RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

Post pubblicato grazie alla cortese ospitalità dell’amica “Frine”.

Quando ho saputo la data esatta in cui avrei traslocato, verso fine febbraio-inizio marzo, ho chiamato la telecom e ho chiesto il trasferimento della mia utenza per il giorno 16 marzo dal comune in cui risiedevo allora a quello in cui mi sarei trasferita (comune che – NOTA PER I LETTORI DISTRATTI – non ho MAI nominato nel blog. Chi lo conosce per avermelo sentito nominare IN PRIVATO, è cortesemente pregato di evitare riferimenti geografici in pubblico. Grazie). Ho dato l’indirizzo dell’abitazione e l’IBAN del conto che avevo aperto qui, e l’operatrice mi ha dato il numero di telefono e l’appuntamento con il tecnico che avrebbe provveduto ad effettuare l’allacciamento.
Qualche giorno prima del trasloco comincio a ricevere tutta una serie di chiamate dalla telecom in cui, in tono un po’ perplesso, mi si chiede di confermare la richiesta di trasferimento (“Ah. No, perché qui… Quindi conferma?” Naturalmente confermo, sì). Il 14 marzo ricevo un SMS in cui mi si ricorda l’appuntamento con il tecnico per il giorno 16 dalle 13 alle 14; il giorno 16, verso mezzogiorno e mezzo mi chiama il tecnico per chiedermi conferma della mia presenza in casa, dice vado a mangiare un boccone e poi passo da lei, e dopo un’ora arriva, effettua l’allacciamento e da quel momento in poi, felicemente, telefono e navigo.
Passano due mesi, vado in Israele, ritorno, rientrando alle 4 di mattina, vado a dormire e in tarda mattinata accendo il PC, scarico la posta, do un’occhiata veloce al blog e spengo, perché ho miliardi di cose da fare. Nel tardo pomeriggio lo riaccendo e trovo che non mi posso connettere, il modem ha una spia in meno, a volte anche due, a volte fisse e a volte lampeggianti. La mattina dopo la situazione è immutata e chiamo la telecom, per sapere se è il mio modem, peraltro nuovo, ad essere partito, o se è un problema loro: mi viene detto che sarò contattata da un tecnico entro 48 ore (e io già comincio a sudare freddo). Passa un’altra giornata e in nottata una persona mi chiama sul cellulare, e mi informa che prima aveva provato a chiamare sul fisso ed era stato informato che “il numero da lei selezionato è inesistente”. Provo anch’io dal cellulare e ricevo lo stesso messaggio, oltre a constatare che non funziona neanche in uscita. Al termine delle 48 ore un tecnico chiama e provvedo a informarlo della novità; mi richiama un’ora più tardi e mi dice che ha controllato, che non c’è nessun problema tecnico, che evidentemente l’utenza deve essere stata sospesa per problemi amministrativi e mi invita a richiamare il 187 per vedere di risolvere la questione. E nel frattempo io sono senza connessione, ossia tagliata fuori dal mondo, da sessantadue ore, e in crisi d’astinenza da sessantuno e tre quarti. Chiamo, spiego, come al solito mi si assicura che verrò ricontattata dopo 48 ore, mi faccio altre 48 ore praticamente sull’orlo della crisi isterica, non ricevo alcuna chiamata e richiamo io. Trovo un tizio che ha la pazienza di stare ad ascoltare tutta l’odissea, nel frattempo evidentemente scartabella in giro e alla fine mi spiega che il numero che mi era stato assegnato, apparteneva precedentemente a un’altra utenza (questo lo sapevo, dato che ero stata ripetutamente chiamata da persone che cercavano la titolare precedente, soprattutto persone che si qualificavano come “ispettore”), e quel numero era stato chiuso per morosità (6000 euro, per la precisione). E qui fermiamoci un attimo a ragionare. Quel numero, quando mi è stato assegnato, era già in odore di scomunica, i seimila euro di debito erano già stati accumulati, il provvedimento di sospensione nei confronti della precedente titolare insolvente era già stato preso (in una delle mie varie chiamate, che qui ho ridotto per semplificare, mi è stato detto: “Sì, lei aveva chiesto un trasferimento, ma poi è stato annullato e non se ne è fatto niente e il numero non è mai stato attivato, no?”). E la domanda è: MA PERCHÉ CAZZO NON LO HANNO CANCELLATO E LO HANNO INVECE DATO A ME?!
Vabbè. Il tizio dice che quel numero ormai è perso e non ci si deve più pensare, che siccome quel numero si riferiva a un trasferimento, bisogna annullare anche il trasferimento e fare un contratto nuovo, che lo possiamo fare subito, che adesso chiudiamo la chiamata e mi fa contattare subito subito dal collega competente per queste faccende, che sarò richiamata fra cinque minuti. In effetti di minuti ne passano si e no due, col nuovo tizio stipuliamo il nuovo contratto, naturalmente dovrà di nuovo passare un tecnico per l’allacciamento (e pagare di nuovo, immagino, visto che tutto quanto fatto finora si è perso nei labirintici meandri della telecom), e la prima data disponibile è l’8 giugno. Diciotto giorni senza connessione. Diciotto giorni tagliata fuori dal mondo. Diciotto giorni in cella di isolamento. Nessun diritto a una procedura d’urgenza a parziale risarcimento del casino che hanno combinato loro. Niente, diciotto giorni. Come dice Barney Panofsky: cazzo cazzo cazzo.
E se per caso nei prossimi giorni leggerete di una folle esagitata che si è messa improvvisamente a sparare sulla gente, per favore venite a testimoniare che ho le circostanze attenuanti. Grazie.

barbara

  1. Ah, dunque era per questo che ti si leggeva poco….
    Se “mal comune” eccetera, sappi che traslochi e trasferimenti di base sono un macello con qualsiasi operatore (salvo casi fortunosi, ma tu non potresti sperare nemmeno, cara la mia Giona). Anzi, a dirla tutta mi stupisco che nel tuo caso possano essere *solo* 18 giorni: minimo minimo ti si deve brematurare anche il prossimo numero appena torni da un qualsiasi viaggio*

    *deh! È solo in funzione scaramantica, mica che ti metti di nuovo a piangere, eh?!…😉

  2. Pensavo…speravo in una lunga vaganza ” meritata..dopo il trasloco” in
    Israele.
    Inaudito! Incompetenza ! Il tutto da rimediare in tempi veloci da parte della Telecom…invece il tutto deve essere risolto dopo 18 giorni!
    @ una mia amica..è passata a Vodafon…tempi brevi” nell’ ordine di qualche giorno ..inconveniente…diverso personale non italiano che non comprendeva” incazzata”
    l’ italiano..nemmeno comunicando il nominativo lettera per lettera ..tT..o..m..m..etc.E qui diversi disguidi.
    Qui in casa..Info-strada. Intestato al coinquilino.
    Anche al precedente indirizzo l’ avevo anche io.Mi trovavo bene..quando
    ne ebbi bisogno..problemi di linea..le classiche 48h.
    Hai piu’ che ragione per sentirti arrabbiata e stressata. 18 GIorni di attesa! Made in Italy.

  3. Ti capisco benissimo! Io ho avuto problemi con internet per una giornata ed ero in crisi (e’ vero che a me serve per lavoro, ma non sottilizziamo) – sentendo poi le continue proteste di mio figlio. Ormai non si vive piu’ senza! So comunque in Italia di una persona che ha aspettato mesi per avere un collegamento funzionante con internet….

  4. Oyoyoyoy, Barbara!
    Per puro caso ripasso, non aspettandomi niente fino al prossimo otto, giorno che – annunciazione annunciazione – ci è stato dato come data del tuo ritorno sul blog, o perlomeno in internet: e scopro che non è neanche sicuro!
    Tremo al pensiero di ulteriori complicazioni e ritardi: per te, ma un pochino anche per noi, “Barbara-dipendenti”.
    A fra quattro giorni, mi auguro e TI auguro!
    Nel frattempo, resisti e consolati con tanto mare: forse il meteo ormai lo permette, vero?

  5. Un amico mi fa: “Sai che la Telecom offre una nuova tariffa flat, a un ottimo prezzo, che comprende pure le chiamate su tutti i telefonini?” Io gli rispondo: “Sta bbuono addò sta”. Ho il terrore di fare qualsiasi cambiamento sulla linea telefonica… ho avuto esperienze agghiaccianti. E alla fine mi sono accontentato del numero che ho adesso, precedentemente appartenuto a un tizio di nome Nunzio che ha fatto chissà quanti inguacchi con le immigrate romene… Ho ricevuto chiamate dalle Forze dell”Ordine e dall’estero… Sono passati più di 5 anni e ancora oggi ricevo telefonate per questo stronzo di Nunzio.

  6. Pingback: TELECOM: TELENOVELA CONTINUA | ilblogdibarbara

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