ADDÌ LI DUE DI APRILE ANNO DOMINI DUEMILAEQUINDICI

Tutto il giorno senza riscaldamento, con le finestre aperte e senza calze. Mi pare fantascienza, mi pare, a me che io per vedere la primavera dovevo aspettare il giorno del giudizio.


barbara

VI AGGIORNO UN PO’ SUI FATTI MIEI

Avevo cercato un’estetista in internet, e ne ho trovata una a duecento metri da casa; ho detto proviamo la più vicina, se non mi trovo bene ne cercherò un’altra. Sono andata a chiedere un appuntamento per una pulizia al viso e me l’hanno dato per il giorno dopo. Arrivata lì, la ragazza mi dice che mi devo spogliare e mettere di pancia, perché loro usano iniziare con lo “sblocco”, ossia un massaggio alla schiena per rilassare, in modo che poi il trattamento risulti più efficace. Appena ha cominciato a infilarmi le dita tra le vertebre, mi sono resa conto di quanto queste settimane di pesi alzati (un cartone di 45X36X32 pieno di libri PESA), spostati, tirati, posati eccetera eccetera abbiano massacrato la mia povera schiena, già di suo afflitta da artrosi lombare (oltre che cervicale), così poi ho chiesto un altro appuntamento per un massaggio alla schiena, e me lo hanno dato per il giorno dopo, cioè ieri. Un massaggio che (per la stratosferica cifra di euro 20 – quando l’ho letto sulla ricevuta non credevo ai miei occhi) mi ha rimessa al mondo: posso muovermi in tutti i modi e da tutte le parti e non sento più il minimo dolorino. Quanto alla faccia dell’altro ieri, se mi fossi incontrata per strada non mi sarei neanche riconosciuta. Poi ieri uscendo dal massaggio mi sono fermata dalla parrucchiera (a trenta metri da casa) per una sforbiciatina, cosa che la signora ha fatto con mano da artista, preceduta da un lungo massaggio sciamposo effettuato dalle lunghe dita di un giovane nonché affascinante figlio del nostro bellissimo sud. Rimessa a nuovo, insomma.
In compenso la mia scorta di energia è praticamente arrivata al capolinea, ma insomma non si può avere tutto dalla vita. Ho ancora una decina di cartoni di libri una valigia e alcune borse più cose sparse sul ripiano di vari mobili nello studio, due cartoni una valigia e mezzo pavimento ingombro in camera, e condizioni indescrivibili in sala. Il resto è tutto a posto: il che, tenendo conto che il punto di partenza erano circa 150 cartoni (non tutti piccoli come quelli di cui ho dato la misura più sopra) e una cinquantina tra borse e valigie, non è davvero poco.


barbara