZIONE IN HOTEL, MATTINATA A DISPOSIZIONE DEI PARTECIPANTI, PRANZO LIBERO, NEL POMERIGGIO TRASFERIMENTO IN AEROPORTO PER IL VOLO DI RIENTRO CON PARTENZA ORE 18.25 ED ARRIVO A MILANO ORE 21.45. FINE DEI SERVIZI

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Prezzi per persona in camera doppia:
PARTECIPANTI: 15-19 € 1.520 20-24 € 1.45025 – 29 € 1.400; 30 – 34 € 1.360
Il prezzo definitivo verrà stabilito al termine delle iscrizioni)
SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA € 380
Camere triple adulti disponibili con supplemento

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La quota comprende:
VOLO A/R MILANO MALPENSA CON EL AL , TASSE AEROPORTUALI E FUEL (ad oggi € 214); ASSISTENZA IN ARRIVO; 7 PERNOTTAMENTI IN HOTEL /KIBBUTZ 4 STELLE; TRATTAMENTO DI MEZZA PENSIONE; ASSISTENZA PER TUTTO IL PERIODO DI UNA GUIDA PARLANTE ITALIANO; TUTTE LE VISITE E LE ENTRATE PREVISTE DAL PROGRAMMA, PULLMAN DE-LUXE CON ARIA CONDIZIONATA E FREE WI-FI; MANCIA A GUIDA E AUTISTA, ASSICURAZIONE MEDICO- BAGAGLIO; DOCUMENTAZIONE DI VIAGGIO  

La quota non comprende:
6 PRANZI IN CORSO DI VIAGGIO; BEVANDE AI PASTI; ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO

EXTRA IN GENERE

NOTA:
Il viaggio prevede alcune escursioni a piedi, si richiede pertanto buona capacità di resistenza

TERMINE  ULTIMO PER LE ISCRIZIONI
25 GIUGNO

Necessario passaporto con validità di almeno 6 mesi dalla data di partenza

(se qualcuno fosse interessato me lo faccia sapere, e gli mando il modulo di iscrizione)

E poi beccatevi questo

barbara

OGGI È YOM HAATZMAUT

Proprio in questi giorni abbiamo visto le terribili immagini, appena messe in circolazione, di quei bambini rimasti per sempre bambini.

Lo stato di Israele non è, come sostengono gli antisemiti, nato grazie alla Shoah: Israele è nata NONOSTANTE la Shoah. Se lo stato di Israele ci fosse stato allora, la Shoah non sarebbe avvenuta; non in quelle proporzioni, almeno: gli ebrei in fuga dal furore nazista vi sarebbero stati accolti, invece che presi a cannonate dagli inglesi (quegli inglesi che avevano avuto dalla Società delle Nazioni il mandato allo scopo preciso di dare vita allo stato degli ebrei!)
Poiché non vogliamo più vedere bambini destinati fin dalla nascita a restare per sempre bambini, poiché i nostri bambini vogliamo vederli crescere, e diventare uomini e poi vecchi e poi alla fine morire nel proprio letto circondati da figli e nipoti e magari pronipoti, per questo noi sosteniamo e sosterremo con tutte le nostre forze questo stato meraviglioso. Se poi vi serve qualche ragione in più per amarlo…

barbara

PELLE D’ANGELO

(Leggenda di Natale un po’ scema)

Nello sfogliare le migliaia di carte che non ho fatto in tempo a setacciare e selezionare di là e che ho quindi portato qui in blocco, mi è capitato in mano questo raccontino che non ricordavo di avere scritto, però adesso che l’ho trovato so quando l’ho scritto: esattamente trentaquattro anni fa, quando c’era qualcuno che mi amava e che mi chiamava pelle d’angelo.

Era primavera, la prima primavera del creato. Il vento soffiava lieve, sui prati del Paradiso e sui prati dell’Inferno, portando fermenti sconosciuti. Lucifero se ne andava a zonzo, irritato, irrequieto, senza saper che fare. Si fermò presso un ciliegio e ne colse un frutto rosso, ma poi si accorse di non averne voglia, e lo gettò. Si fermò presso un ruscello e ne colse l’acqua con le due mani, ma poi si accorse di non avere sete, e la lasciò cadere. Camminò e camminò finché si lasciò cadere, spossato, ai piedi di un albero. Fu allora che vide, lontana fra le nubi, la regina degli Angeli. Anche lei era presa da una strana irrequietezza, quel giorno, e dall’alba volava e volava, senza trovare dove posarsi. Lucifero era bello, e la regina degli Angeli era bella: si videro e si innamorarono. Era un amore proibito, contrario a tutte le leggi del creato, lo sapevano bene, ma sapevano anche che l’amore non conosce leggi, e decisero di amarsi ugualmente. Si amavano di nascosto, fra le siepi, dietro i cespugli, al riparo dagli occhi di Angeli e Diavoli. Il loro amore fu scoperto, tuttavia, quando la regina degli Angeli fu in attesa di un figlio. Furono messi al bando, e venne assegnato loro un piccolo angolo del creato dove vissero in attesa del figlio che doveva venire. Era venuto troppo in fretta, questo figlio, e non avevano avuto tempo di mettere all’opera i loro poteri per costruirlo con cura. Nacque una bimba bella ma fragile, dall’animo angelico e demoniaco nello stesso tempo. La chiamarono Pelle d’Angelo. Non era destinata ad avere fortuna, Pelle d’Angelo, perché Angeli e Diavoli scaricarono ogni maledizione su di lei, frutto mostruoso di un amore mostruoso. Il tempo passava, Pelle d’Angelo cresceva e i suoi genitori non si amavano più: rimpiangevano di aver dovuto lasciare i loro regni e se ne incolpavano a vicenda; ogni giorno la casa risuonava delle loro grida, delle loro accuse. Pelle d’Angelo non sapeva che fare: sapeva che non c’era posto per lei in Paradiso, né all’Inferno, ma non resisteva più a vivere coi genitori che ormai si odiavano. Alla fine decise di provare a vivere fra gli uomini, e scese sulla terra. Gli uomini l’accolsero bene, perché era bella e gentile, ma dopo un po’ presero a guardarla con sospetto: gli uomini buoni si accorgevano che c’era in lei qualcosa di molto cattivo; gli uomini cattivi si accorgevano che c’era in lei qualcosa di molto buono. E gli uni e gli altri sentivano che era di un’altra natura, che non era una di loro. A volte gli uomini la cercavano, volevano accarezzare la sua pelle d’angelo, ma lei fuggiva, non voleva legarsi a un uomo, non voleva soffrire ancora. Poi, un giorno, incontrò un uomo dolce, che sapeva parlarle. Anche lui sembrava mezzo angelo e mezzo diavolo, e sembrava capirla. Si lasciò accarezzare da lui, e si legò a lui, ed era molto felice: le sembrava di appartenere ormai alla specie degli uomini. Ma venne un brutto giorno. Il suo uomo la stava accarezzando, e lei era felice, e guardandolo negli occhi gli disse: “Ti amo”. L’uomo la guardò negli occhi e con voce dura disse: “No, non dobbiamo amarci, non è bene per noi”. Pelle d’Angelo fuggì, corse per giorni e giorni, con la disperazione che le esplodeva nella testa. Corse e corse, finché un giorno avvertì qualcosa di strano nell’aria: le campane suonavano, l’aria era satura di profumi insoliti, gli uomini sembravano più contenti. Si avvicinò di nascosto a una casa e spiò dalla finestra: tutti si abbracciavano, con le braccia piene di doni, e gridavano: “Buon Natale! Buon Natale!” Pelle d’Angelo non sapeva cosa fosse il Natale, ma capiva che doveva essere una cosa che faceva tutti contenti. E lei era lì, al freddo, al buio, così sola, così infelice perché gli angeli non la volevano e i diavoli non la volevano, e gli uomini non la volevano e non aveva nessuno che le dicesse “Buon Natale”. Riprese a correre. Corse e corse finché giunse al mare. Quando lo vide provò una gran pace: “Ecco – disse – finalmente sono arrivata: ora non dovrò soffrire più”. Si sporse oltre la roccia e spiccò un salto. E il mare, finalmente, ebbe pietà di lei, la accolse e le diede la pace. Dal suo corpo, posato sul fondo, nacquero dei coralli, chiari e delicati come la sua pelle, e i pescatori che li trovarono li chiamarono “pelle d’angelo”. Si trovano ancora oggi: gli uomini li donano alle loro donne come pegno d’amore, in memoria di Pelle d’Angelo, che l’amore non lo conobbe mai.
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(noi ci vediamo fra un paio di giorni)
barbara

ACH SHELÌ – FRATELLO MIO

Il “fratello” è ognuno dei 67 soldati caduti nel corso della guerra di Gaza la scorsa estate (guerra che presto, con tutta probabilità, toccherà riprendere, grazie alle generose donazioni che il mondo intero sta elargendo ai terroristi affinché possano riarmarsi e scavare nuovi tunnel).
Ognuno di quei soldati dovrebbe essere, per ognuno di noi, ach shelì.
E dedico questo post alla memoria di rav Elio Toaff, che lo avrebbe sicuramente apprezzato.


barbara

 

L’INFAME SORRISE

I più giovani non so, ma tutti quelli che hanno un po’ di anni sulle spalle sanno che l’infame è Franti. Il quale Franti è uno scolaro di terza elementare, ossia un bambino di otto anni. Ed è da quando ho letto il libro, quasi sessant’anni fa, che non smetto di chiedermi: ma quanto infame deve essere l’animo di un uomo capace di attribuire l’infamia A UN BAMBINO DI OTTO ANNI!

barbara

IO, COME AL SOLITO, MI DOMANDO

Dice che suo marito soffre di turbe psichiche. Cioè, voglio, dire, non è che si possa invocare un raptus che nessuno poteva prevedere o immaginare: quest’uomo è matto e tu lo sai. E sapendo che è matto lo sposi. Non solo: sapendo che è matto ci fai un figlio. Non solo: sapendo che è matto – e che contro il parere dello psichiatra ha interrotto la terapia farmacologica – ti allontani lasciandolo solo col figlio neonato. Non solo: dopo aver constatato che se n’è andato in macchina col figlio e che si nega al cellulare, aspetti OTTO ORE prima di denunciare la sua fuga. La mia domanda è: donna, ma quanto baldracca sei?

barbara